venerdì 30 ottobre 2020

ONE TIN BAKES: TIRIAMO LE SOMME?

 

Nessuno dubita, purtroppo, che questo 2020 finirà sui libri di Storia, per ragioni arcinote che non è il caso di ricapitolare qui. Tuttavia, se mai si dovesse scrivere anche la storia dello Starbooks :), quest'anno avrebbe la stessa dimensione epocale che altrove: in primis, per averci imposto uno stop, per la prima e ci auguriamo ultima volta. In secundis, per aver segnato, per la prima e ci auguriamo ultima volta, una decisa spaccatura sul giudizio finale dello Starbook del mese: tanto che, per la prima e ci auguriamo ultima volta, questo Tiriamo le Somme non avrà i connotati netti a cui siamo abituati, ma prenderà piuttosto le forme di un salomonico giudizio. Come dire, noi esponiamo i fatti, Vostro Onore: ma la sentenza la lasciamo alla Corte dei nostri lettori. 

Pariamo dal concept dell'opera che poi è quello sintetizzato nel titolo- e cioè il fatto che tutti i dolci contenuti nel libro possano essere preparati nello stesso stampo. In teoria, questo dovrebbe significare l'interruzione ai nostri acquisti forsennati alla ricerca del pezzo mancante dalle nostre collezioni (io sto aspettando quello a forma di Coronavirus, per dire, che gli altri li ho già tutti), nonché la fine degli scervellamenti sul tavolo della cucina, smoccolando contro la tua vecchia maestra che le proporzioni te le ha insegnate con le galline e non con le uova. In pratica, questo significa ritrovarsi con il problema del dolce da smaltire, visto che le dosi sono per una teglia piuttosto grande (13x23 cm), impossibile da finire in tempi ragionevoli, a meno che non facciate parte di una famiglia numerosa o non abbiate una rete di vicini caritatevoli, pronti a sacrificarsi al posto vostro. 

Si aggiunga poi che l'"uno per tutti, tutti per uno" non vale, se applicato agli stampi: se le ciambelle devono avere il buco, se le bundt cake devono essere alte e scanalate, se i loaf devono avere la forma "a cassetta", un motivo c'è ed è connesso alle relazioni fra forma e sostanza che in pasticceria valgono più che altrove.

Altro punto su cui si è concordato, l'eccessiva presenza di zucchero nelle ricette. A scanso di equivoci: nessuno, qui dentro, è nemico dello zucchero, anzi: chi scrive ha enormi debiti di riconoscenza nei confronti di questo alimento che mi ha permesso di supplire egregiamente a carenze alimentari importanti (sono praticamente allergica a tutta la frutta, dalla nascita). Tuttavia, è vero che gli eccessi non sono mai buoni, non solo per questioni di salute, ma anche per questioni di equilibrio del piatto: eccedere con lo zucchero in presenza di ingredienti naturalmente dolci come- su tutti- i fichi secchi è un peccato di gioventù che possiamo perdonare a chi è alle prime armi, non a chi crea e divulga ricette di pasticceria. Poi, ovvio, ci sono i gusti personali, su cui, per definizione, non si discute: se vi piacciono i "dolci dolci" avete trovato il libro che fa per voi. 

La cura editoriale del libro non è propriamente da amanuensi: a parte qualche errore di stampa (quelli, ormai, li perdoniamo di default), in alcune ricette mancano spiegazioni accurate, dall'omissione della cottura in bianco ai tempi di lievitazione sbagliati: di nuovo, nulla a cui non si possa rimediare con un po' di esperienza ma lo scopo dello Starbooks è quello di testare le ricette come se fossimo neofiti. E in questi casi, il pollice è verso, a maggior ragione quando si resta delusi del risultato o, peggio, lo si butta via. 

Ultima nota negativa, la mancanza di novità. Teglia o non teglia, a questo libro manca quella spinta innovativa che normalmente si ricerca in una pubblicazione, specie se si hanno scaffali pieni di raccolte di ricette analoghe. 

D'altro canto, è un libro fresco, goloso, complessivamente ben curato, con ricette goduriose che possono aiutarci a sopravvivere, in questi mesi difficili (e comunque lontanissimi dalla prova costume). Per il momento, può offrire soluzioni comode per appetiti voraci o freezer capienti e, in futuro, per riunioni di amici, "porta party" o altre festività in cui lo sbattere tutto in teglia è davvero l'ancora di salvezza. In queste occasioni, One Tin Bakes può essere davvero il vademecum per la porca figura e non è un caso che il suo successo sia legato alle esigenze di un mercato che non è il nostro, ma è quello degli anglosassoni, dove le grandi quantità, l'informalità della presentazione e l'eccesso di zuccheri coronano le consuete occasioni di incontro che da loro si chiamano barbecue o potluck. 

Questi dunque i pro e i contro del libro del mese, nella speranza che vi aiutino a prendere una decisione in merito: ma se ancora non avete capito da che parte stare, la nostra proposta è di mettervi subito alla prova con le ricette selezionate e rifatte nei giorni scorsi, per poter emettere un giudizio più consapevole: e magari, chissà, vincere anche il Redone, con i nostri bellissimi premi. 

Ci vediamo a Novembre, con un nuovo libro!




4 commenti:

  1. Un Tiriamo le somme veramente insolito, che pure ha analizzato tutti gli aspetti del libro. Ho seguito con interesse tutte le ricette che avete proposto e ho letto tutte le vostre note, positive e negative.
    Non essendo il tipo da dolce non avrei acquistato il libro nemmeno se questo post lo avesse promosso magna cum laude, però devo dire che ho visto delle ricette goduriosissime, e aspetto tempi migliori (per il mio girovita, indipendentemente dalla prova costume) per provarne qualcuna.
    Un beso, Banda Starbooks!

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  2. Sto dalla parte del no, questo libro non sarà sui miei scaffali, però mi sento di spezzare un'altra lancia a favore del sì: è tutto molto semplice, quindi è un libro che chi è alle prime armi apprezza. Forse però a questa categoria non appartengono i lettori di Starbooks :;

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  3. Anch'io sono rimasta sorpresa dalla recensione di questo libro, perchè le aspettative erano alte. Mi piace questo contrapporsi di lati positivi e negativi da cui ognuno trarrà la propria conclusione, ma l'eccesso di zucchero per me ne determina la squalifica, in quanto non penso alle calorie o alla dieta, ma sono notoriamente (nella mia famiglia!) parziale per i dolci poco dolci!!! 😉😋
    Devo dire ce questo mese causa imprevisti vari ho visto solo le figure🤦‍♀️ e mi riservo tra oggi e domani di fare una full immersion, perchè il lavoro delle Starbookers merita sempre!!! Sicuramente ci sarà qualche buona idea da appuntare per il futuro, ma a questo punto volto pagina e attendo la nuova proposta del mese!!! 😋

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  4. Per me cambia poco perché comunque non li compro, in generale mi bastano le ricette scelte da voi, ma concordo con la parte negativa della recensione. Ho fatto solo i PEANUT BUTTER BROOKIES, buonini, ma non solo li ho trovati troppo dolci, ma pure troppo salati, quindi due grandi difetti per un palato adulto abituato diversamente, ma la dose da mensa scolastica (altro difetto) è stata felicemente spazzolata da una banda di adolescenti affamati. Saluto e ringrazio

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