giovedì 19 maggio 2022

THE ROYAL FLUMMERY

 


A volte, nella vita, la forma è tutto. La scelta di un nome per un piatto, ad esempio, può decretarne il grande successo.
Un nome simpatico, particolare o altisonante può scatenare la nostra curiosità e spingerci a provare quel piatto. Ed è quello che è successo a me con questa ricetta. Ovviamente, molto ha fatto anche la foto a corredo, dove si vedeva questo bellissimo e sontuoso dolce candido, con una cascata di frutta brinata. Probabilmente quando l'ho scelta neanche ho letto la ricetta. 
Poi l'ho letta e ho scoperto che altro non era che una sempre buonissima ma banalissima panna cotta :D
Il flummery, infatti, è semplicemente un dolce di gelatina, che in origine, come scrive l'autore, veniva fatto con l'avena infusa nel latte, e all'interno del dolce venivano inserite delle caramelle a forma di pesce, per farlo sembrare un acquario.
Questa versione "moderna" è sicuramente meno kitsch XD
 

Ingredienti per 16 persone:

2 litri di latte intero
1 litro di panna
570 g di zucchero semolato
4 cucchiaini di estratto di vaniglia
8 cucchiai di gelatina in polvere*
250 g di frutti di bosco brinati (segue ricetta)
3 foglioline di menta

1 cucchiaio = 4 g di gelatina in polvere

Riunite tutti gli ingredienti eccetto la frutta e la menta in una capiente casseruola e ponetela sul fuoco medio. Mescolate bene finché lo zucchero non si sarà sciolto. Ci vorranno circa 15 minuti.
Versate la miscela in uno stampo da bundt da 10 pollici (ovvero della capacità di 12 cups - 3 litri) unto. Una volta freddo, coprite e mettete in frigo per (almeno!) 4 ore.
Capovolgete il dolce su un piatto e guarnite con la frutta brinata e le foglioline di menta, prima di servire.

FRUTTA BRINATA
130 g di zucchero semolato
2 albumi pastorizzati
250 g di frutti di bosco a scelta

Preparate una teglia rivestita con carta forno. Mettete lo zucchero in un piatto fondo. 
Battete l'albume finché non diventa spumoso. Con un pennello rivestite leggermente ogni frutto con l'albume.
Passate delicatamente i frutti di bosco nello zucchero e metteteli sulla carta forno. Fate asciugare per 20 minuti.

Considerazioni:
 
- Partiamo dalle dosi. Sono per un esercito! Io ho fatto mezza dose e comunque ho mangiato panna cotta per giorni XD
 
- Rispetto a quella che faccio di solito, qui c'è più latte che panna, quindi risulta meno corposa, ma anche un po' meno saporita, secondo me. Comunque sono gusti.
 
- Le indicazioni per la cottura sono molto scarne. Troppo. Ora, se uno sa fare la panna cotta, sa che il composto deve sfiorare il bollore e poi va tolto dal fuoco. Qui non viene data alcuna indicazione di sorta, se non che ci vogliono 15 minuti per far sciogliere lo zucchero. Ma dopo 15 minuti non è detto che il composto sia arrivato al bollore...
 
- La prima volta che ho fatto il dolce ho avuto un problema con la gelatina. Confrontandomi anche con gli altri abbiamo concluso che in realtà le proporzioni liquidi/gelatina erano corrette, quindi probabilmente il problema è stato il mio. Ho usato una gelatina di marca, ma che prevedeva di sciogliere la gelatina in microonde prima di aggiungerla a freddo al resto. Probabilmente l'ho scaldata troppo e ha perso potere gelificante, quindi il dolce non si era rassodato e quando l'ho sformato è collassato. Il consiglio è di utilizzare una gelatina che conoscete o comunque di seguire le istruzioni riportate sulla confezione meglio di quanto non abbia fatto io :) Se volete sostituire la gelatina in polvere con colla di pesce, sappiate che 2,5 g di quella in polvere sono pari a 2 g di colla di pesce.
 
- Ammetto di aver avuto paura quando ho letto che lo stampo da bundt andava unto. Per prima cosa, avrei gradito un'indicazione in più in merito. Unto con cosa? Olio? Burro? E come? E il materiale dello stampo? Acciaio? Silicone? Alla fine, io ho usato uno stampo Nordic Ware, che è in alluminio pressofuso, che ho unto con spray staccante (a base di olio di colza) che ho spennellato bene soprattutto nelle scanalature. Onestamente penso che con il silicone sarebbe stato più semplice, anche se in realtà non sono una grande fan. Comunque alla fine sono riuscita a sformarlo, in qualche modo, a parte un paio di momenti di panico e un'enorme crepa che si è aperta, ma facciamo finta di niente :D quindi tutto sommato ha funzionato. Lo rifarei? Non lo so mica :D 

La ricetta non ha niente di particolare, è una classica panna cotta, ma in fondo l'effetto finale è carino. Se solo fosse stata scritta meglio... Senza infamia e senza lode è comunque

PROMOSSA
 
Alessandra Corona-La cucina di zia Ale 
 
 

15 commenti:

  1. Questo libro mi lascia sempre più perplessa. Ha stupito anche me l'indicazione di ungere lo stampo per una panna cotta; mi ha stupita ancora di più l'indicazione vaga sulla gelatina in polvere: di quanti gradi Bloom dev'essere? Senza questa indicazione , è facilissimo trovarsi con un disastro tra le mani... ed è quello che è capitato a te! La cosa peggiore è che, quando succedono queste cose, noi pensiamo di aver sbagliato qualche passaggio... e a ben pensarci, lo Starbooks è nato proprio così: una ricetta venuta male alla nostra Alessandra Gennaro, lei che si è colpevolizzata, poi ha studiato attentamente la ricetta e si è resa conto che era scritta male.
    Un grande plauso a te per la pazienza che ti ha portato a rifarla, e per la bravura nel nascondere la crepa che si è formata la seconda volta!
    Un abbraccio.

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    1. Eh sì, hai detto proprio bene. Siamo qui per questo :D Comunque riguardandola neanche io so come ho coperto la crepa. Ti giuro che era piuttosto un crepaccio ahahahahha
      Grazie Mapi :-*

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    2. Pure i gradi Bloom! 😂
      Ti ringrazio per il dotto riferimento, e mi "studio" la pagina che hai linkato! Non sia mai che alla prima occasione io non possa sfoderare questa conoscenza "riflessa" e fare una splendida figura! 😁😋 Altro che Massari!!! 😂😂😂

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    3. Mah sai, è un puro caso che i gradi Bloom siano giunti alla mia attenzione: per Pasqua avevo studiato un dolce (che devo ancora perfezionare, motivo per cui non l'ho ancora pubblicato) che richiedeva una gelatina a 200 °Bloom. Incuriosita, ho fatto qualche ricerca sull'argomento. Il link che ho messo è solo uno dei tanti che avevo aperto, e dovendo solo commentare una ricetta non mi pareva il caso di fare un trattato. In ogni caso Google aiuta parecchio chi è curioso e vuole approfondire gli argomenti. ;-)
      Un abbraccio.

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  2. Credo che l'unico modo per ovviare a problemi di mise en place sia utilizzare il silicone, fare congelare il.dolce e sformarlo da congelato.
    Tutti gli altri metodi/stampi comportano dei rischi

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    1. Esatto. Sarebbe stato molto più semplice. Ma si vede che all'autore piace complicarsi la vita :D

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  3. Se non conoscessi i retroscena, non penserei quello che penso- e cioè che il Mago Forrest a te fa un baffo, ragazza mia :) Comunque, la mia nonna piemontese avrebbe disarcionato il crocifisso dal muro ma visto che la ricetta è inglese, chiudiamo un occhio. Resta solo qualche abominio qua e là (tipo ungere lo stampo) e la certezza che la promozione te la meriti tu :)

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  4. Aahhahaha <3 A dire la verità neanche io so come ho fatto. Peccato poi non avere riprese dei momenti in cui tentavo di sformare la panna cotta e ci parlavo, sussurrandole paroline dolci (più o meno). Continuo a pensare che uno stampo in silicone avrebbe un po' aiutato - problemi di gelatina a parte.
    Grazie Ale

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  5. Forse in un momento-verità ha voluto ricordarci che ai tempi di Bridgerton gli stampi in silicone non c’erano?🤣 mah guarda, hai fatto un miracolo!

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    1. Sicuramente, l'avrà fatto per quello! XD In effetti è la dimostrazione che si viveva anche senza ahahaha
      Grazie Stefi :-*

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  6. io sono a favore di questo dolci sontuosi e dai nomi ridondanti come Flummery che mi dá tutto un fremito, devo dirti... hahaahaha... e se poi è pure Royal lo vorrei proprio rifare (in uno stampo di silicone.... a Bridgerton non ce l'avevano ancora evidentemente!) ciaoooooo

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  7. Ahahahaha ti adoro <3
    Attendo la tua versione, allora ^^

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  8. Dalla foto non si vede tutta la tragedia vissuta!
    La foto è splendida e ti dice: vuoi mangiarmi vero? Ma io sono al di sopra delle tue possibilità!!! Solo per i nobili... 😁😉
    A parte gli scherzi mi piace la panna cotta e mi segno questa ricetta, se non altro per provare qualche bello stampo che ho (ma non Nordic Ware! Che invidia!!!) e mettere la frutta brinata che mi attira tantissimo!
    Certo che realizzerò la ricetta con tutte le tue raccomandazioni e accortezze, e mi devo appuntare di non provare MAI da sola, una ricetta da questo libro non sperimentata dalle Starbookers!!!

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  9. Ahahaha non aprire quel libro! :D A parte gli scherzi, grazie, mi rincuora sapere che sono riuscita a camuffare bene il crepaccio :D e ormai abbiamo capito che la panna cotta in un bello stampo fa davvero la sua porca figura ;)
    Grazie!

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  10. Lo trovo davvero una meraviglia. Lo avevo adocchiato anche io ma ho pensato alla quantità ed ho desistito. L'unica cosa che mi perplime è l'enorme quantità di gelatina ma credo sia davvero necessaria considerando che la quantità del latte è davvero tanta e in qualche maniera un tale volume di dolce deve stare in piedi.
    Credo che però, come te, preferisco la nostra tradizionale panna cotta, possibilmente con la gelatina ai mini storici. ;) Bellissima la presentazione. Un bacione.

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