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martedì 25 ottobre 2022

PEANUT BUTTER COOKIES

 


 
Difficilmente resisto al burro di arachidi. Se poi sono cookies, è ancora più difficile. Se abbinato al cioccolato, è praticamente impossibile. 
Di ricette di cookies al burro di arachidi, negli anni, ne ho provate diverse. Con soli due ingredienti, con tre, con e senza gocce di cioccolato...
Questa ricetta è "classica", nel senso che la lista degli ingredienti non è cortissima, ma come si dice, quello che conta, alla fine è il risultato.
 
 

100 g di zucchero di canna chiaro
100 g  di zucchero semolato
100 ml di olio vegetale o di semi di girasole
70 ml di acqua
2 cucchiaini di estratto di vaniglia in pasta
75 g di burro di arachidi (liscio o croccante)
240 g di farina 00
55 g di fiocchi d'avena
1 cucchiaino di lievito per dolci 
½ cucchiaino di bicarbonato
¼ di cucchiaino di sale
200 g di cioccolato fondente, sminuzzato grossolanamente
fiocchi di sale, per completare

In una ciotola capiente mettete gli zuccheri, l'olio, l'acqua e la vaniglia. Mescolate bene. Unite anche il burro di arachidi, i fiocchi d'avena, il lievito, il bicarbonato e il sale. Mescolate finché la farina non è ben incorporata. Unite anche il cioccolato e mescolate brevemente. Coprite la ciotola e mettetela in frigo per 2-3 ore o finché l'impasto non è ben freddo.
Preriscaldate il forno a 180°C (160°C ventilato). Rivestite due teglie con cartaforno.
Riprendete l'impasto e formate delle palline usando un porzionatore per gelato o le vostre mani (se volete congelare l'impasto, mettete le palline in una bustina da freezer e cuoceteli per qualche minuto in più da congelati).
Mettete i cookies in teglia, distanziandoli di 3-5 cm. Completate con un pizzico di sale in fiocchi.
Cuocete per 10-13 minuti, finché i bordi non saranno dorati e il centro sarà ancora un po' morbido - diventeranno perfetti raffreddandosi.

Considerazioni:
 
- I cookies sono buonissimi. Sono del tipo "chewy", con i bordi croccanti e il centro morbidino. Se vi piacciono più croccanti, basterà appiattirli leggermente una volta messi in teglia.
 
- Io ho aggiunto gocce di cioccolato e non cioccolato a pezzi, perché avevo una super confezione da finire e ne ho approfittato. Sorry :)
 
- Molto interessante l'aggiunta dell'avena, che li rende ancora più buoni e corposi.
 
- Aggiungendo l'olio anziché altro burro, si ottiene un biscotto un pochino più leggero. Certo, c'è sempre il burro di arachidi, non sto dicendo che sono leggeri!
 
- Ho mangiato cookies al burro di arachidi molto più "arachidosi" di questi, ma sono comunque super golosi e sono una goduria per la pausa pomeridiana con il tè. O col caffè. O dopo cena :D 
 
- Non fate come me, lasciate l'impasto in frigo giusto il tempo che si raffreddi. Io l'ho lasciato troppo perché mi ero messa a fare altro e ho fatto un po' fatica a formare i biscotti. 
 
- Chiusi in un barattolo a tenuta ermetica durano tranquillamente qualche giorno. Non so esattamente quanti, visto che sono stati spazzolati in poco.

Ovviamente la ricetta è 

PROMOSSA

 

 Alessandra Corona- La cucina di zia Ale

 

 

venerdì 21 ottobre 2022

SPRING ONION AND COMTE' BUNS

 


Lo sappiamo tutti: c'è sempre una prima volta. Io non avevo mai fatto le girelle, pur essendomi riproposta di farle svariate volte. Cinnamon Rolls, Chesea Buns, Kanelbullar et similia, tutto quello che comportava stendere l'impasto in un rettangolo, spalmarvi la farcia, arrotolare e tagliare in girelle è sempre stato in cima alla mia lista dei desideri, senza però mai concretizzarsi in realtà. C'è voluta la versione salata, adocchiata su queste pagine, a farmi vincere ogni ulteriore resistenza e a convincermi a provare questo formato di panini.

Ero rimasta scottata dalla focaccia, il cui impasto era impossibile da manipolare, e ho affrontato la preparazione - piuttosto semplice in realtà - con una certa dose di diffidenza. Fortunatamente però si trattava di un impasto a idratazione normale, perfino bassa, arricchito con burro e uovo, che non ha presentato la benché minima difficoltà. 
Ancora una volta, ho usato molto meno lievito di birra rispetto a quanto indicato in ricetta: con 3,5 g di lievito di birra disidratato, ho avuto il raddoppio dell'impasto in un'ora.

Due parole sugli ingredienti:

Il Comté appartiene alla grande famiglia dei formaggi a pasta cotta, la stessa a cui appartengono gli svizzeri Gruyère, Etivaz ed Emmenthaler o i francesi Beaufort e Abondance. Se non lo trovate, potete sostituirlo con uno di questi formaggi; a mio avviso ci starebbe bene anche un buon Parmigiano Reggiano stagionato 30 mesi.

Il Marmite è una crema spalmabile a base di estratto di lievito, dal sapore piuttosto deciso e molto salato, simile a un mix fra salsa di soia e brodo.  Scoperta per caso dallo scienziato tedesco Justus Liebig, fu prodotta per prima dalla britannica Marmite Food Company, che acquistava il lievito direttamente dai tanti birrifici sparsi per la città di Burton on Trent. Inizialmente, la crema veniva conservata in vasi di terracotta dalla forma simile a quella di una pentola, chiamata marmite in francese, da cui ha ereditato il nome. Se non lo trovate lo potete sostituire con l'estratto di carne (guarda caso della Liebig), ma secondo me vale la pena cercarlo, nei negozietti di specialità etniche o su Amazon.


SPRING ONION AND COMTE' BUNS - GIRELLE AI CIPOLLOTTI E COMTE'
Da: Benjamina Ebuehi - A Good Day to Bake - Hardie Grant


Per 10 panini

400 g di farina di forza per pane (io ne ho usata una al 14% di proteine)
10 g di lievito di birra disidratato (io 3,5 g)
1 cucchiaio* di zucchero semolato
1 cucchiaino* di sale fino
200 ml di latte intero tiepido**
1 uovo sbattuto
50 g di burro morbido + altro per ungere

Per la farcia:

120 g di formaggio cremoso spalmabile (Philadelphia)
1 cucchiaino* di Marmite
90 g di Comté grattugiato
8 cipollotti affettati finemente

* misurini americani rasi: 1 cucchiaio = 15 ml - 1 cucchiaino = 5 ml
** max 36 °C: meglio freddo che troppo caldo, perché uccide il lievito

Immagine dal web

Setacciare due volte la farina (l'Autrice non lo dice, io lo ribadisco 😉).

Mescolare farina, lievito, zucchero e sale nella ciotola dell'impastatrice munita di frusta a gancio o in una ciotola capace. Fare la fontana nel centro e versarci il latte appena tiepido e l'uovo sbattuto. Avviare l'apparecchio e impastare per 8-10 minuti (oppure per 10-12 minuti a mano). Far riposare l'impasto per 10 minuti senza coprirlo, quindi incorporare il burro morbido lavorando l'impasto per altri 5 minuti (se si impasta a mano ci vorrà di più), finché il burro sia perfettamente incorporato e l'impasto risulti liscio e lucido. Metterlo in una ciotola imburrata, coprirlo e far lievitare in luogo tiepido per una-due ore, fino al raddoppio.

Nel frattempo preparare il ripieno: incorporare il Marmite al formaggio cremoso e tenere da parte. 

Sgonfiare l'impasto e rovesciarlo sul piano di lavoro leggermente infarinato. Aiutandosi con il mattarello, stenderlo in un rettangolo di 35 x 25 cm, spalmarlo uniformemente con la crema di formaggio e cospargere con il Comté grattugiato e i cipollotti finemente affettati.

Partendo dal lato lungo arrotolare l'impasto più strettamente che si può. Pareggiare i bordi con un coltello affilato a lama liscia (non schiacciate l'impasto, ma fate dei movimenti avanti e indietro con la lama, premendo delicatamente), quindi tagliare il rotolo in 10 pezzi di dimensioni simili.

Imburrare generosamente 10 incavi di uno stampo da muffin (io ne ho imburrati 11, per usare anche l'impasto pareggiato dai bordi) e depositare in ciascuno una girella. Coprire morbidamente con pellicola trasparente e far lievitare in luogo tiepido per 30-45 minuti, finché siano ben gonfie.

Preriscaldare il forno a 200 °C in modalità statica o 180 °C in modalità ventilata e infornare i panini per 18-25 minuti, finché siano ben dorati e cotti (nel mio forno una ventina di minuti sono stati più che sufficienti). Far raffreddare per qualche minuto nello stampo prima di trasferirli su una gratella per raffreddarsi completamente.



OSSERVAZIONI

- Questi panini sono un trionfo di umami, il quinto gusto. Ne sono ricchi il lievito di birra (presente in forma ultra concentrata nel Marmite), i formaggi stagionati e i cipollotti, tutti ingredienti coprotagonisti di questa ricetta. Il risultato sono dei panini veramente appetitosi, morbidi e invitanti. La quantità di cipollotti, solo all'apparenza molto elevata, in realtà è perfetta, anche perché sono più delicati delle cipolle. 

- La crema di Philadelphia e Marmite è divina (ho scoperto un altro uso del Marmite, che a me piace molto!) e si presta bene a veicolare gli altri sapori, ammorbidendone i tratti pungenti.

- L'impasto è a idratazione normale, anzi quasi bassa, quindi è facilissimo da lavorare e controllare.

- Ho provato per la prima volta a inserire tutto il burro in una volta nell'impasto, anziché poco per volta come suggerito dalle ricette tradizionali. E' un sistema che ho trovato estremamente comodo, ma va anche detto che, a differenza di molte brioches, qui la quantità di burro è piuttosto contenuta. In un impasto con il doppio o il triplo del burro, è sempre meglio procedere con poco burro alla volta.

- Attenzione quando nelle ricette si parla di liquidi tiepidi: la temperatura massima dev'essere di 36 °C, che al tatto sembra quasi fredda. Io ho versato il latte in una ciotola e l'ho messo nel microonde a 750 w per 30 secondi, quindi ho mescolato e ci ho versato l'uovo sbattuto.

- Quando si usa l'impastatrice, è sempre meglio versare i liquidi a filo, invece di metterli tutti in una volta: la farina li assorbirà più facilmente.

- Dopo aver pareggiato i bordi del cilindro di impasto mi sono chiesta che fare dell'impasto eliminato (come dicevo all'inizio, era la prima volta che preparavo delle girelle). Ho così deciso di imburrare una formina in più e di metterci quelle due rotelle sbilenche, sovrapposte: sarebbero state il mio panino di prova assaggio.

- Quando estraete i panini dallo stampo da muffin, ruotateli delicatamente: se vi rendete conto che rischiano di rompersi aspettate ancora qualche minuto, affinché l'impasto, raffreddandosi, si rassodi un po' di più. La farcitura di formaggio infatti, fuoriesce un pochino e tende a farli attaccare e poi stracciare, se sono troppo caldi. Una volta rassodato il formaggio, si estraggono senza problemi.

- In breve: ricetta semplice, ben spiegata e di sicura riuscita. Impasto morbido e maneggevole, ripieno di facile gestione, temperatura del forno e tempi di cottura perfetti, sapore divino. La ricetta per me è

PROMOSSA CON LODE (e con un sospiro di sollievo)


giovedì 20 ottobre 2022

SUMAC CRISPBREADS


Chi mi conosce un po’ sa della mia passione per la cucina scandinava, e soprattutto per i prodotti dolci e da forno che vengano dal Nord Europa. Nel libro che stiamo “testando” per lo Starbooks di questo mese, non potevo farmi sfuggire, perciò, una ricetta di “crispbread”, il tipico pane croccante sottilissimo svedese, dalla consistenza molto simile a quella dei comuni crackers. 
Viene gustato in tutta la Scandinavia, dalla Norvegia alla Svezia, ma si trova anche nelle cucine di Germania, Belgio, Finlandia, Danimarca e Gran Bretagna. Di solito lo si prepara con farina di segale, semi di girasole, lino e sesamo ed olio d’oliva.
Questo, di Benjamina Ebuehi, non ha semi vari… ma una buona dose di sumac… Vediamo com’è andata… 
 

Per 4-6 persone

175 g di farina 00, più dell’altra per spolverare
½ cucchiaino di sale marino fine
2 cucchiaini di sumac, più dell’altro per spolverare
un pizzico di peperoncino in polvere
¼ cucchiaino di lievito per torte salate
scorza grattugiata di ½ limone
100 ml di latte, a temperatura ambiente
1 cucchiaio di olio d'oliva, più extra per ungere e spennellare
1 cucchiaio di semi di sesamo
sale marino in fiocchi

Metodo 

In una ciotola capiente setacciare insieme la farina, il sale fino, il sumac, il peperoncino in polvere e il lievito. Unire la scorza di limone, quindi creare un avvallamento al centro e versare il latte e l'olio d'oliva. Mescolare e rovesciare il composto su una superficie leggermente infarinata. Impastare brevemente per 3-5 minuti fino a ottenere un composto liscio. Mettere in una ciotola leggermente unta e lasciar riposare per 20 minuti.
Nel frattempo, preriscaldare il forno a 200°C. Dividere l'impasto a metà, spolverare con un po' di farina e stendere ogni pezzo su un foglio di carta da forno per facilitarne il trasferimento su una teglia. Stendere la pasta il più sottilmente possibile prima di spennellare la superficie con un altro po' di olio d'oliva. Cospargere la superficie con i semi di sesamo e un po' di sumac e sale marino in fiocchi prima di trasferire l'impasto su una teglia.
Cuocere per 12-15 minuti o comunque fino a quando il pane c assume un colore brunito uniforme.
Sfornare e lasciar raffreddare per 5 minuti prima di servirli.

Note 

Diciamo subito che per questa ricetta si perde più tempo a trascriverla che a prepararla. L’assenza dei semini tipici del crispbread nordico lo “anglicizza” non poco e devo dire che non se ne sente il bisogno. 
Tutto è molto facile. Ovviamente, il sumac, quando è fresco, e non sta nel barattolo da anni immemorabili, dà quella spinta acidula, citrica e “cannellosa” che fa il bello di questo pane-cracker. 
La rapidità con cui lo si realizza è un toccasana per colazioni e spuntini vari… ma anche come accompagnamenti di sughi (perché no?). 
Vivamente consigliato. 
 
Ricetta PROMOSSA!
 
Biagio D'Angelo- Glogg the Blog

lunedì 17 ottobre 2022

MATCHA & LEMON POSSET TARTS


 

Ricordate qualche anno fa, quando non eri nessuno se non bevevi tè matcha ad ogni ora del giorno e della notte e non eri un foodblogger degno di questo nome se non annoveravi almeno un paio di ricette che lo includessero nel tuo repertorio?
Ebbene, il matcha lo bevo da tempo immemorabile perchè mi piace molto ma ricette mai realizzate: primo, non tutti ne gradiscono il sapore anche se dicono il contrario.
Secondo, le mode mi spingono inevitabilmente a fare il contrario :)
Ora, le virtù del tè in questione sono note ma ahimè non certo quella che sento spesso che "faccia dimagrire": se lo andate a raccogliere di persona, vi caricate le foglie per qualche chilometro, le essiccate e polverizzate probabilmente avrete un consumo calorico tale da poter incidere sulla questione.
In caso contrario mettetevi l'anima in pace e bevetelo quindi solo se vi piace sul serio.
Anche l'autrice ricorda che il colore delle tartellette che vedete qui potrebbe far venire in mente che siano in qualche modo salutari: assolutamente no, il tè è annegato nello zucchero e nella panna, quindi eventuali benefici stroncati sul nascere.
Ma sono buonissime, oltre che ipnotiche: fate la prova? ;)

 

 

MATCHA & LEMON POSSET TARTS
per 5 pezzi

95 g di burro a cubetti
50 g di zucchero a velo
un cucchiaino di pasta di vaniglia
2 tuorli
190 g di farina
un quarto di cucchiaino di sale

per il ripieno
100 g di zucchero semolato fine
la buccia grattugiata di un limone
3 cucchiai di succo di limone
2 cucchiaini e mezzo di te matcha, più altro per spolverizzare
300 ml di panna ad alto contenuto di grassi

 

Sbattere il burro, lo zucchero e la vaniglia a mano o meglio con delle fruste elettriche fino ad ottenere un composto denso e omogeneo. Unire i tuorli e battere ancora finchè il tutto sarà amalgamato, raccogliendo anche  quello che si sarà depositato sui lati della ciotola.
Aggiungere infine farina e sale mescolando brevemente solo il tempo perchè il composto stia insieme.
Compattare l'impasto e avvolgerlo nella pellicola per alimenti formando un grosso rettangolo che andrà in frigo per un'ora o comunque finchè ben freddo.

Preparare 5 stampini da 8cm di diametro, non serve imburrarli. Stendere la pasta su una superficie leggermente infarinata fino allo spessore di 3-4 mm e tagliare 5 cerchi più grandi degli stampini.
Pressare ogni cerchio nello stampino facendo attenzione a premere anche lungo i bordi e lasciare dell'eccesso di pasta che venga fuori.
Mettere gli stampini in frigo 20 minuti e preriscaldare il forno a 180 gradi.

Una volta che saranno ben freddi tagliare l'eccesso di pasta che esce dagli stampini e bucherellare il fondo con una forchetta. Foderare la pasta con della carta forno stropicciata tra le mani facendola aderire bene su tutti i lati e riempire con riso o con le apposite sfere di ceramica e cuocere per 12-15 minuti finchè i bordi saranno leggermente dorati.
Togliere la carta ed il riso e cuocere altri 10-12 minuti, fincè dorati uniformemente. Lasciar raffreddare.

Intanto preparare il ripieno: scaldare su fuoco medio basso lo zucchero, la buccia di limone e il succo portando ad ebollizione in modo che lo zucchero si sciolga. Versare il matcha in una ciotolina ed aggiungervi un cucchiaio dello sciroppo al limone appena preparato. Mescolare vigorosamente per ottenere una pasta ed aggiungere quindi un altro paio di cucchiai di sciroppo.
Cercare di eliminare più grumi possibile (se si possiede la frusta da tè matcha, usarla) prima di aggiungere tutto lo sciroppo rimasto.

In un altro pentolino scaldare la panna mescolando spesso fino ad ebollizione. Togliere dal fuoco e versarci lo sciroppo con il matcha mescolando bene. Passare il composto da un colino a maglie fitte per eliminare gli ultimi grumi.
Riempire i gusci di pasta con il composto e far raffreddare completamente a temperatura ambiente prima di passare in frigo per un paio d'ore. finchè il ripieno sarà rassodato.
Spolverizzare con altro matcha prima di servire.


NOTE

- l'autrice dice che il dolce si mette insieme in "no time" e non richiede alcuno sforzo. Ora, "no time" magari no: bisogna impastare i gusci, far riposare la pasta, foderare gli stampini e farli riposare di nuovo prima di cuocerli, quindi aspettare che raffreddino prima di farcirli. Tutto questo ha preso un tempo discreto...

- non ci sono molte indicazioni sulla lavorazione della pasta. Il burro dovrebbe essere freddo, qui non si menziona, ed il composto toccato il meno possibile con le mani.Nonostante si indichi di lavorarlo con le fruste elettriche non ci sono molte indicazioni a riguardo quindi si presuppone che lo si sappia preparare.

- il ripieno è divino! Il posset di suo è già un tocco di genio della cucina britannica, un dolce che definirei furbo se ormai l'aggettivo non fosse inflazionato. Usarlo per un ripieno non mi era mai capitato, ed è stata una sorpresa. Vellutato, buonissimo e poi il colore!

- il tè matcha in polvere autentico costa parecchio ma ha tutto un altro sapore rispetto a surrogati, polveri colorate, estratti sintetici. Se deciderete di preparare la ricetta procuratevene uno degno di questo nome perchè farà la differenza.

- buonissime, fresche e bellissime da vedere: ricetta 

PROMOSSA CON LODE


venerdì 14 ottobre 2022

SMOKED PAPRIKA AND HALLOUMI FLATBREADS

 

Di flatbread è pieno il mondo, nel vero senso della parola.
Chapati, naan, roti, paratha, pita, batbout, hobz solo per citarne alcuni che vanno dall'India al Medio Oriente passando per L'Europa e per tornare in casa nostra le italianissime piadine o il pane carasau, senza che mi addentri fino alle focacce non lievitate mangiate dagli antichi Romani.
Se negli impasti troviamo delle differenze date dalla presenza o meno di un agente lievitante, di un grasso e a volte dello yogurt, quello che sicuramente accomuna questi pani è la forma, ovvio, ma anche la velocità di preparazione e cottura, almeno per gran parte di essi.
Quello della ricetta di oggi non fa eccezione: un impasto veloce, senza troppi fronzoli, reso lavorabilissimo dallo yogurt e dal burro.
Profumatissimo dalla paprika.
Saporitissimo dall'halloumi, il formaggio cipriota per eccellenza, di cui sono ripieni prima della cottura.
E come se non bastasse vengono accompagnati da quella che in pratica è una semplice, ma sempre vincente, insalata di pomodori.
Ora, pane e pomodoro non saremo certo noi italiani a dover imparare quanto siano buoni insieme.
L'autrice rivela nell'introduzione di preparare questa ricetta come accompagnamento ad altri piatti e ritrovarsi invece a pasteggiare solo con esso.
Quindi seguite il suo, ed ora anche mio, consiglio e raddoppiate se non addirittura triplicate la dose: non andranno sprecati :)

 

 SMOKED PAPRIKA AND HALLOUMI FLATBREADS
per 6 pezzi

50g di burro non salato
2 cucchiaini di paprika affumicata
320 g di farina forte per pane (più altra per spolverare)
un cucchiaino di zucchero semolato
un cucchiaino di sale
7 g di lievito di birra disidratato
120 g di yogurt bianco naturale
120 ml di acqua tiepida
120 g di halloumi grattugiato

per i pomodori:
150 g di pomodorini ciliegia tagliati grossolanamente
uno spicchio di aglio tritato
un cucchiaio di olio d'oliva
mezzo cucchiaino di sale
una manciata di origano fresco finemente tritato

Fondere il burro in un pentolino su fuoco medio finchè schiumoso. Aggiungervi la paprika e cuocere un paio di secondi prima di rimuovere dal fuoco e versare il tutto in un contenitore per farlo raffreddare.
In un'altra ciotola mischiare farina e zucchero. Aggiungere sale e lievito (ciascuno in un angolo diverso, in modo che non vengano direttamente a contatto) quindi creare un avvallamento al centro dove versare lo yogurt, l'acqua ed il burro alla paprika mescolando fino ad avere un composto grezzo.
Lavorare l'impasto per 6-8 minuti sul piano di lavoro leggermente spolverato di farina fino ad ottenere un composto liscio.
Metterlo in una ciotola leggermente unta, coprirlo e farlo lievitare in luogo tiepido per 40-60 minuti (non è necessario che raddoppi).
Trascorso il tempo di lievitazione dividere l'impasto in sei porzioni uguali. Appiattire ogni pezzo con le dita in un cerchio di circa 10 cm e mettervi parte dell'halloumi, ripiegando poi i bordi verso il centro chiudendo bene a formare una pallina che andrà poi stesa con il mattarello  (la parte con la chiusura verso il basso) fino ad ottenere un cerchio di circa 15 cm.
Scaldare una padella antiaderente su fuoco alto.
Cuocere un pane alla volta per circa 2-3 minuti per lato (se non si servono subito tenerli in caldo in forno tiepido).
Per i pomodori, condirli con l'aglio, il sale e l'olio. Unire l'origano poco prima di servire i flatbread.

 

NOTE

- come accennato impasto facilmente lavorabile e proporzioni tra ingredienti liquidi e polveri assolutamente perfette. Talmente è piacevole da maneggiare che ho optato per un impasto a mano piuttosto che nella mia grande amica planetaria.

- lievita per poco tempo, d'altronde non è certo il lievito che scarseggia tra gli ingredienti...vero che l'impasto è ricco e l'autrice vive in clima ben diverso dal mio. Se preferite, diminuitelo aumentando il tempo di riposo.

- la lavorazione e stesura non presentano alcun problema: veramente una preparazione a prova di principiante. La farina forte per pane non ha altre indicazioni più specifiche, ma al super dalle mie parti la trovo esattamente con questa dicitura. La formatura è semplice e la cottura ancora di più.

- viene fuori un pane morbido e saporitissimo, quasi sfogliato, con un profumo di paprika che non  è assolutamente preponderante ma accompagna senza coprire. Buonissimo tiepido sul momento (a tavola è arrivato...finito) ma sorprendentemente rimasto ottimo anche il giorno dopo, sia il pezzo scaldato che quello a temperatura ambiente. L'halloumi del ripieno è il più famoso formaggio cipriota che è perfetto da fare alla piastra o comunque in preparazioni che ne richiedano la cottura perchè mantiene la sua consistenza anche con il calore.

- inutile dire a questa punto che la ricetta sia 

PROMOSSA
e già rifatta!


venerdì 29 settembre 2017

A NEW WAY TO BAKE: TIRIAMO LE SOMME?


Addendo n. 1
Ogni volta che qualche Italiano parla di Martha Stewart, nella migliore delle ipotesi la associa al "nazional popolare". Ogni volta che da Italiana osservo i programmi di cucina che vanno sotto questa etichetta, mi scopro intenta a chiedere a tutti gli dèi che il nostro "nazional popolare" possa assomigliare a quello della Marthissima, almeno in un'unghia. Rigorosamente laccata in colori pastello.

Addendo n. 2
Dire Martha Stewart e pensare ad una multinazionale è praticamente tutt'uno. Ma da lì a pensare che il suo brand sia sinonimo di omologazione e sfruttamento di una immagine frusta, ce ne passa. Prova ne è l'attività editoriale, onestamente dichiarata come prodotto del Martha Stewart Team, alla faccia di chi, alla prima comparsata in TV, affida la sua fama imperitura ad anonimi ghost writer. Se qualche omologazione c'è, è in uno stile riconoscibile, in libri corposi, in ricette destinate ad avere sempre successo, in uno straordinario rapporto fra la qualità del prodotto e il prezzo a cui viene venduto. E poi, a dare della "frusta" all'immagine della signora, si rischia di essere tacciati, se non di invidia allo stato puro, quanto meno di cecità. 

Addendo n. 3
A New Way to Bake sta alla cucina salutista come il cappuccino col dolcificante e la brioche con la crema stanno alla mia dieta. So che va contro tutti i dettami scientifici, ma riducendo da qualche parte, senza privarmi dall'altra, sono riuscita ad entrare nella stessa taglia per anni, senza diete e patemi d'animo. Questo libro è praticamente lo stesso. Le ricette restano, di base, quelle che sono: gli interventi sono mirati a ridurre ma non a stravolgere, col risultato che si mangia di gusto, assaporando gusti nuovi e alternative meno dannose di quelle tradizionali. In tal senso, allora, si può parlare di "nazional popolare", con un invito a tutti quanti (non solo ai salutisti) ad utilizzare quei nuovi prodotti che o sono da sempre stati sugli scaffali dei supermercati, o lo sono da un tempo sufficiente a giustificare una facile reperibilità e un prezzo abbordabile. Riduciamo qualcosa senza privarci del resto, insomma. E senza rinunciare a ricette gustose, divertenti, golose e di sicuro successo.

Dati gli addendi, tiriamo le somme. 
E voi rompete i salvadanai, va'...

Da oggi, lo Starbooks offre un servizio in più ai propri lettori. Oltre a recensire per voi le novità in libreria, vi suggeriamo un negozio on line fornito di tutti quei prodotti difficili da reperire nei supermercati italiani. Richmond's è specializzato in ingredienti inglesi, ma da tempo ha ampliato la sua offerta a tutti e i cinque continenti. Ordinando dal nostro sito cliccando sul banner che trovate sulla colonna di sinistra otterrete poi il 10% di sconto, su tutti gli acquisti fatti. 

mercoledì 27 settembre 2017

DARK CHOCOLATE SPELT BROWNIES




Non è stato facile scegliere fra le tante ricette proposte in questo libro, la mia scelta è caduta sui brownies perché li amo particolarmente e sono sempre in cerca di nuove versioni. Questo libro mi ha subito incuriosita, voglio testare molte ricette e per puro spirito di scoperta voglio provare anche le versioni originali dei dolci proposti!

Dark Chocolate - Spelt Brownies
A New Way to Bake Martha Stewart


Ingredienti

1 stick - 113 gr di burro freddo più quello necessario a ungere la teglia
6 ounces - 170 gr di cioccolato fondente, preferibilmente al 70 % , tritato per me Valrhona
3/4 cup - 165 gr di zucchero di canna bio
3/4 cup - 150 gr di light brown sugar (vedi note)
3 uova grandi
1/4 cup - 25 gr di cacao amaro
1/2 cucchiaino di sale grosso (vedi note)
3/4 cup - 105 gr di farina di farro spelta (vedi note)


Preriscaldare il forno a 190 gradi. Ungere una teglia quadrata di 20 cm, foderarla con la carta forno avendo cura di lasciare un eccesso di 5 cm su ambo i lati.
Ungere anche la carta forno.
Porre il burro e il cioccolato in una ciotola resistente al calore posta su una pentola di acqua in ebollizione mescolando fino al completo scioglimento.
Togliere dal fuoco e aggiungere entrambi gli zuccheri. Aggiungere le uova, una per volta e amalgamare il tutto. Battere il composto vigorosamente per un minuto, io ho usato un cucchiaio di legno. Aggiungere il cacao e il sale, per ultima aggiungere la farina.
Versare il composto nella teglia e lisciare la superficie. Cuocere, ruotando la teglia a metà cottura, per 35 minuti o comunque finché uno stecchino inserito al centro del dolce uscirà con qualche briciola umida.
Lasciare raffreddare completamente, usando la carta forno in eccesso togliere il dolce dalla teglia e trasferirlo su un tagliere ; tagliare in 16 quadrati.
I brownies durano fino a  tre giorni conservati in un contenitore a temperatura ambiente.

NOTE

- La farina di farro si divide in farina di farro spelta, dicoccum e monococcum. Sulla confezione solitamente non è indicato il tipo di farro ma negli ingredienti      
  in alcune farine è indicata la varietà utilizzata. Io l'ho trovata al Naturasì e l'ho vista successivamente anche alla Coop.

- Il brown sugar è uno zucchero bianco con aggiunta di melassa, se non lo trovate potete prepararlo con queste proporzioni: 200 gr di zucchero bianco e 20 gr di melassa.

- Come indicato da Luciana e Stefania il coarse salt è una via di mezzo fra il nostro sale grosso e fino, ho utilizzato il sale fino mettendone poco meno della quantità indicata.


Il dolce è buonissimo, umido e cioccolatoso al punto giusto, noi lo abbiamo mangiato senza accompagnamenti ma credo che una pallina di gelato ci starebbe davvero bene! E' molto versatile, perfetto per un dopocena, a colazione o a merenda.La ricetta è quindi

PROMOSSA 

Veronica R.

martedì 26 settembre 2017

SEEDED BREAKFAST ROLLS


Mi capita spesso che quando acquisto un libro di cucina, vario come questo, se trovo dei lievitati sono i primi che provo. Un lievitato non è difficile, può dare mille soddisfazioni è una magia che si ripete ogni volta, ma ha bisogno di passaggi chiari ed ingredienti ben calibrati. 
Capirete perché la mia prima ricetta di Martha Stewart, dovevano essere questi panini da colazione in cui lei dice d’’essersi ispirata ai panifici di New York dove preparano dei pani molto ricchi di nocciole, ciliegie secche e molti semi, dove ogni morso è un po’ diverso.

Fra parentesi le dosi originali e in corsivo le mie scelte, vi lascio la ricetta e in fondo le mie considerazioni


Seeded  Breakfast Rolls
da “A New Way to Bake” di Martha Stewart

Dosi per 12 panini
Per i panini
235 ml acqua tiepida 37° (1 tazza a110° F.)
8 g lievito secco attivo (2 ¼ cucchiaini) per me 4g
62 g di miele (3 cucchiai) per me millefiori
1 uovo grande a temperatura  ambiente
220 g farina integrale (1 ¾ tazza) per me 240g
230 g farina per tutti gli usi (1 ¾ tazza) per me 250g
2 cucchiaini sale grosso
60 g burro a temperatura ambiente (4 cucchiai)
95 g di nocciole tostate tritate grossolanamente (1 tazza)
70 g ciliegie secche tritate (1 tazza)
30 g semi di zucca sgusciati (¼ tazza)
30 g semi di girasole (¼ tazza)
1 cucchiaio semi di papavero
1 cucchiaio semi di sesamo nero



Per la decorazione
1 uovo grande sbattuto leggermente
2 cucchiai semi di zucca sbucciati
2 cucchiai semi di girasole
1 cucchiaio semi di papavero
1 cucchiaio semi sesamo nero

Preparazione
In una ciotola o nell'impastatrice con gancio per pasta, mescolare assieme acqua, lievito, miele e uovo e lasciare riposare fio a schiuma per 5 minuti.
In un'altra ciotola mescolare le farine con il sale.
Aggiungere le farine all’acqua con il lievito e impastare a bassa velocità fino a quando la pasta è  liscia ed elastica ci vorranno circa 5 minuti, ma se impastate a mano servirà un po'  più  di tempo. Aggiungere il burro 1 cucchiaio alla volta e impastare fino al completo assorbimento circa 4 minuti, un po'  di più  se a mano. Aggiungere quindi le nocciole, le ciliegie e i semi ed impastare tutto per distribuire uniformemente nell’impasto.

Rovesciare l’impasto sulla superficie di lavoro, lavorarlo per formare una bel impasto a palla e rimettere nella ciotola, coprire con pellicola e lasciare riposare per 30 minuti, poi trasferire l’impasto in frigorifero e lasciarlo per almeno 8 ore, può restarci fino a 18 ore.

Trascorso il tempo del riposo in frigorifero, rovesciare l’impasto sul piano di lavoro e dividerlo in 12 pezzi di circa  94 g(¾ once). Premere leggermente ogni pezzo formando un disco di 7,5 cm (3 pollici) e spesso 2,5 cm(1 pollice)
Disporre i dischi in modo uniforme su una placca con della carta forno, coprire e lasciare lievitare al caldo fino al raddoppio (circa 1 ora)

Per la copertura
Preriscaldare il forno a 190° (375° F.).
Spennellare in modo uniforme i panini con l’uovo sbattuto e poi cospargere con i semi.
Cuocere i panini a media altezza fino a doratura per circa 22 minuti, trasferisci su una griglia e fai raffreddare i panini prima di servirli

Note alla ricetta
Ho seguito la ricetta alla lettera, ho solamente ridotto il lievito perché con una lievitazione così lunga mi sembrava troppo però forse il nostro lievito secco è diverso da quello americano
Ho usato una farina integrale di grano tenero e una farina 0, ho però sbagliato la conversione delle farine e alla fine ne ho messi 50g in più ma questo non ha compromesso il risultato.
I miei sono risultati più cicciotti rispetto a quelli di Martha Stewart, che visivamente non sembrano nemmeno lievitati

I panini a parte un po’ troppo lievito e qualche mio problema di conversione,  sono assolutamente gustosi e molto sfiziosi da mangiare,  mi fa quindi molto piacere poter affermare che la ricetta è assolutamente:
Promossa

Manuela, Profumi e Colori

lunedì 25 settembre 2017

ZUCCHINI AND CHOCOLATE LOAVES

Nessuna tra le persone che ha assaggiato questi dolci è riuscita a capire cosa ci fosse dentro, ma tutte hanno fatto il bis e mia figlia ne ha sterminato almeno uno intero da sola.
La voglia di provare questa ricetta è nata da un cake preparato da una mia amica americana che me ne servì una fetta nel periodo di Halloween diversi anni fa, ed io ebbi la stessa identica reazione dei miei assaggiatori: entusiasmo alle stelle.
La sua ricetta prevedeva frutta secca, in particolare noci croccanti.
Questa invece, si fa più intrepida e sceglie il cioccolato fondente.
Con un impatto capace di "comprare" anche i palati più sospettosi.
Non prevede ingredienti strani o introvabili e considerando che si possono al momento, utilizzare ancora delle ottime zucchine, vi consiglio vivamente di lanciarvi: ne resterete sorpresi.
Ingredienti per 3 stampi da 7x14 cm o uno stampo grande da 25 x 14 

130 g di olio di girasole più un pochino per gli stampi
120 g di farina di farro
120 g di farina 00
2 cucchiaini e 3/4 di lievito per dolci
1 cucchiaino di sale (io fleur de sel)
3/4 di cucchiaino di cannella in polvere
3 uova grandi a temperatura ambiente
140 g di salsa di mele non zuccherata
237 g di zucchero di canna naturale
450 g di zucchine grattugiate
2 cucchiaini di estratto naturale di vaniglia
112 g di cioccolato fondente tritato finemente

Preriscaldate il forno a 175°.
Ungete 3 stampi da cake con carta da forno ( io ho usato 4 stampi leggermente più piccoli). Ungete anche la carta.

In un'ampia ciotola miscelate entrambe le farine, il lievito,  il sale, la cannella.
In un'altra ciotola mischiate bene l'olio, le uova, la salsa di mele, lo zucchero, gli zucchini e la vaniglia. Versate il composto nelle farine e mescolate giusto fino a quando gli ingredienti saranno combinati.
Aggiungete adesso la cioccolata tritata nel composto incorporando velocemente.
Versate il composto dividendolo fra gli stampi che riempirete solo fino a 3/4.

Fate cuocere, ruotando gli stampi a meta cottura, fino a che uno stecchino inserito non uscirà asciutto, c.ca 45 minuti. Lasciate raffreddare completamente su una griglia poi sformate i pani.
(i dolci si conservano a temperatura ambiente fino a 2 giorni, ben avvolti nella pellicola. )

NOTE PERSONALI

  • Grattugiate le zucchine con una grattugia a fori grossi, quindi mettetele in un panno pulito e strizzatele accuratamente. Questo è fondamentale al fine di ottenere un dolce perfetto e la Martha si raccomanda vivamente. L'umidità comunque rilasciata dai vegetali è notevole e conferisce alla texture finale una consistenza simile a quella di un budino, con una superficie friabile e soffice. 
  • La realizzazione è di una semplicità elementare. Quando arriverete a mescolare gli ingredienti secchi con quelli liquidi, non lavorateli troppo esattamente come si fa per i muffin, al fine di non ottenere delle mappazze dure e immangiabili. Quando le farine saranno appena incorporate, fine della faSe impasto e via alla cottura (c.ca 8/10 mescolate).
  • Non dimenticate e non lesinate con la cannella perché il suo aroma inebriante rende questi cake assolutamente speciali. 
  • La ricetta è spiegata alla perfezione, le quantità ed i tempi di cottura praticamente perfetti. L'insieme è leggero, deliziosamente umido, il cioccolato lo rende super goloso ma nel complesso il tutto grida: semplicità. 
  • Strepitosi serviti con il te. 
Non posso che dire: PROMOSSA A PIENI VOTI

venerdì 22 settembre 2017

BUTTERMILK BARLEY BISCUITS



Questi biscotti al latticello e all'orzo (traduco letteralmente, sfidando gli strali della Martha) sono la risposta americana e salutista agli scones britannici. Friabili tanto quanto,poco dolci, adatti ad essere farciti con burro e marmellata, clotted cream, miele, pralinati vari, Nutella e tutto quanto troverete nelle vostre dispense per riequilibrare calorie & trigliceridi mancanti.
L'aspetto più perverso di tutti è che sono deliziosi anche da soli: chiedetelo a mia mamma che ha infranto un mese di dieta ferrea giusto poco fa,partendo da un compassato "ma che profumo" e finendo con un meno onorevole  "al diavolo le calorie,me lo mangio tutto". Che magari non farà onore agli appetiti vittoriani, ma la dice lunga sulla bontà di questi dolcetti...


BUTTERMILK BARLEY BISCUITS
Biscotti al latticello e all'orzo

per 9 biscotti di circa 3 cm ciascuno

2 cup di farina (260 g)
2 cup di farina di orzo (260 g)
2 cucchiai di zucchero
4 cucchiaini di lievito per dolci
2 cucchiaini di sale
la punta di un cucchiaino di bicarbonato
1 cup di burro (225 g)
1 1/2 cup di latticello (360 ml)

farina per spolverare
3 cucchiai di burro fuso

Cercate di usare le cup,quando la ricetta lo richiede. Sono comodissime e affidabili e, se le trovate all'Ikea o in altri magazzini simili, anche economiche.
Su come fare in casa il latticello,si è detto di tutto e di più. Per me, il metodo più veloce e più soddisfacente è quello di Nigella Lawson: stessa quantità di latte e di yogurt,una mescolata veloce e 5 minuti di riposo.  Oggi, comunque,dovrebbe trovarsi abbastanza facilmente, nei negozi biologici o nei supermercati più forniti. Lo stesso vale per la farina di orzo. Se non la trovate,potete sostituirla con la farina di farro.

 Mettete i primi sei ingredienti in un mixer e mescolateli. Aggiungete il burro freddo a pezzetti ed azionate il  mixer, con la funzione ad intermittenza, fino ad ottenere delle grosse briciole. In ultimo, aggiungete il latticello. Sempre azionando la funzione ad intermittenza, incorporatelo all'impasto,fino ad ottenere un composto morbido.

Spolverate leggermente il piano di lavoro e stendete l'impasto prima con le mani poi con il mattarello in un quadrato di circa 24 cm di lato.  Piegate in due e,con le mani, date nuovamente la forma quadrata. Piegate di nuovo in due e formate un altro quadrato, di 24 cm di lato e di circa 3 cm di altezza. 
Ricavatene 9 pezzi, che disporrete su una teglia rivestita di carta da forno. Infornate a 180°C, per 17-18 minuti o fino a doratura. Sfornate, pennellate con il burro fuso e servite tiepidi o a temperatura ambiente.

Note mie
Per la prima volta su questi schermi, ho delegato mia mamma, limitandomi ad osservare da bordo campo (non sia mai che impari). Sono immobilizzata dalla cintola in su (parte sinistra) e di cucinare non se ne parla. Chiedo perdono anche per la foto, scattata per giunta anche col cellulare. La ricetta ha richiesto circa 6-8 minuti di preparazione (e due giorni per trovare la farina di orzo, ma questo perchè nel Natura si vicino a casa l'avevano terminata: basta un negozio biologico o un buon supermercato ) e nessuna difficoltà. Richiesta di un giudizio sul sapore, mia madre ha risposto che non si parla con la bocca piena. Dal che deduco che la ricetta sia 

DECISAMENTE PROMOSSA




giovedì 21 settembre 2017

SWISS CHARD AND SAUSAGE STRATA


Anche la seconda ricetta che ho scelto dal libro "A New Way to Bake"  di Martha Stewart è salata. E' un (o una?) strata, una sorta di pudding, ideale per gli amanti della colazione salata.
Come si intuisce facilmente dal titolo, è una preparazione a farcita a strati con il pane e,
solitamente, con verdure e formaggio. E' molto, molto gustosa. 
Per me, è stata la prima volta con lo Strata, ma non sarà l'ultima. Amo le ricette che permettono numerose varianti dando la possibilità di sperimentare accostamenti sempre nuovi :) Non ci si annoia!

Ingredienti per 8 persone

450 g circa di salsiccia italiana, dolce o piccante
1 cucchiaio da tavola di olio extravergine d'oliva
2 scalogni, tritati finemente
450 g circa - 1 mazzo di bietola (io ho usato bietola da taglio = erbette). I gambi tagliati a pezzetti e le foglie strappate in pezzi di 2 cm circa, poi sciacquate
sale grosso* e pepe macinato al momento
1 pagnotta di pane integrale del peso di 280 g (con la crosta), tagliata in 10 fette
625 ml di latte 
7 uova grandi, leggermente sbattute
70 g circa di Gruyère, grattugiato grossolanamente

* come già scritto da Stefania e Luciana, il sale grosso americano è una via di mezzo tra il nostro sale grosso e quello fino. Usatene leggermente meno di quello indicato nella ricetta.

Preriscaldare il forno a 190°C. Cuocere la salsiccia (spellata) a fuoco medio in una padella larga, rompendola con un cucchiaio, finché non sarà dorata. Ci vorranno 5 minuti circa. Traferire la salsiccia in una ciotola ed eliminare il grasso. Scaldare l'olio nella padella, su fuoco medio, unire gli scalogni e i gambi della bietola. cuocere finché lo scalogno non sarà trasparente, 3 minuti circa.
Unire un po' d'acqua e cuocere, mescolando e raschiando con un cucchiaio di legno le verdure. Unire le foglie della bietola e cuocere, mescolando di tanto in tanto, finché le foglie non saranno appassite, 3 minuti circa. Insaporire con sale e pepe.
Cospargere metà della salsiccia in una teglia da forno di 23x33 cm e coprire con metà del mix di bietola e scalogni. Coprire con le fette di pane, sovrapponendole leggermente. Cospargere con la restante salsiccia e la bietola.


In una ciotola capiente, mischiare insieme le uova con il latte ed insaporire con sale e pepe. Versare uniformemente il composto sopra il pane. Premere bene il pane in modo che sia immerso nel mix di uova e latte. Coprire accuratamente la teglia con carta forno e successivamente con carta stagnola. Mettere in frigorifero e lasciar riposare per almeno 10 minuti o tutta la notte.
Cuocere per 45 minuti, ruotando la teglia a metà cottura. Scoprire, cospargere con il formaggio e proseguire la cottura fino a quando il formaggio non sarà fuso, e il mix di latte e uova quasi completamente assorbito e solidificato. Saranno necessari ancora 5-10 minuti.
Lasciar raffreddare 10 minuti prima di servire.

Varianti

Si può sostituire il Gruyère con del Cheddar o della Fontina;  la bietola con gli spinaci o la verza; e la salsiccia con 110 g di prosciutto o speck (che non necessitano di precottura). se poi volete un riperino completamente vegetariano, saltare 450 g di funghi con gli scalogni ed usateli al posto della salsiccia.


NOTE

- ricetta semplice e gustosa, alla portata di tutti. Può essere un'alternativa alla classica lasagna

- ho sostituito il Gruyère con della Fontina, come suggerito tra le varianti

- ho preferito mischiare uova e latte in una caraffa morbida in silicone,  per versare il mix di uova e latte più facilmente, come faccio sempre in queste situazioni

- ho utilizzato un pane in cassetta integrale ed ho usato 11 fette invece di 10, per arrivare al peso richiesto di 280 g, ed era perfetto così, non ho avanzato neanche una briciola di pane ;)

- se vi dovesse avanzare dello strata, visto che le dosi sono per 8 persone, mangiatela il giorno dopo, c'è chi dice che era ancora più buona...

La ricetta è decisamente :

PROMOSSA

mercoledì 20 settembre 2017

CHOCOLATE BUCKWHEAT TORTE


Confesso che ero un po' preoccupata, per questa ripresa dello Starbooks: le ultime ricette testate nei mesi passati non mi erano riuscite, e data la mia scarsa affinità elettiva con i dolci, temevo un altro disastro. Un pensiero però mi ha confortata e sorretta: Martha è affidabile.

Sfogliando il libro con il blocchetto di post-it in mano, mi è capitato quello che succede ad ogni suo libro: segnalibri per ogni dove, voglia di provare un sacco di ricette e, alla fine, difficoltà di scelta.
La scarsità di tempo disponibile mi ha fatto optare per una tortina facile facile, a prova di sweet dummy come me, che prometteva bene. L'unico neo era che richiedeva una teglia dal fondo amovibile di 22 cm di diametro. Io ho 3 teglie di quelle dimensioni, una di pyrex, una antiaderente e una di silicone, e per un attimo ho contemplato la possibilità di acquistarne la versione con fondo amovibile. Poi il buonsenso ha prevalso, e ho optato per quella di silicone.😂

Si tratta in sostanza della versione salutista della torta tenerina, la cui consistenza - sono parole della Stewart - è più soffice di quella della versione classica, grazie all'aggiunta della farina di grano saraceno e delle mandorle tostate e ridotte anch'esse in farina.
Il dolce rimane così gluten-free, come la tenerina classica, ma il sapore risulta più pieno. Sempre la Martha aggiunge che la farina di grano saraceno esalta il lato "adulto", più corposo, del cioccolato.

Attenzione, ho detto che questa è una versione salutista, non dietetica: burro, zucchero e cioccolato sono tutto, tranne che dietetici! Constatarlo e tirare un sospiro di sollievo è stato tutt'uno, perché vi confesso che la moda del senza scoppiata negli ultimi anni, che demonizza alimenti di cui ci siamo cibati per secoli, mi sta parecchio stretta: sono felice che la Martha non sia caduta nella trappola!

Nella ricetta riporto le dosi americane indicate nel libro, e quelle in grammi pesate da me.
Tra parentesi e in corsivo le mie note.

TORTA AL CIOCCOLATO E GRANO SARACENO
Da: Martha Stewart - A New Way to Bake - Potter

1 stick - 1/2 cup - 115 g di burro non salato
6 once - 170 g di cioccolato fondente semidolce (io al 70% di cacao)
1/4 di tazza - 50 g di mandorle pelate e tostate
1/3 di tazza - 45 g di farina di grano saraceno
1/4 di cucchiaino di sale
1/4 di cucchiaino di cannella in polvere
4 uova grandi a temperatura ambiente
1/2 tazza compattata* - 120 g di light brown sugar (fatto con 1 parte di melassa calda e 20 parti di zucchero semolato)
Zucchero a velo
Gelato per servire (facoltativo)

* di solito le misure in cups vengono fatte colmando la tazza dell'alimento prescelto, livellandola poi con un coltello a lama liscia o una spatola. Quando la misura è in tazze compattate, bisogna battere la cup più volte sul piano di lavoro, in modo da compattarne il contenuto - che risulterà leggermente maggiore, quindi si procede a livellarlo.


Preriscaldare il forno a 180 °C (io in modalità statica).
Foderare la teglia con carta da forno e imburrare quest'ultima.
Tostare le mandorle per 10 minuti in forno disponendole su una teglia, quindi farle raffreddare in una ciotola, lasciando il forno acceso.

Fondere a bagnomaria il cioccolato spezzettato e il burro, mescolare per amalgamarli e farli intiepidire.

Mettere le mandorle raffreddate nel robot da cucina e, usando il tasto pulse, ridurle in farina. Unire il sale, la cannella e la farina di grano saraceno, e azionare il tasto pulse per amalgamarle.

Montare le uova con lo zucchero con le fruste elettriche, lavorandole per 8 minuti circa, finché l'impasto non sia triplicato di volume e sia diventato denso. Unirvi il cioccolato e il burro fuso e amalgamarli, quindi aggiungere il mix di farine, incorporandolo.
Versare nello stampo preparato e infornare per 25 minuti, girando lo stampo a metà cottura perché il dolce cuocia uniformemente. Al termina cottura il dolce dovrà essersi gonfiato un poco e uno stuzzicadenti inserito al centro dovrà uscirne pulito.

Trasferire lo stampo su una gratella e far raffreddare il dolce per 10 minuti, quindi aprire lo stampo togliendo l'anello esterno, e far raffreddare completamente.

Spolverare con lo zucchero a velo prima di servire e volendo, accompagnare il dolce con una pallina di gelato. A noi (lo staff di Martha Stewart) piace con un gelato alla vaniglia o al chai (latte in cui è stato infuso del tè nero indiano aromatizzato con spezie varie: la base è formata da zenzero e cardamomo verde, a cui talvolta si aggiungono anice, cannella, semi di finocchio, pepe e chiodi di garofano). Io ho optato per un gelato alla stracciatella, ma se mi dovesse capitare per le mani un chai masala, mi riservo di farci un gelato!

Il dolce si conserva per 1 giorno, coperto e tenuto a temperatura ambiente (a me è durato 4 giorni - al quinto non ci è arrivata - ed è rimasto buonissimo fino all'ultima briciola).


OSSERVAZIONI

Come dicevo nell'introduzione, ho usato una tortiera in silicone; l'ho imburrata lo stesso, anche se in teoria il silicone dovrebbe essere usato tel quel, per essere veramente sicura che si staccasse.

Essendo una sweet dummy, mi ripugnava l'idea di aprire il forno a metà cottura per girare la teglia: temevo un disastro e ho fatto come al solito, spingendo la teglia verso il fondo del forno e non aprendo quest'ultimo fino al termine della cottura: i tempi indicati erano perfetti.

La torta non è molto alta, lo si vede anche dalla foto sul libro: se la si vuole più alta, basta diminuire il diametro della tortiera e aumentare leggermente i tempi di cottura, facendo la prova stecchino.

Il giorno in cui l'ho preparata l'ho trovata un po' più asciutta rispetto al dolce a cui si ispira, immagino proprio per la presenza della farina di grano saraceno, che tra l'altro a me ha dato sempre l'impressione di assorbire più liquidi rispetto a quella di grano tenero. I giorni successivi invece era perfetta, e anzi l'ho trovata migliore. Mi è bastato coprirla con pellicola trasparente.

Il dolce è molto facile e veloce da fare: sono più i tempi di attesa del raffreddamento delle mandorle, che non quelli di preparazione. Insomma, caso mai non si fosse capito, la ricetta per me è

PROMOSSA

martedì 19 settembre 2017

RYE SOFT PRETZELS



Adoro i pretzels, forse perchè mi ricordano i miei pochi giorni di ferie in questi ultimi anni.
Abitando al mare, appena posso scappo dalla salsedine per rifugiarmi sulle montagne altoatesine.
La prima volta li ho assaggiati grazie ad un amico, erano serviti con un pò di burro e mi sono piaciuti da impazzire. Non ho mai provato a rifarli in casa, forse perchè sapevo che non sarebbero mai stati uguali.
Quale miglior tentantivo di un pretzel con farina di segale? 
Provare una "variante" toglie quel senso di ansia da: deve venire identico all'originale!!


Ingredienti per 12 pezzi:
2 cups acqua calda 110° F (42 ° C)
1 tablespoon + 1 teaspoon Miele
1 teaspoon lievito secco
3+1/2 cups farina
2 cups farina di segale
1 teaspoon sale (io ho usato sale fino)
2 teaspoons burro fuso + qb per imburrare la teglia
1/2 cup bicarbonato di sodio
1 uovo
 sale grosso (io sale Maldon), semi di anice, sesamo, papavero, cumino per spolverare.

Procedimento:

Nella ciotola della planetaria munita di gancio versare acqua e miele e mescolare, aggiungere il lievito e dopo aver mescolato lasciar riposare il composto per 10 minuti.
In una ciotola capiente miscelare 3 cups di farina e le 2 cups di farina di segale più il sale.
Versare 1 cups di farine nel composto di lievito e far girare la planetaria alla minima velocità. Aggiungere la farina rimanente un cup alla volta e impastare per 30 secondi.
A media-bassa velocità lavorare fino a che il composto si stacca dalle pareti.
Aggiungere il 1/2 cup di farina rimanente e lavorare per circa 6 minuti fino ad ottenere un impasto omogeneo ed elastico.
In una ciotola capiente, versare il burro fuso e farla roteare in modo da cospargere tutte le pareti della ciotola. Trasferire l'impasto nella ciotola imburrata e girarlo affinchè tutto il composto sia imburrato. Coprire con una pellicola e lasciar riposare tutta la notte.
Una volta fatto riposare l'impasto, rimuoverlo dal frigorifero e lasciarlo lievitare fino a a che non avrà raddoppiato il suo volume (1-3 ore).
"Schiacciare" l'impasto per rimuovere qualunque bolla d'aria, trasferirlo su una superficie leggermente infarinata e dividero in 12 pezzi uguali di circa 100 gr l'uno.
Lavorare 1 pezzo alla volta lasciando gli altri coperti con pellicola.
Formare un cordoncino lungo circa 45 cm formare una U e intrecciare le due estremità per formare la tipica forma del pretzel (è più facile farlo che spiegarlo), posizionarlo su una teglia imburrata e coprire con un telo da cucina e continuare per tutti e 12 i pezzi. (Saranno necessarie due teglie) Lasciar riposare per 15 minuti circa.
Pre-riscaldare il forno a 450° F (230 ° C.)
Portare a bollore dell'acqua e poi aggiungere il bicabonato.
Ridurre il bollore e immergere i pretzel 3 o 4 alla volta per 30 secondi, poi con una schiumarola scolarli e riposizionarli nella teglia.
Spennelare la superficie con l'uovo sbattuto e poi cospargere di sale e semi.
Infornare fino a doratura, per circa 12/15 minuti.
Far raffreddare su una gratella.
 Sono più buoni il giorno stesso ma possono essere conservati per 2 giorni a temperatura ambiente e coperti.




NOTE:

La farina di segale è impossibile da reperire nei normali supermercati del litorale romano, ne ho girati di diversi fino ad approdare da Naturasì e dopo averla vista sullo scaffale ho avuto un momento di commozione :)

La ricetta è ben spiegata, ho avuto solo difficoltà a capire in quanta acqua dovessi far sbollentare i pretzel, mezza cup di bicarbonato mi sembrava abbastanza e avevo paura di creare una soluzione troppo satura. Alla fine sono andata ad intuito.

Cosa dire? La Martha ha colpito ancora, la farina di segale da un plus molto molto invitante ai miei adorati pretzel. Io li ho impastati la mattina per cuocerli la sera, li ho serviti con una bella birra ghiacciata e un tagliere di speck e altri salumi. Non ho utilizzato semi di anice e cumino perchè non mi piacciono molto.
La prossima volta li riproverò con altre salse e soprattutto la salsa di senape consigliata dalla Stewart.

Questi pretzel sono assolutamente 
PROMOSSI!
Elena C.