mercoledì 21 aprile 2021

ANY-FRUIT CRUMB CROSTATA

 


 

Tutte le volte che in libro di ricette vedo la parola "any-fruit" mi interesso subito alla ricetta.
Da goloso che sono, la possibilità di scambiare frutta e ingredienti di base mi rende molto felice. Infatti, questa torta è una specie di passe-partout: ottima per la prima colazione, o per uno spuntino pomeridiano, o anche come dessert facile per una cena servito con panna montata. Io ho usato le prugne, frutto di stagione per ora da me, ma va benissimo con pesche, mele, ciliegie, frutti di bosco e anche con il mio adorato rabarbaro (ma qui, ahimè, non sanno neppure cosa sia) … 
Non è proprio una crostata, come la denomina Erin McDowell, ma glielo perdoniamo. ;)
 

Per lo Streusel 
120 g di fiocchi d’avena 
180 g di farina 00
45 g di farina integrale
150 g di light brown sugar 
1 cucchiaino di lievito in polvere
1 cucchiaino di sale fino
1 cucchiaino di cannella in polvere
180 di burro non salato freddo, tagliato a cubetti i circa 1 cm

Per la farcia della crostata
900 g di frutta (prugne, pesche, frutti di bosco, pere….) con eventuali semi o noccioli rimossi e tagliati se grandi
1 cucchiaio di succo di limone fresco
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
100 g di zucchero semolato
3 cucchiai di amido di mais
½ cucchiaino di sale fino
85 g di noci tritate (opzionale)


Per lo Streusel, in una ciotola media, mescolare l'avena, la farina 00, la farina integrale, lo zucchero, il lievito, il sale e la cannella. Aggiungere il burro già tagliato a cubetti e mescolare con le mani fino a formare dei grossi grumi. Mettere da parte. 

Preriscaldare il forno a 190 ° C. Ungere leggermente uno stampo a cerniera da 23 cm.
Dividere lo streusel in due porzioni: due terzi (circa 444 g) per il guscio e il rimanente terzo (circa 222 g) per la copertura. Premere la quantità maggiore di streusel in modo uniforme sul fondo e sui lati dello stampo preparato: dovrebbe avere uno spessore di 6 mm.
In una ciotola capiente, mescolare la frutta (io ho usato le prugne) con il succo di limone e la vaniglia. In una ciotola piccola, amalgamare bene lo zucchero, l’amido di mais e il sale. Aggiungere questa miscela alla frutta e mescolare bene per amalgamare.
Versare il composto di frutta nel guscio premendo bene per ottenere uno strato uniforme. Sbriciolare uniformemente lo streusel rimanente sopra. Cospargere uniformemente le noci sullo streusel, se usate.
Cuocere fino a doratura; la frutta usata dovrà risultare morbida e i succhi sobollire, tra i 45 e i 50 minuti. Se la parte superiore della crostata dovesse iniziare a scurirsi, ricoprirla con un foglio di alluminio. Lasciar raffreddare completamente prima di affettare e servire.



NOTE
 
Quello che mi piace di questo libro che stiamo provando per voi è che l’Autrice, Erin McDowell, non limita il concetto di “pie” alla torta americana che normalmente porta questo nome, ma lo amplia verso nuovi orizzonti. 

Come ho già scritto brevemente nell’introduzione alla ricetta, questa torta, forse dal nome non proprio “super” appropriato, è un vero e proprio “cavallo di battaglia” per tutte le stagioni. Io l’ho adorata. È facile da fare. Inoltre, va benissimo per chi stranamente (perché i dolci per me o son dolci o non lo sono … ;)- ) non ama i dolci ad alto contenuto di  zuccheri. 

Quantità degli ingredienti e tempi di cottura perfetti.
Lo streusel quasi si mangia da solo: attenzione, dunque! ;)

Servitela da sola o, senza farvi scrupoli, con abbondante panna montata. A posto delle prugne, fate dei test culinari con tutta la frutta che volete (non so se vanno bene le banane, ma non c’è limite alla nostra fantasia). 

Avete già capito dal mio entusiasmo che la ricetta è
ASSOLUTAMENTE PROMOSSA
 
Biagio D'Angelo- Glogg the Blog

martedì 20 aprile 2021

BLUEBERRY LEMON PIE

 




L'abbinamento mirtilli-limone è uno dei miei preferiti in assoluto, perciò quando ho letto il titolo di questa pie, mi sono detta che dovevo provarla. Forse però non immaginavo che il limone fosse così presente, anche se in effetti nell'introduzione alla ricetta l'autrice ci aveva avvisato :D
 

Ingredienti per un piatto da pie da 23 cm

850 g di mirtilli freschi
circa 70 g (più o meno 1/2) di limone ridotto a fettine, senza semi e tritato grossolanamente (buccia e tutto - per questo io consiglio limoni con buccia edibile)
Circa 25 g di succo di limone
1 baccello di vaniglia
298 g di zucchero semolato
60 g di farina 00
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1/2 cucchiaino di sale 
28 g di burro
Una dose di pasta frolla cotta parzialmente, spennellata con albume e raffreddata completamente (segue ricetta)

In una casseruola media unite 340 g di mirtilli, il limone a pezzi, il succo di limone, il baccello di vaniglia e 150 g di zucchero. Cuocete a fuoco medio finché i mirtilli non inizieranno a diventare morbidi e a disfarsi - ci vorranno 8-10 minuti. Rimuovete dal fuoco.
Riducete in purea la composta finché non diventa liscia. Per comodità è meglio usare un frullatore a immersione, ma potete anche usarne uno normale.
Riportate la composta a ebollizione e cuocete per 5 minuti a fuoco basso.
Nel frattempo, in una ciotola mescolate i 149 g di zucchero rimasti con la farina, la cannella e il sale. Unite questo mix alla composta e continuate a cuocere mescolando continuamente, finché non comincerà ad addensarsi - ci vorranno un paio di minuti. Unite i 510 g di mirtilli restanti e il burro. Trasferite il tutto in una ciotola e coprite con pellicola a contatto fino a completo raffreddamento (io ho usato un contenitore a chiusura ermetica), poi mettete in frigo fino al momento dell'uso.
Preriscaldate il forno a 218 gradi con la griglia posta  nella parte bassa (e una pietra refrattaria, se la avete).
Mettete la base ben fredda su una teglia bassa ricoperta di carta forno e versate il composto di mirtilli all'interno. Infornate e cuocete finché il ripieno non inizierà a sobbollire - ci vorranno 30-35 minuti. Fate raffreddare la pie completamente prima di servirla.
La pie si può completare con semplice panna montata (più o meno zuccherata) o una semplice crema di mascarpone e panna.
Io ho aggiunto anche un altro strato di mirtilli freschi per farla più carina.

CITRUS ROLL-OUT COOKIE CRUST

113 g di burro a temperatura ambiente
50 g di zucchero semolato
35 g/1 albume grande leggermente sbattuto
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
3 cucchiai di scorza di limone grattugiata
180 g di farina 00
1/2 cucchiaino di sale
1/4 di cucchiaino di lievito

Nella ciotola della planetaria lavorate il burro a crema con lo zucchero e il limone a velocità media, finché non è liscio. Unite l'albume e la vaniglia. Raccogliete il composto sul fondo della ciotola aiutandovi con una spatola. Unite la farina, il sale e il lievito e mescolate a velocità bassa finché non è ben incorporata - ci vorranno 45-60 secondi.
Realizzate con l'impasto un disco di 2,5 cm di altezza e avvolgetelo con pellicola. Fate raffreddare la frolla in frigo per almeno 30 minuti o fino a 3 giorni.
Riprendete la pasta, mettetela su un piano infarinato e stendetela a uno spessore di circa 6 mm. Trasferite la frolla nel piatto da pie eliminando la pasta in eccesso e schiacciando bene i bordi. Bucherellate il fondo con una forchetta e rimettete in frigo per altri 30 minuti.
Spennellate la pasta con albume e cuocetela parzialmente (parbaking), ovvero cuocetela senza pesi per 15-18 minuti finché non è leggermente dorata.


Considerazioni:
 
- Non avevo mai fatto la frolla solo l'albume, devo dire che mi è piaciuta tantissimo la consistenza sia da cruda - infatti si lavorava una meraviglia - che da cotta.
 
- Purtroppo riguardo la cottura ho avuto un problema. Dopo la metà del tempo la frolla ai bordi era quasi carbonizzata. Probabilmente ho steso la pasta molto più di quanto richiesto dalla ricetta. Colpa mia.
 
- Nonostante il dramma della cottura, la base non è risultata affatto molliccia, e questo è un punto a favore.
 
- Il ripieno è buonissimo e l'aggiunta della farina lo asciuga ma senza farlo diventare secco, cosa che ovviamente aiuta proprio la base a non inumidirsi troppo. D'altro canto però, è veramente tanto. Forse un po' meno sarebbe bastato, almeno per i miei gusti, visto che è un ripieno bello corposo.
 
- Sempre a proposito del ripieno, non tutti hanno gradito la nota abbastanza spiccata del limone. Forse si potrebbe rivedere l'idea di metterlo intero nella composta (anche se poi viene frullato) o magari se ne potrebbe mettere meno. Ma qui è questione di gusti.
 
- Nel complesso l'idea di poter preparare il giorno prima base e farcia e il giorno dopo fare solo l'ultimo passaggio in forno mi piace tantissimo. Peccato per la riuscita non proprio perfetta, ma onestamente le darei un'altra chance facendo attenzione ad alcuni passaggi e magari sistemando un po' il ripieno secondo i miei gusti.

Detto questo, purtroppo la ricetta è 

RIMANDATA
(più per colpa mia che altro)
 
Alessandra Corona- La Cucina di zia Ale

lunedì 19 aprile 2021

MINI PIES WITH TORTILLA CRUST

 



Chi l'ha detto che non si possono reinventare le "mini-pies"?
Secondo Erin McDowell, le mini pies hanno la reputazione di essere noiose perché si devono preparare così tanti stampini che passa la voglia di fare delle pies… perciò per quest’idea che lei chiama scherzosamente “pie-deas” tutto ciò di cui si ha bisogno sono delle tortillas di farina già pronte da 15 cm, burro fuso e zucchero alla cannella…
 


MINI PIES WITH TORTILLA CRUST
per 8-12 tortillas
(secondo il numero della dimensione della teglia per muffins) 

 

Preriscaldare il forno a 175 ° C. 
Ungere una teglia per muffin con spray antiaderente (io ho imburrato come faccio di solito). 
Riscaldare una padella grande a fuoco medio. 
Scaldare leggermente una tortilla nella padella, girandola una volta, fino a renderla malleabile, quindi, lavorando velocemente, spennellare generosamente entrambi i lati della tortilla con burro fuso, cospargere generosamente con zucchero alla cannella e premere in una delle cavità della teglia per muffin preparata (non si adatterà perfettamente ai lati ed è probabile che abbia un effetto stropicciato). 

Ripetere l’operazione con le restanti tortillas, quindi infornarle fino a renderle croccanti, da 7 a 9 minuti. 
Lasciar raffreddare completamente, sformare e farcire riempire con della panna montata, del cioccolato fuso e del caramello salato. 

Di seguito le ricette di questi ultimi. 

Ingredienti per 420 g di panna montata

353 g di panna da montare
66 g di zucchero semolato
 1½ cucchiaino di estratto di vaniglia 

Nella ciotola di una planetaria dotata di frusta, montare la panna a velocità medio-bassa finché non inizia ad addensarsi, 1 o 2 minuti. Aumentare la velocità a media e aggiungere lo zucchero in un flusso lento e costante, quindi continuare a montare a picchi medi. Aggiungere la vaniglia, se la si usa, e mescola per amalgamare. 

Ingredienti per 420 g di salsa di cioccolato fuso 

226 g di cioccolato fondente (almeno 60%), tritato finemente
173 g di panna
1 cucchiaio di sciroppo di mais (opzionale)

Mettere il cioccolato in una ciotola resistente al calore media. In una piccola casseruola, portare a ebollizione la panna a fuoco medio. Versare la panna calda sul cioccolato e lasciate riposare per 15 secondi indisturbata, poi mescolare, cominciando dal centro della ciotola con piccoli movimenti circolari e poi allargando i cerchi, fino a quando gli ingredienti non saranno amalgamati in modo uniforme e la glassa sarà liscia. Mescolare lo sciroppo di mais, se lo si utilizza.
Lasciar raffreddare leggermente la glassa prima dell'uso, oppure trasferirla in un contenitore ermetico e lasciar raffreddare (se necessario, perché troppo indurita, riscaldarla delicatamente in una ciotola resistente al calore posta su una casseruola di acqua bollente prima dell'uso).

Ingredienti per 420 g di caramello salato 

298 g di zucchero semolato
81 g di sciroppo di mais 
57 g di acqua
½ baccello di vaniglia, dimezzato nel senso della lunghezza, oppure 1½ cucchiaino di estratto di vaniglia
113 g /di burro non salato, a temperatura ambiente
118 g di panna 
 ¾ di cucchiaino di sale fino o di più, a piacere

Unire lo zucchero, lo sciroppo di mais e l'acqua in una casseruola media. Se si usa il baccello di vaniglia, raschiare i semi e aggiungere sia i semi che il baccello nella casseruola  (se si usa l'estratto, aggiungerlo in seguito). Portare la miscela a ebollizione a fuoco medio-alto, mescolando di tanto in tanto, se si vuole, facendo però attenzione a smettere di mescolare nel momento in cui inizia a bollire. Quindi continuare a far bollire lo sciroppo fino a quando non diventa di un colore ambrato medio. Una volta che lo sciroppo inizia a colorare, inclinare la casseruola di tanto in tanto: così è più facile vedere il vero colore del caramello (altrimenti potrebbe sembrare più scuro di quanto non sia in realtà).
Non appena il caramello è quasi ambrato, spegnere il fuoco: il caramello manterrà il calore e continuerà a cuocere. Aggiungere il burro e mescolare delicatamente per amalgamare. Incorporare la panna (attenzione: il caramello continuerà a ribollire; ma continuando a mescolare, smetterà di bollire). La salsa dovrebbe risultare liscia e cremosa. 
Per ultimo, incorporare il sale e l'estratto di vaniglia, se lo si utilizza. Lasciare raffreddare a temperatura ambiente. La salsa si rassoda nel tempo. Se necessario, riscaldare per 15-30 secondi circa la salsa  nel microonde per renderla più fluida.

NOTE

Per la farcia delle mini pies, Erin McDowell consiglia di dare spazio alla fantasia: dalla panna montata ai frutti di bosco e al gelato, tutto è possibile… potreste provarle con il dulce de leche… deve essere buonissimo… 

Nella ricetta, la quantità di burro fuso, della cannella e dello zucchero da spolverare sulle tortillas non sono indicate. Si va ad occhio, senza problemi. 

Si mangiano sporcandosi il naso come i bambini quando si buttano sul gelato alla panna… 

Nel libro ci sono moltissime altre idee di mini pies, dalle più classiche al limone, per esempio, ad altre originali ma pur sempre fantasiose e invitanti.

Vi dico solo di provarle, portarle a un picnic, o mangiarle a merenda o dopo una bella cena, e comunque deliziarvi. Mi sono divertito moltissimo a farle e ad offrirle. Sono delle mini-pies 
PIÙ CHE PROMOSSE!!!
 
 
Biagio D'Angelo- Glogg the Blog 
 

sabato 17 aprile 2021

BUTTERMILK CORNBREAD PER STARBOOKS REDONE DI APRILE 2021

 

 


 

 Riceviamo e come sempre volentieri pubblichiamo la partecipazione al Redone di Valeria, lettrice senza blog.

 

 

“Di nuovo pane?” Mi sono chiesta scegliendo la ricetta per la mia partecipazione bis allo Starbooks Redone…Ebbene sì, di nuovo pane, per il quale ho un amore immenso anche se non sempre corrisposto visti gli esiti di certi esperimenti!

Questo però è un pane speciale: ho voluto provarlo perché affascinata dalla sua storia,  perché non avevo mai assaggiato un pane di mais e perché mi sembrava così bello e solare ma mi ha sorpresa perché è stato curiosamente ed inaspettatamente familiare nel gusto… mi ha riportata indietro nel tempo e ricordato qualcosa assaggiato da bambina, chissà quando e chissà dove, forse una torta della zia sempre sorridente che amava preparare e regalare dolci…


EXTRA-LIGHT BUTTERMILK CORNBREAD

(Da “ Jubilee” di Toni Tipton-Martin, traduzione di Biagio D’Angelo)


INGREDIENTI
per 8-10 porzioni

 

120 g di farina di mais

120 g di farina comune

24 g  di zucchero (2 cucchiai) 

1 cucchiaio di lievito in polvere

½ cucchiaino di bicarbonato di sodio

1 cucchiaino di sale

1 uovo grande, sbattuto

250 ml di latticello

85 g di burro

 

PROCEDIMENTO

 

Preriscaldare il forno a 220 ° C. In una ciotola grande, mescolare insieme la farina di mais, la farina, lo zucchero, il lievito, il bicarbonato di sodio e il sale. Incorporare l'uovo e il latticello fino a quando non si saranno amalgamati.

Mettere il burro in una padella di ghisa da 23 cm e scaldare in forno fino a quando il burro non sia diventato spumoso. Agitare il burro intorno per ricoprire il fondo e l'interno della padella calda, quindi versare il burro caldo nell’impasto e mescolare fino a quando non sia ben amalgamato. L’impasto risulterà un po’ denso. Versarlo subito nella padella imburrata calda e rimettere in forno. Cuocere fino a doratura, circa 20 minuti.

 

 

NOTE

 

.  Il procedimento per realizzare questa ricetta è davvero semplice: basta mescolare gli ingredienti per ottenere rapidamente un impasto omogeneo.

 

.  Ho sostituito il latticello ( che difficilmente riesco a reperire) con 125g di latte parzialmente scremato mescolato con  125g di yogurt greco. 

 

.  Invece di una padella in ghisa da 23 cm ho usato una padella antiaderente con manico removibile da 24 cm di diametro. Il rivestimento della padella ed il burro hanno evitato che il composto si attaccasse sul fondo: una volta cotto e raffreddato ho sformato il cornbread sollevandolo direttamente con le mani.

 

.  È un pane soffice ma compatto, con una consistenza particolare. A casa lo abbiamo mangiato come accompagnamento per un secondo ed è piaciuto molto.

 

. Quello avanzato lo abbiamo conservato in un contenitore ermetico per un paio di giorni durante i quali ha mantenuto la consistenza originaria.

 

 Come è facilmente intuibile sin dalla premessa, questa ricetta per me è ….

 

PROMOSSA A PIENI VOTI!!!

 

Valeria

venerdì 16 aprile 2021

BROWN SUGAR CHESS PIE

 

 

Una pie classica del sud degli Stati Uniti che unisce un guscio croccante e friabile ad un ripieno, si, fatto principamente di zucchero ma sorprendentemente non stucchevole.
Un gusto caramellato e una consistenza  interessante, cremosa ma rustica allo stesso tempo grazie alla presenza della farina di mais nel ripieno.
Un mistero il nome: infatti il dolce non ricorda in alcun modo una scacchiera come il titolo potrebbe far pensare.
L'origine potrebbe risiedere nel fatto che il dolce poteva essere conservato a lungo fuori dal frigo in un "chest", ovvero un contenitore e da qui il passaggio a "chess".
O ancora pare che qualcuno a cui ne fu chiesto il nome rispose "it's jes' pie" ovvero it's just pie, è solo una pie, nello slang del sud degli USA.
Comunque sia sarà pure solo una pie...ma che pie ;)



 BROWN SUGAR CHESS PIE
per uno stampo da pie da 24cm

283 g di dark brown sugar
30 g di farina di mais finissima
113 g di uova intere (circa 2 grandi)
85 g di tuorli
230 ml di latte intero
28 g di burro fuso
un cucchiaino e mezzo di estratto di vaniglia
mezzo cucchiaino di sale
un guscio da pie da 23 cm di diametro, parzialmente cotto,spennellato con albume e completamente freddo

CARAMELIZED PIE CRUST

per l'All Buttah Pie Dough

150 g di farina
1 g di sale fino
113 g di burro freddissimo tagliato a cubetti di circa 1 cm
60 ml di acqua ghiacciata (ma può servirne meno, o di più a seconda della farina)

zucchero semolato, circa 50 g per caramellare

WHIPPING CREAM SAUCE

 235 g di panna liquida da montare
50 g di zucchero semolato (facoltativo, non l'ho usato)
1 e 1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia


 Preparare la base: mescolare sale e farina. Unire i cubetti di burro freddissimo sfregandoli tra le dita in modo che si intridano per bene di farina e finchè avranno la dimensione di mezzi gherighi di noce. Ora creare uno spazio al centro ed unire l'acqua (attenzione che potrebbe non servire tutta, unitene meno della metà per iniziare). Mescolare con le dita in modo da idratare la farina ed appena l'acqua è assorbita compattare il panetto tra le mani senza impastare.
L'impasto non dovrà essere troppo secco nè troppo morbido, quindi regolatevi con l'acqua.
Formare un disco spesso circa un paio di cm, avvolgerlo in pellicola per alimenti e mettere in frigo per almeno 30 minuti o fino a due giorni.
Per caramellare semplicemente spolverizzare l'impasto con lo zucchero mentre lo si stende con il mattarello.
Foderare quindi uno stampo da pie da 24 cm di diametro stendendo la pasta a circa mezzo cm. Bucherellare la base con i rebbi di una forchetta quindi foderare con carta forno e riempirla di sfere in ceramica da forno facendo attenzione a salire anche sui bordi.
Mettere in forno preriscaldato a 205 gradi per circa 15-17 minuti, finchè i bordi saranno coloriti,  quindi togliere carta e pesi e continuare la cottura per due-tre minuti.
Far raffreddare completamente e spennellare con un sottile strato di albume. Far asciugare completamente.

Per il ripieno:

Mescolare zucchero e farina di mais, quindi unire uova e tuorli e sbattere per un paio di minuti finchè il composto risulterà più chiaro.
Unire il resto degli ingredienti amalgamando benissimo quindi versare nel guscio di pasta parzialmente cotto e completamente freddo.
Cuocere in forno preriscaldato a 165 gradi, posizionando la teglia nella parte bassa, per circa 35-40 minuti o comunque finchè i bordi del ripieno risulteranno sodi mentre al centro sarà ancora leggermente tremolante.
Far raffreddare completamente a temperatura ambiente quindi passare in frigo per almeno un'ora prima di servire.

Per la copertura:

Montare la panna con lo zucchero, se lo si usa, finchè il tutto addensa. Dovrà avere la consistenza di una salsa densa ma non montare. Unire infine la vaniglia. Conservare in frigo anche fino a 24h ma potrebbe smontarsi un po'. Nel caso, frullare nuovamente prima di servire.


NOTE

- il dolce non è complicato ma la base richiede un po' di manualità ed esperienza nel maneggiare impasti ricchi di burro che una lavorazione sbagliata può rendere duri ed indigesti invece che friabili e leggeri. Nel libro la sezione sulla lavorazione delle basi è fatta molto bene, arricchita da foto esplicative ed addirittura un elendo di errori ed eventuali soluzioni. Molto interessante anche che per ogni realizzazione sia possibile abbinare più basi (nel libro presenti anche in versioni gluten-free e vegan!), la mia scelta è andata a un super classico con solo l'aggiunta di poco zucchero sulla superficie che non tanto addolcisce, ma più che altro rende ancora più interessante ogni morso.

- dettagliatissimo anche il capitolo su quanto impasto e ripieno servano a seconda della teglia usata. Tenete presente che una teglia classica da pie da 24cm ha una capienza diversa da, per esempio, una teglia a cerniera delle stesse dimensioni che invece ne richiederà di più. Avendo usato una piatto da pie mi sono attenuta alle dosi indicate che si sono rivelate precise al grammo.

- il brown sugar, ormai lo sapete, non è zucchero di canna ma zucchero melassato, ovvero zucchero semolato addizionato di melassa. A seconda di quanta melassa è presente lo zucchero diventa light o dark brown. Qui viene usato il brown, ovvero quello a più alta concentrazione di melassa, che regala un fantastico gusto di caramello.

- nel mio forno il dolce ha dovuto cuocere qualche minuto in più del previsto perchè dopo 35 minuti il ripieno era ancora completamente liquido. Ho molto apprezzato che oltre al numero di uova/tuorli da utilizzare fosse presente anche il peso: infatti qui non trovo spesso uova grandi ed ho dovuto aggiungerne uno per raggiungere la quantità necessaria.

- la copertura è semplice panna semimontata. Non serve aggiungere zucchero, secondo me, dato che fa tutto già il ripieno. La vaniglia direi imprescindibile.

- il profumo in cottura è da tortura dantesca, come il non poter assaggiare il dolce finchè ben freddo di frigo. Ma vale veramente la pena: guscio croccante e friabile, un ripieno cremosissimo.
Uno di quei dolci da una fettina sola, per carità, che non ce la faccio per poi ritrovarsi in cucina a...livellarne i bordi per amor di geometria mentre i ritaglia finiscono in bocca.
Insomma, un successone!

PROMOSSA CON LODE

 

 




giovedì 15 aprile 2021

GREEN VEGGIE QUICHE



Anche la terza ricetta che vi proponiamo dal libro del mese è salata! Ma non preoccupatevi, arriveranno anche le ricette dolci :) Intanto, godetevi questa torta perché è buonissima!

La McDowell introduce la ricetta scrivendo che, per lei, la quiche devono avere tre requisiti: una crosta molto croccante, un ripieno cremoso, e molti ingredienti gustosi al suo interno. E in questa torta sono presenti tutte e tre gli elementi indicati. Non per niente, questa quiche è la sua preferita!!!

Io vi dico: scordatevi le torte salate con la base molliccia, perché con questa ricetta siamo ad un altro livello ;)


Queen Veggie Quiche

Ingredienti per uno stampo di 23 cm di diametro

una base di Pie Crust di 23 cm (vedi sotto), cotta in bianco e raffreddata completamente 
112 g di Parmigiano, grattugiato finemente
28 g di burro
170 g di asparagi, basi spuntate e gambi tagliati in pezzi di 2,5 cm
150 g di porro (un porro grande), tagliato a metà sul lato lungo ed affettato finemente
130 g di cipollotti, affettati finemente
58 g di spinaci 
75 g di piselli, freschi o surgelati
340 g di uova grandi (6 uova)
77 g di latte intero
60 g di doppia panna (con circa il 40% di grassi)
2 g di sale khoser 
2 g di pepe nero appena macinato
40 g di Gruyère o Cheddar bianco, grattugiato

Mettere la Pie Crust raffreddata in uno stampo rivestito con carta forno. Cospargere il fondo con la metà del Parmigiano grattugiato, facendo uno strato uniforme.
In una padella ampia, fondere il burro su fuoco medio. Aggiungere gli asparagi e cuocere per 3-4 minuti. Unire il porro e i cipollotti e cuocere ancora finché non saranno appassiti, 1 o 2 minuti. Unire anche gli spinaci, pochi per volta, aspettando che siano appassiti, prima di aggiungere i successivi. Aggiungere i piselli e mescolare. Togliere dal fuoco e lasciar raffreddare completamente.
Preriscaldare il forno a 190°C, posizionando una griglia nel terzo inferiore (possibilmente con una piastra d'acciaio o una pietra sopra). 
Trasferire la verdura nella base cotta, senza schiacciarla ma muovendola un po'.
In una ciotola media, sbattere le uova, il latte, la panna, il sale e il pepe finché non saranno ben amalgamati. Versare gentilmente il mix con le uova sopra le verdure. Cospargere la metà rimanente del Parmigiano e il Gruyère, o Cheddar, in modo uniforme.
Infornare e cuocere per 30-35 minuti, finché la crema non risulterà addensata lungo i bordi, ma ancora tremolante al centro. Se lo desiderate, passare sotto al grill per 1-3 minuti, per rendere la crosta ancora più evidente. Lasciar raffreddare la quiche per almeno 15 minuti prima di tagliarla a fette e servirla calda, oppure lasciarla raffreddare completamente. 

L'autrice propone anche due varianti per il ripieno: una che prevede l'utilizzo dei formaggi al posto delle verdure, e un'altra chiamata BLT, che sta per bacon, lettuce, tomatoes.
La base può essere preparata fino a 24 ore in anticipo, mentre la quiche è migliore se mangiata il giorno stesso in cui viene preparata. Conservare gli avanzi in frigorifero, avvolti in pellicola alimentare.
Le opzioni per la base sono tre; io ho optato per il Golden Cheese Pie Dough . 

Golden Cheese Pie Dough

Questo impasto, una volta cotto, risulterà marrone dorato, più scuro delle pie tradizionali, ed è giusto che sia così. Oltre ad essere ottimo per le torte salate, si sposa bene anche con torte dolci, a cui si desidera dare un tocco salato (ad esempio con la Apple Pie). Sarà molto gustoso se preparato con il metodo della sfoglia grezza.

Ingredienti per una base di 23 cm

150 g di farina
1 g di sale fino
113 g di burro freddo, tagliato in cubetti di 1 cm
113 g di formaggio semi duro, come il Cheddar, il Gruyère, il Manchego o il Parmigiano
60 g di acqua fredda, più altra se necessario
 
In una ciotola media, mescolare la farina e il sale. Aggiungere il burro seguendo il metodo di lavorazione scelto. Tra le diverse possibilità di lavorazione dell'impasto, ho deciso provare il flaky dough, per ottenere una flaky crust
Infarinare i cubetti di burro in modo che siano completamente rivestiti di farina. Lavorare il burro, schiacciandolo con le dita nella farina, in modo da ottenere delle grosse scaglie, che dovranno sempre essere ricoperte dalla farina. Se avete le mani calde, potete utilizzare un tagliapasta. Il burro dovrà essere sempre coperto dalla farina mentre lo lavorate. Dovrete ottenere un composto grossolano, con pezzi grandi come mezza noce circa. Unire anche il Parmigiano.
Creare una fontana nel centro ed iniziare a versare l'acqua fredda, mischiandola con il mix di burro e farina, amalgamando gli ingredienti senza lavorarli troppo, altrimenti il risultato finale sarà un impasto duro una volta cotto. Potrebbe essere necessaria più o meno acqua, a seconda del tipo di farina. Unitene circa 15 g alla volta (un cucchiaio circa) finché il mix non sarà correttamente idratato e combinato abbastanza uniformemente, ma non dovrà essere liscio.
Formare un disco e avvolgere l'impasto nella pellicola alimentare poi far riposare in frigorifero per almeno 30 minuti prima di usarlo. A questo punto la sfoglia si può conservare in frigorifero fino a due giorni, avvolta anche in un foglio di alluminio, o fino ad un mese nel congelatore. Lasciar scongelare in frigorifero prima dell'uso.
La cottura in bianco permette di ottenere una base ben cotta e croccante. La McDowell consiglia di non spennellare i bordi della base con l'uovo, perché si dorerà già nel modo giusto con le cotture previste. Ma se desiderate avere un bordo brillante, potete spennellare i bordi dell'impasto con albume d'uovo prima della cottura.
Stendere l'impasto, bucherellarlo con una forchetta, e rivestire uno stampo per pie di 23 cm di diametro. Tagliare un foglio di carta forno e metterlo sopra l'impasto. Mettere le apposite palline di ceramica per la cottura in bianco, poi trasferire in frigorifero se non si è pronti per la cottura immediata. Infornare a 220°C e cuocere sul ripiano, posizionato nel terzo inferiore del forno, per 15-17 minuti. Sfornare, eliminare i pesi tirando via la carta forno, ed infornare nuovamente per 2-3 minuti. Far raffreddare completamente. 



Note personali

- come nelle ricette dei giorni scorsi, anche per questa pie c'è la possibilità di scegliere quale base utilizzare, sia per il tipo di impasto e la sua lavorazione, che per gli ingredienti. Questa opportunità mi è piaciuta tantissimo: stesso ripieno ma con basi diverse, e viceversa. Non ci si annoia!

- la ricetta è ben spiegata e non complicata. Se preparerete e cuocerete la base la sera precedente, il giorno dopo vi rimarrà poco da fare. Io ho fatto così, e la base si è conservata bene senza diventare molle, anzi è rimasta croccante. L'autrice scrive che, se anche dovesse ammorbidirsi un po', il nuovo passaggio in forno rimetterà tutto a posto

- sale kosher non ne avevo (e non l'ho mai avuto), ed ho usato quello in fiocchi

- se non trovate la doppia panna, usate tranquillamente quella normale, la quiche sarà comunque buonissima

- ho dovuto prolungare la seconda cottura per quasi 10 minuti, perché il ripieno non era ancora cotto

- lo strato di Parmigiano sulla base prima di aggiungere le verdure, aiuta ad impermeabilizzare il fondo, che rimane croccante, oltre a donare gusto

- temevo che il formaggio dell'impasto, quello sopra la base, e quello finale di Parmigiano e Gruyère, si sarebbe fatto sentire troppo, ma mi sbagliavo è tutto perfettamente in equilibrato. La crosticina che si crea è una cosa che dovete provare! 

- non è prevista l'aggiunta di sale alle verdure, ed ho avuto la tentazione di metterlo (ma non l'ho fatto), perché pensavo che ne avrei sentito la mancanza. Non l'ho sentita per niente. La sapidità dei formaggi ha fatto il suo egregio lavoro.

- mi è piaciuta moltissimo la ricca scelta degli ingredienti del ripieno, che si sentono tutti, senza che ce ne sia uno dominante sugli altri

- questa quiche è veramente buonissima, al di sopra delle mie aspettative, tanto che è entrata nella lista delle mie preferite!!! E c'è qualcuno in famiglia che ne ha mangiato tre porzioni, e si è portato via l'ultima fetta :)))

Come avrete già capito, la ricetta è: 


PROMOSSA CON LODE

mercoledì 14 aprile 2021

SMOKED SALMON TART WITH “EVERYTHING” PIE CRUST

 

Contrariamente al contenuto di questo libro principalmente dolce, apro la mia scelta con una ricetta salata.
Di questa proposta mi ha attirato tutto: il salmone, la stratificazione degli ingredienti in un tripudio di consistenze, la freschezza e soprattutto questa sfoglia grezza che mi ha ingolosito immediatamente dalla prima lettura.  
Potrebbe essere la versione "savory" di una Cream Tart, non vi sembra?  Per l'autrice invece, vuole ricordare la tradizionale colazione americana a base di Bagels, salmone e cream cheese. 
Ho preparato questa tart per l'antipasto di Pasquetta. 
Sono riuscita a fotografarla di corsa ma non ho, per ovvie ragioni, potuto fotografare la fetta in sezione visto che avevo la famiglia a pranzo. 
Mi ripropongo di rifarla, magari utilizzandola su un'altra ricetta. 
In ogni caso è una delle "croste" più consigliate dall'autrice sulla "roulette" delle alternative di questo libro ed è quella ufficialmente indicata per la ricetta. 

Ingredienti per una Tart di 30 cm di diametro 
Per questa ricetta dovrete usare la Rough Puff Pastry utilizzata in un disco unico (vedi la ricetta sotto). 

Per la Crema montata al formaggio 
283g di formaggio cremoso tipo Philadephia. 
52 g di capperi sgocciolati e tritati grossolanamente 
la scorza grattugiata di un limone non trattato 
1 g di pepe nero macinato fresco 

Per la Finitura 
365 g di pomodori medi privati del picciolo e affettati finemente 
340 g di salmone affumicato in fette sottili 
42 g di cipolla rossa tritata 
26 g di cipollotto fresco affettato finemente 
Ciuffetti di aneto fresco per rifinire 

Lucidatura
1 tuorlo sbattuto con un cucchiaio di latte 
30 g di "everything bagel topping" composto da 2 cucchiai di sesamo, 2 cucchiai di sesamo nero, 2 cucchiai di semi di papavero, 2 cucchiai di cipolla disidratata, 2 cucchiai di fiocchi di aglio fiocchi di sale miscelati in un ciotolina (non servirà tutto il composto
  1. Su una spianatoia leggermente infarinata, stendete la pasta in un cerchio pico più largo di 30 cm e spesso 3 mm. Usate un matterello per trasferire la sfoglia su una teglia coperta da carta da forno. Usando la base di uno stampo o un cerchio di carta da forno come guida,  rifinite la sfoglia in un cerchio di 30 cm di diametro. Con un coppapasta rotondo di 10 cm di diametro, tagliate un foro al centro. Lucidate la sfoglia con l'uovo e bucatela con una forchetta su tutta la superficie. Cospargetela uniformemente con la miscela di semi. 
  2. Trasferite la sfoglia in frigo a raffreddare mentre riscaldate il forno. 
  3. Accendete il forno a 220° con una griglia nel terzo del forno più basso (preferibilmente con una pietra ollare sopra. 
  4. Cuocete la sfoglia fino a che non sia uniformemente di un marrone dorato, dai 25 ai 30 minuti. Lasciate raffreddare completamente. 
  5. Nel frattempo preparate la crema montata la formaggio: in una ciotola montate con la frusta elettrica il formaggio, i capperi, la scorza di limone ed il pepe fino ad ottenere un composto soffice, leggero e ben amalgamato. Mettete in frigo coperto, fino all'utilizzo
  6. Quando siete pronti a servire, trasferite il cream cheese in un sac a poche e tagliate la punta larga 1 cm. Distribuite la crema creando un'onda su e giù al centro della corona circolare cercando di coprirla per tutta la circonferenza. Sistematevi le fette di pomodoro in maniera uniforme, cercando di coprire buona parte della crema. Arrangiate poi le fettine di salmone sopra il pomodoro, in maniera disordinata, creando delle ondulazioni e non semplicemente adagiandole piatte. Cospargete con la cipolla tritata, il cipollotto e l'aneto. Servite subito. 

ROUGH PUFF PASTRY (pasta sfoglia grezza) 

Questa pasta sfoglia grezza risulta leggera, sfogliata e deliziosa come una tradizionale pasta sfoglia, ma si ottiene con minor sforzo e stress. E' talmente versatile - perfetta per pie senza stampo e mini pie - che potrete usarla per qualsiasi ricetta di questo libro, seguendo il metodo indicato. Con questa quantità otterrete cca 454 g di pasta sfoglia pronta da usare o congerlare. 

Ingredienti per 2 dischi di 23 cm diametro 
302 g di farina 00
2 g di sale fino 
226 g di burro freddo, non salato, tagliato in cubi da 2 cm di lato
75 g di acqua ghiacciata + extra quanto necessario 
  1. In una ciotola media, mescolate la farina con il sale. Aggiungete i cubetti di burro, avvolgendoli nella farina in modo che ogni pezzetto ne sia ben coperto. Tagliate il burro nella farina usando i polpastrelli, appiattendoli in grossi frammenti. Mentre lavorate, continuate a mescolare il burro nella farina per avvolgere i pezzi appiattiti. Lo scopo è di appiattire ogni pezzo di burro toccandolo una sola volta, lasciando i pezzetti molto larghi (i pezzi si ridurranno e disperderanno durante la fase di piegatura) 
  2. Fate una fontana al centro dell'impasto. Aggiungete l'acqua ghiacciata al centro e, usando le mani, mescolate la farina con l'acqua per cominciare ad incorporare le due (questo aiuterà a non sviluppare troppo glutine). Appena la farina comincia ad idratarsi, potete aggiungere maggiore intensità all'azione ma non esagerate o la pasta diventerà dura. Aggiungete ancora acqua ghiacciata, un cucchiaio alla volta (15 g alla volta), fino a che l'impasto sia idratato a sufficienza. Dovrà essere uniforme e stare insieme con facilità, ma non completamente liscio. Dividete l'impasto in due parti e date loro la forma di un disco. Avvolgeteli bene nella pellicola e passate in frigo per almeno 30 minuti. 
  3. Su una spianatoia leggermente infarinata, lavorando un pezzo alla volta, stendete l'impasto allo spessore di 1 cm (la dimensione generale non importa qui, ma solo lo spessore). Spennellate via ogni eccesso di farina quindi piegate l'impasto in 2. Piegate questa metà di nuovo in quarti. Avvolgete bene nella pellicola e raffreddate per 15/30 minuti fino a che non sia bella ferma. 
  4. Ripetete lo step 3 per altre 3 volte: stendere, piegare e raffreddare ogni volta prima di continuare. Se lavorate velocemente, potete fare anche due step uno dietro l'altro, ma se l'impasto risultasse morbido o appiccicoso, non abbiate fretta. 
  5. Una volta che l'ultima piega è stata completata, piegate gli angoli del panetto in sotto, per aiutare ad ottenere una forma rotonda, quindi avvolgete il disco nella pellicola e fate raffreddare 30 minuti prima di usarla. Questo impasto è cotto al suo meglio a 205°. Cuocete in bianco o parzialmente come indicato nella ricetta di vostra scelta. Vi prego di notare che la pasta può richiedere più tempo per la cottura in bianco o precottura a causa della temperatura di cottura più bassa. 
Il disco di sfoglia più essere conservato in frigo fino a 3 giorni. Nel congelatore fino a 3 mesi. Lasciate scongelare in frigo la notte precedente all'uso. 

NOTE PERSONALI 
  • La bellezza di questa ricetta è che, una volta fatta la sfoglia, tutto il resto si fa in velocità all'ultimo minuto. Ma anche preparare una sfoglia come questa, con tanto di pieghe ed attese, è assolutamente "disimpegnato". Per fare il panetto ci ho messo 10 minuti di orologio lavorando in scioltezza la sera prima della cottura. Ho steso e fatto il cerchio che ha riposato in frigo tutta la notte e la mattina dopo ho cotto la base e l'ho farcita. Per la preparazione di crema e farcitura ci vogliono altri 10/15 minuti incluso il taglio dei pomodori. Poi si assembla e voilà, il gioco è fatto. 
  • La cosa importante è che una volta fatta, va servita. Può stare senza difficoltà una mezz'ora, ma oltre si rischia di inumidire la sfoglia il che comprometterebbe la bontà finale. 
  • Per quanto riguarda l'impasto, al momento di aggiungere l'acqua, io non ho usato le mani, ma una forchetta ed ho incorporato l'acqua lavorando il minimo possibile e poi impastando con velocità all'aggiunta dell'acqua successiva (io ho avuto bisogno di un paio di cucchiai in più). L'impasto stave bene insieme ma ancora molto grezzo. Ho fatto bene perché con le piegature diventa bella liscia e uniforme, ma se l'avessi lavorata troppo sarebbe stata difficile da stendere. 
  • Il mio cerchio non era esattamente spesso 3 mm ma forse uno o due in più. Mi è avanzata una quantità di sfoglia con cui ho fatto una piccola galette di fragole un paio di giorni dopo. Una cosa che non ho avuto l'acume di fare prima di cuocere la sfoglia, visto lo spessore, è stata quella di incidere lo spessore con una lametta seguendo le pieghe per consentire alla sfogliatura di svilupparsi in altezza (trucchetto che ho imparato dal libro sulle Pie degli Hairy Bikers). 
  • Al taglio della fetta, la base era perfettamente sfogliata e gonfia, ben cotta e friabile. In cottura non ha perso un grammo di burro e con mia somma sorpresa, si è mantenuta croccante a lungo, infatti al termine del pranzo quel poco avanzato era ancora come appena tolta dal forno.  Gli astanti hanno gradito con ripetuti bis. 
  • Circa la miscela di semi che l'autrice chiama "everthing", io non ho trovato la cipolla e l'aglio essiccati, così ho aggiunto dei semi di lino. In ogni caso ve ne avanzerà parecchia. 
  • Se le prossime ricette andranno come questa, questo libro lo consumerò! 
PROMOSSA A PIENI VOTI! 

martedì 13 aprile 2021

ROASTED TOMATO AND GOOEY CHEESE FREE-FORM PIE


 

 

 In un libro pieno di ricette di bellissime pie decorate, geometriche, super precise, la mia prima scelta è ricaduta su una delle poche free-form o galette, cioè da cuocere senza stampo. In verità non ci avevo quasi fatto caso, perché quello che mi è subito piaciuto è stato l'accostamento pomodorini-formaggio morbido. In ogni caso, se pensate che Erin McDowell lasci qualcosa al caso, anche quando si tratta di galette, vi sbagliate di grosso.

L'altra cosa che mi è piaciuta tanto, e che - posso anticiparvelo - è una caratteristica che ritroveremo in tutte le ricette del libro, è la possibilità di scegliere la base da utilizzare tra 3-4 consigliate. In questo caso io ho scelto una bellissima brisée puntinata di verde, grazie alla presenza del cipollotto.
Ma per le considerazioni e il giudizio vi rimando alla fine della ricetta.


Ingredienti:
900 g di pomodori ciliegini
6 grossi spicchi di aglio in camicia schiacciati con un coltello
3 cucchiai di olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di timo fresco più qualche rametto per guarnire
1 cucchiaio di rosmarino fresco tritato più qualche rametto per guarnire
3/4 di cucchiaino di sale kosher (io ho usato un sale marino fino non kosher)
1/2 cucchiaino di pepe macinato fresco
1 dose di sfoglia per la base (io ho scelto, tra quelle da lei consigliate, una brisée al cipollotto - segue ricetta)
50 g di parmigiano grattugiato più altro per spolverare
340 g di Brie, Camembert o simili tagliati a fette alte un paio di cm
Uovo per spennellare (1 uovo grande + 1 cucchiaio di acqua fredda)
 

Preriscaldate il forno a 205 gradi (io ho usato forno statico).
Mettete i pomodorini interi e gli spicchi di aglio in una teglia. Irrorate con l'olio e mescolate bene. Condite con il rosmarino e il timo, il sale e il pepe. Infornate e cuocete i pomodori per 25-30 minuti, finché non saranno morbidi e spaccati. Sfornate e fateli raffreddare completamente. Aumentate la temperatura del forno a 220 gradi (io ho sempre lasciato statico).
Mentre i pomodorini si raffreddano, tirate la brisée su un piano leggermente infarinato. Dovrete ottenere un quadrato spesso 3 mm e grande 38x38 cm. Trasferite la pasta su una teglia ricoperta di carta forno - senza preoccuparvi se i bordi fuoriescono dalla teglia - e bucherellate il fondo con una forchetta.
Schiacciate gli spicchi di aglio facendoli fuoriuscire dalla buccia e raccogliete la polpa in una ciotola. Unite il parmigiano e mescolate con una forchetta. Cospargete il composto sulla base fino a circa 5 cm dal bordo. Cospargete anche i pomodorini e il formaggio. Ripiegate i bordi verso l'interno ricoprendo in parte i pomodori su tutto il perimetro.
Spennellate la pasta con l'uovo e completate con una spolverata di parmigiano.
Infornate e cuocete la pie finché la crosta non sarà bella dorata e croccante. Ci vorranno circa 30-35 minuti. Fate raffreddare la galette per circa 15 minuti prima di servirla e guarnitela con il timo e il rosmarino.

PASTA BRISÉE AL CIPOLLOTTO

226 g di burro a temperatura ambiente
130 g di cipollotto (solo la parte verde) o erba cipollina o porri selvatici
330 g di farina
1/2 cucchiaino di sale
75 g di acqua freddissima (potrebbe bastarne un pochino meno)

Mettete in un frullatore la farina e il cipollotto tritato grossolanamente e lavorate il composto brevemente, con la funzione pulse. Unite il resto degli ingredienti e continuate a lavorare il composto sempre a intermittenza, finché non otterrete una palla di impasto. Mettete l'impasto su un piano leggermente infarinato, dategli una forma quadrata, appiattitelo e ricopritelo con pellicola. Mettete in frigo per almeno un paio d'ore fino al momento dell'uso.
 

 
Considerazioni:

- Come ho già detto nell'introduzione, la cosa che mi è piaciuta è il fatto che nulla viene lasciato al caso e ci sono vari consigli sparsi qua e là nel libro ai quali l'autrice rimanda per una perfetta realizzazione. Ad esempio, in questo caso spiega come ottenere una sfoglia perfettamente quadrata (ma vale anche per una rettangolare), vale a dire stendendo la pasta partendo da un panetto rettangolare e rifilarlo man mano con un coltello, per ottenere una forma che sia il più possibile regolare. Ammetto di essermi ritrovata con righello e metro sul piano di lavoro, ma alla fine ho ottenuto un quadrato a dir poco perfetto, cosa che mi ha dato grande soddisfazione!
 
- La galette è buonissima. I sapori sono perfettamente bilanciati e non c'è niente che prevarichi. La scelta del tipo di formaggio è azzeccatissima, perché anche da freddo resta morbido. Bonus per il parmigiano mischiato all'aglio cotto. Non solo è buonissimo (ma non troppo aggressivo), svolge anche egregiamente la funzione di impermeabilizzare il fondo, che infatti non si ammoscia per niente. Come direbbe il caro Paul Hollywood: no soggy bottom! :D 
 
- A proposito della sfoglia, anche questa è buonissima, burrosa al punto giusto, profumata e saporita. Ma soprattutto resta super croccante fuori e friabilissima all'interno. Una delle brisée più buone mai mangiate.
 
- L'autrice consiglia di gustare la galette entro la giornata. Io vi dico che il giorno dopo, ripassata in forno giusto 5 minuti, è comunque ottima.
 
- L'unica cosa che non mi è stata chiara riguarda le dosi della sfoglia. Secondo la ricetta ci sarebbe voluta doppia dose di sfoglia, nel caso si fosse scelta la brisée al cipollotto. In realtà a me è sembrata troppa e ne ho fatta una dose (al limite avrei sempre fatto in tempo a impastarne altra) e in effetti mi è bastata tranquillamente. Non so, un errore di stampa forse?

A parte questo piccolo neo, la ricetta è chiaramente

PROMOSSA A PIENI VOTI
 
Alessandra Corona- La Cucina di zia Ale

lunedì 12 aprile 2021

LO STARBOOK DI APRILE 2021 E'....

 

 

Erin Jeanne McDowell, The Book on Pie


Che i social siano oggi lo strumento più influente nella comunicazione è un dato così incontrovertibile che neppure ci si fa più caso, o meglio: ci si fa caso solo quando questi vengono a mancare, che si tratti di cancellazioni illustri o di crash più democratici: è solo allora, infatti, che ci si accorge all'improvviso che il mondo da cui si è improvvisamente tagliati fuori ci importa più di quanto si sia inclini ad ammettere, con buona pace della contrapposizione fra reale e virtuale che, lungi dall'essere la consolazione di chi ce l'ha fatta, nel concreto della vita vera, suona piuttosto come la sconfitta di chi non sa padroneggiare la contemporaneità. 

Il vero problema, però, non è tanto l'uso che si fa dei social,  quanto il rischio di essere a nostra volta usati, finendo per diventare da fruitori consapevoli a vittime sempre meno lucide, all'inseguimento di una visibilità che rischia di ridurre, se non addirittura di contaminare, la veridicità dei nostri contenuti. E' un problema annoso e dibattutissimo, fortunatamente estraneo allo Starbooks che, da progetto di nicchia quale è, può ancora permettersi di non scendere a patti con nessuno. Se lo affronto qui, però, è perché il libro che abbiamo scelto per il mese di Aprile ci impone una riflessione in questo senso. 

Stiamo infatti parlando di un argomento (le pies, ovvero le torte casalinghe per eccellenza) che in questi ultimi anni ha pesantemente risentito delle esigenze  dell'immagine e della necessità di un rinnovamento che le strappasse alla dimensione confortevole del fatto in casa per ammantarle di un nuovo appeal, tanto più seducente quanto più instagrammabile.

Il superamento dello story telling nel nome della fruibilità immediata di una fotografia ha infatti privato queste torte dell'ingrediente fondamentale per il successo sui social: e visto che una pie senza una storia rischia di essere più anonima di una minestrina in brodo, ecco che lo sforzo dei nuovi guru della comunicazione si è concentrato sul rimpiazzo di questo elemento, da cercare naturalmente nel catalogo delle novità, nei termini di una eleganza e di una ricercatezza inusuali, finalizzate a quell'"effetto wow" a cui sembra miseramente ridursi tutto lo sforzo di chi cucina.

E così, dopo i mille strati di friabilità delle nuove sfoglie, dopo il vuoto cosmico dei nuovi croissant, in un susseguirsi di nuove mode che neppure hanno la pretesa di definirsi tali, da tanto nascono e muoiono con rapidità (dai pan banging cookies alle cream tart, dalla burnt cheese cake agli unicorni), tocca ora alla cara, vecchia frolla subire la stessa sorte: pie che sembrano opere d'arte, gusci che nascondono arcobaleni di consistenze diverse,  intrecci che nemmeno Rapunzel- e poi reels, tutorial, corsi e, naturalmente, libri che ci raccontano di questa seconda vita delle pie, un po' come Adele dopo la dieta o Ozzy Osborne dopo il rehab. 

Il dubbio- tanto legittimo quanto mai confessato- è se queste meraviglie che si presentano come vere delizie per la vista lo siano anche per il palato: e questa è la vera sfida a cui sottoporremo The Book on Pie, ultima opera di Erin Jeanne McDowell, food writer famosissima negli USA, il cui curriculum di tutto rispetto, ci fa ben sperare a riguardo. 

Tuttavia, come ben sanno i nostri lettori, sperare non basta: è la prova dello Starbooks, la sola attendibile e la sola definitiva: e qui siamo pronti, con bilance e mattarelli, a cimentarci con le varie ricette, per metterle alla prova. Se questo Aprile sarà incantevole o crudele, insomma, lo scopriremo alla fine di una carrellata che si annuncia come la più golosa della stagione, per la quale vi diamo appuntamento da domani, per le prossime tre settimane. 

Non mancate!

Alessandra



mercoledì 7 aprile 2021

STARBOOKS REDONE DI APRILE 2021


Comincia Aprile e torna il nostro consueto appuntamento con il Redone.
Se avete rifatto una delle ricette dai libri da noi testati dovete per forza partecipare!
Potreste vincere uno dei graziosissimi gadget firmati Starbooks.

Nel Regolamento completo trovate le modalità per partecipare.


Ricapitolando: 

- avete tempo da oggi fino al 26 Aprile compreso per pubblicare le vostre ricette

- le ricette possono essere scelte solo dai libri che abbiamo già testato, escluso il libro del mese in corso

- le ricette vanno eseguite esattamente come scritte nel libro, perché delle modifiche non permetterebbero un giudizio veritiero

- è necessario esprimere un giudizio finale: promossa, bocciata o rimandata, e un'introduzione alla ricetta, nella quale potrete illustrate i motivi della vostra scelta

- se avete un blog, nel post che pubblicherete, dovrete inserire un link a questa pagina, e il logo del Redone, lasciando poi un commento qui sotto per avvisarci della partecipazione. Ricordatevi di inserire il link che porta al vostro blog

- se non avete un blog mandate la ricetta, introduzione, giudizio ed almeno una foto a lostarbook@gmail.com

- potete partecipare con quante ricette volete


Buon lavoro!

PARTECIPANTI DI APRILE 2021

Pollo al limone con zaatar, La Apple Pie di Mary Pie
Pralines, Gioca Sorridi e Mangia
Chicken with Anchovies, Lemon and Rosemary, Gioca Sorridi e Mangia
Pollo speziato alla turca con insalata araba, La Apple Pie di Mary Pie
Buttermilk Cornbread, Cooking with Marica
Kouluri, Il bosco di alici
Buttermilk Cornbread, Valeria (via email)

mercoledì 31 marzo 2021

JUBILEE: TIRIAMO LE SOMME?

 

 


 

Qualche anno fa, grosso modo a metà della storia dello Starbooks, avevamo concluso il periodo di prova di un libro con un Tiriamo le Somme  negativo (è un eufemismo per "l'abbiamo  massacrato senza pietà", ma siamo entrati nel periodo più santo dell'anno e almeno le apparenze, cerchiamo di salvaguardarle)

Nulla di sorprendente, se non fosse stato per la sfilza di promozioni che erano toccate alle ricette provate: a guardar quelle, nessuno avrebbe potuto prevedere un esito così desolante, in special modo le groupies dell'autrice che, difatti, scatenarono una shit storm indegna della loro mentore, ma che ancora ricordiamo come uno dei momenti più significativi in merito alla percezione dei nostri giudizi da parte dei lettori dello Starbooks.

Una delle preoccupazioni costanti del nostro lavoro, infatti, è il tentativo di comunicare un giudizio, oltre al voto. Lo facciamo sistematicamente nelle ricette, cerchiamo di farlo in modo ancora più esplicito nel Tiriamo le Somme, non a caso percepito come essenziale, sin dalla nascita di questo progetto, sulla scia di quei ricordi di scuola in cui il professore che ti dava un brutto voto motivandolo ti era più simpatico di quello che ti faceva sentire un numero- e niente più. 

E' per questo motivo che la sfilza di "promossa" che è toccata alle ricette di Jubilee non deve trarre in inganno. E non perché i giudizi non siano fondati, non perché le ricette non siano riuscite. 

Ma perché Jubilee è molto, molto, molto di più di quella sequela di promozioni che ha scandito le scorse settimane e che potrebbe trarre in inganno un lettore distratto, facendolo equiparare ad altri libri che, allo Starbook, hanno avuto la stessa sorte. 

Per usare una metafora, Jubilee sta agli altri ottimi libri visti in questi anni come un fuoriclasse sta ad un campione. Sul quale non c'è nulla da eccepire, naturalmente: ma per lasciare un segno, serve molto di più. Quel "molto di più" che, nella fattispecie, è  concentrato nell'enorme lavoro di ricerca da cui sono scaturite le ricette e che trasforma questo libro da un ottimo manuale di cucina ad una pietra miliare nella storia tutta degli Afro-Americani. 

Quella che a noi, lettori bianchi ed europei, appare come una pregevole ricerca storica, da affiancarsi alle altre per una migliore comprensione della tradizione gastronomica di questo popolo, ha ben altra valenza se letta con gli occhi dei discendenti di quegli schiavi a cui furono negati non solo tutti i diritti, ma anche una identità di popolo. Dietro un colore, usato nella sua accezione più dispregiativa di "niger", infatti, i Bianchi pretesero che non ci fosse altro. Non un passato, non una storia, non una cultura- e meno ancora una diversità, di lingue, di tradizioni, di usanze. Una volta deportati nelle Low Countries, tutte queste persone perdevano le loro radici, uniformate nel nulla più assoluto, a dispetto di una crescita e un arricchimento evidenti, che andavano ben oltre il dato materiale: basti pensare alle tante colture introdotte dall'Africa e sviluppate materialmente da schiavi che, ben lontani dall'essere una semplice forza lavoro, erano i soli depositari di competenze altrimenti introvabili. 

Non è un caso che gran parte degli sforzi delle comunità afro-americane, in questi ultimi decenni, siano tesi alla  riaffermazione e alla tutela delle singole culture, nella consapevolezza che la riparazione dei torti passi da lì, dal riconoscimento di una identità di popoli, con le ovvie conseguenze di un rispetto e di una dignità che nulla hanno a che fare con l'odiosa moneta della compassione: in questo senso, la prefazione di Toni Tipton-Martin, che insiste da subito sulle sue origini alto- borghesi, status symbol inclusi, va letta come la prima picconata a quegli stereotipi melensi e fastidiosi del "povero nero", demoliti senza polemiche, ma con l'evidenza dei fatti. 

Dopodiché, inizia la ricostruzione, nelle forme di una indagine minuziosa attraverso 200 anni di libri di cucina, nella convinzione che la cucina sia essenzialmente un fatto di cultura e le ricette espressione di quella catena di trasmissione che oggi si chiama tradizione e che da sempre è il vero filo diretto con la nostra storia, di popoli, di famiglie, di persone.

Un'operazione che ha sicuramente  dei precedenti ma che in questo caso è resa unica e straordinaria dalla commovente volontà di voler fissare su carta quello che tutto il resto era determinato a voler cancellare e a cui ora la Tipton-Martin dà voce, in un'opera corale che restituisce agli Afro-Americani una parte preziosa del loro passato e a noi lettori una ricchezza mai immaginata- oltre che uno spunto importante di riflessione e un nuovo modo per chiedere scusa.


Ci vediamo ad Aprile, con il prossimo Starbook






martedì 30 marzo 2021

STARBOOKS REDONE DI MARZO 2021: IL VINCITORE!

 

Due ricette dolci e due salate, questo mese.
Al solito ci mettete in difficoltà ma dato che il vincitore può essere solo uno facciamo le congratulazioni a...

MOLOTOV PUDDING
di Gioca Sorridi Mangia



Chiediamo al vincitore di inviare una mail a: lostarbook@gmail.com con l'indirizzo a cui inviare il gadget dello Starbooks. 

A tutti gli altri: vi aspettiamo per il  Redone di Aprile!