martedì 23 aprile 2024

FRIED CHICKEN


Da quando ho scoperto gli Hairy Bikers, grazie al loro libro "The Perfect Pies", che abbiamo provato allo Starbooks, ormai nel lontano 2014, se ricordo bene, non li ho più abbandonati. Credo di avere tutti o quasi i libri che hanno pubblicato, e che mi hanno accompagnato in tutti questi anni. Sono tra i libri di cucina più sfogliati ed usati in casa mia.

Mi è sempre piaciuto il loro approccio semplice, preciso, spontaneo e diretto. E che dire della loro immensa simpatia? 

E poi, le loro ricette, sono una garanzia di riuscita e bontà! 

Mi è dispiaciuto molto sapere della prematura scomparsa di Dave 💓

Gli autori introducono la ricetta, affermando che, il loro pollo fritto, tenero e succoso, è talmente buono da leccarsi le dita! 

Ci spiegano anche che, non è necessario friggere in olio profondo, e non serve neanche accendere il forno per tenere in caldo il pollo già fritto... 

Già queste parole, mi hanno fatto amare la ricetta ancora prima di provarla 😉


Fried Chicken

da Ultimate Comfort Food,  The Hairy Bikers - Seven Dials


Ingredienti per 4 persone


8 pezzi di pollo (cosce e sovracosce), con ossa e pelle

il succo di 1 limone

300 ml di latticello

le foglioline di 2 rametti di timo grandi

100 g di farina 

50 g di amido di mais (maizena)

1 cucchiaino di lievito in polvere (baking powder)

olio vegetale o beef dripping (l'equivalente dello strutto ma di manzo)

sale e pepe nero


Miscela di spezie

1 cucchiaio di aglio in polvere

2 cucchiaini di paprika affumicata

2 cucchiaini di senape in polvere

1 cucchiaino di origano (secco)

1 cucchiaino di peperoncino di Cayenne


Per prima cosa preparare il mix di spezie. Mescolare insieme tutte le spezie e aggiungere abbondante pepe nero e un cucchiaino di sale.

Mettere il pollo in una ciotola, aggiungere il succo di limone e mescolarlo con il pollo. 

Sbattere metà del mix di spezie nel latticello e aggiungere il timo. Versare questo composto sul pollo e mescolare per assicurarsi che il pollo ne sia completamente ricoperto.

Coprire la ciotola e lasciate marinare il pollo in frigorifero per almeno 4 ore, o per tutta la notte.

Sbattere il mix di spezie rimanente con la farina, l'amido di mais e il lievito, quindi aggiungere un cucchiaino di sale.

Togliere il pollo dalla marinata e metterlo su una griglia ad asciugarsi leggermente e per portarlo a temperatura ambiente. 

Immergere i pezzi di pollo nel composto di farina, assicurandosi che ne siano ben ricoperti.

Scaldare un po' d'olio (o beef dripping) in una padella larga, munita di coperchio: l'olio (o il beef dripping) dovrebbe essere profondo almeno 1 cm. Mantenere il fuoco a un livello medio-alto: se è troppo caldo, la panatura brucerà prima che il pollo sia cotto. Friggere il pollo nella padella, con la pelle rivolta verso il basso e coprire con un coperchio. Cuocere per 5-6 minuti, su ciascun lato, fino a quando il pollo sarà leggermente dorato e cotto. Alzare la fiamma e friggere per altri 2-3 minuti, su ciascun lato, finché il pollo non avrà un colore marrone più scuro e sarà croccante.

Scolare su carta da cucina, tamponando entrambi i lati dei pezzi di pollo. Mettere da parte per 5 minuti prima di servire, e servire con insalata e una salsa, se vi fa piacere. 


Note personali

Questa ricetta non richiede chissà quali abilità in cucina. Si tratta di marinare il pollo e cuocerlo. La frittura è la parte in cui dovrete prestare più attenzione, senza distrarvi. Se seguirete le indicazioni degli autori, compresa quella di coprire la padella con il coperchio durante la frittura, filerà tutto liscio.

La marinata al latticello arricchito di spezie, rende la carne tenera e saporita. La panatura, anch'essa speziata, chiude il cerchio.

Non ricordo di aver mai messo il coperchio durante una frittura... al limite ho usato il paraschizzi. Confesso che ero un po' scettica, e mi immaginavo schizzi di olio ovunque all'apertura del coperchio, invece... non è successo! Se non di me, fidatevi degli Hairy Bikers, perché questo metodo funziona alla grande!!!

Anche i tempi di cottura sono stati precisi. Ovviamente, se utilizzerete pezzi di pollo molto grandi, regolatevi di conseguenza.

Non serve accendere il forno per tenere il pollo in caldo: si frigge tutto e si mangia. Se non utilizzerete una padella grande il necessario per cucinare il pollo tutto in una volta, potrete farlo in due step: il pollo sarà ancora caldo, anche dopo aver cotto il secondo lotto, senza dover utilizzare il forno, anche in questo caso.

Non mi preoccupa friggere in casa, per via dell'odore ma, quando il tempo lo permette, friggo sul terrazzo utilizzando una piastra ad induzione: niente odori in casa e piano cottura pulito 🙂

Questo è il pollo fritto più buono uscito dalla mia cucina. E ne ho cucinato tanto di pollo fritto!!!

Provatelo e non ve ne pentirete. 

La panatura è spessa il giusto, croccante, asciutta e saporita. 

La carne risulta altrettanto gustosa, tenera e molto, molto succulenta. 

Concordo con i miei amati Hairy Bikers: questa ricetta è davvero fantastica!!!


PROMOSSA CON LODE!!!


lunedì 22 aprile 2024

APPLE SELF SAUCING PUDDING

Oggi mi sbilancio forte.  
Vorrei dire che l'acquisto del libro di questo mese, "Ultimate Confort food" dei mitici Hairy Bikers, ha valso la pena anche solo per questa ricetta. 
Ho avuto un momento di deliquio dopo aver preparato la pie di rigatoni, ma la realtà vera è che questa è stata la prima ricetta che ho cucinato e mi sarei potuta fermare qui.
Ho lasciato questa per ultima per chiudere in bellezza perché se siete amanti di dolci di mele che vi rimettano in pace col mondo, questa salirà velocemente in cima alla vostra classifica. 
Spoiler fatto! 

Ingredienti per 4/6 persone
Burro per ungere
3 mele pelate e affettate 
1 cucchiaio di sciroppo d'acero
1/2 cucchiaino di cannella in polvere 

Per la pastella
175 g di farina autolievitante 
1 cucchiaino di cannella in polvere 
50 g di light brown sugar 
1 pizzico di sale 
100 g di burro fuso 
50 g di sciroppo d'acero
100 ml di latticello 
1 uovo 

Per la salsa
100 g di light brown sugar
100 g di sciroppo d'acero 
200 ml di acqua appena bollita 
25 g di burro 

Per servire 
Panna o crema pasticcera 

Preriscaldate il forno a 180°.
Imburrate generosamente una pirofila sufficientemente profonda con la capacità di c.ca 1 litro 500 dovrebbe andare bene. 
Mescolate le mele con lo sciroppo d'acero e la cannella e sistematele nella pirofila. 
Mettete la farina, la cannella ed lo zucchero in una ciotola con un generoso pizzico di sale. Mescolate il burro fuso con lo sciroppo d'acero, il latticello e l'uovo in una brocca quindi versate il composto sugli ingredienti secchi. Mescolate fino a che non otterrete una pastella omogenea quindi versatela sulle mele e stendetela uniformemente con una spatola.
Per ottenere la salsa, cospargete lo zucchero sulla superficie del dolce. Mescolate lo sciroppo d'acero con l'acqua appena bollita e versate sopra il dolce - lentamente, facendo cadere il liquido a filo sul dorso di un cucchiaio. 
Mettete la pirofila sopra una teglia e cuocete il pudding per 40/45 minuti fino a che la superficie non sarà di un marrone dorato, morbida come una torta e con parte della salsa che emergerà lungo i bordi. 
Quando taglierete il dolce, le mele dovrebbero essere immerse in una leggera salsa caramellata. 
Servite con panna fresca o crema. 

NOTE PERSONALI
  • ma quanto sono soddisfacenti le ricette dolci che ti chiedono pochi ingredienti e si preparano in 5 minuti? Questa è una di quelle. Superato il tempo di pelare e affettare le mele, tutto il resto lo farete in 5 minuti senza neanche sporcare troppe caccavelle. Il resto del tempo è ciò che vi separa da un incontro ravvicinato con il paradiso. 
  • Se non avete il light brown sugar, a parte poterlo preparare da soli, potrete sostituirlo con dello zucchero di canna grezzo. 
  • Sulla tipologia di mele, io ho utilizzato le Granny Smith perché adoro il loro sapore acidulo e poco dolce una volta cotte. Trovo che sia la varietà che sia più buona cotta che cruda. Ma in alternativa credo che ogni tipologia da tavola vada benissimo. 
  • Per lo sviluppo della salsa, il procedimento per me è stato una novità: versare della salsa a base acquosa come una marinata sulla pastella mi è sembrato stranissimo. In realtà, in cottura l'acqua penetra lentamente attraverso l'impasto e cuoce le mele rendendole morbide e fondenti e creando questa salsa fantastica. Contemporaneamente l'impasto lievita soffice e spugnoso con la superficie croccantina, una versa delizia. 
  • la teglia sotto alla pirofila potrebbe è a protezione di eventuali gocciolamenti della salsa se le pareti della vostra pirofila non saranno sufficientemente alte. 
  • Tempi di cottura assolutamente perfetti. 
  • Come accompagnamento, ho preparato una salsa scoperta sempre da uno deli millemila Starbooks che abbiamo testato negli anni. Una delle creme alla vaniglia più buone mai assaggiate nella mia vita e che è diventata ormai un classico in casa mia. Vi metto qui il link. Unica raccomandazione: fatela e dimenticatevela in frigo fino a che non servirete il dolce ancora caldo. 
  • Poi, quando assaggerete finalmente il pudding, vi prego, non inviatemi delle maledizioni perché per tutto il giorno continuerete a pensare al momento in cui potrete mangiarne ancora un po'. Ma cercate pure di non dare fondo alla teglia da soli, perché è davvero molto facile.
PROMOSSA IN ADORAZIONE 

 

 

domenica 21 aprile 2024

COVRIGI PER STARBOOKS REDONE DI APRILE 2024


 

 La nostra affezionata lettrice senza blog, Marina, ci manda la sua ricetta per il nostro gioco mensile e volentieri la pubblichiamo.

 

 Vivendo nel sud della Germania, trovo i brezel in ogni panificio, cafè o
supermercato. Gustosa merenda o pranzo veloce, a colazione con il caffè o a
cena con una birra fredda, vanno bene in ogni occasione.
Complice l’irresistibile foto dell'ArabaFelice ho deciso di preparare i covrigi,
variante rumena e vegana dei brezel tedeschi.
Allora, di corsa a comprare semi, semini e fiocchi e via con la ricetta di
Georgina Hayden da “Nistisima” …


COVRIGI
per 8 pezzi

1 cucchiaio di zucchero semolato
7g di lievito di birra disidratato
500g di farina forte per pane, più dell'altra per spolverizzare
1 cucchiaino di sale fino
3 cucchiai di olio d'oliva o di girasole
2 cucchiai di bicarbonato di soda
1 cucchiai di semi di papavero
1 cucchiaio di semi di sesamo

sale in fiocchi

1 cucchiaio di fiocchi di cipolla disidratata

Mettere lo zucchero in contenitore alto e stretto insieme al lievito e versarvi
sopra 260ml di acqua tiepida. Mescolare e lasciare riposare per 5 minuti.
Versare la farina in una ciotola capiente e mescolarla con il sale. Fare un
buco al centro e unire l'acqua con il lievito aiutandosi con una forchetta per
amalgamare. Aggiungere 2 cucchiai di olio, mescolare finché il tutto sta
insieme quindi versare il tutto sul piano di lavoro leggermente infarinato ed
impastare per 5/10 minuti, finché liscio ed elastico. Metterlo in un contenitore
leggermente unto, coprire e lasciar lievitare fino al raddoppio.


Quando l'impasto è pronto rovesciarlo sul piano di lavoro e sgonfiarlo.
Dividerlo in 8 pezzi uguali e dare o la forma di un classico pretzel o quella
arrotolata, realizzata dividendo ognuno degli 8 pezzi in due filoncini lunghi
circa 30cm. Pizzicarne le estremità per farle stare insieme quindi arrotolare,
fermando le altre estremità nello stesso modo a formare un anello. Trasferire
su due teglie unte, coprire e lasciar lievitare fino al raddoppio (circa 20
minuti).

Preriscaldare il forno a 220 gradi. Mettere una pentola capiente piena
d'acqua sul fuoco, portare a bollore ed aggiungere il bicarbonato. In una
ciotola mescolare semi di sesamo, di papavero, sale in fiocchi e fiocchi di
cipolla. Usando un grosso mestolo forato o un colino per frittura immergere
un pezzo alla volta per 30 secondi, scolarlo bene e rimetterlo in teglia.
Quando sono tutti pronti ungerli con l'olio rimasto e spolverizzare con il mix di
semi.
Cuocere in forno per 15-20 minuti, finché ben coloriti ma ancora morbidi
all'interno.
Far raffreddare e servire.

NOTE

- La ricetta è semplice e le quantità precise per ottenere un impasto elastico,
facile da lavorare a mano.

- Avrei gradito che nella ricetta fosse indicata la quantità di acqua da
utilizzare per la bollitura. Informazione che poi ho cercato altrove.
Probabilmente è un eccesso di zelo da parte mia, comunque ho usato circa
1,5l di acqua e 40g di bicarbonato.

- A metà dei covrigi ho dato la forma di brezel e metà quella di ciambella
secondo ricetta e tradizione rumena.

- I miei covrigi non sono belli come quelli dell’Araba Felice (che invidia!), ma
comunque buoni e profumati. I fiocchi di cipolla, che non conoscevo,
contribuiscono al profumo e al gusto intenso. Una piacevole scoperta, per me
che amo la cipolla cotta.

- Unica nota negativa: i semi di papavero non sono aderiti bene alla superficie
dei covrigi e al momento di sfornarli e di mangiarli sono finiti ovunque.
Dettaglio fastidioso, ma che non pregiudica il giudizio sulla ricetta, che è
sicuramente

PROMOSSA

Marina, via email

venerdì 19 aprile 2024

OUR NEW CHICKEN KORMA

 


Ultimate Comfort Food: il comfort food definitivo, quello che sa di casa, di coccole, di cibi preparati con amore e con cura. E' questo il senso dell'ultima - purtroppo in tutti i sensi - fatica degli Hairy Bikers, prima della dipartita di Steve Myers. 💖 Per questo, nello scegliere le ricette da preparare questo mese, ho lasciato parlare più che mai il cuore: ci sono piatti che ricordano bei momenti passati insieme ad amici e familiari, ci sono ingredienti che fanno vibrare le corde dell'anima, ed è proprio a questi che mi sono rivolta.

Uno dei miei piatti preferiti è il Chicken Korma, il tipico pollo al curry poco piccante e molto aromatico che viene servito nei ristoranti indiani e non solo. Introducendo la ricetta, Simon e Steve scrivono: "Ci sono molti strati di sapore qui e noi abbiamo aggiunto succo e scorza grattugiata di lime, che è insolito, ma secondo noi aggiunge una svolta favolosa al curry. Diteci che cosa ne pensate."

Che cosa ne penso? Penso che ci abbiate preso in pieno un'altra volta, Capelloni del mio cuore!

giovedì 18 aprile 2024

EGG MAKHANI CURRY


 

Di curry, ormai lo sappiamo, ne esiste un numero infinito. Tra tutte le varianti viste fino a oggi, però, ammetto che quella con le uova mi mancava. E dato che sono una grandissima amante delle uova, capirete bene la mia gioia nello scoprire e provare questa ricetta :D


EGG MAKHANI CURRY

Ingredienti per 4 persone:

1 cipolla grande, sminuzzata

25 g di radice di zenzero, sbucciato e tritato grossolanamente

6 spicchi d'aglio sbucciati

25 g di burro o ghee

1 cucchiaino di curcuma macinata

1 cucchiaino di peperoncino in polvere

6 uova sode, sgusciate

2 cucchiai di garam masala

½ cucchiaino di fieno greco macinato

400 g di pomodori a pezzetti o di passata 

400 g di patate novelle/insalate, bollite

75 g di yogurt o panna 

succo di limone 

sale e pepe nero

Per servire:

riso bianco

peperoncini verdi, tagliati a fettine 

coriandolo tritato


Mettete la cipolla, lo zenzero e l'aglio in un robot da cucina con un pizzico abbondante di sale. Frullate fino a ottenere una purea e mettete da parte.

Scaldate il burro o il ghee in una casseruola bassa.

Aggiungete la curcuma e il peperoncino in polvere, quindi fate soffriggere per qualche istante. Unite le uova sode e rosolatele brevemente su tutti i lati, in modo che prendano colore grazie alle spezie e inizino a dorarsi. Togliete le uova dalla casseruola e mettetele da parte.

Aggiungete la purea di cipolle e fatela soffriggere per alcuni minuti, finché non si sarà ridotta e sarà aromatica. Aggiungete il garam masala e il fieno greco e aggiustate di sale e pepe. Continuate a soffriggere per un paio di minuti, quindi aggiungete i pomodori o la passata. Sciacquate la lattina o il barattolo con 100 ml di acqua e aggiungetela.

Portate a ebollizione, quindi abbassate la fiamma e lasciate sobbollire per 10 minuti.

Aggiungete lo yogurt o la panna e assaggiate: se volete, aggiungete altro garam masala o peperoncino in polvere.

Rimettete le uova in casseruola insieme alle patate e lasciate scaldare a fuoco basso, senza far bollire il curry. Regolate di sale e pepe, completate con una spruzzata di succo di limone.

Servite con riso bianco e guarnite con peperoncini e coriandolo.


Considerazioni:

- Ve lo dico subito: se non amate il piccante, non fate questa ricetta. O meglio, fatela diminuendo leggermente la quantità di curcuma e peperoncino. Io non faccio testo perché non sento molto il piccante, ma da quanto ha sudato mio marito ho capito che era abbastanza forte XD

- Personalmente avrei utilizzato un po' meno pomodoro o forse avrei preferito usare del concentrato.

- Io ho utilizzato solo due spicchi di aglio, per sopravvivenza.

- Nell'introduzione alla ricetta, gli autori consigliano di provare a giocare col piatto aggiungendo verdure a nostro piacimento. Io in effetti ho provato a unire degli spinacini (non solo quelli che si vedono in foto) e ci stavano benissimo.

Un piatto buono, appagante e sostanzioso. La ricetta non può che essere 


PROMOSSA



mercoledì 17 aprile 2024

CHICKEN POTSTICKERS



La pasta ripiena è una delle mie più grandi passioni in cucina che, purtroppo, ultimamente ho trascurato parecchio! 

Per fortuna, è arrivata la ricetta dei Potstickers, degli Hairy Bikers. che mi ha smosso dal torpore culinario di questo periodo...

Per gli autori, i ravioli cinesi sono sempre stati un classico comfort food, tanto che, nel passato, hanno proposto anche una loro versione vegetariana. I tipici ravioli orientali, che in Cina si chiamano Jiaozi e Gyoza in Giappone, nel Nord America si trovano con il nome di Potstickers. 

Amo questa preparazione, tanto da aver partecipato, ormai diversi anni fa, ad un corso monotematico tenuto da un bravissimo ed altrettanto paziente cuoco cinese.

Questi ravioli di solito si mangiano come antipasto. In Cina, si trovano ristoranti che servono esclusivamente jiaozi, preparati in tantissimi modi diversi. Da nord al sud della Cina cambiano sia la chiusura che il ripieno. 
Ormai i jiaozi vengono mangiati tutto l'anno, anche se sono tipici dei festeggiamenti del Capodanno cinese.
Quanto mi piacerebbe fare un viaggio in Cina, alla scoperta delle infinite varianti di questi deliziosi fagottini 🙂

Nella loro ricetta, gli Hairy Bikers offrono due opzioni per l'involucro: comprato (Gyoza wrappers), oppure fatto in casa. Io ho scelto la seconda, di cui vi riporto la ricetta del libro.

Non abbiate timore a provare anche voi a preparare la pasta in casa, non è un impasto complicato da preparare (con un po' di pratica), dà molta soddisfazione ed è meraviglioso da lavorare. 


Chicken Potstickers

da: Ultimate Comfort Food, The Hairy Bikers - Seven Dials


Ingredienti per circa 25 pezzi

una confezione di involucri per Gyoza già pronti oppure homemade* 
olio vegetale

Ripieno

2 cucchiaini di olio vegetale o olio d'oliva (extravergine, per me)
50 g di cavolo cinese, tritato finemente
50 g di carote grattugiate o tagliate a bastoncini e tritate
10 g di zenzero fresco, tritato finemente
2 spicchi d'aglio, tritati finemente
un pizzico di 5 spezie cinesi in polvere
200 g di macinato di pollo
3 cipollotti, tritati finemente
1 cucchiaino di olio di sesamo
sale e pepe nero

per la salsa

2 cucchiai di salsa di soia scura
1 cucchiaio di aceto di vino di riso
1 cucchiaio di olio al peperoncino (regolatevi assaggiando)
1 cucchiaino di olio di sesamo
mezzo cucchiaino di zucchero
per servire
salsa di soia
salsa al peperoncino

Per preparare il ripieno, scaldare l'olio in una padella e rosolare la lattuga e le carote, finché saranno appassite. Aggiungere l'aglio e lo zenzero, mescolare, e cuocere per un paio di minuti. Spolverizzare con le 5 spezie poi togliere dal fuoco e lasciar raffreddare.
In una ciotola, mettere il pollo ed insaporire con sale e pepe. Unire il mix di cavolo e carote, i cipollotti, l'olio di sesamo e mescolare accuratamente.
Per preparare i ravioli, mettere un cucchiaio colmo di ripieno al centro della sfoglia, inumidire tutto il bordo (fate attenzione perché talvolta si possono rompere), poi pinzare insieme i bordi, formando delle pieghe dal centro verso il basso, su ciascun lato, e sigillare. 
Ripetere l'operazione fino ad utilizzare tutto il ripieno. 
Mischiare gli ingredienti della salsa fino a sciogliere lo zucchero. Assaggiare e regolare di sale, se necessario.
In una padella antiaderente e munita di coperchio, scaldare poco olio vegetale, giusto quello necessario per coprire leggermente la base della padella. 
Aggiungere i ravioli, assicurandosi che la base sia ben appoggiata al fondo della padella e che non siano attaccati tra loro. Cuocere a fuoco medio, fino a quando la superficie a contatto con la padella, non sarà ben dorata e croccante.
Versare l'acqua necessaria a coprire leggermente il fondo della padella. Mettere il coperchio e continuare la cottura, fino a quando i potstickers non saranno traslucidi e l'acqua sarà evaporata.
Cuocere per un altro minuto, senza coperchio, per assicurarsi che la parte inferiore sia ancora croccante.
Servire caldi con la salsa di accompagnamento e altra salsa di soia e di peperoncino a parte. 


*Gyoza Wrappers

Per 24 pezzi

75 g di farina forte
75 g di farina, più quella per lo spolvero
75 ml di acqua appena bollita
mezzo cucchiaino di sale


Mettere entrambe le farine in una ciotola.
Mescolare l'acqua appena sbollentata con il sale, quindi unirla alla farina, mescolando con una frusta. All'inizio il composto apparirà molto farinoso e sgranato ma continuate a lavorarlo (anche con un cucchiaio di legno) e diventerà più omogeneo. Non fatevi tentare dall'aggiungere altra acqua.
Coprire la ciotola con un panno umido e lasciar riposare per 10 minuti.  Togliere l'impasto e lavorarlo fino a renderlo liscio ed elastico, poi coprirlo nuovamente e lasciarlo riposare in un luogo tiepido per un'ora.
Tagliare l'impasto in 2 pezzi uguali e spolverare una superficie di lavoro con la farina. Stendere l'impasto il più sottile possibile; all'inizio sarà resistente, ma alla fine vi ritroverete con una sfoglia rotonda, di circa 35 cm di diametro e con uno spessore inferiore ad un 1 mm.
Con l'aiuto di un tagliapasta da 9 cm di diametro, ritagliare dei dischi, poi ripetere l'operazione con l'altro pezzo di impasto. Impastare insieme i ritagli e arrotolare nuovamente. Dovreste ottenere almeno 24 dischi. Se volete impilare i dischi, spolverizzateli con (poca) farina tra uno e l'altro. 


Note personali

Tradizionalmente, per stendere l'impasto, si procede formando dei rotolini di circa 2.5 -3 cm di diametro, si tagliano in pezzetti (come per gli gnocchi, ma un po' più grossi) si appiattiscono con la mano poi si stendono con un piccolo matterello fino ad ottenere dei cerchi. In questo modo non ci saranno neanche scarti. Inoltre, la parte centrale del disco dovrebbe essere un po' più spessa dei bordi, per evitare che si rompa durante la preparazione.
 
Ricetta molto gustosa e non così complicata da preparare: dopo aver chiuso i primi ravioli, andrete via lisci!

Se preparerete la pasta in casa, non sarà necessario inumidire i bordi per chiudere i ravioli, perché l'impasto avrà ancora l'umidità necessaria a far aderire i bordi, pizzicandoli.

Per aiutarvi con la chiusura (ci sono infiniti modi per farlo), potete guardare uno dei tantissimi video che si trovano su you tube.

Era la prima volta che preparavo i Potstickers/Jiaozi con la carne di pollo. Rispetto a quelli con il maiale, risultano meno succosi, per la minor mancanza di parte grassa, ma comunque gustosi e ben saporiti.

PROMOSSA

martedì 16 aprile 2024

TERIYAKI CHICKEN SALAD

 


Difficilmente preparo insalate "normali", mi piace sempre arricchirle con ingredienti vari, frutta secca o fresca e dressing particolari, in modo che l'insalata diventi un vero e proprio piatto e non un semplice contorno. L'idea di mettere del pollo teryiaki in un'insalata mi ha stuzzicato non appena ho letto il titolo di questa ricetta.


TERIYAKI CHICKEN SALAD

Dosi per 4 persone

6 cosce di pollo

2 cucchiai di olio di girasole o di arachidi

2 cucchiai di olio di sesamo

Per la salsa teriyaki:

50 ml di salsa di soia scura

100 ml di mirin

1 cucchiaio di aceto di riso o aceto di mele

1 cucchiaio di zucchero di canna chiaro

15 g di zenzero a fettine

3 grossi spicchi d'aglio, affettati 

pepe nero (facoltativo)

Per la salsa ranch:

50 g di panna acida

50 g di latticello

30 g di maionese

1 cucchiaio di aceto di riso o aceto di mele

un pizzico di zucchero

1 cucchiaino di aglio in polvere 

un goccio di salsa Worcestershire, un goccio di salsa piccante (ad esempio, Tabasco)

sale e pepe nero

Per l'insalata:

1 lattuga iceberg grande, sminuzzata

200 g di ravanelli, affettati

200 g di pomodori ciliegini, tagliati a metà

6 cipollotti, affettati

foglie di coriandolo tritate

Per guarnire:

2 cucchiai di semi di sesamo


Per prima cosa cuocete le cosce di pollo. Mettetele in un cestello per la cottura a vapore e fatele cuocere a fuoco lento fino a cottura completa, cosa che richiederà circa 20 minuti.

Per preparare la salsa teriyaki, mescolate tutto insieme. Non aggiungete sale: la salsa di soia si ridurrà durante la cottura e diventerà più salata. Se volete, aggiungete del pepe nero.

Per preparare la salsa ranch, unite tutti gli ingredienti e condite con sale e pepe. Assaggiate e regolate la quantità di aceto, zucchero e salsa piccante a vostro piacimento.

Non appena il pollo sarà abbastanza freddo da poter essere maneggiato, staccate la carne dalle ossa, scartando man mano tendini o cartilagini.

Scaldate l'olio in un wok. Quando sarà caldo aggiungete il pollo e soffriggete finché non sarà ben rosolato. Versate la salsa teriyaki e continuate a mescolare finché non si sarà ridotta. Irrorate con l'olio di sesamo.

Mettete la lattuga, i ravanelli, i pomodori e i cipollotti in un'insalatiera e aggiungete il condimento ranch. Mescolate bene, quindi aggiungete il pollo. Prima di servire, guarnite con coriandolo, cipollotti e semi di sesamo.


Conclusioni:

- Potrebbe sembrare una ricetta lunga e laboriosa, ma in realtà è tutto il contrario. Mentre il pollo cuoce, infatti, potete preparare il resto e alla fine assemblare l'insalata.

- L'idea di questa insalata mi è piaciuta tantissimo. Sarà che una delle mie salse preferite è proprio la ranch e amo la teriyaki, quindi probabilmente sono di parte, ma il connubio è veramente interessante e sfizioso.

- Consiglio spassionato: provate a mettere l'insalata in una piadina o una tortilla e fateci un bel wrap ;)


Super sfiziosa, da rifare prestissimo, naturalmente la ricetta è


PROMOSSA


lunedì 15 aprile 2024

RIGATONI PIE



Parlando di comfort food i pasticci di pasta, insieme alle zuppe, sono quelli che riescono a rimettermi in pace con il mondo, ecco perché tra le scelte di questo libro, questa è entrata subito in pole position. 
Non c'è nulla di originale se non la forma non tradizionale, che richiede un po' di pazienza. 
Però il risultato è decisamente scenografico e lo strato esuberante di mozzarella convincerebbe anche il più reticente dei commensali. 
Gli autori affermano che questa "Pie" è nata mentre stavano girando uno speciale in Italia quindi è probabile che sia un piatto fatto e rifatto da qualcun altro. 
E' sempre più facile lanciare una ciotola di pasta ben condita dentro una pirofila ed infilarla nel forno senza troppe pretese, ma a volte vale la pena di giocare e questo gioco è divertente. 


SUGO DI CARNE
2 cucchiai di olio d'oliva 
1 cipolla finemente tritata
1 piccola carota finemente tritata
1 gambo di sedano finemente tritato
3 spicchi d'aglio finemente tritati
400 g di polpa di manzo macinata 
1 cucchiaino di origano secco
le foglioline di un rametto di timo
1/2 cucchiaino di peperoncino in fiocchi (opzionale)
2 foglie di alloro
150 ml di vino rosso
400 g di pomodori pelati ridotti in puré 
sale e pepe nero 

PASTA
500 g di rigatoni
1 cucchiaio di olio d'oliva
35 g di parmigiano grattugiato 

Per assemblare 
Un mazzetto di basilico
3 palline di mozzarella da 125 g 
25 g di parmigiano grattugiato 

Per prima cosa preparare il ragu'. Scaldate l'olio in una casseruola ed aggiungete la cipolla, la carota ed il sedano. Cuocete gli odori a fiamma media fino a che non saranno morbidi e traslucidi ma non lasciate che si colorino. Aggiungete l'aglio e cuocete per un altro paio di minuti. 

Aumentate la fiamma ed aggiungete il macinato. Cuocetelo vivacemente fino a che non sarà bello dorato quindi conditelo con sale e pepe. Aggiungete l'origano, il timo il peperoncino, se utilizzato, e le foglie di alloro quindi versate il vino rosso.  Portatelo ad ebollizione e lasciatelo per qualche minuto fino a che il vino non sarà evaporato quindi, versate i pomodori. Sciacquate la lattina con 200 ml di acqua che verserete nel ragu. 

Portate il tutto a ebollizione quindi riducete la temperatura, coprite la pentola e lasciate sobbollire per 20 minuti. Rimuovete il coperchio e continuate a sobbollire scoperto per altri 10, 15 minuit fino a che la salsa non si sia ridotta un poco. Togliete le foglie di alloro quindi usando un mix a immersione, frullate la salsa leggermente, giusto quello che serve per eliminare eventuali grumi di carne. 

Cuocete i rigatoni in abbondante acqua salata al dente - facendo attenzione di non cuocerli troppo o sarà difficile poi sistemarli dritti nella teglia.  Scolate la pasta e mescolatela delicatamente con l'olio quindi aggiungete il parmigiano cercando che ne sia corsparsa il meglio possibile. 

Preriscaldate il forno a 200° e ungete una tortiera a cernera da 23 cm di diametro. Sistemate i rigatoni nello stampo in maniera che ogni pezzo stia in piedi. Aggiungete le foglie di basiico via via  - dovrebbero appiccicarsi senza problemi ai rigatoni. Assicuratevi che i rigatoni stiano bene comodi e cominciate a versarvi sopra la salsa. Fatelo molto gradualmente in modo che vediate bene cosa state facendo - se verserete la salsa tutta insieme in un colpo solo, non vi sarà facile capire quale rigatone sia pieno o debba essere riempito. Fate in modo che ogni tubetto sia pieno fino al bordo. Se necessario usate un bastoncino per aiutare la salsa da entrare. Dovreste avere sufficiente pasta per coprire la pasta fino in cima.

Stracciate la mozzarella in pezzetti e sistematela sopra la pasta quindi cospargetela di parmigiano. 
Cuocete la "torta" nel forno per c.ca 30 minuti fino che non sarà bella bollente. Laciatela riposare a temperatura ambiente per 10/15 minuti quindi sistemate lo stampo in un largo piatto di portata. Passate un coltello intorno ai bordi dello stampo. Dovreste accorgervi che la torta conserva la sua forma. 
Servite immediatamente, magari con una insalata verde. 

NOTE PERSONALI 
  • Tralascio ogni commento sulla questione ragù e le sue tempistiche. Qualsiasi italiano ne avrebbe da ridire ma qui ci sono tutti gli elementi (a parte la quantità di aglio che non è nel mio dna) e sono gestiti in maniera rispettosa quindi non dico altro, se non che non ho osato infilare il mixer nella salsa perché io sgrano il macinato con una spatola durante la cottura fino a che non è bello sottile. 
  • Il lavoro più impegnativo è la farcitura dei rigatoni. Si procede lentamente per piccole aree. Io ho sistemato lo stampo su un foglio di carta da forno, appoggiato su uno stampo e via via lo battevo con delicatezza per far scendere la salsa e tutto ha proceduto bene ed abbastanza velocemente. Con la salsa sono riuscita a coprire bene tutta la superficie.
  • Per la copertura con la mozzarella, a mio avviso sarebbero bastate due palline, ma ho voluto esagerare e le ho messe tutte e tre e crepi l'avarizia. 
  • i 30 minuti di cottura sono assolutamente perfetti. La copertura è bella dorata e lucida. Il foglio e la teglia utilizzate, sono stati provvidenziali perché durante la cottura una parte del liquido della salsa è fuorisciuto dallo stampo quindi non mi ha impataccato tutto il forno.
  • Nei 15 minuti di attesa, ho preparato il set delle foto. Quando ho sformato la pie, era perfetta, è stato facile toglierle la cerniera e sistemarla sul piatto. Si è mantenuta calda a lungo. 
  • Confesso che ho avuto difficoltà a riprenderla perché mi sarei avventata sulla fetta più di una volta. 
  • L'attesa ha valso la pena perché l'insieme è delizioso, come in genere tutti i pasticci di pasta che restano non troppo secchi e ben conditi. Credo mi divertirò in futuro con altre farciture. 
PROMOSSA SENZA CONDIZIONI !

venerdì 12 aprile 2024

TOMATO SOUP WITH CHEESY DUMPLINGS


Le zuppe in generale sono uno dei comfort food per eccellenza. Come racconta il caro Dave nell'introduzione alla ricetta, la zuppa di pomodoro era un grande classico che gli preparava sempre sua mamma, che la abbinava all'altrettanto classico toast al formaggio. Questa è una versione molto più profumata, grazie alla presenza delle erbe aromatiche e della cannella, arricchita con degli gnocchi di pane al formaggio che rifarete ancora e ancora!


TOMATO SOUP WITH CHEESY DUMPLINGS

Ingredienti per 4 persone

1 cucchiaio di olio d'oliva

25 g di burro

1 cipolla grande, tritata finemente

½ patata dolce, sbucciata e tagliata a cubetti 

3 spicchi d'aglio, tritati finemente

½ cucchiaino di cannella macinata

1 grande rametto di dragoncello (io ho usato timo)

1 grande rametto di basilico

2 lattine da 400 g di pomodori a pezzi

500 ml di brodo vegetale o di pollo 

un pizzico di zucchero (facoltativo)

50 ml di panna da cucina (facoltativa - io non l'ho usata)

sale e pepe nero

Per gli gnocchi di pane:

125 g di mollica di pane

½ cucchiaino di lievito chimico

75 g di formaggio (parmigiano o Cheddar molto stagionato), grattugiato

1 cucchiaino di senape in polvere

1 cucchiaino di origano secco

1 uovo

50 g di ricotta o formaggio cremoso (io ho usato una robiola)

Per servire

25 g di Cheddar grattugiato 

qualche foglia di basilico


Scaldate l'olio d'oliva e il burro in una pentola capiente, aggiungete la cipolla e la patata dolce e fatele cuocere a fuoco dolce finché la cipolla non sarà morbida e traslucida. Aggiungete l'aglio e la cannella, mescolate per un altro minuto circa, quindi aggiungete le erbe, i pomodori e il brodo. Insaporite con abbondante sale e pepe nero.

Portate a ebollizione, quindi abbassate la fiamma, coprite la casseruola e lasciate sobbollire per 20 minuti. Eliminate il dragoncello e il basilico, quindi frullate la zuppa fino a renderla omogenea, utilizzando un frullatore a immersione. Assaggiate e aggiungete un pizzico di zucchero se necessario. A questo punto si può aggiungere la panna, se la usate.

Mentre la zuppa sobbolle, preparate gli gnocchi. Mettere tutti gli ingredienti in una ciotola e condite con abbondante sale e pepe. Mescolate accuratamente e formate 8 palline. A questo punto sembreranno piuttosto sode.

Lasciare cadere gli gnocchi al formaggio nella zuppa e incoperchiate la casseruola. Cuocete a fuoco lento per circa 10 minuti, finché gli gnocchi non si saranno gonfiati un po' e saranno cotti.

Servite la zuppa guarnendola con una spolverata di formaggio e qualche foglia di basilico.


Conclusioni:

- Questa zuppa si prepara in pochissimi minuti e con ingredienti semplici, che molto probabilmente avete già in casa. Io non avevo il dragoncello fresco e l'ho sostituito con del timo.

- L'aggiunta della cannella è semplicemente geniale, perché conferisce una nota leggermente dolce e un profumo unico.

- L'impasto degli gnocchi di pane inizialmente potrà sembrare molto secco. Continuate a lavorarlo (consiglio con le mani) e pian piano vedrete che diventerà perfetto e si compatterà. Con la cottura poi resteranno compatti fuori ma morbidissimi dentro.

C'è poco altro da aggiungere, a parte il fatto che la ricetta è già diventata un grande classico anche in casa nostra ed è squisitamente

PROMOSSA


giovedì 11 aprile 2024

LEMON & ELDERFLOWER BISCUITS



Non so voi ma, per me, le ricette di biscotti non sono mai abbastanza.
Sfogliando il libro degli Hairy Bikers, stava per sfuggirmi la ricetta dei Lemon & Elderflower Biscuits. E' senza foto e senza introduzione. Poi ho iniziato a leggere la ricetta di questi biscotti semplici ma inusuali, almeno per me. Cercando notizie on line, ho scoperto che invece sono piuttosto diffusi in UK.
In alcune ricette è presente anche un po' di lievito; in altre la dose di sciroppo è più abbondante o c'è più zucchero ma, in quasi tutte, l'abbinamento consigliato è quello con il Gooseberry Fool, che non ho potuto provare perché non avevo l'uva spina.
E visto che lo sciroppo di sambuco nei biscotti non l'avevo mai provato (e nemmeno pensato), me lo sono procurata velocemente e mi sono messa all'opera!





Lemon & Elderflower Biscuits
da Ultimate Comfort Food, The Hairy Bikers - Seven Dials


Ingredienti per 24 pezzi


100 g di zucchero
1 cucchiaio di sciroppo di fiori di sambuco
la scorza di un limone (non trattato)
125 g di burro
un pizzico di sale
1 uovo
250 g di farina


Mescolare lo zucchero e lo sciroppo di sambuco, finché avranno l'aspetto della sabbia bagnata. Aggiungere la scorza di limone (grattugiata), il burro e un pizzico di sale. Lavorare fino ad avere un composto morbido e soffice. Unire l'uovo e la farina e mescolare il più brevemente possibile cercando di ottenere un composto liscio. Dividere a metà l'impasto e formare due rotoli di circa 5-6 cm di diametro ciascuno. Avvolgerli nella pellicola per alimenti e far raffreddare in frigorifero per almeno un'ora. Potete tenere i rotoli in frigorifero fino ad una settimana, in un contenitore a chiusura ermetica, oppure in congelatore.

Preriscaldare il forno a 180°C. Rivestire due teglie con carta forno. Affettare ogni rotolo in dodici parti e traferirli sulle teglie. Cuocere per 12 minuti o fino a quando i biscotti saranno cotti e leggermente dorati.

Sfornare e trasferire delicatamente su una gratella per dolci e lasciar raffreddare. Conservare in un contenitore a chiusura ermetica.

Gli Hairy Bikers consigliano di servire questi biscotti con una Gooseberry Fool, che è un dessert tipico inglese, a base di crema e uva spina.
Nel libro si trova la ricetta per prepararlo.


Note personali


- Ricetta semplice e veloce da preparare.
 
- Nella ricetta non viene indicato di ammorbidire il burro. Io l'ho tagliato a pezzetti e l'ho lasciato a temperatura ambiente per circa 30 minuti, per semplificare la preparazione del mix.
 
- I miei rotoli erano di circa 5 cm di diametro ed ho ottenuto 28-29 biscotti.

- I biscotti risultano friabili e burrosi al punto giusto. L'aroma del sambuco si sposa a meraviglia con la scorza di limone.

- Lo sciroppo di sambuco si trova nei negozi ben forniti oppure on line: è delizioso e sono sicura che lo utilizzerete in altre ricette. Nei ghiaccioli sarebbe perfetto, ad esempio.

- Se avete a disposizione dei fiori di sambuco, potete anche prepararlo in casa.

- Vi garantisco che, questi biscotti, sono deliziosi anche da soli. Sicuramente li rifarò e proverò ad accompagnarli con una crema pasticcera leggera.

-Lo sciroppo di sambuco dona un aroma delizioso e difficilmente chi li assaggerà, riuscirà a scoprire l'ingrediente segreto!


PROMOSSA

mercoledì 10 aprile 2024

SLOPPY JOES

 


Ogni volta che preparo gli Sloppy Joes mi viene in mente un film-commedia del 1995, Matrimonio a 4 mani (It Takes Two); durante una scena del film, i bambini al campeggio mangiano "l'unto e bisunto Joe". Mi sono chiesta per anni che cosa potesse significare, finché mi sono imbattuta nella ricetta degli Sloppy Joes e ho finalmente capito. A quel punto ho cominciato a pensare a come l'avrei tradotto io, e sono giunta alla conclusione che "hamburger sbrodolone" rende l'idea molto meglio.

Gli Hairy Bikers, nell'introduzione alla ricetta, scrivono: "No, this is not your first kiss, but a nice, messy feast!" (No, questo non è il tuo primo bacio, ma una bella festa incasinata) e proseguono dicendo che le origini di questa ricetta americana sono incerte, ma che sono grati a chiunque abbia avuto per primo l'idea di crearla. Personalmente, non posso che concordare: certo, cuocere gli hamburger alla griglia è molto più facile e veloce, ma gli Sloppy Joes non sono difficili da fare e mettono allegria e sì, sono un comfort food per eccellenza.


SLOPPY JOES
Da: Hairy Bikers - Ultimate Comfort Food - Seven Dials


Per 4 persone:

2 cucchiai* di olio extravergine di oliva
1 cipolla finemente tritata
1 peperone verde finemente tritato
400 g di carne trita di manzo
1 cucchiaino* di origano
1 cucchiaino* di aglio in polvere
2 cucchiaini* di senape in polvere
1 cucchiaino* di paprika forte (io anche affumicata)
1 cucchiaio* di zucchero di canna
400 g di polpa di pomodoro in scatola
Qualche goccia di fumo liquido (facoltativo - ecco perché ho usato la paprika forte affumicata 😏)
Sale e Pepe

Per servire:

1 piccola cipolla tagliata a fettine sottili
2 cucchiai* di aceto di sidro
¼ di cucchiaino* di fiocchi di peperoncino (facoltativo)
100 g di Cheddar grattugiato
4 grandi panini da burger
Peperoncini Jalapeno sottaceto (facoltativi)

* misurini americani rasi. 1 cucchiaio = 15 ml, 1 cucchiaino = 5 ml, etc.


Per prima cosa preparare la cipolla sottaceto da usare per guarnire: mettere la cipolla in una ciotola insieme a mezzo cucchiaino di sale e irrorare con l'aceto di sidro. Lasciare in posa per mezz'ora. 

Scaldare l'olio in una padella munita di coperchio e mettervi la cipolla e il peperone verde. Mescolare e cuocere su fiamma medio-alta finché si siano ammorbiditi e abbiano preso un po' di colore. Alzare la fiamma e unire la carne tritata, quindi farla saltare rompendo i grumi con il cucchiaio di legno finché sia rosolata uniformemente. 

Cospargere con le spezie e lo zucchero e mescolare, quindi aggiungere sale e pepe e far soffriggere per un minuto. Unire la polpa di pomodoro, sciacquare la lattina con 100 ml di acqua e versare anche questi in padella. Mescolare per amalgamare, quindi coprire con il coperchio e fare andare per 5 minuti. Togliere il coperchio e far sobbollire finché i liquidi si siano asciugati e si ottenga una mistura densa, abbastanza asciutta da non rendere i panini mollicci quando ce la si versa.

Unire il fumo liquido se lo si usa, qualche goccia alla volta, assaggiando via via per regolarne l'intensità del sapore senza eccedere. Se non trovate il fumo liquido, potete usare il sale affumicato al posto di quello normale. 

Preriscaldare il grill del forno a calore moderato. Distribuire il Cheddar grattugiato tra le 4 calotte superiori dei panini da burger e mettetele sotto al grill per qualche minuto, finché il formaggio sia fuso. Mettere carne abbondante sulle basi dei panini, completare con le guarnizioni di propria scelta e appoggiarci sopra le calotte di pane con il formaggio fuso. Servire immediatamente.


OSSERVAZIONI


- Come insegna Gualtiero Marchesi, la carne dovrebbe avvicinarsi quanto più possibile alla temperatura ambiente prima di essere cotta. Per questo motivo io ho tirato fuori la trita dal frigo e l'ho lasciata fuori per mezz'ora, il tempo che la cipolla sottaceto venisse pronta (la cipolla l'ho lasciata immersa nell'aceto fino al momento di servire gli Sloppy Joes). 

- Quando preparo un soffritto, è più forte di me: prima rosolo la cipolla per qualche minuto, il tempo sufficiente per farle perdere il suo sapore pungente che altrimenti pervaderebbe tutte le altre verdure, e poi aggiungo il resto (in questo caso il peperone). 

- Dalle mie parti il peperone verde non si trova proprio, tranne che in casi rarissimi: ne ho usato uno rosso. Nella mia amata Sicilia invece lo trovo regolarmente. Il peperone verde ha un sapore più pungente e fresco, ma non credo che cambi molto in questa ricetta.

- Il fumo liquido per uso alimentare si trova tranquillamente su Amazon. Siccome io non sono molto amante dei sapori affumicati artificiali, ho preferito usare della paprika affumicata. Se avessi avuto il sale affumicato avrei usato quello. 

- Se non trovate (o non avete voglia di comprare) i peperoncini sottaceto, fate come me: affettate un peperoncino normale, privatelo dei semi e mettetelo a marinare nell'aceto insieme alla cipolla. Voilà: poca spesa, tanta resa! In questo caso potete anche evitare di mettere i fiocchi di peperoncino nella marinata (io ce li ho messi lo stesso, dipende dai gusti). 

- La ricetta è di una facilità disarmante, viene pronta in una quarantina di minuti e regala allegria a una cena informale in famiglia o con amici. Gli Hairy Bikers propongono di servirla anche a colazione, mettendo la mistura sui waffel anziché nei panini. Se siete amanti delle colazioni salate, potete provare. In ogni caso per me questa ricetta è

PROMOSSA

martedì 9 aprile 2024

CREAMY LEMON PASTA


Confesso che non so se siano i molti anni di vita all'estero, o le abitudini che cambiano comunque, ma non ho l'abitudine del piatto di pasta come parte centrale di un pasto casalingo.
In realtà ne mangio proprio poca, privilengiando altri cereali, ma chi ne è e rimane grande fan è il mio augusto consorte.
Una volta a settimana si concede quello che chiama "il piatto di pasta fine a se stesso" che alterna tutti i condimenti possibili, in un rigurgito di italianità :)
Questa pasta ha fatto parte di una di queste cene: velocissima da realizzare, molto buona, tutto sommato semplice seppur con qualche insidia nella lavorazione degli ingredienti.
Gli autori invitano a mangiarla pensando di essere su una terrazza di fronte alla costiera Amalfitana, cosa che la renderebbe possibilmente ancora più buona!
Quindi ok, lavoriamo di fantasia :)

CREAMY LEMON PASTA
per 4 porzioni


500g di linguine
6 spicchi d'aglio lasciati con la buccia
1 grosso rametto di timo
10g di burro
buccia grattugiata di 2 limoni
150g di pecorino o parmigiano grattugiati
una spruzzata di succo di limone
sale e pepe nero
per servire:
peperoncino secco
spicchi di limone

Riempire d'acqua una pentola capiente e salarla. Arrivata a bollore cuocerci le linguine al dente, gli spicchi d'aglio e il rametto di timo.

Scolare la pasta tenendo da parte in una brocca circa 500 ml dell'acqua di cottura. Rimettere la pasta nella pentola ma togliere l'aglio e il timo. Spremere gli spicchi d'aglio in modo che la polpa cotta casa in una ciotola larga abbastanza per contenere la pasta più tardi.
Condire la pasta con burro e la buccia di limone.

Ora aggiungere 100g d formaggio alla ciotola con l'aglio e cominciare a versare l'acqua di cottura tenuta da parte, pochissima alla volta. Il tutto formerà una pasta inzialmente, continuare ad aggiungere acqua finchè il composto avrà la consistenza della panna liquida. Aggiungere subito la pasta al composto e mescolare in modo che ne sia ben ricoperta.
Servire la pasta spolverizzando ogni porzione con il formaggio rimasto e il peperoncino.
Servire con spicchi di limone extra.

NOTE


- piatto dalla velocità impressionante, in pratica si prepara tutto mentre cuoce la pasta ed immediatamente dopo. Ovviamente come normale in questi casi tutto dev'essere pronto perchè la rapidità è il segreto della buona riuscita del piatto.

- il momento clou dell'aggiunta dell'acqua al formaggio determina la riuscita o meno del piatto: i segreti sono come accennato la rapidità, il fatto che il formaggio non sia freddo di frigo e l'aggiunta dell'acqua veramente pochissima alla volta. Un'altra cosa, non usate i formaggi già grattugiati in busta che si sciolgono male (ma questo ve lo dico io, non gli autori :)

- al solito vedendo il numero di spicchi d'aglio si può rimanere sorpresi, ribadisco come ogni volta che l'aglio all'estero è molto meno intenso di quello nostrano quindi usatene anche meno. Il metodo di cuocerlo nell'acqua della pasta infonde l'aroma in maniera più intensa.

- con un po' di pazienza si ottiene la agognata cremina, che è deliziosa e saporita. Il piatto completo è veramente molto buono!

PROMOSSA




lunedì 8 aprile 2024

LO STARBOOK DI APRILE È...


Qualche settimana fa un profondo cordoglio ha pervaso tutta la Gran Bretagna, alla notizia della morte di Dave Myers, l'altra metà della coppia che per vent'anni ha percorso in lungo e in largo tutto il mondo, a cavallo di due fiammanti Harley Davidson, alla scoperta dei piatti piú tipici e piú nascosti dei vari Paesi. Quella per la cucina era una passione antica, per Dave, nata per necessità quando era poco piú di un ragazzino, con la mamma afflitta da una grave forma di sclerosi multipla che le impediva di alzarsi da letto: si cucinava con quello che c'era, era solito ricordare, ma sempre per preparare qualcosa di buono e di bello, in ricordo dei favolosi piatti che la madre era solita preparare, quando ancora stava bene. Fu il padre, invece, a trasmettergli la passione per le moto, mettendolo in sella alla sua, per gioco, quando ancora era bambino, senza immaginare quali sorprese avrebbe poi riservato il destino al suo figliolo. Ad essere sinceri, nessuno le avrebbe mai immaginate: il vero lavoro di Dave, infatti, fu quello di "make up artist", di truccatore per la TV, professione che svolse senza intoppi fino all'insorgere della piú classica delle crisi di mezza età, quella del "che ci faccio qui" e dei pericolosi bilanci dietro l'angolo. Nel mentre, aveva conosciuto Simon King, uno dei "trovarobe" per i film di Harry Potter, con il quale condivideva la passione per la cucina, la moto e il vento nei capelli. Fu facile sommare le cose e proporre il risultato alla BBC, con un format non nuovissimo, nella concezione, ma innovativo nella realizzazione: due motociclisti irsuti e in apparenza rozzi avrebbero fermato le loro Harley a bordo delle varie strade, per cucinare con i prodotti locali. 

Erano quelli i favolosi anni di Bourdain e il suo No Reservation e - soprattutto - quelli di una serie innovativa, unica e irripetibile, che aveva entusiasmato il pubblico britannico prima e quello di tutto il mondo poi: Two Fat Ladies (e solo scriverne il titolo mi riempie il cuore di nostalgia... immaginatevi oggi, che cosa succederebbe), vale a dire Jennifer Paterson e Clarissa Dickson Wright, due splendide signore che, a bordo di un sidecar, girarono per la Gran Bretagna e l'Irlanda, cucinando nelle cucine piú improbabili (persino in quella di Westminster Abbey, grazie alle intercessioni dello zio di una delle due, Arcivescovo dell'abbazia) e recuperando gli ingredienti di una volta, ossia lardo, panna, clotted cream, usati con generosa abbondanza, fra i mancamenti dei salutisti e gli applausi dei sempre piú numerosi sostenitori. La serie si interruppe bruscamente per l'improvvisa morte di Jenny, e questo lasciò un vuoto incolmabile, fra gli amanti dei programmi televisivi incentrati sul cibo. 

La proposta di Dave&Simon, che ricalcava il precedente format senza scimmiottarlo, venne quindi immediatamente accettata e si rivelò da subito un programma di enorme successo, capace di raggiungere un pubblico solitamente lontano da questo tipo di programma: i produttori lo definirono "un pubblico difficile", Dave lo tradusse con "le persone normali". Perché, in effetti, il loro modo di parlare di cibo arrivava al cuore delle "persone normali", quelle che non avevano l'allure di una Nigella, l'aggressività di un Gordon, le stramberie delle Fat Ladies. Mentre scrivo, mi sovviene che l' unico programma di cucina che abbiamo guardato tutti insieme - marito incluso - è stato proprio quello degli Hairy Bikers, indipendentemente dagli scenari che ne costituivano lo sfondo: a restare immutato - e a funzionare sempre - era il loro approccio, sincero, diretto, simpatico, ma lontanissimo dalla volgarità o dall' ignoranza, come ben sa chi ha imparato divertendosi, dalle loro serie TV e dai loro libri, tutti impeccabili nella profondità dei contenuti e nella forma. 

Lo Starbooks si era già occupato degli Hairy Bikers qualche anno fa, analizzando la monografia dedicata al pollo e alle uova. Questa volta, invece, tributeremo loro il nostro omaggio condividendo le ricette di una delle ultime uscite, dedicata a quel comfort food a cui si torna sempre, dopo ogni viaggio. 

L'appuntamento, come sempre, è da domani, per tutto il mese. Con un po' di tristezza, e tanta, tanta nostalgia. 

Alessandra 

mercoledì 3 aprile 2024

STARBOOKS REDONE DI APRILE 2024

 


Ricomincia come ogni mese il nostro gioco. Aspettiamo le vostre ricette: potreste vincere una copia digitale del libro del mese!

Nel Regolamento completo trovate le modalità per partecipare.


Ricapitolando: 

- avete tempo da oggi fino al 23 Aprile compreso per pubblicare le vostre ricette

- le ricette possono essere scelte solo dai libri che abbiamo già testato, escluso il libro del mese in corso

- le ricette vanno eseguite esattamente come scritte nel libro, perché delle modifiche non permetterebbero un giudizio veritiero

- è necessario esprimere un giudizio finale: promossa, bocciata o rimandata, e un'introduzione alla ricetta, nella quale potrete illustrate i motivi della vostra scelta

- se avete un blog, nel post che pubblicherete, dovrete inserire un link a questa pagina, e il logo del Redone, lasciando poi un commento qui sotto per avvisarci della partecipazione. Ricordatevi di inserire il link che porta al vostro blog

- se non avete un blog mandate la ricetta, introduzione, giudizio ed almeno una foto a lostarbook@gmail.com

- potete partecipare con quante ricette volete

Buon lavoro! 

Partecipanti di Aprile 2024

Calas, Gioca Sorridi Mangia
Covrigi, Marina (via email)

venerdì 29 marzo 2024

ONE POT FEEDS ALL: TIRIAMO LE SOMME?


 

Per tutta una serie di ragioni su cui  é il caso di non tediarvi, ho perso la voglia di cucinare. 

O meglio: quando si riaffaccia, non ho tempo. E visto che ormai non avere tempo é la costante della mia nuova vita, anche la voglia di cucinare sembra essersi rassegnata e non compare piú. 

Tuttavia quando, per qualche fortunata combinazione astrale, mi ritrovo con l'agenda vuota e la valigia sotto il letto, mi diverto ancora a cercare ispirazione dai libri: mi armo di carta e penna e, pazientemente, compilo liste di tutte le ricette papabili, quelle che possono intersecarsi con le mie abilità culinarie (sempre piú scarse) e i gusti dei miei familiari (sempre piú difficili). Fortunatamente abito nel paradiso degli ingredienti, per cui questo problema non si pone e anzi, piú vedo nomi strani, piú progetto cene complete e, insomma, alla fine arrivo in fondo, piena di rinnovata buona volontà. 

Dopodiché, inizia la spunta. 

Il primo scoglio é il vaglio di mio marito, che inizia a storcere il naso su metà delle mie scelte: 10 anni di "consorte della foodblogger" sono stati piú che sufficienti a fargli perdere  spirito di avventura e pazienza e tutti i voli pindarici vengono desolatamente ridimensionati, a botte di "questo no, questo te lo mangi tu, questo neanche alla volpe" (la volpe in giardino é il primo requisito della vita in Inghilterra)

Il secondo scoglio, ammetto, é opera mia: la voglia di cucinare di cui sopra é inversamente proporzionale alla lista degli ingredienti e alla quantità di padelle da lavare.  Se i primi sono suddivisi in paragrafi e i secondi sono piú di tre, ammetto che depenno con decisione. 

L'ultimo, il piú triste, é la domanda finale, quella sotto cui cadono anche le ultime speranze: "ne vale la pena? vale la pena di rovinare il trancio di salmone selvaggio che hai nel frigo, per una ricetta del genere? vale la pena di buttar via 3 ore del tuo tempo, per qualcosa che già sai che, nella migliore delle ipotesi, non sarà nulla di memorabile?"

Per farla breve, dunque, mi riduco a fare quasi sempre le ricette già fatte dalle mie amiche, borbottando fra me che non ci sono piú i libri di una volta: quelli che tenevi sempre a portata di mano, pozzi a cui attingere idee e ispirazioni, alleati fedeli che mai ti avrebbero tradito. 

Salvo poi inciampare in One Pot Feeds All e ritrovarsi sbalzata indietro nel tempo, negli anni in cui i libri di cucina avevano un che di magnetico e la lettura non poteva dirsi completata senza aver disseminato post it in ogni pagina, per tacer delle programmazioni entusiaste, "domani faccio questo, domenica quello", senza che ci fosse bisogno di interpellanze coniugali o vagabondaggi per supermercati. 

Una sorpresa a tutto tondo, perché Darina Allen non ha bisogno di conferme, nel campo della cucina irlandese, dove resta l'indiscussa protagonista. Ma avventurarsi in sentieri nuovi, per giunta battutissimi, con il rischio di appiattirsi sulla domanda sempre piú piatta di un'utenza svogliata e poco stimolante, celava piú di una insidia, come sappiamo bene qui allo Starbooks, dove di libri che sotto la promessa di meraviglie nascondono invece la solita zuppa ne scartiamo ormai a decine.

Invece, non solo Darina ha vinto la sfida, ma lo ha fatto a mani basse, dimostrando che il calderone della cucina creativa può essere ancora prodigo di doni originali e convincenti, per realizzare i quali non servono attrezzature esagerate o ingredienti introvabili, quando si hanno classe, cultura ed esperienza. 

E Darina, modestamente, ne ha da vendere. 

Ci vediamo ad Aprile, con il prossimo Starbook!

Alessandra

giovedì 28 marzo 2024

STARBOOKS REDONE DI MARZO 2024: IL VINCITORE!

 


Una sfida tutta dolce questo mese! E tra le proposte tutte irresistibili, questo mese la banda Starbooks dichiara vincitrice la ricetta del

SIMLOI
di Gioca Sorridi Mangia


 

Chiediamo al vincitore di contattarci via mail così da metterci d'accordo per l'invio dell'e-book .
A tutti gli altri, si rigioca ad Aprile: vi aspettiamo!

mercoledì 27 marzo 2024

CHILI CON CARNE

 

Ammetto la mia ignoranza. Fino a poco tempo fa pensavo che il chilli con carne fosse una sorta di "ragù", molto speziato, con fagioli neri e a volte anche mais, servito in grosse ciotole fumanti. In effetti, è la versione più conosciuta, almeno dai comuni mortali. O dai non texani :D

Poi però ho iniziato a leggere tanto sul Texas (e ovviamente sulla cucina tex-mex) e ho scoperto che il chili con carne è un piatto tipico dei cowboy, che per prepararlo non utilizzavano la carne macinata ma la carne a pezzi (spesso quella essiccata, ma questa è un'altra storia). Insomma, in poche parole si tratta di uno spezzatino. 

Ora, qui potremmo aprire una discussione chilometrica, ma non mi sembra il luogo adatto. Sì perché come tutti i piatti tradizionali, le origini si perdono nella notte dei tempi e le varianti si sprecano.

Diciamo che Darina Allen ci propone una ricetta tradizionale nella scelta della carne (anche se nessuno vi vieta di utilizzare, se preferite, del macinato) e negli ingredienti "di base", ovvero i peperoni e i peperoncini. Per il resto, lasciate da parte le discussioni e abbandonatevi a questa esplosione di gusto, non ve ne pentirete :D

CHILI CON CARNE

Ingredienti per 6 persone:

2 cucchiai di olio extravergine di oliva 

500-725 g di carne da spezzatino (manzo, vitello, montone o maiale), tagliata a dadini di 1-2 cm 

225 g di cipolle tritate 

2-3 spicchi d'aglio schiacciati 

1 peperone verde, privato dei semi e tagliato a strisce

300 ml di brodo di manzo fatto in casa o acqua 

1 cucchiaio di concentrato di pomodoro 

1 cucchiaino di cumino macinato 

250 g di fagioli rossi, cotti 

sale in fiocchi e zucchero di canna


PER LA SALSA COLORADO 

6-7 piccoli peperoncini secchi o 4-5 grandi peperoncini freschi 

1 peperone rosso grande, privato dei semi 

1 cipolla grande, tritata 

1 spicchio d'aglio grande, sbucciato 

sale

1 cucchiaio di peperoncino chipotle in salsa adobo (facoltativo) 


PER IL GUACAMOLE 

1 avocado maturo (Hass se disponibile) 

1-2 cucchiai di succo di lime appena spremuto 

1 cucchiaio di olio extravergine di oliva 

1 cucchiaio di coriandolo o prezzemolo tritato 

pepe nero macinato al momento 


PER LA SALSA DI POMODORI E CORIANDOLO 

4 pomodori molto maturi, tagliati a pezzetti

1 cucchiaio di cipolla rossa o bianca tritata

1 spicchio d'aglio schiacciato 

½-1 peperoncino rosso o verde, come Jalapeño o Serrano, privato dei semi e tritato finemente 

1-2 cucchiai di coriandolo tritato 

una spruzzata di succo di lime

sale in fiocchi, pepe nero macinato al momento e zucchero 


PER SERVIRE 

125 g di panna acida 

125 g di formaggio Cheddar, grattugiato 

una generosa manciata di foglie di coriandolo fresco 

36-40 tortilla chips 


Iniziate con la salsa Colorado. Se i peperoncini sono secchi, metteteli a bagno in poca acqua per un'ora, poi tagliateli e lavate via i semi. Eliminate i gambi e fate lo stesso con il peperone rosso. Passate tutti gli ingredienti della salsa in un robot da cucina, aggiungendo un po' di acqua di ammollo dei peperoncini se necessario. Se si utilizzano peperoncini freschi, potrebbe essere necessario aggiungere un cucchiaio o due di acqua fredda. Regolate di sale. Aggiungete il peperoncino in salsa adobo, se lo usate.


Scaldare un filo di olio in una grande casseruola e fate rosolare la carne a fuoco vivo, pochi pezzi alla volta. Trasferitela in un piatto. Mettete in casseruola la cipolla, mettete a fuoco a medio e soffriggete per 4-5 minuti fino a quando non si sarà ammorbidita e avrà iniziato a colorarsi. Aggiungete l'aglio tritato e continuate a cuocere per un minuto o due. Rimettete la carne nella padella e unite il peperone verde e la salsa Colorado. Unite una quantità di brodo o acqua sufficiente a coprire appena gli ingredienti. Coprite bene la casseruola con un coperchio e fate cuocere a fuoco lento per circa 30 minuti, o fino a quando la carne sarà cotta e la salsa si sarà ridotta a un sugo denso e rosso scuro. Controllate il liquido di tanto in tanto e se vi sembra che si stia riducendo troppo velocemente riducete ulteriormente il fuoco e rabboccate con acqua. Aggiungete il concentrato di pomodoro, il cumino e i fagioli cotti. Regolate di sale e unite lo zucchero di canna. Cuocete a fuoco lento per altri 15 minuti.

Nel frattempo, preparate il guacamole. Estraete la polpa dell'avocado e schiacciatela con una forchetta. Aggiungete il succo di lime, l'olio d'oliva e il coriandolo o il prezzemolo tritati e condite a piacere con pepe nero. Se non si serve subito, ricoprite la superficie con uno strato di pellicola trasparente e mettete in frigo. Per preparare la salsa di pomodoro e coriandolo, mescolate tutti gli ingredienti e condite a piacere con sale, pepe e zucchero. Per servire, mettete un po' di panna acida sopra il chili, cospargete con il formaggio grattugiato e guarnite con un po' di coriandolo fresco. Accompagnate con tortilla chips, guacamole e salsa di pomodoro.


Considerazioni:

- Non fatevi intimorire dalla lista degli ingredienti. Sì, è lunga, ma sono tutte cose di facile reperibilità e molte probabilmente le avrete già in casa. Inoltre, una volta che vi sarete procurati tutto, la preparazione sarà piuttosto facile e rapida.

- Ovviamente se non amate il coriandolo potete tranquillamente usare del prezzemolo.

- Poiché non è ancora periodo, io ho utilizzato i peperoncini secchi rinvenuti in acqua. Non avevo ovviamente i peperoncini in salsa adobo, che sicuramente avrebbero dato una spinta in più al piatto.

- Se scegliete un taglio di carne povero ma più ricco di tessuti connettivi, consiglio di prolungare leggermente la cottura, per rendere la carne più morbida. Secondo me questo piatto verrebbe ancora meglio in pentola a pressione. La prossima volta ci proverò.

- L'autrice consiglia di utilizzare la salsa Colorado perché molto più aromatica e profumata rispetto a del semplice peperoncino, e io non posso che darle ragione. Consiglio extra: pare sia ottima anche per marinare le carni.

- Il chili è buonissimo, gustoso, speziato al punto giusto (ma ovviamente potete decidere voi il grado di piccantezza in base ai vostri gusti), un perfetto comfort food. Consiglio vivamente di non omettere la panna acida e il guacamole, che danno una bella nota di freschezza. 


Si tratta di un piatto che preparerò sicuramente anche in futuro visto che è stato letteralmente spazzolato, motivo per cui la ricetta è

PROMOSSA A PIENI VOTI

martedì 26 marzo 2024

KUNG PAO CHICKEN

Premessa: il cibo troppo piccante non riesco a mangiarlo. Il giusto, ok.
Ma quando diventa una punizione, con la bocca in fiamme, la perdita del gusto e talvolta dell'olfatto e l'impossibilità di capire cosa si stia mangiando, anche no.
E mi stupisce sempre chi, invece, riesce a mangiare i peperoncini interi come io assaporo, che so, una fragola.
Ho un amico, a Roma, che è esattamente così.
Una specie di caso da Guinness World of Records, che mettiamo spesso alla prova e non ci ha mai deluso.
Qualunque ristorante, qualunque piatto, qualunque tipo di peperoncino.
Lui lo metterà in bocca, non farà una piega, e se possibile ne chiederà dell'altro.
Così per anni.
Ma come si dice tutto ha una fine.
La mia pizzeria preferita a Roma.
Un menù che prevede una pizza con un nome che è tutto un programma.
Datte foco.
Il mio amico sorride compiaciuto.
Anni di imbattibilità, cosa vuoi che sia.
Assaggia.
Strabuzza gli occhi.
Inghiottisce.
Respira ancora, per fortuna.
Un attimo di silenzio ed esclama al cameriere di passaggio: questa dovrebbe essere illegale!
Insomma, caduta l'imbattibilità.
Nella ricetta qui sotto vedrete che i peperoncini da usare sono a piacere, da uno a ...dodici.
Indovinate voi quanto ne ho usati io, e voi potete fare come meglio preferite.
Tanto, dice l'autrice, parte del piccante viene poi stemperato dal riso di accompagnamento ;)
 

 

KUNG PAO CHICKEN
per 4 porzioni

1 cucchiaio di amido di mais
4 cucchiai di salsa di soya light
450g di pollo, petto o cosce, tagliato in cubetti da 2.5 cm
3 cucchiai di vino di riso Shaoxing
2 cucchiai di zucchero semolato
3 cucchiai di brodo di pollo fatto in casa
4 cucchiai di aceto di riso
1 cucchiaio di olio di sesamo
2 cucchiai di salsa di soya dark
3 cucchiai di olio di semi di girasole
da 4 a 12 peperonicini rossi piccanti, tagliati a metà e privati dei semi
5 cipollotti ( sia la parte verde che la bianca) tagliati in diagonale
un grosso spicchio d'aglio affettato
un cm di zenzero fresco, grattugiato
75 g di arachidi
foglie di coriandolo
riso basmati, per accompagnare

Mescolare l'amido di mais con un cucchiaio della salsa di soya light in una ciotola media ed unirvi i cubetti di pollo, girandoli bene in modo che ne vengano ricoperti. Lasciare marinare per circa 30 minuti.

Nel frattempo mescolare in una ciotola la rimanente salsa di soya light, il vino di riso, lo zucchero, il brodo di pollo, l'aceto, l'olio di sesamo e la salsa di soya dark. Lasciare da parte.

Scaldare l'olio di semi di girasole in una larga padella o un wok su fuoco alto. Aggiungere il peperoncino, metà dei cipollotti, l'aglio, lo zenzero ed il pollo marinato. Cuocere per 3-5 minuti o comunque finchè il pollo sarà ben dorato. Aggiungere quindi il mix di liquidi e cuocere per altri 2-3 minuti, finchè la salsa sarà ispessita. Aggiungere quindi le arachidi.
Aggiungere i cipollotti rimasti, abbondate coriandolo e servire subito con del riso basmati, se lo si gradisce.

NOTE

- fatelo subito! E' buonissimo, gli ingredienti non sono strani e a parte la marinatura del pollo (che comunque potete fare anche più lunga, se dovesse servire, ma non più breve) avete la cena pronta in un quarto d'ora compreso il tempo di tagliare e grattugiare le verdure. Inutile dire che in casa mia il corialndolo non mette piede ed è stato sostituito dal prezzemolo.

- non ho usato il petto ma le cosce disossate ma sono certa che anche con il petto verrebbe benissimo e mi riservo di provare dato che è stato implorato, anche questo, di rifarlo :)

- un piatto comunissimo da take-away cinese, almeno all'estero, la cui particolarità è appunto la piccantezza. Come spiegato nell'introduzione ho usato un solo peperoncino anche se abbastanza grande, poi ognuno faccia a piacere.

- qui veramente siamo all'apoteosi del one-pot: si sporca una sola pentola e pochi accessori, per non parlare della velocità di realizzazione e della estrema bontà del risultato finale. Inutile dire che il piatto è assolutamente

PROMOSSO