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venerdì 31 gennaio 2014

STARBOOKS MAGAZINE: LIVING DI MARTHA STEWART


Copertine accattivanti.
Colori tenui.
Uno studio dietro c'è, è ovvio.
Ed è fatto per far cadere in estasi persone esattamente come me.
Non so voi, io non ho resistito quella primissima volta che vidi un numero della rivista Living nella biblioteca della mia scuola.
Un giornale di cucina, si.
Ma nel tempo è cambiato, diventando più un manuale del vivere quotidiano in ogni suo aspetto.
Ricette, tante.
E per essere un giornale americano, esattamente parte del grande impero di Martha Stewart, una voce fuori dal coro rispetto a ciò che ci si può aspettare da una rivista d'Oltreoceano.
Dolci, certo, tanti e burrosi.
Però anche molta attenzione a piatti leggeri e più salutari, in un subdolo, oso dire, ma costante tentativo di educare il palato made in USA a sapori ed abbinamenti che molto hanno a che fare con la nostra amata dieta mediterranea.
Esce ogni mese, quasi sempre: infatti i numeri di Gennaio e Febbraio sono stati uniti in un unico "winter issue", numero invernale.
Cosa c'è dentro? Di tutto.
Dalla rubrica "From Martha", in cui la poliedrica Ms. Stewart dispensa consigli della più varia natura, dalla bellezza alla coltivazione del prezzemolo, al bellissimo calendario che ricorda quando piantare gli spinaci e quando fare trenta minuti di aerobica!
Abbiamo anche la pagina  "Ask Martha", in cui i lettori possono porre quesiti su ogni parte dello scibile domestico, e state sicuri che ci sarà una risposta.
La scuola di cucina per stendere perfetti sticky buns ed i consigli per non avere fame durante le diete.
Persino la spiegazione della tecnica perfetta per spalare la neve così da non ricavarne un mal di schiena!
Molta enfasi al giardinaggio e alla cura degli animali domestici, oltre a mille idee, mangerecce e no, per qualunque festa sia in arrivo: e infatti nel winter issue troviamo idee su come incartare graziosamente regali di San Valentino fino agli immancabili biscotti a forma di cuore.
Tanta pubblicità, ovvio, e soprattutto dei prodotti di Martha, che oltre a show di cucina e riviste varie produce una serie di oggetti che farebbero la gioia di ogni cuoca, e una linea di arredamento per tutta la casa che comprende persino le carte da parati, per non parlare della recente linea di bellezza naturale.
Come si vede dalla copertina si enfatizza un concetto di detox dopo le feste, quindi via a molte ricette con gli agrumi, spremute, smoothies e piatti light.
Per non smentirsi, qualche dolce imperdibile.
Uno ve lo propongo qui sotto: dei biscottini croccanti e deliziosi, facilissimi, e dall'aroma molto interessante per via della buccia di pompelmo nell'impasto.
Che dopo tanto detox, uno ci sta tutto ;)
Ah, se voleste leggerla anche in Italia ne esiste anche la versione per Ipad, come da foto.




SPEEDY BISCOTTI BITES
da Living di Gennaio/Febbraio

75 g di farina
75 g di farina di mais tipo Fioretto
90 g di zucchero 
un pizzico di sale
mezzo cucchiaino di lievito per dolci
45 g di burro
un uovo intero
un cucchiaio di buccia di pompelmo grattugiata
60 g di farina di cocco
70 g di cioccolato fondente grattugiato


Battere il burro finchè chiaro e montato, quindi unire lo zucchero e battere per altri 3 minuti.
Unire quindi l'uovo sempre battendo.
A parte mescolare farina, farina di mais, buccia di pompelmo, sale e lievito ed unirli mescolando a mano solo finchè il tutto è amalgamato. Unire quindi farina di cocco e cioccolato grattugiato.
Formare i biscotti aiutandosi con un cucchiaino: farli piccoli perchè si allargano in cottura e distanziarli molto bene in teglia.
Farli raffreddare molto bene in frigo per almeno mezz'ora ( o un quarto d'ora in freezer) quindi cuocerli in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 18-20 minuti.
Ogni forno è diverso, dovranno essere dorati sui bordi.
Farli raffreddare quindi, se si vuole, intingere la base in cioccolato fuso e far rapprendere prima di servire.
I biscotti durano una settimana in una scatola di latta.


domenica 26 gennaio 2014

REDONE DI GENNAIO 2014: I VINCITORI!


Anche lo Starbooks Redone di Gennaio è volto al termine, con tante nuove partecipazioni di cui vi siamo grate.
Ricette non solo rifatte, ma soprattutto giudicate: ricordiamo che infatti lo Starbooks Redone non vi chiede semplicemente di replicare un piatto, ma di esprimere un giudizio in merito.
Su cosa? Su tutto!
Nel bene e nel male, sia chiaro ;)
Ecco quindi le vincitrici di questo mese, coloro che più sono entrate nel puro spirito Starbooks.

Prima Classificata


Tuna Noodle Casserole di Lasagnapazza



Seconda Classificata

  Upside Down Onion Tart di A little place to rest



Terza Classificata




Chiediamo quindi alla prima classificata di mandare una mail a lostarbook@gmail.com con il suo indirizzo per ricevere il premio che stavolta....sopresa! Non sarà il solito grembiule ma un nuovo pezzo del corredo Starbooks.
A tutte e tre invece di stare in campana, a breve riceverete news sul libro del prossimo mese che ci aiuterete a testare.
Ancora complimenti alle tre Starbookers-per-un-mese.
A tutti gli altri: vi aspettiamo al prossimo giro :)

giovedì 23 gennaio 2014

459 - FRITTATA DI RISO - GOSETTI DELLA SALDA


Il libro Classico del primo mese di questo nuovo appuntamento dello Starbook, è un libro che amo da tempo. Uno di quelli che sfoglio spesso, anche solo per il piacere di sentire quella carta così familiare tra le mani. E' il mio libro di fiducia quando sono alla ricerca di ricette della tradizione italiana. 
Le Ricette Regionali italiane mi fa compagnia ormai da diversii anni, da quando lo ricevetti in regalo da una delle mie più care amiche, che me lo regalò in occasione di un compleanno... regalo graditissimo!!!
Ho pensato parecchio a quale ricetta scegliere, non è mica facile farlo tra le 2161 ricette presenti nel libro, più le 13 ricette di base! Poi ho pensato che mi sarebbe piaciuto preparare qualcosa con il riso, e l'occhio è finito sulla Frittata di riso, ricetta che si trova nel capitolo dedicato alla Lombardia, dove la coltivazione del riso abbonda.
La ricetta è semplice ma ricca, dal sapore confortevole, che sa di casa e di pasti consumati in famiglia. E si prepara velocemente!

Frittata di riso

da: Le Ricette Regionali Italiane di Anna Gosetti della Salda - Casa editrice Solares 

tra parentesi le mie note

Ingredienti per 4 persone

150 di riso (per me Carnaroli)
100 g di burro
6 uova
mezzo litro di latte
Parmigiano grattugiato (per me 100 g circa)
sale

Porre sul fuoco una pentolina con il latte, appena alzerà il bollore versarvi il riso, mescolarlo e lasciarlo cuocere a recipiente scoperto. Quando sarà pronto salarlo ed amalgamarvi la metà circa del burro, sei tuorli e un poco di parmigiano grattugiato; mescolare bene, poi incorporarvi gli albumi montati a neve ben soda. Soffriggere in una tortiera il restante burro, versarvi il composto, livellarlo, quindi porre il recipiente in forno già caldo - temperatura normale (180 - 190°C) lasciandovelo finché si vedrà la "frittata" ben cotta e colorita in superficie (per me,sono stati necessari 30 minuti circa). Capovolgerla sul piatto di portata e servirla subito. E' però ottima anche gustata fredda.

E' deliziosa :)



Note personali 

  • Quando il riso sarà cotto avrà assorbito tutto il latte e sarà abbastanza cremoso. Attenzione a non stracuocerlo, visto che poi cuocerà anche in forno. Tenete il fuoco medio basso durante la cottura in modo che avvenga in modo dolce. 
  • Ho unito il burro subito dopo la cottura come da ricetta, in modo che si sciogliesse e si amalgamasse bene al riso. Per i tuorli ho preferito aspettare che il riso si intiepidisse, per evitare che i tuorli "cuocessero" subito.
  • Non viene specificata la quantità di parmigiano da utilizzare, io ho abbondato, perché nel riso mi piace che si senta il gusto del formaggio :) E poi ci sono anche sei uova, quindi 100 g di parmigiano non sono poi così esagerati...
  • Quando unite gli albumi montati, procedete come di norma, cioè unendone una prima parte, mescolando senza particolare attenzione. Questa prima aggiunta serve solo per ammorbidire il composto. Gli albumi restanti uniteli poco per volta, e mescolando con un cucchiaio di legno dal basso verso l'alto, per non smontarli, visto che poi daranno una sorta di effetto soufflè alla frittata. 
  • Non viene indicata la temperatura del forno, ma del resto all'epoca non è che molti forni fossero provvisti di termostato con l'indicazione delle temperature... Anche la dimensione della tortiera non viene fornita. Io ne ho utilizzata una di 26 cm di diametro, ed è andata bene. Vi consiglio di soffriggere il burro e aggiungere il riso in un tegame a parte (magari lo stesso dove avete già cotto il riso)  e versarlo dopo nella tortiera, foderata con carta forno. Io no l'ho fatto e ho avuto qualche difficoltà nello sformare la frittata.

martedì 21 gennaio 2014

1072 - TORTA DI MELE FERRARESE - GOSETTI DELLA SALDA



Strana coincidenza, questo mese. Mi sono trovata a dare inizio alle danze sui motociclisti capelloni, e, agli antipodi, anche sul Gosetti della Salda.
Questo libro, veramente un capisaldo, nella sua stessa fisicità (è anche più grosso del Talismano, che è tutto dire), mi intimoriva. Lo sfogliavo, lo sfogliavo, e non sapevo da dove cominciare.

Poi, per quegli strani e tortuosi meccanismi mentali che governano le nostre vite, sono capitata su un post di Stefano Arturi, sulla Bolzano Apple Cake, e ho capito quale sarebbe stata la mia prima ricetta del libro.

1072 - Torta di mele (specialità ferrarese - 2° versione)

Non c'erano dubbi. Anche perché somigliava tantissimo alla Torta di mele della Lela, una vera ricetta di casa mia, da sempre, una delle pochissime torte che mia madre fa e rifa ossessivamente: quella della Gosetti ne era una versione essenziale. L'idea platonica della torta di mele, oserei dire, o almeno di quel filone di torte di mele poco lievitate, con tantissime mele e l'impasto molto umido: penso che ognuno di noi ne abbia una versione nel ricettario di famiglia, o comunque l'abbia sperimentata e fatta sua.

In realtà non sapevo, prima di sperimentarla, che sarebbe stato un bel banco di prova per il libro, ma prima ancora che per il libro per il mio (nostro?) modo di rapportarci alle ricette e alle indicazioni, poche o tante che siano, che sui libri si trovano.

Questa è l'epoca dei dummies, e, volenti o nolenti, lo siamo diventati un po' tutti: se ti prendono per mano e ti dicono quello che devi fare, per filo e per segno, ti abitui, e poi riacquisire un po' di autonomia non è più tanto facile.

Un esempio per tutti? Quando ho cominciato a cucinare io non pesavo la pasta, andavo a occhio. E il mio occhio funzionava benissimo. Poi, un giorno, ho cominciato a pesarla. Non l'avessi mai fatto! Adesso non sono più in grado di misurare la pasta senza una bilancia, ho perso la mano, l'occhio. Succede così ad affidarsi alle macchine, e, in parte, mi è successo lo stesso da quando mi sono affidata ai libri.
I libri di cucina moderni ti dicono tutto. Un po' perché si pretende professionalità, un po' perché siamo, forse, un po' meno esperti. Esperti di quella praticaccia che ti fa capire al volo quanta pasta buttare per 4 persone, intendo. 
Insomma, per farla breve, questa torta l'ho dovuta fare due volte: la prima è stato uno spatascio completo. E se leggete la ricetta, vi sembrerà impossibile. Invece...
L'ho spatasciata perché avevo fretta di assaggiarla, e non ci ho pensato due volte, a sformarla quand'era ancora tiepidina. Avrei dovuto ricordarmelo, dalla Torta di mele della Lela, che queste sono torte che si sformano, SE si sformano, solo quando sono perfettamente fredde, meglio ancora se gli si è data una mezza giornata di riposo, per sedersi.
Perché non c'era scritto, essendo un libro di altri tempi, "Lasciarla raffreddare completamente nella teglia prima di sformarla". No, non c'era scritto. Ed io, oramai super-dummy, ho toppato.  

Per le altre mie note, vi rimando in fondo.

1072 - Torta di mele (specialità ferrarese - 2° versione)
Da: Anna Gosetti della Salda – Le ricette regionali italiane – Casa Editrice Solares

1 kg di mele
5 cucchiaiate colme di farina, circa 130 g (per la versione senza glutine ho usato il seguente mix di farine: 90 g di farina di riso finissima (¶), 20 g di fecola di patate (¶), 20 g di fecola di tapioca (¶)) 
1 grossa cucchiaiata di zucchero semolato (vedi note in fondo)
mezza bustina di lievito (¶)
2 uova
poco burro
un poco di latte (150 g circa) (vedi note in fondo)

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o riportare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE.

Fare una pastella con la farina, i tuorli, lo zucchero, un pizzico di sale, il lievito in polvere e latte quanto basta, circa 150 g. All'impasto aggiungete le mele, pelate e tagliate a fettine sottili.
Mescolare bene e per ultimo incorporarvi delicatamente gli albumi montati a neve ben soda.
Versare il composto in uno stampo precedentemente imburrato e cuocere la torta in forno a calore basso (170°) per circa 45 minuti.

Nota: la frutta dell'Emilia-Romagna è tra le migliori d'Italia sia per la fertilità del terreno che per la cura con la quale viene coltivata. Anche i dolci preparati con tale frutta ne conservano lo squisito sapore.

MIE NOTE
  • Quantità di farina: non so se dipenda dalle mie farine senza glutine, ma entrambe le volte che ho fatto la torta ho dovuto aumentare un po' la dose di farina, pena una pastella decisamente troppo, ma troppo liquida. Ci ho aggiunto una cucchiaiata di farina (25 g circa).
  • Quantità di zucchero: sarà che le mele non sono più quelle di una volta, soprattutto se non vengono dall'Emilia-Romagna, ma la prima volta che ho fatto la torta, e ho messo il singolo cucchiaio previsto dalla ricetta, era una torta davvero troppo poco dolce. La seconda volta ne ho messi tre, ho spolverato la torta di zucchero a velo, e ci si ragionava molto meglio. Ma si sa, il dolce è questione di gusti.
  • Burro: quel poco di burro indicato fra gli ingredienti serviva giusto per imburrare la teglia. Io ho usato la carta forno e quindi di burro non ne ho usato per niente. Usare la carta forno ha anche il vantaggio di permettere di sformare la torta per bene, cosa che, essendo comunque la consistenza morbida, diventerebbe difficile altrimenti.
  • Dimensione della teglia: non viene specificata. La prima volta ho usato una teglia rotonda da 25 cm di diametro, ed è venuta per i miei gusti troppo alta, per questo genere di torte. La volta successiva ho usato una teglia rettangolare da 22 cm X 30 cm ed è venuta alta come volevo io.
  • Tempo di cottura: per come piacciono a me queste torte, 45 minuti, a maggior ragione a 170 °C, sono pochi. Io l'ho tenuta in forno un'ora abbondante, e mi è sembrato un tempo molto più ragionevole. Sappiamo però che ogni forno è fatto a modo suo. E il mio mantiene tantissimo l'umidità, che con una torta così non è il massimo. 
  • Importantissimo: lasciar raffreddare completamente la torta nella teglia prima di sformarla, dandole il tempo di "sedersi" per bene. Quanto alla sformatura, vedere note sopra in merito alla carta-forno.

Fatte tutte queste precisazioni, la torta, nella sua essenzialità d'altri tempi, vera cucina di casa, mi è piaciuta molto, ed anzi mi ha fatto molto piacere trovare una torta così in un libro.

PROMOSSA CON RISERVA 
(dove la riserva è più che altro for dummies. Tipo me)

domenica 19 gennaio 2014

CHOCOLATE TARTE


Questa ricetta inizia così:
"Se amate il cioccolato - e noi lo amiamo - dovete fare questa torta".
E chi sono io per resistere a un imperativo del genere??
Certo, e lo ammettono pure gli Hairy Bikers, è un dolce molto ricco, che va servito a piccole fette, magari accompagnato con frutti di bosco freschi e una crema leggera. Io vi posso soltanto dire che a casa mia la torta non è certo durata molto... anche perché un paio di amiche mi hanno aiutato a mangiarla! ;)

Chocolate Tarte ai due cioccolati
 
Ingredienti per uno stampo rettangolare di 10,5 x 34 cm,
possibilmente con fondo amovibile
 
per la frolla dolce:
175 g di farina 00 + quella per stendere l'impasto
115 g di burro freddo non salato, tagliato a dadini
2 cucchiai di zucchero semolato
1 uovo medio, leggermente sbattuto
 
per il ripieno al cioccolato bianco:
200 g di cioccolato bianco
100 ml di panna fresca, a temperatura ambiente
 
per il ripieno al cioccolato fondente:
200 g di cioccolato fondente
150 ml di panna fresca, a temperatura ambiente
 
per la decorazione:
50 g di cioccolato bianco
 
Appoggiate lo stampo sopra una teglia da forno.

Preparate la frolla: mettete la farina setacciata, il burro e lo zucchero in un robot da cucina e azionatelo con modalità “pulse” fino a ottenere un impasto bricioloso. Con le lame sempre in azione aggiungete l’uovo sbattuto e continuate finché non si formerà una palla. Trasferite l’impasto su un grande foglio di carta forno infarinata e rotolandolo con i palmi delle mani formate un grosso salsicciotto circa 2 cm più corto della teglia (cioè lungo circa 32 cm). Poi con un mattarello infarinato appiattite il salsicciotto finché è circa 4 cm più largo della teglia (cioè circa 15 cm).
 
Sollevate l'impasto insieme alla carta forno, giratelo con delicatezza e appoggiatelo sullo stampo. Staccate piano piano la carta forno e con la punta delle dita premete l'impasto sul fondo e sui lati dello stampo. Non tagliate l'impasto che esce dai bordi! Nel caso la frolla si fosse strappata, riparate i danni riunendo i lembi. Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e mettete in frigorifero per 1 ora.
 
Scaldate il forno a 200°C.
Cuocete la base della torta in bianco procedendo in questo modo: Appallottolate un foglio di carta forno un po' più grande dello stampo e ridispiegatelo. Mettete il foglio sull'impasto, poi riempitelo con gli appositi pesini in ceramica (oppure con del riso o con dei legumi secchi). Cuocete in forno già caldo per 20 minuti, poi sfornate e togliete i pesini e la carta forno. Rimettete in forno e cuocete per altri 5-10 minuti, finché la pasta è cotta e color marroncino chiaro.
Sfornate e soltanto a questo punto eliminate la pasta eccedente dai bordi con l'aiuto di un coltello ben affilato.
 
 
Mentre la base si raffredda, preparate il ripieno al cioccolato bianco.
Tritate il cioccolato bianco, poi scioglietelo a bagnomaria insieme a 50 ml di panna. Togliete dal fuoco prima che il cioccolato si sia sciolto del tutto e mescolate fino a ottenere un composto liscio. A questo punto aggiungete la panna restante (50 ml), mescolate bene e versate il cioccolato sulla base di frolla. Mettete a rassodare in frigorifero per 1 ora.
 
Allo stesso modo preparate il ripieno al cioccolato fondente e versatelo su quello bianco. Livellate la superficie e mettete a rassodare in frigorifero per 1 ora.
 
Togliete molto delicatamente la torta dallo stampo e fatela scivolare sul piatto di portata.
Preparate la decorazione finale: tritate il cioccolato bianco e fatelo sciogliere a bagnomaria. Finché è ancora caldo versatelo sulla torta aiutandovi con un cucchiaino e formate delle strisce irregolari. Aspettate che si asciughi e poi servite.
 
 
Note:
Solitamente riempio i miei ricettari di annotazioni, scarabocchiandoli tutti con modifiche sulle quantità e i tempi di cottura, cambiando l'ordine degli ingredienti o delle procedure... ma la pagina di questa Chocolate Tart è rimasta assolutamente intonsa.
L'unica raccomandazione che vi faccio è di utilizzare cioccolato di ottima qualità, altrimenti compromettereste il risultato finale. Sicuramente conoscete un negozietto che vende buon cioccolato: spenderete un po' di più, ma ne varrà senz'altro la pena!
La torta non è difficile da fare, è soltanto un po' lunga a causa dei tempi di riposo: 1 ora per la frolla, 1 ora per il cioccolato bianco e 1 ora per il cioccolato fondente... Tenetene conto, è perfetta da preparare per il giorno successivo.
 
La ricetta è perfetta e gli Hairy Bikers per me sono
 
P R O M O S S I

sabato 18 gennaio 2014

ROASTED VEGETABLE TART


Avete presente quelle torte salate dell'ultimo minuto.
Quelle dell'ultima risorsa.
Per cui si gratta il fondo del frigo, reparto verdure.
Tutto insieme in un guscio di pasta, magari surgelata.
Via che la cena è pronta.
E sembra pure che abbiamo faticato.
Beh, scordatevele.
Questa non è una torta salata.
E' LA torta salata.
Normale che un minimo di tempo le vada dedicato.
Ma sarà un piacere sentire il profumo delle verdure che sfrigolano in forno.
Un piacere preparare la frolla integrale per il guscio che si fa in un attimo e risulta lavorabilissima anche alle temperature della mia latitudine.
Un piacere scoprire che dopo il passaggio in freezer e la cottura in bianco conserva magnificamente la forma ed è perfetta per esaltare il ripieno con il suo sapore divino, dato da quel tocco di farina integrale.
Un piacere seguire i consigli dei due autori, che saranno pure motociclisti e capelloni ma curano ogni minimo dettaglio delle istruzioni in modo che il procedimento non presenti intoppi, pronti a condividere trucchetti e dritte.
Un piacere scoprire che devono avere un forno esattamente come il mio, dato che le temperature di cottura dei vari passaggi spaccano il secondo.
Un piacere, scusate, ammirare la foto del libro e dire che si, sono soddisfazioni quando la versione casalingà è praticamente identica.
Soddisfazioni, e merito di chi ha scritto un libro chiaro.
Del quale si vede ha realizzato per davvero ogni ricetta.
Un piacere servirla ad una cena importante.
Un piacere che nella stessa cena vengano chieste, nell'ordine.
Seconde fette.
Terze fette, piccole per carità.
La ricetta, quando la quarta fetta è sembrata di cattivo gusto :)
Allora, una roba così a casa mia non si era mai vista.
Un sapore perfetto, le verdure a fondersi nel ripieno con quel gusto un po' arrostito.
Le erbe aromatiche con un profumo che mi sembra sia primavera nella mia cucina.
La frolla, non voglio dirvelo: fatela e scoprirete perchè non ne avrò altra all'infuori di lei.



INGREDIENTI
per una teglia da 25 cm con fondo amovibile

per il ripieno

2 cipolle rosse medie
2 zucchine medie
un piccolo peperone rosso
un piccolo peperone giallo
2 cucchiai di olio d'oliva
4-5 rametti di timo fresco
un rametto di rosmarino fresco
mezzo cucchiaino di sale marino tipo sale di Maldon
200 ml di panna fresca da montare
200 ml di panna acida
3 uova grandi
75g di formaggio Gruyère
pepe nero
foglie di basilico per guarnire, facoltative

per la frolla integrale

125 g di farina bianca
125 g di farina integrale
150 g di burro freddo di frigo
un uovo grande

Tagliare le cipolle pulite a spicchi, le zucchine a fettine in diagonale di circa 1,5 cm, i peperoni a pezzetti di circa 4 cm dopo averli privati dei semi.
Mettere tutte le verdure in una teglia, irrorare con l'olio e condire con timo e rosmarino. Cuocere in forno preriscaldato a 200 gradi per 15 minuti, quindi girarle con una spatola e cuocere altri 15 minuti, o comunque finchè saranno tenere e leggermente abbrustolite. Far raffreddare.

Preparare la pasta: mettere le farina ed il burro ben freddo a cubettu nel frullatore con le lame. Azionare a scatti finchè il composto risulterà un insieme di grosse briciole, quindi con le lame in funzione unire l'uovo leggermente battuto a parte. Lavorare davvero per pochi secondi, giusto finchè il tutto comincia a stare insieme. Rimuovere il composto dal robot, compattarlo leggermente con le mani (senza assolutamente impastarlo!) e stenderlo subito con un mattarello aiutandosi con poca farina perchè non si appiccichi al piano di lavoro.
La pasta va usata subito perchè, come dicono gli autori, non le piace aspettare ;)

Stendere la pasta a circa 3mm di spessore (o circa lo spessore di una sterlina, scrivono) e usarla immediatamente per foderare la teglia scelta (che ho leggermente imburrato anche se antiaderente). Pressare bene in modo che anche i lati siano ben ricoperti. Bucherellare il fondo un una forchetta e mettere la teglia in freezer per 30 minuti.
Dopodichè coprirla con carta forno che andrà riempita con fagioli secchi in modo che non si alzi e perda la forma e cuocerla in forno preriscaldato a 180 gradi per 25 minuti.
Togliere carta e fagioli e continuare la cottura per altri 5-10 minuti.
Tirare fuori dal forno e far intiepidire.

Per il ripieno unire in una caraffa (così poi sarà più facile da versare nel guscio) la panna, la panna acida e le uova intere. Mescolare con un cucchiaio di legno ma non sbattere, per evitare che il composto diventi schiumoso. Aggiustarlo di sale.
Mettere le verdure nel guscio di pasta, versarvi quindi anche il formaggio grattugiato ed infine una parte del composto di panna e uova.
Infornare la teglia nel forno a 170 gradi e versare il resto del composto quando è già sul ripiano del forno, così si può riempire fino all'orlo evitando che cada sui lati.

Cuocere a 170 gradi per 35-40 minuti, finchè il ripieno comincerà a scurirsi e diventerà più solido. Premendo con il retro di un cucchiaino nel centro non si deve vedere più il liquido venir fuori.
Sfornare e lasciar raffreddare per almeno 15 minuti prima di toglierla dalla teglia.
Servire tiepida o fredda, decorata con qualche foglia di basilico.

NOTE:

- la torta secondo me è più buona fredda, ed addirittura è stata apprezzata anche il giorno dopo fredda di frigo. Si taglia da subito perfettamente in fette.

- le erbe aromatiche sono fondamentali: se non le avete fresche gli autori suggeriscono l'uso di quelle secche, ma non omettetele.

- la pasta è lavorabilissima e molto semplice da gestire. Non saltate il passaggio in freezer o non terrà bene la forma. Invece dei fagioli secchi ho gli appositi "pie weights", ovvero palline di ceramica fatte apposta per la cottura in bianco e che trovo molto più pratiche dei fagioli.

- la dose di ripieno è perfetta per la teglia indicata, ma seguite il consiglio di riempirla fino all'orlo solo quando è già nel forno: se ne cade di lato ammorbidirà la pasta.

- i tempi di cottura si sono rivelati perfetti per il mio forno, ma come sempre potrebbe servire un'aggiustatina nel vostro.

La ricetta è PROMOSSA A PIENI VOTI

venerdì 17 gennaio 2014

BAKED RICOTTA PIE

Con l'aplomb di un pavone che mostra la sua coda a 360 gradi, mi accingo a pubblicare la mia prima ricetta Starbooks del 2014, in quella che è la nuova veste di questo (da me) molto amato blog.
Adesso, con la modestia che mi si confà, dico che non solo Starbooks è un posto interessante, utile, curioso e ricco, ma da questa settimana anche bellissimo e lasciatemi gongolare un pochino che ogni tanto ci vuole.
Come al solito c'entra lo zampino di quel genio creativo di Sara e quando uno è bravo, è bravo!
Sono certa che anche il vostro occhio scorrerà queste pagine con un piacere maggiore, orientandovi nelle numerose sezioni del sito senza l'ansia di un pellegrino che affronta il deserto privo di mappa.
Torniamo a bomba.
Del voluminoso e stimolante lavoro dei nostri motociclisti capelloni, avevo adocchiato diverse ricette, tra cui un paio di pie di carne a lunga cottura.
Dopo una ponderata valutazione, alla luce di un altro impegno mensile in cui la carne la fa da padrona con le medesime modalità di cottura, ho deciso di passare e mi sono orientata su un dolce (te pareva).
Un dolce che ha molti legami con la nostra tradizione perché di torte e crostate di ricotta la nostra penisola è piena (grazie anche alla bontà della materia prima facilmente reperibile), ma in questa splendida proposta c'è la novità del coperchio.
Si, perché nella maggior parte dei casi, le nostre preparazioni prevedono un guscio di frolla morbida, aperto, o addirittura nessun guscio, dove la ricotta miscelata con uova e zucchero, produce un dolce umido, caramellato e succoso molto simile ad un budino (questo specialmente nel nostro meridione).
La mia curiosità era soprattutto nei confronti del ripieno: come sarebbe stato il risultato dopo la cottura? Si sarebbe asciugato, diventando massiccio e compatto? O avrebbe mantenuto la sua texture cremosa e soffice?
Mi sono messa al lavoro e la prima sorpresa l'ho avuta preparando la frolla.
Confesso che tra tutte le basi di pasticceria, la frolla ed i suoi derivati sono il mio cavallo di battaglia. Ho le mie ricette consolidate che non falliscono un colpo e conosco trucchi e tecniche per ottenere una frolla perfetta, per cui mi sono avvicinata alle ricette dei Bikers, lo ammetto e scusatemi, con un po' di presunzione. Immediatamente messa a cuccia dopo la preparazione di questo guscio!
La ricetta prevede che l'impasto venga steso immediatamente, senza riposo, ad uno spessore molto sottile. Due prove fondamentali per capire la qualità della base!
Ma prima delle mie considerazioni, passo immediatamente alla ricetta.
PIE ALLA RICOTTA
Ingredienti per 12 persone.
750 g di ricotta fresca
150 g zucchero semolato
6 uova medie
100 ml di panna fresca
la scorza grattugiata di un’arancia non trattata
25 g di uva sultanina
25 g di canditi misti
zucchero a velo per guarnire 
Per la frolla
400 g di farina 00 + extra per stendere
250 g di burro freddo tagliato a dadini
2 cucchiai di zucchero semolato
1 uovo grande leggermente sbattuto
2 cucchiai di acqua fredda
1 cucchiaio di panna o tuorlo sbattuto per spennellare
E’ necessario uno stampo quadrato da 20 cm di lato, possibilmente a cerniera, imburrata e foderata di carta da forno. 
Scolate la ricotta e mettetela in una larga ciotola con lo zucchero e sbattetela con un frullino elettrico fino a che non sarà cremosa. Aggiungete le uova, una alla volta, mescolando bene dopo ogni aggiunta. Aggiungete la panna e la scorza di arancia e mescolate bene.
Accendete il forno a 180°C.
Preparate la pasta mettendo la farina, il burro e lo zucchero in un mixer a attivatelo con modalità “pulse” per ottenere una miscela di briciole sottili.
Con il mixer acceso aggiungete l’uovo sbattuto e l’acqua senza interrompere l’impasto, e continuate fino a che non si formerà una palla.
Togliete l’impasto, pesatelo e dividetelo, tenendo 300 g di impasto per il coperchio di pasta.
Stendete la palla più grande su una spianatoia ben infarinata fino ad ottenere una sfoglia di c.ca 3/4mm di spessore e di almeno 5 cm più larga della teglia.
Appoggiate la teglia su una griglia da forno.
Foderate la teglia con la frolla facendo in modo che la pasta oltrepassi i bordi della teglia. 
Non tagliateli.
Versate delicatamente il ripieno nella frolla (io ho bucato la frolla con una forchetta prima di versare il ripieno). Adesso aggiungete l’uvetta che avrete fatto ammorbidire in acqua calda, ed il mix di canditi con garbo sulla superficie, e questi scenderanno lentamente durante la cottura.
Stendete la pasta rimasta allo stesso spessore del guscio, e coprite il tutto facendo sbordare il coperchio di almeno 2 cm dal bordo.
Con il pollice chiudete il coperchio pressando lungo le pareti dello stampo (io ho rifilato il bordo con un coltello e sigillato arricciando il bordo su se stesso mentre nella ricetta dice di tagliare il bordo in eccesso a cottura avvenuta.)
Spennellate la superficie con l’uovo sbattuto e se volete decoratelo con i ritagli della frolla.
Sistemate con cura la griglia con la teglia al centro del forno (piano che tremola) e cuocete per 50/60 minuti fino a che la pasta non sarà dorata.
Potete notare che la pasta si gonfierà e crescerà ma è normale in cottura e ritornerà piatta a raffreddamento. Se dovesse gonfiarsi in modo anomalo, abbassate un poco la temperatura e continuate a cuocere.
Per vedere se è cotta, scuotete leggermente la teglia ed il centro non dovrebbe tremolare.
Lasciate raffreddare la torta completamente nel suo stampo quindi copritela e passatela in frigo per diverse ore (almeno 2 o tutta la notte) quindi sformatela e cospargetela con lo zucchero a velo. Tagliatela a quadrotti e servitela, magari con una coulis di frutti rossi.
Sono assolutamente entusiasta del risultato. Senza indugiare oltre vi lascio con le mie considerazioni.
  • La frolla è favolosamente elastica: si stende con estrema facilità, restando bella omogenea, compatta e liscia. Si può portare a spessori molto sottili, il che mi ha fatto immediatamente venire voglia di riutilizzarla per preparare i nostri tradizionali budini di riso, che vogliono sfoglie sottilissime e fragranti. Non ha bisogno di riposo ma la condizione è che lavoriate il tutto con materie fredde. Burro molto freddo, uova fredde, acqua gelata. Se potete, utilizzate un mixer con lame e cercate ottenere briciole molto sottili, che sono la premessa per avere una grana molto omogenea. Fate tutto questo cercando di essere molto veloci.
  • Nello stendere la frolla, infarinate bene le superfici. Cercate di spandere la farina in un velo ma non lasciate che la pasta si attacchi (difficilmente lo farà comunque).
  • Il ripieno è favoloso: se amate i dolci di ricotta, vi innamorerete di questa torta. Dopo la cottura resta umido, cremoso, vellutato. Il tutto nei tempi di cottura indicati dai bikers. Inoltre, a mio personale gusto, aggiungerei la scorza di due arance, perché il profumo dell'arancia esalta l'intera torta.
  • Sull'aggiunta di panna all'impasto di ricotta, sono dell'idea che si possa tranquillamente sostituire con la stessa quantità di yogurt bianco cremoso, che dona un lieve tono di acidità smorzato immediatamente dalla dolcezza della ricotta
  • Io ho sostituito i canditi (che non avevo) con la stessa quantità di uvetta, facendola ammollare in acqua calda ed infarinandola prima di aggiungerla alla torta. L'uvetta non si è completamente affossata nel ripieno e si è armoniosamente disposta nella farcia. 
  • Fondamentale per apprezzarla al meglio: lasciatela riposare in frigo dopo che si è completamente raffreddata, almeno per tutta la notte. Toglietela dal frigo un'ora prima di servirla (anche due), che riprenda la temperatura ambiente e darà il meglio di sé. Accompagnatela davvero con un bel coulis di frutti rossi o di melagrana. Ha sicuramente bisogno di un tono di freschezza ed acidità per valorizzare quel magnifico ripieno. Che accompagnerei con un bicchierino di Malvasia o Moscato di Pantelleria (la morte sua). Per il resto, è un dolce da rifare, bello da vedere e da presentare. Un dolce da grande festa e perfetto per la Pasqua.
Ovviamente non posso che dire:

PROMOSSA A PIENI VOTI! 


giovedì 16 gennaio 2014

STEAK & MUSHROOM PIE


Ho scoperto gli Hairy Bikers, ovvero Si King & Dave Myers  e il loro libro sulle Perfect Pies, durante una delle mie scorribande su Amazon UK. I loro volti simpatici, sorridenti e rassicuranti, mi hanno "spinta" verso un acquisto immediato ed istintivo!
Ho imparato che, spesso, seguire l'istinto è la via migliore...

In questo bellissimo libro ci sono pie per tutti i gusti. Per quelli che amano la doppia pasta, per chi la preferisce singola e per chi non la vuole proprio! Per chi vivrebbe di sola carne e pesce, chi di sole verdure e chi sempre e solo di dolci :) Io non ho preferenze, mi piacciono tutte!!!
Da questa "Bibbia", ho scelto di provare una ricetta tra le più tradizionali, la Steak & Mushroom Pie, sicura di fare la felicità della famiglia...
Come spiegano gli autori nell'introduzione alla ricetta, il taglio di carne da utilizzare per il ripieno è il chuck steak - cioè la spalla di manzo.
 E' un taglio economico, che dona un ottimo gusto a questa old-fashioned pie, che in Inghilterra tutti conoscono e amano.
Il macellaio a cui chiederete la chuck steak potrebbe mostrarsi abbastanza perplesso davanti alla vostra richiesta, probabilmente perché non è abituato a sentirsi chiedere la spalla di manzo... Non fatevi intimorire e spiegategli a cosa vi serve, così vi capirà sicuramente. L'importante è che la carne sia del tipo adatta alle lunghe cotture (stiamo parlando di uno spezzatino), quindi non troppo magra, ma ricca di tessuto connettivo.
tra parentesi e/o in corsivo le mie note


Ingredienti per  4-6 persone

750 g di spalla di manzo, pulita da cartilagini e grasso duro
2-3 cucchiai di olio di semi di girasole (per me, extravergine d'oliva)
3 cucchiai di farina bianca
2 cipolle medie, tagliate a metà e affettate
2 spicchi d'aglio, tritati finemente (per me solo uno)
150 ml di vino rosso

2 cucchiaini di Worcestershire sauce

500 ml di brodo di manzo, preparato con un dado da brodo (per me fatto in casa)

1 foglia d'alloro
25 g di burro
250 g di funghi castagna*, puliti con un panno e tagliati a metà o in quarti, se grandi
sale in fiocchi
pepe nero macinato fresco

Shortcrust pastry - Pasta brisée

400 g di farina bianca, più quella per stendere l'impasto
250 g di burro freddo, tagliato a cubetti
1 uovo grande, sbattuto con 2 cucchiai d'acqua fredda
1 uovo sbattuto, per spennellare

*I funghi castagna corrispondono ai nostri cremini, che sono simili agli champignon, ma color crema e più saporiti. Io ho utilizzato i porcini raccolti in montagna e congelati.

Uno stampo da pie di 23 cm di diametro (quindi piuttosto profondo - circa 5 cm - altrimenti non riuscirà a contenere tutto il ripieno, e con il bordo largo).

Tagliare la carne in cubi irregolari di circa 3 cm, salare e pepare. Scaldare 1-2 cucchiai d'olio in una padella, e friggere la carne, su fuoco alto, finché sarà completamente rosolata. Procedere in due volte, per non riempire troppo la padella (pena la lessatura e non la rosolatura della carne), unendo altro olio se necessario. Trasferire la carne in una casseruola adatta al forno (io ne ho utilizzata una in ghisa) e cospargerla con la farina. Preriscaldare il forno a 150°C o 130°C se ventilato.Versare un altro cucchiaio di olio nella padella, e cuocere l'aglio e le cipolle per 5 minuti, finché saranno morbidi e dorati.
Deglassare con il vino rosso, o l'acqua se non avete il vino. Unire la Worcestershire sauce e portare al bollore, mescolando continuamente, per staccare i sedimenti dal fondo della padella. Versare la salsa sopra la carne nella casseruola, versare anche il brodo ed unire la foglia d'alloro. Portare a bollore, coprire con il coperchio e cuocere in forno per 1 ora e ½. Sciogliere il burro nella padella e cuocere i funghi per 5 minuti, rimestando, finché saranno leggermente dorati. Aggiungerli  alla carne e cuocere per  altri 30 minuti, sempre in forno. Lasciar raffreddare. Io ho preparato lo spezzatino il giorno precedente, in modo da averlo ben freddo al momento di farcire la pie.
Per preparare la pasta brisée, mettere la farina e il burro in un mixer, ed azionare la funzione "pulse", fino ad ottenere un composto sbriciolato. Sempre con il mixer in funzione, unire l'uovo sbattuto e l'acqua, finché la pasta comincia a stare insieme formando una palla. Prelevare dal mixer e dividere l'impasto in ⅔ per la base e ⅓ per il coperchio. Formare delle palle leggermente appiattite. Se preferite, potete preparare la brisée a mano. In questo caso, seguite le preziose indicazioni fornite dagli autori, che vi riporto sotto.
Preriscaldare il forno a 210°C oppure a 190°C se ventilato. Stendere la palla d'impasto più grande su una superficie infarinata, ed usarla per rivestire lo stampo (non viene specificato a quale spessore stendere l'impasto, regolatevi in base allle dimensioni dello stampo). Mettere il ripieno di carne e funghi e spennellare i bordi della brisée con l'uovo sbattuto. Stendere l'impasto rimanente e posizionarlo delicatamente sopra al ripieno. Tagliare l'eccesso di pasta e arricciare i bordi, poi spennellare con l'uovo sbattuto. Infornare e cuocere per 30 minuti, fino a che la pasta sarà dorata e il ripieno bollente.
Io ho dovuto cuocere la pie per quasi 15 minuti in più. 

Pasta brisée preparata a mano
  1. Pesare gli ingredienti e mettere la farina in una ciotola. Tagliare il burro freddo a cubetti ed unirlo alla farina, strofinando con la punta delle dita, fino ad ottenere delle briciole grossolane. Tagliare il burro a cubetti, permette di unirlo alla farina con più rapidità e di evitare che si sciolga. Utilizzare la punta delle dita, serve a mantenere l'impasto fresco, in modo da ottenere una brisée più leggera e friabile. L'idea è quella di rivestire tutti i cubetti di burro con la farina. Sollevare il composto sopra la ciotola mentre si strofina, serve ad arieggiarlo il più possibile.
  2. Adesso è il momento di aggiungere le uova, l'acqua o il latte, in base alla ricetta scelta. E' possibile rompere le uova direttamente nella ciotola - evitando di dover lavare un contenitore in più! - ma sarebbe meglio romperle prima in una piccola ciotola. Aggiungere il liquido con una mano, mentre con l'altra mescolare con un coltello dalla lama arrotondata, fino a che l'impasto sta insieme, e le pareti della ciotola sono pulite.
  3. Sagomare l'impasto in una palla appiattita così sarà più facile da stendere, pensando però alla forma della vostra pie. Se state preparando una pie quadrata, sagomare l'impasto in un quadrato piuttosto che in un disco. Questa operazione rende la brisée più facile da stendere e diminuisce gli scarti. 
  4. A questo punto, la maggior parte delle ricette prevede di raffreddare la pasta in frigorifero, ma questo rende più difficoltosa la stesura dopo. Per tutte le crostate, Si & Dave pensano che sia meglio stendere l'impasto, foderare la tortiera e far raffreddare la brisée in frigorifero direttamente nello stampo .
Note personali
- Questa pie è ottima e sostanziosa, quindi perfetta per la stagione invernale. Se servita accompagnata da un'insalata, è un piatto unico perfetto per 4 persone, con un buon appetito, che a casa mia non manca! Se la servirete all'interno di un pasto completo, sarà sufficiente per 6 persone.
- Le indicazioni e le dosi della ricetta sono chiare e precise, tranne nell'indicare lo spessore a cui stendere la brisée. Ma non è grosso problema. Come ho scritto qui sopra, regolatevi in base alle dimensioni dello stampo e non avrete problemi.
- Come le amiche che mi hanno preceduta, ho dovuto aumentare anch'io i tempi di cottura. Ma ogni forno, si sa, è fatto a modo suo... A questo punto, credo che il forno degli Hairy Bikers sia molto più potente dei nostri!
- Quando cuocio delle torte con un ripieno piuttosto umido, come in questo caso, per la metà del tempo previsto dalla ricetta, posiziono lo stampo sul ripiano più basso del forno, per favorire la cottura della base.
- Vi consiglio di lasciar riposare la pie almeno 25-30 minuti prima di tagliarla, altrimenti l'operazione risulterà difficile, in particolare per la prima fetta. Il fondo, soprattutto verso il centro della pie, non sarà molto compatto, come si intravede anche nella foto sul libro. Noi l'abbiamo gustata a pranzo, in due, e ne è avanzata poco più della metà. Il giorno successivo l'abbiamo finita, ed era ancora ottima e le fette avanzate erano molto più fotogeniche con il fondo ben compatto.

Questa ricetta è decisamente PROMOSSA

Come avrete notato, abbiamo regalato al nostro amato blog un restyling che speriamo vi piaccia :)

I nostri grazie vanno a Sara, che ha concretizzato le nostre idee :)

                                                                                                             Ale only kitchen

mercoledì 15 gennaio 2014

MEAT AND POTATO PIE



Quando ho scoperto live dalla viva voce di Alessandra Gennaro e di Patty di Andante con Gusto di essere una delle tre vincitrici dello Starbooks Redone di dicembre ho gioito, e assai. Devo dire che un po' ci speravo, perché io, di quel pollo con Arak, clementine e finocchi di Ottolenghi, me ne sono innamorata (e il mio amore per Ottolenghi non è finito là, ma questa è un'altra storia), ed ora è uno dei miei cavalli di battaglia/salvacena preferiti.
 
Quando ho saputo che il libro scelto sarebbe stato “The Hairy Bikers' perfect pie”, che si auto-definisce una Bibbia sulle pies inglesi, ho gioito ancora di più, perché da anni che mi riprometto di cimentarmi con la preparazione di una vera British pie. Ho sempre adorato, solo guardandole, quelle preparazioni così voluttuose, in cui uno scrigno di pasta nasconde un ripieno ricco di carni e verdure (ma anche di pesce, come abbiamo ben visto). Ma non sono mai riuscita ad assaggiarle dal vivo, perché io in Regno Unito non ho mai messo piede, ancora. Ormai lo sento quasi come uno smacco: possibile non essere stata mai a Londra? Mai in Scozia? Mai (per rimanere nelle vicinanze geografiche) in Irlanda, che da sempre è la mia meta dei sogni?
Sì, è possibile, e così mi sono limitata a sognare di quelle terre grazie a questo libro e alle sue fenomenali pies, una più ricca ed invitante dell'altra, ma ho deciso fin da subito che avrei voluto provare un classico, qualcosa con pasta sotto e sopra, a base di carne e di verdure comuni, quelle che si trovano sempre e a qualsiasi latitudine.. e, quando ho letto meat & potato pie, sapevo che era quella giusta per me.
 
Ma questa è la descrizione che ne fanno gli autori, prima della ricetta: Tutte le persone del Nord hanno la loro pie preferita, e questa è la nostra. È più una religione che solo un mero riempi-pancia.
E allora ho capito che l'istinto spesso ha ragione.


Meat & potato pie
(per una teglia quadrata di 20 cm, profonda circa 4 cm; 6 persone)
[mie annotazioni in rosso]

Ingredienti

Per il ripieno

·      1 grossa cipolla, tritata finemente
·      2 carote medie, pelate e tagliate in piccoli pezzi
·      2 gambi di sedano, privati dei filamenti e tritati finemente
·      500 gr di carne tritata di bovino, magra
·      2 cucchiai di ketchup
·      2 cucchiai di brown sauce (io non l'ho trovata, quindi ho sostituito con un cucchiaio in più di ketchup e uno di salsa Worcestershire)
·      1 cucchiaio di salsa Worcestershire
·      2 cucchiai di farina
·      ½ cucchiaino di sale fino
·      360 gr di patate medie, preferibilmente di qualità Mary Pipers, pelate e tagliate in cubetti di 2 cm circa
·      150 ml di acqua
pepe nero macinato fresco

Per la pasta:
·      150 gr di strutto freddo (oppure metà burro e metà strutto) (io ho scelto di usare solo strutto)
·      un generoso pizzico di sale fino
·      5 cucchiai di acqua fredda
·      uovo sbattuto, per la finitura
·      300 gr di farina (più quella per stendere)
 
Procedimento

Per preparare la pasta, mettete la farina, lo strutto e il sale nel mixer da cucina, quindi premete il pulsante “pulse” finché il composto non sembra pangrattato. Con il motore in funzione, aggiungete l'acqua in modo continuo, finché il composto non comincia a formare una palla. Toglietelo dalla ciotola del mixer e dividete l'impasto in 2/3 per la base ed 1/3 per il coperchio, quindi date loro la forma di panetti un po' appiattiti. Avvolgeteli separatamente in pellicola per alimenti e fateli raffreddare per 20 minuti in frigorifero.
Ovviamente lo stesso procedimento può essere fatto a mano, comportandovi come fareste per una pasta brisée.
 
Fate soffriggere in una padella posta a fuoco vivace e a secco (cioè senza mettere olio, burro o altri grassi) la cipolla, le carote, il sedano e la carne tritata, finché quest'ultima non sia più rosa. Mescolate frequentemente per rompere la carne in piccoli pezzi. Abbassate la fiamma e aggiungete il ketchup, la brown sauce, la salsa Worcestershire, la farina, il sale e il pepe. Cuocete per un minuto, quindi aggiungete le patate e l'acqua e portate a bollore. Abbassate la fiamma, coprite la padella con un coperchio non troppo saldamente e fare sobbollire per 15 minuti, fino a che le patate siano tenere (io ho dovuto allungare la cottura di altri 10-15 minuti, in modo che le patate fossero cotte, ma ancora al dente). Lasciate che il composto raffreddi completamente.

  Preriscaldate il forno a 200°C/180° se ventilato/Gas 6. Stendete il panetto più grande di pasta su una superficie leggermente infarinata, girandola frequentemente in modo da creare un quadrato (non viene detto a che spessore stendere la pasta, ma io suggerisco non troppo spessa). Foderate la teglia (che io ho imburrato e infarinato leggermente, ma non era precisato nel libro), facendo attenzione la pasta sbordi appena dalla teglia (io ho bucherellato la pasta di fondo con i rebbi della forchetta, come di mia abitudine).Versate il ripieno e spargetelo in maniera omogenea, quindi spennellate i bordi della pasta con l'uovo sbattuto.
 
Stendete il resto della pasta su una superficie lievemente infarinata e ponete la sfoglia ottenuta come coperchio della pie. Tagliate la pasta in eccesso e sigillate i bordi per bene. Usando una forchetta, bucherellate la superficie della pie diverse volte, quindi spennellate con l'uovo sbattuto.
  
Infornate in forno già caldo per 30 minuti, finché la pie sia dorata.
Non appena rimuovete la pie dal forno, usando un coltello separate con cautela la pie dai bordi della teglia (passaggio inutile se imburrate/infarinate). Lasciate riposare la pie per 5 minuti prima di servirla con un contorno di verdure o con della salsa, se preferite.



Alcune piccole annotazioni (in parte già intuibili dalle mie aggiunte al testo). In primis, non sono riuscita  a reperire la brown sauce, quindi ho sostituito con un cucchiaio in più di ketchup ed uno di salsa Worcestershire; mi auguro che questa mancanza non abbia compromesso l'idea che mi posso essere fatta della pie, ma non credo.
L'unica vera indicazione “sbagliata” della ricetta è il tempo di cottura del ripieno dal momento in cui si aggiungono le patate: 15 minuti sono davvero troppo pochi perchè le patate, tagliate abbastanza grossolane, diventino morbide. Io ho preferito non stra-cuocere le patate, ma mi ci sono voluti buoni 10-15 minuti in più. Ho virgolettato la parola “sbagliato”, perché magari dipende dalla qualità delle patate: non ho utilizzato le Mary Pipers, ma forse con quella qualità i 15 minuti bastano; sospendo il giudizio in merito, insomma.
Unica altra cosa, io consiglio di imburrare e infarinare (se pure leggermente) la teglia, così non incorrerete in fastidiosi effetti-colla. Facendolo, la pie si staccherà da sola dalla teglia, e non avrete alcun problema a tagliare e servire le fette (ovviamente, più la pie raffredda, più questa operazione sarà semplice).
 
A parte queste annotazioni, ho letteralmente adorato e divorato questa pie: la pasta è semplicemente deliziosa, fragrante, e si scioglie in bocca, mentre il ripieno è ricco ed equilibrato. La cottura in forno indicata dagli autori (per me statico, a 200°C) è perfetta, e vi permetterà di ottenere una pie dorata, croccante, in cui il ripieno avrà mantenuto la sua umidità e morbidezza.
Un piatto unico perfetto per 4 persone, accompagnato nel mio caso da un'insalatina di rucola; le porzioni diventano anche 6 o 8, se decidete di servirla come un secondo (secondo me non è il caso, ma de gustibus non disputandum est).
Un'ultima cosa: se non volete perdervi qualcosa di eccezionale, accompagnate la pie, bella calda, con un bicchiere di birra corposa, meglio se rossa o scura. Io ho scelto una birra italiana, la Birra Castello (economica, ed ottima), rossa: un abbinamento azzeccatissimo.

Dopo le mie note ed i miei consigli, finalmente il mio giudizio, in una parola sola:

PROMOSSA!

Giulia di Alterkitchen


martedì 14 gennaio 2014

THE PERFECT APPLE PIE E GLI HAIRY BIKERS


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Questo libro, lo confesso, ha un titolo che inizialmente mi aveva lasciato un po' perplessa: ciò che è perfetto, ai miei occhi è tendenzialmente noioso; preferisco qualche allegra imprecisione qua e là, che mi fa sentire più a mio agio, forte della mia assoluta naturale imperfezione. 

Ma scorrendolo, questi due tipi, Si King and Dave Myers, che nulla hanno, in nessun modo, dell'aspetto degli chef, mi hanno invece saputa conquistare: 
Canzio Tosi
moglie di un "fissato" con le moto, che sta cercando di convincermi a rinverdire vecchie esperienze motoristiche a tutti i costi, con due figlie su tre che fin da piccole si sentivano molto "mocicliste" e che sono tutt'ora appassionate di 2 ruote, con una delle mie più care amiche figlia di Canzio Tosi, (6 volte campione italiano di motocross e 1 di regolarità, medaglia d’oro alla ISDT cecoslovacca di Gottwaldo e alla Sei Giorni austriaca di Bad Aussee, tra l'altro), mi trovo proprio costretta a subirne il fascino. 
Ma un conto è essere appassionati motociclisti, un conto autoproclamarsi re delle Pie!

E allora mi sono detta, proviamo, ma sfidiamoli su un terreno così tanto battuto da essere quasi schiacciato dal peso delle migliaia di ricette diverse che ogni giorno circolano in rete, nei libri scritti a mano di ricette della nonna, sulle riviste, sui libri classici per eccellenza: vediamo dove pensano di arrivare i due capelluti bikers....
Andiamo quindi con la torta di mele. Se son rose fioriranno! E sono fiorite, si, sono decisamente fiorite, come quelle del mio balcone nonostante la stagione ed hanno sviluppato un ottimo profumo e consistenza, come si conviene ad una torta, oltre ed un eccellente sapore.
E così ho deciso di unirmi alla schiera di coloro che, rispondendo al reiterato e accorato invito della coppia di signori attempatelli, ma dotati di infinita verve, di lunghi capelli, di motori, moto e di passione per le pie, dice "this book is a celebration of our love affair with the pie, so get out your rolling pin and joinus. Bring a pie to the table and you see smiles arounds". (questo libro celebra la nostra storia d'amore per le pies, così tirate fuori il vostro mattarello ed unitevi a noi, Portate in tavola una pie in tavola e vedrete nascere sorrisi tutt'attorno!!
Detto fatto mi sono unita al coro per la prova del 9, la torta di mele, come deciso!

La torta di mele perfetta

mele sb

Ingredienti per 6 
ripieno
150 g di zucchero semolato, preferibilmente di canna
½ -1 cucchiaino di cannella in polvere
2 cucchiai di maizena
600 g di mele, tipo Renette o Goden di Valtellina per me o per loro mele Bramley. 
pasta frolla dolce
400 g di farina , più extra per spolverare il tavolo
2 cucchiai di zucchero semolato
scorza di 1 limone, finemente grattugiata
250 g di burro freddo, tagliato a cubetti
1 uovo grande, sbattuto con 2 cucchiai di acqua fredda
1 uovo sbattuto, per lucidare la superficie della torta
1 cucchiaio di zucchero semolato, preferibilmente di canna

Avrete bisogno di un piatto di torta di 1.2 litri con un bel bordo largo

PicMonkey Collage
Per preparare la pasta, mettere la farina, lo zucchero e la scorza di limone in una ciotola e unite il burro, mescolandolo con le mani, finché il composto assomiglia al pangrattato .
Aggiungere l'uovo sbattuto e mescolare con un coltello a lama stondata, fino a quando il composto tende a formare un impasto sodo. Dividete la pasta in due terzi per la base e un terzo per il coperchio. Formate delle palline e appiattitele leggermente.
Stendete la palla di pasta più grande su una superficie leggermente infarinata, fino a circa lo spessore di una moneta da £ 1 (un paio di mm) e 5/7 cm più grande della teglia. La pasta dovrebbe sporgere dal piatto di 1-2 cm. Sollevate la pasta sul mattarello e rilasciatela delicatamente nella teglia.
Premete la pasta saldamente nel piatto e sui lati, assicurandovi che non ci siano bolle d'aria. Mettete il recipiente in frigorifero mentre preparate il ripieno .
Mescolate lo zucchero, la cannella e la maizena in una grande ciotola. Pelate, togliete il centro e tagliate in quarti le mele, poi affettatele non troppo sottilmente e aggiungetele allo zucchero speziato. Mescolate bene insieme. Preriscaldate il forno statico a  200 ° C / Ventilato 180 ° C / Gas 6. Mettete la griglia nel forno per riscaldarla.
apple pie sb
Posizionate il ripieno di mele nella teglia, facendo in modo che il centro sia più alto del bordo. Assicuratevi di rovesciare tutti "gli avanzi" del composto di zucchero, cannella e maizena sulla parte superiore del ripieno. Spennellare il bordo del piatto con l'uovo sbattuto.
Stendete la palla messa da parte di pasta, nello stesso modo della prima.
Coprite la torta con la pasta e premete i bordi insieme saldamente per sigillare. Con un coltello affilato, tagliate la pasta in eccesso, quindi premete delicatamente tutto intorno al bordo. Fate un paio di piccoli fori al centro della torta con la punta di un coltello. Glassate la parte superiore con l'uovo sbattuto.
Impastate leggermente i ritagli di pasta avanzati. Tagliateli in forma di foglia. Mettetele tutti intorno al bordo della torta, leggermente sovrapposte l'un l'altra e lucidate il tutto con l'uovo sbattuto. Cospargete la torta con lo zucchero e cuocete al centro del forno per 45-55 minuti o fino a quando la torta è dorata e le mele sono tenere.
Se la crosta della torta comincia a diventare troppo scura, copritela con un foglio per il resto del tempo di cottura. Servite calda o fredda. 

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E' assolutamente squisita, friabile, morbida e deliziosamente saporita... Veramente eccellente!!
Come è d'uso, eccovi le mie osservazioni:
1 - Ho seguito esattamente le quantità di pasta e di ripieno e il tipo di tortiera. Però forse quest'ultima era leggermente più ampia (24,5 cm alla base e 28,5 al bordo per 4 cm di profondità, con un'utilissima base estraibile) di quella prevista dalla ricetta (dice solo che deve contenere 1.2 litri e la mia li contiene) e la pasta l'ho utilizzata tutta per rivestirla. Così è venuta meno bella di quanto desiderassi... considerato che avevo in mente la torta che prepara Biancaneve nella casetta del bosco, insieme agli uccellini! Però profumo e gusto sono perfetti!
2 - La pasta si stende perfettamente senza alcun problema. Per semplificarmi la vita io, comunque, adopero sempre la pellicola trasparente, che posiziono sotto la pasta prima di stenderla e che facilita il suo posizionamento nella teglia. Ma in questo caso è stato particolarmente semplice.
3 - Per il mio forno è stata sufficiente una cottura a 180°C , con forno ventilato per 50 minuti.
4 - I due autori, come già segnalato, non parlano di ungere la teglia, ma io l'ho fatto per maggior sicurezza. Non parla neppure di bucherellare il fondo e dopo matura riflessione quello NON l'ho fatto. 
5 - Ho fatto un buchetto con il detorsolatore per le mele mele, al centro della teglia e 4 taglietti a raggiera intorno. Mi sembra che abbiano assolto bene il suo dovere!
6 - "Suggerimento : Circa 1 cucchiaino di cannella nel ripieno è perfetto per noi, ma usatene pure di meno se preferite un sapore più delicato." Concordo con loro: per me la perfezione è 1 cucchiaino abbondante.

Direi quindi che, anche in questa occasione, i nostri capelluti maestri della Pie si possano considerare pienamente
PROMOSSI

Buona giornata a tutti.