lunedì 8 aprile 2024

LO STARBOOK DI APRILE È...


Qualche settimana fa un profondo cordoglio ha pervaso tutta la Gran Bretagna, alla notizia della morte di Dave Myers, l'altra metà della coppia che per vent'anni ha percorso in lungo e in largo tutto il mondo, a cavallo di due fiammanti Harley Davidson, alla scoperta dei piatti piú tipici e piú nascosti dei vari Paesi. Quella per la cucina era una passione antica, per Dave, nata per necessità quando era poco piú di un ragazzino, con la mamma afflitta da una grave forma di sclerosi multipla che le impediva di alzarsi da letto: si cucinava con quello che c'era, era solito ricordare, ma sempre per preparare qualcosa di buono e di bello, in ricordo dei favolosi piatti che la madre era solita preparare, quando ancora stava bene. Fu il padre, invece, a trasmettergli la passione per le moto, mettendolo in sella alla sua, per gioco, quando ancora era bambino, senza immaginare quali sorprese avrebbe poi riservato il destino al suo figliolo. Ad essere sinceri, nessuno le avrebbe mai immaginate: il vero lavoro di Dave, infatti, fu quello di "make up artist", di truccatore per la TV, professione che svolse senza intoppi fino all'insorgere della piú classica delle crisi di mezza età, quella del "che ci faccio qui" e dei pericolosi bilanci dietro l'angolo. Nel mentre, aveva conosciuto Simon King, uno dei "trovarobe" per i film di Harry Potter, con il quale condivideva la passione per la cucina, la moto e il vento nei capelli. Fu facile sommare le cose e proporre il risultato alla BBC, con un format non nuovissimo, nella concezione, ma innovativo nella realizzazione: due motociclisti irsuti e in apparenza rozzi avrebbero fermato le loro Harley a bordo delle varie strade, per cucinare con i prodotti locali. 

Erano quelli i favolosi anni di Bourdain e il suo No Reservation e - soprattutto - quelli di una serie innovativa, unica e irripetibile, che aveva entusiasmato il pubblico britannico prima e quello di tutto il mondo poi: Two Fat Ladies (e solo scriverne il titolo mi riempie il cuore di nostalgia... immaginatevi oggi, che cosa succederebbe), vale a dire Jennifer Paterson e Clarissa Dickson Wright, due splendide signore che, a bordo di un sidecar, girarono per la Gran Bretagna e l'Irlanda, cucinando nelle cucine piú improbabili (persino in quella di Westminster Abbey, grazie alle intercessioni dello zio di una delle due, Arcivescovo dell'abbazia) e recuperando gli ingredienti di una volta, ossia lardo, panna, clotted cream, usati con generosa abbondanza, fra i mancamenti dei salutisti e gli applausi dei sempre piú numerosi sostenitori. La serie si interruppe bruscamente per l'improvvisa morte di Jenny, e questo lasciò un vuoto incolmabile, fra gli amanti dei programmi televisivi incentrati sul cibo. 

La proposta di Dave&Simon, che ricalcava il precedente format senza scimmiottarlo, venne quindi immediatamente accettata e si rivelò da subito un programma di enorme successo, capace di raggiungere un pubblico solitamente lontano da questo tipo di programma: i produttori lo definirono "un pubblico difficile", Dave lo tradusse con "le persone normali". Perché, in effetti, il loro modo di parlare di cibo arrivava al cuore delle "persone normali", quelle che non avevano l'allure di una Nigella, l'aggressività di un Gordon, le stramberie delle Fat Ladies. Mentre scrivo, mi sovviene che l' unico programma di cucina che abbiamo guardato tutti insieme - marito incluso - è stato proprio quello degli Hairy Bikers, indipendentemente dagli scenari che ne costituivano lo sfondo: a restare immutato - e a funzionare sempre - era il loro approccio, sincero, diretto, simpatico, ma lontanissimo dalla volgarità o dall' ignoranza, come ben sa chi ha imparato divertendosi, dalle loro serie TV e dai loro libri, tutti impeccabili nella profondità dei contenuti e nella forma. 

Lo Starbooks si era già occupato degli Hairy Bikers qualche anno fa, analizzando la monografia dedicata al pollo e alle uova. Questa volta, invece, tributeremo loro il nostro omaggio condividendo le ricette di una delle ultime uscite, dedicata a quel comfort food a cui si torna sempre, dopo ogni viaggio. 

L'appuntamento, come sempre, è da domani, per tutto il mese. Con un po' di tristezza, e tanta, tanta nostalgia. 

Alessandra 

1 commento:

  1. E' stato davvero un grande dispiacere apprendere della morte di Dave; una commemorazione doverosa, la nostra, specialmente considerando il fatto che i loro libri, benché poco starbookati, rimangono un riferimento stabile almeno per la mia cucina (ma sono sicura che lo sono per tutte noi).

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