lunedì 6 ottobre 2014

LO STARBOOK DI OTTOBRE 2014 E'...



Jamie Oliver, Comfort Food


Starbookare un libro di Jamie Oliver, ormai, è come indovinare l'assassino in uno di quei Gialli in cui si sa dal titolo che è stato il maggiordomo: a meno di malaugurate sorprese, sappiamo tutti come andrà a finire: un sacco di ricette, con sempre più spazio a quelle italiche, realizzabili con poche tecniche di base, le più semplici tout court o le più semplificate, con qualche rielaborazione geniale, capace di addolcire il severo cipiglio di chi cucina per davvero ma che, pur intuendo la relativa fragilità del personaggio (che scompare, se paragonato a chef più blasonati, basti solo citare il Glynn Purnell dello scorso Starbook o ad autori di testi di gastronomia, dalla David alla Grigson, passando per un sempre troppo dimenticato Nigel Slater o ad un mai troppo osannato Yotham Ottolenghi), finisce sempre per distendersi in un verdetto di indulgente assoluzione. 
Chi scrive, invece, ha fatto il percorso inverso: sono partita da un interesse divertito per questo ragazzone un po' impacciato, che pasticciava nella sua cucina minuscola, con queste improbabili TShirt da "sono appena uscito dal college", l'orecchino e il ciuffo ossigenato da adolescenza inquieta della campagna inglese, spaccando il cioccolato sul bordo del tavolo,spargendo farina a manciate e portando in tavola torte sbilenche, insalate non lavate, gelati che si scioglievano sotto la colata di crema bollente, tutti accompagnati da apprezzamenti al limite del'ambiguo (awful, glorious, sumptuous) e inevitabilmente definiti, all'inizio della presentazione, come "i più buoni del mondo". Poi, son passata all'ammirazione- questa sì, sconfinata- per la sua opera di "alfabetizzazione gastronomica", per il suo impegno col Ministry of Food, per la Jamie Oliver Foundation, per il Fifteen, per tutto quello che questo ex ragazzone combinava, con una consapevolezza crescente, di cui sembrava il primo a stupirsi: perché se è vero che l'età si è portata via il brillantino al lobo e il biondo dei capelli, regalandogli per contro una moglie, una manciata di figli e quanche chilo in più, in un percorso sempre più centrato sulla strada della credibilità, è altrettanto vero che quest'aria scanzonata, Oliver, non l'ha persa. 
Ed è con questa che ci ha fregati tutti. 
Laddove il "ci" sta per "noi Italiani"
Perchè al suo popolo, Oliver ha fatto solo che del gran bene: lo ha ripreso per mano e, a suon di pacche sulle spalle e di "scrumptious, exciting, glorious" gli ha indicato i sentieri da percorrere, per ritrovare la strada in quell'intricata foresta dello junk food in cui gli Inglesi sembravano condannati a restare: ha insegnato ai bambini dell'asilo che il latte è bianco, non rosa o marrone e alle loro mamme che a preparare un hamburger, a casa, si impega tanto quanto ad andare al Mc Donald's; ha collaborato con i politici per una campagna a favore del cibo sano, ha dimstrato che in 15 minuti si possono preparare pranzi assolutamente completi e bilanciati, insomma: se gli Inglesi avessero potuto chiedere di meglio, difficilmente lo avrebbero trovato. 
Il problema siamo noi: vale a dire noi Italiani che, in questi ultimi dieci anni, quelli in cui tutto il mondo si è accorto del potere cmunicativo del cibo, anzichè salire sul podio e dirigere l'orchestra, ci siamo messi a suonare uno strumento qualunque, e pure nelle ultime file. Accordandolo, oltre tutto, su quelli più stonati. 
Noi che abbiamo una tradizione che definire ricca è riduttivo, noi che siamo cresciuti con il privilegio del gusto, noi che vantiamo una cucina al massimo grado completa, dal punto di vista dell'eccellenza dei prodotti e della varietà delle tecniche, noi che, da qualsiasi parte ci si giri, abbiamo una "storia di cibo" da raccontare, abbiamo demandato il ruolo di testimonial della cucina italiana nel mondo a questo ex ragazzo che, come era assolutamente prevedibile, sta facendo l'unica cosa che un Inglese potrebbe fare al suo posto: ovvero, ci sta massacrando. 
Esagero un po', ovviamente: ma se date un'occhiata alle foto dei suoi tortellini e li paragonate a quelli di una qualsiasi sfoglina, da Bologna a Modena, o se confrontate i suoi peana sul nostro extravergine ("so flavouring, so exciting") con le sobrie ma densissime spiegazioni di uno dei sempre più numerosi assaggiatori di uno dei tanti fiori al nostro occhiello vi renderete conto di quello che intendo dire. 
Mentre noi strizzavamo l'occhio ai surgelati della Parodi e sdilinquivamo sullo sguardo in tralice di Cracco, pronte a riempirci le dispense di scatolette e patatne San Carlo, l'ex ragazzone si infilava nello spazio che gli stavamo offrendo, occupandoselo tutto. Tanto da diventare l'interprete della "vera" cucina italiana, fuori dai nostri confini e da invadere pure le edicole con l'edizione italiana della sua rivista, che tanto è innovativa e divertente, in inglese, quanto delude, da noi. Ma tant'è, nell'intricato dedalo di percorsi che la sua carriera gli proponeva, Jamie ha scelto il più intelligente, il più inesauribile, il più vuoto. E non sarà facile, farglielo abbandonare. 
It's so exciting, isn't it?
A domani, con le ricette di Jamie's Comfort Food alla prova Starbook!

17 commenti:

  1. Grandissima!
    Vi seguirò con enorme curiosità.

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  2. It's really really exciting my darling! :)

    Ho detto così tante volte di amare Jamie Oliver che ormai divento noiosa! La cosa interessante, invece, è che più di me lo ama il mio consorte! :)
    Jamie Oliver oltre a tutto quel po' po' di roba che ha fatto, ha il pregio di aver attirato l'attenzione del mio Maschio Alfa! E' un miracolo! :)

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  3. non vedo l'ora di vedere come questo ex ragazzone resisterà (o soccomberà) al fuoco incrociato delle Starbookers! ;)

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  4. Per il mio compleanno mi hanno appena regalato un libro di Jamie... giusto quello delle ricette in 15 minuti.... Che sia un segno?!?!?!?!
    Per contro mi hanno anche regalato l'ultimo di Cracco.... indovinate un po' quale dei due resterà pressoché intonso.......

    Waiting for Jamie!!!

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  5. ADOROOOOOOOOOOO Jamie Oliver, mi ha divertito così tanto con il suo "Jamie's Great Italian Escape" che ancora adesso ogni tanto mi rivedo qualche puntata su YouTube. Devo ammettere però che finora sono poche le sue ricette che ho provato a fare... bene è arrivato il momento di recuperare il tempo perduto e quindi sono pronta a tuffarmi nel Jamie's Comfort Food con lo stesso entusiasmo di Jamie, quell'entusiasmo che mi trasmette anche solo guardando una sua foto...
    Grande Jamie e brave tutte voi che avete scelto questo libro, buon lavoro a tutte, mie care Starbookers.

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  6. caspita questo mese con Jamie mi divertirò da matti, lo adoro :-)

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  7. Non so perché, ma arrivata alla fine del tuo post mi è venuto da piangere...
    Un abbraccio.

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  8. Un ex ragazzone con delle idee VS un ex ragazza con delle idee... :-)) chi vincerà??

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  9. io adoro quest'uomo!!!! e di ricette sue ne ho provate tante... ma questo libro non lo conoscevo quindi..non vedo l'ora di leggervi!!!!

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  10. insomma, se non avessimo dimenticato come si la sfoglia in casa (ma per fortuna che arriva l'MTC a rinfrescarci la memoria, questo mese...) e come si cuoce uno stracotto, non avremmo bisogno di jamie...
    isn't it?

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  11. Quoto in pieno tutte le osservazioni fatte in questo post! Jamie mi sta comunque molto simpatico e non vedo l'ora di vedervi alle prese con questo libro! =)

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  12. Tra due settimane verrà a trovarmi la mamma. che c'entra? che vedrà la mia libreria e ringrazierà il cielo dello scampato pericolo. Jamie fa già compagnia a Martha, Delia, Lorraine, etc etc... ma c'è sempre spazio per un libro in più! La cosa triste è che di tutti i miei manuali, ce ne fosse uno italiano...

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  13. Una recensione perfetta, e siamo solo all'inizio del mese!
    :-)

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  14. Vi seguiro' sicuramente!!!!

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  15. Ma che bello leggerti, questo è un "fiore all'occhiello"!

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  16. Come sempre rimango "colpita" dalla descrizione dei vari personaggi e questa di Jamie mi piace ancora di più...perché lo adoro, anche se non so se mangerei a casa sua ah ah!!! I suoi piatti sono sempre spettacolari, ricchi e non solo di colori...altro che quelli stellati! Per me i vari Mc già potevano chiudere prima ma adesso che ho i bimbi ancora di più e quindi ben vengano persone come lui che possano dare una svegliata a quelle mamme comode...e che mettono i figli a dieta già a sei anni grrr!!! Seguo con piacere quindi questo mese...i miei piccoli rivedono sempre divertiti la sua versione natalizia, troppo carina!!!! Buona giornata Luisa

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