martedì 28 gennaio 2014

STARBOOKS RETRO'



Devo ancora capire bene come mai è stata assegnata proprio alla sottoscritta la rubrica “vintage” :-) … scherzo! me la sono “presa” al volo questa opportunità fantastica : guardare le riviste di cucina con occhi diversi.
La Cucina Italiana degli anni 60 non era una rivista sola di cucina, anzi!
Su circa 128 pagine queste erano le rubriche più o meno fisse di ogni mese :
i personaggi nella loro casa : attori, cantanti, scrittori fotografati nelle loro case.
la difficile vita matrimoniale: consigli per rendere perfetto il menage
la cucina nella storia : ricette di vari periodi storici
la saggia zia Maria ovvero “le cose indispensabili per la casa” : si parla dell’importanza del frigorifero, della lucidatrice …
cronache della bontà: imparare dalla fatica e dalla sofferenza
Economia domestica: come si organizzano le famiglie : ogni mese foto e intervista di una donna di casa che spiega come fa ad organizzarsi tra marito (in primis!) figli e faccende domestiche …
I consigli di Guglielmina : consigli per gli acquisti
La posta di Caterina : non solo domande di cucina ma di tutto un po’ compreso galateo e letteratura!

Oltre a queste , ospitava anche articoli su :
bar e ristoranti : articoli approfonditi con foto, menu e curiosità e interviste su ristoranti e locali alla moda
Arredamento
Moda
Animali
Maglia/uncinetto
Barzellette

Alle ricette quindi era riservata meno della metà della rivista.
Un giornale quindi da leggere, con calma, da cima a fondo che avrebbe tenuto compagnia alle massaie di allora, per tutto il mese .
Un giornale ricco, moralmente integerrimo e nello stesso tempo “alla moda” nel quale ogni donna amava ritrovarsi.
Una rivista di costume perché anche di questo trattava La Cucina Italiana dei tempi e dispensava consigli e idee per rendere la vita delle donne di allora migliore, sia che si trattasse di lucidatrici , di frigoriferi, di consigli sul bucato, sia di vita matrimoniale.

Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che la mia curiosità femminile è stata letteralmente rapita.
Io in quegli anni c’ero! Certo ero piccina ma mi ricordo bene come vivevano i miei genitori, i miei zii ; ma ero ben lontana da immaginare quale strani “equilibri” mantenessero le coppie inossidabili (all’apparenza), almeno stando a quanto recita la cucina italiana…


Aprirei questo post con un articolo pubblicato nel mese di ottobre 1963 nella rubrica “La difficile vita matrimoniale” dal titolo (favoloso) : I problemi inutili.
Non pensate però a ragionamenti in puro stile zen della serie “l’acqua mi bagna il vento mi asciuga” grazie ai quali la coppia supera insieme le grandi e piccole difficoltà, nossignori, anzi, nossignore il nocciolo della questione si riassume nell’introduzione dell’articolo:

"Spesse volte dei difetti, non veramente gravi, avvelenano la vita in comune e distruggono un matrimonio."

E i difetti sappiate che in quegli anni li avevano, ebbene si, solo le donne : siete avvisati!
Riprendendo l’articolo mi addentro nel merito e scopro che il tema clou è il seguente :
come si deve porre la moglie troppo ordinata e quella troppo disordinata nei confronti del marito?
Noiosa ed esagerata la prima, “sciatta e disgustosa” la seconda : entrambe una delusione!
Come salvare il matrimonio????

Ma andiamo con ordine, iniziamo con le mogli ordinate e “chiacchierone” (altro difetto imperdonabile…):

"vi sono certe mogli che al ritorno del marito da un viaggio, lo ricevono non con l’amore e l’entusiasmo dovuto ma letteralmente investendolo, appena in casa, raccontando cose sciocche e insignificanti che sono successe. Alla fine il marito, scocciato, va a leggere il giornale …

se una moglie è molto precisa non deve scocciare il marito disordinato , ma lasciargli una certa libertà d’azione ."

Nell’articolo si parla di bagni lasciati in disordine, di pavimenti rigati per cui la moglie precisa e petulante non concede tregua al povero marito, al quale non resta che stare fuori casa il più possibile oppure arrivare in casa e sedersi sulla poltrona a leggere il giornale senza parlare.
Questa donna sta dietro a cose “insignificanti” rovinando l’armonia della famiglia.

Nel caso in cui invece fosse la donna quella disordinata non la si perdonava, ma non solo :
"…la donna disordinata è sciatta e quindi poco femminile , finisce con il disgustare.
Il disordine, mentre è un difetto che in genere tutti perdoniamo ad un uomo, diventa molto più spiacevole in una donna."

E come fare a trovare l’armonia di coppia in queste situazioni antipatiche in cui la donna, ordinata o disordinata che fosse, non doveva in alcun modo “disturbare” il marito con lamentele e lagne ?

Semplice !!…Tacendo , sempre,senza rim roverare mai il marito, non solo sopportando, ma accettando e comprendendo e soprattutto

"…senza tentare di cambiarlo…"

perché solo così si può essere felici e godere dell’atmosfera serena e gioiosa in casa!
Una brava moglie doveva accettare il disordine e la mancanza di rispetto perché era normalissimo accettare il caos maschile, ma imperdonabile quello femminile.
Gli unici dialoghi attribuiti alle donne erano quelli relativi ai pettegolezzi del condominio, ai fastidi con la cameriera e, ovviamente, come potevano essere accettati dagli uomini di casa, dai quali dipendeva il benessere della famiglia di cui beneficiava, in primis, la moglie stessa ?
Quindi care le mie signore degli anni duemila sappiate che uno dei segreti per salvare il matrimonio è:
tolleranza .

l’articolo si conclude infatti con questa frase:
"… e cos’è la tolleranza se non un modo per voler bene?"

Devo ammettere che, a parte l’assoluta disparità tra uomo e donna di quegli anni, la tolleranza è un buon consiglio per un rapporto a due, purché sia scambievole e non univoco come nei favolosi ’60.
Alle povere mogli degli anni sessanta non restava che dedicarsi alla casa, al marito, ai figli senza ribellarsi. Dove trovare conforto e comprensione allora?
Cucinando, diventando ottime cuoche e amministratrici casalinghe meglio di un commercialista, psicologhe e…
E’ davvero irrefrenabile la voglia di scrivervi subito tutte le “chicche” trovate su queste storiche riviste, le dovrò centellinare mese per mese e vi parlerò di economia domestica, dei personaggi famosi ritratti nelle loro case, di buona educazione, di posta delle lettrici e di risposte impensabili ai giorni nostri , di vite casalinghe di donne qualunque intervistate e fotografate nella loro quotidianità e anche di moda, arredamento, arte, pubblicità…

24 commenti:

  1. Un tuffo nel "come eravamo" che, se da un lato è esilarante, dall'altro lascia l'amaro in bocca per l'ipocrisia sottesa a tali affermazioni.
    Non stupisce che proprio intorno alla metà di quegli anni ci sia stata una ribellione generale: da Brigitte Bardot che ha abolito il reggiseno alle rivoluzioni studentesche del '68, che hanno fatto tantissimi danni (vedi l'appiattimento verso il basso del livello di istruzione "grazie" al 6 politico), ma che hanno anche rivoluzionato radicalmente il costume.
    L'unica cosa che personalmente mi domando è se oggi, con la libertà assoluta di fare ciò che meglio si crede, non siamo caduti nell'eccesso opposto.
    Un grande post Roby, grazie. :-)

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    1. ma possiamo davvero ciò che meglio si crede? Allora si doveva garantire molto di più la "facciata" ora no , ma non è detto che, in fondo, le situazioni erano simili a quelle dei nostri giorni. In questi articoli la "tenerezza" è il modo in cui vengono trattati gli argomenti e la conferma , in ogni riga, che la donna doveva somunque sottostare all'uomo di casa (marito ma anche padre...) insomma sono "pezzi di vita" di cui è bello parlare e confrontarsi scoprendo abitudini che avevamo dimenticato...un abbraccio cara mapi!

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  2. Roby, che post magnifico!!!!
    Per certi versi ci ricorda quanto abbiamo guadagnato in questi anni, per altri mi rendo conto che molte donne vivono ancora così....la cosa che mi fa strano è che, ai nostri giorni, ci sono bravi uomini di casa molto assimilabili alle descrizioni di cui sopra!!! Un quasi cambio dei ruoli che...però...posso dirlo? Mica mi piace proprio così tanto! Femministe non prendetemi a sassate! :-P
    E' solo che tanto amo la crescente indipendenza che stiamo conquistando, tanto amo essere "femmina" e poter dire "Maschio Alfa, quel peso alzalo tu...è una cosa da uomini!"....
    E poi eccola lì in fondo al'articolo la chiave di tutto: tolleranza. Reciproca ovviamente!
    Io e il mio compagno stiamo insieme da una vita (dove una vita sta per "più di 10 anni") e quando gli amici ci chiedono come facciamo la risposta è quella: tolleranza e comprensione, sopportare i "bassi" ed esaltarsi con gli "alti", ecco tutto :)

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    1. cara fede far alzare i pesi al maschio alfa è doveroso!!! femminismo a prescindere! :-) anch'io sono convinta che i ruoli debbano essere ben definiti e gestiti in modo armonico e intelligente. tolleranza e compresione gli ingredienti fondamentali per una sana vita di coppia : e diciamo poco!!! noi donne oggi siamo più indipendenti e "appagate" ma forse ...non era meglio fare la brava mogliettina riusciendo comunque a trovare i propri spazi senza accollarci ...il peso del mondo , come siamo solite fare oggi???mah?...e qui si aprirebbe un dibattito infinito :-) un grande abbraccio cara

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  3. Diciamo che sarebbe attuale dove vivo al momento :D che poi insomma, pure dalle nostre italiche parti strada ce n'è da fare...e da entrambi i lati, eh ;)
    Stupenda Roby, come sempre.

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    1. esatto ! questi articoli mi hanno fatto riflettere : sono davvero cambiate così tanto poi le cose ??? mah? forse meno di quanto si pensa! come donne, noi ci siamo di sicuro accollate più "grane" in nome dell'indipendenza e della libertà...sarà per questo che sulle riviste di cucina dei nostri giorni si parla solo di ricette ??? ;-) meglio insegnare a cucinare un sano arrosto come si deve invece che disquisire sugli equilibri matrimoniali ... e poi ...dove trovare il tempo per leggere tutte queste cose??? :-) baci grandi cara

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  4. mia suocera ha sempre cura di lasciarmi sul comodino, dal mio lato del letto, un florilegio di questi vecchi numeri di Cucina Italiana.... ora capisco il perché :-)
    Scherzi a parte, gli spunti per una discussione sono moltissimi e ti dirò che, invecchiando, qualche lieve rimpianto ce l'ho pure io: alla fin fine, la carriera l'ho fatta, ma ho lasciato sul campo morti e feriti, dal punto di vista delle rinunce e qualche volta mi chiedo se non mi sarei goduta di più la vita, a tutto tondo, se mi fossi potuta permettere di fare solo la casalinga. Perchè, diciamocelo, non è che il lavorare fuori casa ci abbia manlevato in questi anni delle tradizionali incombenze domestiche. E al mio disordine giova molto di più una mattinata di ferie, in cui posso finalmente dedicarmi a sistemare i cassetti, piuttosto che una giornata in ufficio, ad accumular tensioni e nervosismo. Che poi riversi sul marito, appena rientra in una casa che ha perso i connotati, dal disordine che c'è.
    La pianto qui, che sennò finisce che mi licenzio :-)

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    1. sottile tattica quella di tua suocera!! :-) dici esattamente quello che ho scritto nei commenti precedenti. E' davvero meglio aver ottenuto indipendenza e libertà (leggi : grane in più) piuttosto che fare la brava mogliettina dedita alla casa al marito e ai figli ma con una vita più "leggera" sotto un certo aspetto ? leggera perchè ,rispetto alla nostra, non aveva gli oneri e i pensieri di lavori stressanti e totalizzanti, corse infinite per fare miliardi di cose, ore nel traffico...adesso a noi rimangono le riviste di cucina piene solo di belle foto e ricette (più foto che ricette) perchè non avremmo comunque il tempo di goderci appieno una rivista come quelle di allora che andavano lette come un libro! Nessuno che ci insegna più il galateo domestico per la perfetta vita a due...forse forse abbiamo davvero perso qualcosa ! :-) un abbraccio cara ale

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  5. ah ah ah.... la lucidatrice essenziale! partendo da questo presupposto anche tutto il resto è davvero tanto retrò... se avessero saputo che in un lontano futuro mio marito mi avrebbe fatto i piatti o riempito la lavastoviglie (oltre a comprarmela eh!) io sarei passata per la peggiore delle persone sulla faccia della Terra. Ma questi uomini sono sempre esistiti (mio nonno aiutava in casa) e tuttora è un fatto di arretratezza... perchè c'è ancora qualcuno che non fa nulla, diciamocelo! :) però belle queste riviste.. io conservo ancora dei ricettari di mia nonna... appena torno in Italia devo risfoderarli!

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    1. verissimo cara serena . tante considerazioni che si leggono sono luoghi comuni! anche negli anni 60 di certo esistevano i mariti che aiutavano in casa (pochini però, credo) e siamo forse cambiate nei confronti degli elettrodomestici? :-) allora si impazziva per la lucidatrice ...bè io quando ho avuto il folletto mi ero sentita una donna realizzata !!! Davvero simpatico ed illuminante sfogliare queste riviste : rimane un pò di nostalgia per quei tempi "semplici" oltre al dubbio di capire se davvero ora viviamo in un mondo migliore! un abbraccio cara

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  6. Ma avevano perfettamente ragione!
    Tu donna, essere inferiore, hai trovato uno straccio di marito che ti mantiene e dovresti far gesù con cento mani e invece ti permetti di criticarlo se lascia i calzini sudici per casa? Ma si sa che il disordine maschile è simpatico mentre quello femminile è riprovevole!
    A leggere queste cose mi vengon veramente le bolle...

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    1. non ti nascondo che anche a me da fastidio leggere certe cose ! ma, credimi, ci sono altri articoli che sono ben di peggio! e io che in quegli anni c'ero ed ero bambinetta ,non ho mai "recepito" questa differenza tra uomo e donna : era così e basta! La donna era davvero la "regina" del focolare e al servizio della famiglia all'uomo spettava sicuramente un ruolo di privilegio che lo rendeva splendido splendente e la moglie...brillava di luce riflessa! sarà poi tanto diverso da alcune situazioni di oggi??? :-) un abbraccio

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    2. Anch'io ero bambina in quegli anni, ma sarà perché mia madre ha sempre lavorato a tempo pieno (il che era abbastanza una rarità) non ho mai avuto la sensazione che quella descritta nell'articolo fosse la norma.

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  7. Grande Robi! una rubrica che seguirò con molto piacere ed interesse. Anche se i tempi sono molto cambiati, certe "perle di saggezza" sono quanto mai attuali. Come quella sulla tolleranza per garantire un matrimonio lungo e felice. Proprio in questo periodo sto molto riflettendo sulla tolleranza perchè vedo che è proprio l'elemento che più manca al giorno d'oggi, non solo fra marito e moglie, ma in generale nella società. E talvolta manca anche da parte mia in casa, perchè diciamolo: dopo aver lavorato 8 ore in ufficio, fatto la spesa, pulito casa, cucinato la cena vedere arrivare il marito che zuppo di pioggia ti cammina con gli scarponi per casa la parola tolleranza non la trovo proprio nel dizionario!!!!!!!!!

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    1. cara francy "tolleranza" ha un senso se è seguita dalla parola "rispetto" : allora si che si può ragionare! non è così facile armonizzare quello che abbiamo intorno anche se lo sappiamo fare benissimo! forse perchè lo abbiamo anche un pò imparato dalle nostre mamme che , chissà quante volte, han fatto buon viso a cattivo gioco, "tollerando" anche più del dovuto!! io credo che la nostra società sia invece fin troppo tollerante ( e non mi addentro in discorsi politico sociali altriemnti è la fine...) e troppo poco "rispettosa" forse per questo è quasi un diritto...ogni tanto perdere la pazienza !!! grazie francy, un abbraccio

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  8. Scioccante tutto quello che hai scritto nel post?
    No cara Robi, hai scritto tanta verità, che tu l'abbia presa da riviste vintage forse questa è la chicca drammatica, aggiungerei.
    Ti confido che questo atteggiamento MASCHILISTA adottato non solo dagli uomini ma anche dalle donne di quegli anni, ci ha condotto a tante disgrazie da cui non ci siamo riprese e temo che per molti versi sarà difficile venirne fuori bene.
    Quello che resta è lo sconcerto, si parla di tolleranza tra persone di colore, religione, estrazione sociale etc... si fanno interrogazioni parlamentari, progetti di legge per punire chi sgarra eppure tutto parte da una coppia, tutto parte dalla tolleranza della persona come spirito anima al di là del corpo nel quale vive.
    Scusa... mi sono fatta prendere.
    Ma certe cose uhhhhhh che nervi a sentirle!
    Baci
    Laura

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    1. Facile lasciarsi prendere !!! Sappi ,come ho scritto sopra, che ci sono " chicche" ancor più assurde!!! Le alchimie del rapporto di coppia non sono mai state facili e i problemi sono, alla fine, sempre i soliti. Tieni conto che chi acquistava queste riviste allora era la media ,alta borghesia quindi si parla di ceti abbienti dove l' apparenza doveva essere salvata a qualunque costo...ora forse un po' meno ma non abbiamo di certo superato gli antichi retaggi, nonostante ci siam messe gonne a fiori e orrendi zoccoli ai piedi per sfilare nei cortei!!!:-) ...dovremmo aprire un dibattito su questi argomenti che spesso dimentichiamo.l.un caro abbraccio

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  9. Beh, sicuramente sono assai d'accordo con la tua affermazione finale, che la tolleranza sia un ottimo consiglio per una coppia, ma che sia reciproca!
    Mi piace molto questa rubrica vintage e questo tuffo in un passato che non ho conosciuto in prima persona.

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    1. in qualità di donna, ehm, più "matura" del gruppo ho avuto questo onore :-) raccontare di un periodo che ho vissuto anch'io...potrebbe servire come riflessione anche a chi , come te giovanissima, non c'eri ancora ! sono contenta di sia piaciuta questa nuova idea! un abbraccio

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  10. Cara Roby, se avessi vissuto in quegli anni, sarei stata sicuramente una ribelle... Anche se sono d'accordo sul fattore tolleranza, che ormai scarseggia, anche nella vita di tutti i giorni!
    Un abbraccio grande

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    1. lo dico anch'io!!! ma chissà se sarebbe poi stato i davvero così!!! tolleranza è una parola importante ...solo per pochi, purtroppo! una abbraccio a presto!

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  11. pensa che mio padre neanche spingeva la carrozzina quando ero piccola... se ne sarebbe vergognato troppo! e lui di certo non è un maschilista, anzi...
    per certi versi erano proprio "altri tempi" ed è innegabile che tanti passi avanti sono stati fatti, ma per arrivare alla vera parità ci vorrà ancora qualche anno luce!!!
    grande post, cara robi, che ho letto tutto d'un fiato :)

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    1. verissimo cri!!! gli uomini si vergognavano a spingere i passeggini!!! ma anche dopo gli anni sessanta!!! :-) la cosa che mi "disturba" di più nel leggere questi articoli è la palese non considerazione delle donne anche da parte di altre donne! la donna che voleva emanciparsi era vista male soprattutto dalle altre donne invece che essere a suo favore...mah? ...per i prossimi post ne vedremo ancora delle belle ;-) ...un abbraccio

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  12. Fa quasi tenerezza. E' assolutamente bello leggere i commenti delle amiche e le diverse reazioni. Non era poi così lontano quel tempo, io me lo ricordo perché mia mamma è sempre stata una casalinga e mio padre piuttosto "padre padrone" per cui la regola era quella illustrata dal tuo articolo. Sono cresciuta in una casa dove dietro la porta di ingresso mi aspettavano le pattine, e questo fino agli anni 80 inoltrati, dove la mamma cresceva la prole e due figlie femmine erano " le tue figlie", detto da bocca paterna ogni qualvolta c'era una rogna in famiglia a causa nostra. Dove anche solo l'ipotesi che mamma andasse a lavorare era un'eresia bella e buona, per non dire prendere la patente. Quindi non lo trovo strano, neanche tanto lontano. Peccato che però l'evoluzione dei tempi non abbia prodotto tutte quelle emancipazioni che dopo tante lotte ci saremmo aspettate. Adesso, quando una donna non risponde agli ordini, si fa fuori senza tante storie. Te l'ho detto, questa rubrica è stupenda e quegli articoli mi riempiono il cuore di tenerezza.
    Un forte abbraccio Roberta.

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