mercoledì 6 novembre 2013

BISCOTTI GARIBALDI


Questa è la prima ricetta che vi proporrò da questo libro. Ve lo dico subito, questi biscotti sono stati una rivelazione, o meglio una madeleine, anche se non sono madeleines.

Già me lo aspettavo, quando li ho visti in foto, ma quando me li sono messi in bocca, è stato un tuffo nel passato. Non credo di averli mai assaggiati prima, ma hanno un sapore d'altri tempi, che ti sembra di conoscere da sempre.
La consistenza è davvero leggera, a causa della sottigliezza della formatura e dall'impasto che è sì una brisé, ma in realtà è quasi una sfoglia, perché  rigirando l'impasto su se stesso diventa davvero friabile e appunto quasi sfogliato.
Si sciolgono in bocca, e a dispetto della poca quantità di zucchero sono squisiti, una vera delizia da pasticceria.
Dato che sono di una semplicità disarmante (caratteristica comune a molte delle delizie che ci propone in questo libro Delia Smith) vi consiglio caldamente di farli, ne rimarrete conquistati.
Io li ho fatti sabato, e domenica ero già alle prese con un'altra infornata.

Mi sono ovviamente subito incuriosita del fatto che fossero intitolati all'eroe dei due mondi, e ho cercato informazioni.
Pare che nel 1854 Garibaldi abbia visitato la cittadina di Tynemouth nel nord-est dell'Inghilterra ricevendo un'accoglienza molto calorosa.
In suo onore un certo John Carr, di una storica famiglia scozzese di produttori di biscotti, inventò queste delizie che, commercializzate a partire dal 1861 dall'azienda Peak Freans, ebbero subito un grande successo in tutto il paese e anche negli Stati Uniti.

In breve i Garibaldi biscuits sono diventati un classico della pasticceria inglese, al punto tale che esiste tutta un'aneddotica al riguardo, e vengono citati in molte sit-com e piece teatrali.

Un'ultima curiosità? Pare che i Garibaldi biscuits versione originale si possano trovare anche nella mia città, Firenze, in uno dei negozi storici più noti, l'Old England Store, un paradiso di coloniali, kilt, giacconi da marinaio, stoffe Liberty, in perfetto stile british, a partire dall'arredamento, rimasto inalterato dal 1924 (anno della sua fondazione) e quell'aroma inconfondibile che, appena varcata la soglia, sembra trasportarti direttamente a Londra.


GARIBALDI BISCUITS
Da: Delia Smith – Delia’s Cakes – Hodder & Stoughton

Per 24 pezzi

110 g di farina auto-lievitante (io 40 g di farina di riso (¶), 40 g di maizena (¶), 20 g di fecola di patate (¶), 10 g di fumetto di mais (¶) +  5 g di sostituto del glutine + 3 g di lievito per dolci (¶))
25 g di burro ammorbidito
25 g zucchero di canna fine
2 cucchiai di latte (io 4)
50 g di uvetta
1 bianco d'uovo leggermente sbattuto
1 pizzico di sale
zucchero semolato q.b.

Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o riportare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE.
Preriscaldare il forno in modalità statica a 200 °C.
Foderare la teglia con carta forno.

Mettere le farine, il sale e il burro in una ciotola e mescolare con la punta delle dita fino ad ottenere un briciolame fine. Aggiungere lo zucchero di canna, e quindi abbastanza latte da ottenere un impasto sodo che lasci pulita la ciotola. 
Trasferire l'impasto sulla spianatoia leggermente infarinata e stendere con il mattarello ottenendo un rettangolo 20 cm X 30 cm.
Spargere sopra metà del rettangolo l'uvetta, ricoprire con l'altra metà di impasto e ristendere con il mattarello ad ottenere nuovamente un rettangolo 20 cm X 30 cm.
Rifilare i bordi ottenendo un rettangolo 18 cm X 28 cm, quindi ritagliare piccoli rettangoli 3 cm X 7 cm.
Metterli nella teglia da forno, spennellarli con un po' di chiara d'uovo e spolverizzare con lo zucchero semolato.
Cuocere nel forno preriscaldato a 200° C a metà altezza per 12-15 minuti.

MIE NOTE
Le mie osservazioni hanno tutte a che fare con le modifiche che ho dovuto apportare alla ricetta per renderla senza glutine: 
  • ho utilizzato un mix di farine naturali ma trattandosi di fatto di una brisé senza uova, quindi molto delicata, ho aggiunto un sostituto del glutine, in pratica un preparato che contiene alcuni addittivi che hanno lo scopo di tenere insieme le nostre farinacce. La cosa migliore sarebbe usare lo xanthano, ma io non l'avevo a disposizione e mi sono adattata così. 
  • le farine senza glutine assorbono più liquidi di quelle glutinose, quindi invece dei due cucchiai di latte previsti nella ricetta ne ho dovuti aggiungere quattro, ma è perfettamente normale
  • l'impasto è molto fine e delicato, io non ho osato stenderlo così sottile come richiedeva la ricetta, perché mi ero già accorta che il rischio sbriciolamento era piuttosto elevato, quindi alla fine ho tenuto la sfoglia un po' più altina, ottenendo 16 biscotti invece dei 24 previsti (credo di averli fatti anche un po' più grandi, non ho preso le misure con il righello!)
Come se non si fosse capito, questa ricetta è per me assolutamente fuor di ogni dubbio

PROMOSSA!!! 

57 commenti:

  1. Questi biscotti devono essere deliziosi.. perfetti per un'amante dell'uvetta come me :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sono davvero molto buoni, e lievi lievi, si sciolgono in bocca

      Elimina
  2. Mi ha colpito particolarmente il tuo commento per cui pur non avendoli mai assaggiati "ti sembra di conoscerli da sempre".
    Non vedo l'ora di sperimentarli anche io :)

    RispondiElimina
  3. Mi fido ciecamente del tuo giudizio e quindi li metto in lista come biscotti da fare. In effetti sembra che sia piuttosto semplice la preparazione e tu brava per aver dovuto come sempre trovare un adattamento senza glutine.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. fidarsi ciecamente del mio giudizio in genere è un errore, faccio un sacco di arrosti... e non solo di carne ;-)
      ma questi biscottini nella loro semplicità meritano, meritano eccome!

      Elimina
  4. Ciao, se non ho la farina autolievitante quanto lievito chimico devo mettere per quella quantita' di farina? Grazie per la risposta elisabetta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. la percentuale è circa il 3% di lievito sulla farina, non in questa ricetta in particolare, ma in tutte. quindi per 100 g di farina si usano 3 g di lievito.

      Elimina
    2. Grazie anche per la dritta :-) eli

      Elimina
  5. Sono una fan di tutto ciò che è British ma questi biscotti proprio non li conoscevo...davvero sembrano semplici e gustosissimi, da provare al più presto!
    E l'Old England Store...che meraviglia! Il luogo ideale per rifugiarsi in piena crisi di astinenza da Inghilterra...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. anch'io li ignoravo, ma come ho scritto non è del tutto vero: una volta assaggiati torna la memoria ancestrale di questi sapori, e soprattutto di queste consistenze.
      l'old england è davvero un posto magico, indimenticabile: tutte le volte che passo di lì tremo sempre all'idea che possa chiudere, in questi anni in centro a firenze è stata una strage di negozi storici :-(

      Elimina
  6. Ma dico io, si può non innamorarsi di questi biscotti? Al solo pensiero di addentarli mi viene un'acquolina....mmmhhhh!!! ^.^

    RispondiElimina
    Risposte
    1. no, non si può, sono la prima cosa che mi ha sedotto nel libro di delia e non ha tradito le aspettative. neanche le altre che ho fatto, a dire il vero, e che vi proporrò nei prossimi giorni.
      e nemmeno quelle che finora hanno fatto le altre redoners ;-)

      Elimina
  7. sono davvero semplici!! hai ragione! e hanno una resa da pasticceria blasonata! me li vedo perfetti per l'ora del tè...very english style!! bravissima gaia!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. semplicissimi, praticamente li pensi e li hai già fatti (unico problema, per una con la mia scarsa manualità, tenere insieme questo foglio sottilissimo con dentro le uvette, che senza glutine diventa particolarmente sbricioloso prima di cuocere)

      Elimina
  8. Da provare subito!!!!
    Grande Gari, qui da noi a Chiavari è un amico di lunga data!! ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. però non ti vorrei deludere, pare che lui non li abbia mai assaggiati...
      certo possiamo mangiarli in suo onore! ;-)

      Elimina
  9. Il tocco storico, come sempre , mi piace da pazzi, QUASI quanto questa meraviglia di biscotti!!! Grande Gaia!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. lo so che apprezzi il genere!
      i biscotti penso che ti potrebbero piacere...

      Elimina
  10. desidero provarli anch'io! grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. purtroppo sono strafiniti, ma dai, la ricetta è così facile che fai prima a farteli...

      Elimina
  11. non credo aspetterò più di qualche ora prima di farli... solo una precisazione.. l'uvetta l'hai utilizzata "nature" o l'hai fatta ammollare prima ? credo approfitterò anche della tua versione gluten free per fare una coccola alla mia amica sglutinata!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. no no nessun ammollamento. anzi, se resta un po' scricchiolina meglio, si adegua alla friabilità dell'insieme!
      se non sei esperta di farine gluten free e non vuoi impazzire, puoi anche usare un preparato per dolci pronto

      Elimina
    2. ehehe, troppo tardi... l'avevo detto che non sarei riuscita ad aspettare! nel dubbio ho lavato l'uvetta e l'ho lasciata in ammollo giusto qualche minuto, dopodichè l'ho asciugata per bene ed ho proceduto come da ricetta.. armata di righello ho ottenuto 24 biscotti molto più piccoli dei tuoi, sono proprio buoni.. riproverò senza far ammollare l'uvetta per confrontare il risultato..

      p.s. negli ultimi anni ho imparato a domarle le farine gf... sono armata pure di xantano!! cosa non si fa per amore delle amiche!!

      Elimina
    3. mi fa stra-piacere che tu li abbia fatti, bravissima a farli più piccoli, è così che dovrebbero venire, la prossima volta li faccio più piccoli anch'io

      e grazie della fiducia!!!!

      Elimina
  12. uhhh buonissimi!!!!! me li segno e li proverò ^_^

    RispondiElimina
  13. Mi basta la frase "questi biscotti sono stati una rivelazione, o meglio una madeleine" per farmi capire che DEVO preparare questi biscotti.
    La preparazione è davvero semplicissima, ma il sapore deve essere la fine del mondo.
    Grandissima Gaia!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. io quando c'è da fare in fretta divento più furba dell'araba, a volte ;-)

      Elimina
  14. Complimenti devono essere super buoni. Buona giornata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. buona giornata a te!
      si, erano super buoni. da rifare al più presto...

      Elimina
  15. L'anteprima già mi aveva affascinata, dopo il tuo post, i biscotti Garibaldi sono in pole position nelle ricette da provare :) Sempre precisa, attenta e competente, cara Gaia!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. detto da te, che sei così competente davvero, è un complimento doppio ale!
      vero che fanno venire voglia? sono irresistibili!

      Elimina
  16. La tua descrizione di questi biscotti fa venire voglia. Li proverò.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. era proprio la mia intenzione, che vi venisse voglia di farli... ;-)

      Elimina
  17. mmmm...mi piacciono, oh si! me li segno!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. me felice di aver trasmesso il mio entusiasmo!!!

      Elimina
  18. Saranno miei molto presto, ma prima di quanto tu possa dire "falli". Perché erano già strepitosi sulla pagina di quel libro e perché la loro forma così sottile ed elegante me li ha fatti amare al primo sguardo. I tuoi sono degni della migliore pasticceria.
    Grande Gaia, viva Garibaldi! Pat

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E anche Viva l'Italia!
      così abbiamo fatto bingo, và!

      sono davvero buoni, la mia versione è un po' più sbriciolosa di quella di delia.
      ma non è colpa mia. assolutamente no.
      è tutta colpa delle farinacce senza glutine, ovviamente...

      seeeeeeeeeeee!

      Elimina
  19. adoroooooo!!! dritti nella mia to-do-list!

    e la G sulla tazza è una raffinatezza che solo una blogger come te....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. immaginavo che la maga dei biscotti avrebbe apprezzato ;-)

      per la tazza con la G di Garibaldi, non hai idea da quanto tempo la possegga.
      me l'avevano regalata quando stavo ancora a casa dei miei... facevo ancora l'università, non ti dico altro.
      praticamente è un reperto archeologico, altro che blogger!!! se penso che quando me l'hanno regalata, ancora non esisteva internet, mi sento veeeeeeeeeeeeeeeeeecchia!

      Elimina
  20. li ho sentiti, visti ma mai mangiati, mi hai incuriosita, vorrei provarli, grazie e a presto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ma cantavano o parlavano? :-D

      passando dal faceto al serio, li consiglio davvero, hanno un sapore particolare ma non così scontato per dei biscotti, insomma, non sono normali sablé

      Elimina
  21. appena fatti e mangiati in compagnia di una mia amica! buoni e particolari nel sapore. non i soliti biscotti. croccantini al punto giusto con l'uvetta che "scrocchia". davvero buoni!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sono contenta che ti siano piaciuti, sono particolari vero?

      Elimina
    2. molto particolari. non il solito biscotto. pensa che , mio marito non ama molto i dolci, ma questi gli sono piaciuti molto. inoltre, mi ha detto che la prox volta devo fare una dose doppia!! grazie ancora

      Elimina
  22. Mi ricollego a Rosalia- e moltiplico per tre ;-)
    ci credi che non li avevo mai sentiti nominare prima? proprio vro che si impara sempre qualcosa. E la prova pratica serve per imprimerci meglio in testa le nuove conoscenze :-)
    Grazie!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. si è proprio vero. con lo starbooks poi si impara tantissimo!
      grazie ale!

      Elimina
  23. Ma se questi biscotti non durano niente, allora non li faccio, ah ah ah! Buon segno quando una nostra pietanza dura poco e grande soddisfazione per chi l'ha fatta! Un abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. si è proprio vero andrea. vanno fatti in dose doppia, questi 24 piccoli biscottini finiscono prima di aver detto "mio!"

      Elimina
  24. Gaia a vederli in foto sembrano davvero interessanti, poi si chiamano Garibaldi ( confesso che è la prima volta che ne sento parlare!).L'Old England li vende? Allora quando vengo per Natale afirenze voglio ritornare in quel luogo magico......
    Un bacio grande

    RispondiElimina
  25. Ho una ricetta di una torta alla garibaldina, ma è tutta un'altra cosa.
    Ricetta già copiata, sono in fase iperattiva e li proverò, magari riesco a partecipare di nuovo al Redone!
    bellissima realizzazione :D

    RispondiElimina
  26. Vorrei provare la ricetta, anche io gluten free. Ma non trovo uvetta sicura...nel senso che sulla confezione c'è sempre l'odiosa dicitura tracce di glutine, cosa mi consigli? Grazie!!!!

    RispondiElimina