domenica 24 giugno 2018

CORN MUFFINS PER STARBOOKS REDONE DI GIUGNO 2018





 Biagio, nostro affezionato lettore, continua a partecipare: ecco la sua proposta per il Redone di Giugno:



 In principio per me era solo Nigella. Poi arrivò lo Starbooks e scoprii la finezza e l’eleganza di Martha Stewart. Ho comprato quasi tutti i suoi libri. Una guerra tra divinità (quella tra Nigella e Martha). Un giorno di giugno, uno strano mese di giugno parigino, durante una settimana in cui sembra essere ripiombato l’autunno, per superare la depressione meteoropatica, bisogna fare qualcosa! 
Chiamatelo pure “baking addiction”, oppure “comfort food”… fate dei muffins e tutto risplende di nuovo!... (magari!)

CORN MUFFINS
(Da Martha Stewart, A New Way to Bake)

12 muffins

1 cup più 2 cucchiai di farina gialla di mais - (120 grammi più 2 cucchiai)
1 cup di farina 00 (“all purpose”) – (120 grammi)
cup più 1 cucchiaio di zucchero di canna naturale
1 polvere di lievito in polvere
1¼ cucchiaino di sale grosso (coarse salt)*
¼ di cup di olio di semi di cartamo**
4 cucchiai di burro non salato, sciolto (57 grammi)
2 cucchiai di miele
2 uova grandi, leggermente battute
1 cup di latte (250 ml)
1½ cup di uva rossa senza semi, tagliata a metà (opzionale)

Preriscaldare il forno a 190° C. Foderare le 12 cavità di uno stampo da muffin con gli stampini di carta appositi. In una ciotola, mescolare insieme la farina di mais, la farina, i della cup di zucchero, il lievito e il sale. In un’altra ciotola, sbattere insieme olio, burro, miele, uova e latte. Versare la miscela liquida in quella con la farina di mais; poi delicatamente incorporare 1 cup di uva rossa, se lo si desidera, appena per combinare rapidamente. Dividere uniformemente la pastella nelle cavità dei muffin. Completare con la rimanente ½ cup di uva rimanente, se si è scelto di usare l’uva, e cospargere con il restante cucchiaio di zucchero. Cuocere per circa 20 minuti, ossia fino a quando uno stecchino inserito al centro dei muffin esce pulito. Lasciare raffreddare su una gratella. I muffin si conservano in un contenitore ermetico a temperatura ambiente fino a 2 giorni.

Note di Martha Stewart:

La farina di mais è naturalmente saporita e priva di glutine, ma non produrrà la leggerezza che si desidera per i muffin se la si utilizza da sola. L’aggiunta
della farina 00 conferisce a questi muffin rilievo e struttura. L’uva può riservare delle sorprese inaspettate al palato. Se si vuole, mettere al posto dell’uva, dei mirtilli o dei lamponi o addirittura del formaggio cheddar grattugiato, omettendo, in questo caso, lo zucchero da cospargere sopra.

Note personali:
La ricetta è facilissima. Da fare ad occhi chiusi. Il risultato è delizioso. Sa di casa e di rustica semplicità. Non starebbe male stendere un velo di marmellata o di burro una volta aperti i muffin tiepidi. Anzi, io l’ho fatto (con la marmellata di rabarbaro, per la precisione) e devo dire che sono ancora più TOP (come direbbe un mio alunno). Ho sfornato sedici muffin, e non dodici, come previsto dalla ricetta.  

* Io stesso cerco di essere un buon alunno e dallo Starbooks ho imparato che il “coarse salt”, tradotto solitamente come sale grosso, è in realtà è un sale americano, a metà strada tra il sale grosso e il sale fine italiano; è comunque, più fine del nostro sale grosso. In questa ricetta ho usato il sale fine.

** Ho usato l’olio di mais trattandosi di “corn muffins”. Meglio di così…

Rispettando l’idea che l’impasto dei muffin deve essere mescolato pochissimo (un’altra dea del mondo gourmet, Delia Smith, invoca: “appena 15 secondi”), questi muffin rimangono belli morbidi, senza alcuna pesantezza, e si mantengono veramente bene per due-tre giorni. Da me al terzo giorno non arrivano mai, un po’ perché io sono un goloso, un po’ perché ogni tanto divento generoso, e li offro a tutti, anche ai passanti e ai mendicanti.

Il colore giallognolo di questi muffin sembra ricordare il sole che si è dimenticato di uscire in questi giorni. Perciò i “Corn muffins” di Santa Martha Stewart sono terapeutici e taumaturgici. Buon appetito.
La ricetta è PROMOSSA.

Biagio d'Angelo