venerdì 13 aprile 2018

COCONUT HONEY CAKES (COCO AU MIEL)





Appena aperto il libro di Justin Gellatly & Co., mi sono imbattuto con questa ricetta. 
Colpo di fulmine! “Coco au miel”! Che delizia! 
L’idea che il proprio Autore l’abbia scovata in una panetteria di un villaggio francese, durante un viaggio, mi ha oltremodo incoraggiato. D’altronde, stando momentaneamente a Parigi, confesso che uno dei miei sogni ricorrenti è essere un “boulanger” e perdermi in mezzo a pains au chocolat, brioches, sacristains, tartes aux pommes…. 


Ingredienti

 310 g di latte intero
1 cucchiaino e ½ di miele
1 cucchiaino di olio di cocco
buccia grattugiata di 1 arancia
i semi di 1 baccello di vaniglia
250 g di farina di cocco
125 g di zucchero
75 g di farina 00
2 cucchiaini di lievito in polvere
2 uova grandi
1 tuorlo 


Versare il latte con il miele, l’olio di cocco, la buccia d’arancia e i semi di vaniglia in un pentolino e portare il tutto a una leggerissima ebollizione. 
Togliere dal fuoco e mettere subito da parte.
In una terrina mescolare la farina di cocco, lo zucchero, la farina, il lievito e aggiungere, lentamente, il contenuto del pentolino, ormai raffreddato, facendolo incorporare agli ingredienti secchi. Poi sbattere le uova e il tuorlo, uno per volta. Non appena il composto risulta ben amalgamato, coprire e mettere in frigo per una notte.
 Il giorno dopo, preriscaldare il forno a 220° C. 
Versare in formine da cupcakes-muffins delle cucchiaiate da circa 40 grammi del composto e infornare per 15 minuti rivestendo la parte bassa della teglia con cartoncino affinché la parte inferiore non si bruci. 
Aspettare pazientemente che si raffreddino e gustare. 


NOTE PERSONALI

1.     La ricetta è semplice e squisita. Se ne mangerebbe una quantità industriale. Per evitare l’ingrassamento immediato, ho fatto un tè/caffè/tisana pomeridiana con amici che hanno spazzolato (se mi è lecito questo termine) quel ben di Dio al cocco e al miele. 

2.     Spiegata nei minimi dettagli, il passaggio al frigo durante tutta la notte rende l’impasto una pastella morbida e leggermente aerata, quasi semi-lievitata. È come una specie di magia quando si scopre la terrina la mattina seguente. 

3.     Ho utilizzato la carta stagnola per evitare bruciature non necessarie, come consiglia Gellatly. Nella ricetta, però, si parla di rivestire la teglia con un cartoncino. Con la carta stagnola non ho avuto nessunissimo problema. La parte superiore è bella, dorata e un po’ caramellata. Una goduria agli occhi e al palato.

La ricetta è assolutamente PROMOSSA 
e sarà presto rifatta per la gioia di grandi e piccini…
Biagio D'Angelo