lunedì 8 gennaio 2018

LO STARBOOK DEL MESE DI GENNAIO E'....


C'era una volta un ragazzino dislessico, con poca voglia di studiare, per nulla tagliato per stare sui libri. Abitava a Clavering, un villaggio come tanti nell'Essex, con le villette a schiera, la chiesa con il cimitero intorno ed il pub, subito all'ingresso del paese, punto di ritrovo di adulti, alla sera, e di adolescenti brufolosi di giorno. La differenza era che a Jamie (questo era il nome del ragazzino) toccava stare dall'altra parte del bancone, visto che il pub era dei suoi genitori e la consumazione veniva pagata coi soldi che ci si guadagnava a spillare birre e a friggere patatine. Ma, a quanto pareva, al ragazzino non dispiaceva stare in cucina ed anzi, da li a diplomarsi alla scuola alberghiera il passo fu breve. Un po' più lungo fu quello che lo portò a lavorare (come  pasticcere: lo avreste mai detto?) nelle cucine di Antonio Carluccio, in Neil Street, dove conobbe il suo mentore, Gennaro Contaldo. E leggermente più lungo ancora fu il passo che lo condusse al River Cafè a Fulham, a ricoprire il posto di Sous Chef, alla fine degli anni Novanta. Ma, per quanta strada facesse questo giovinotto, questa era poca cosa, in confronto a quello che lo aspettava, dietro l'angolo. 

Gli anni Novanta, per la TV britannica, furono benedetti da un universo di buone stelle. La più fulgida,la più geniale e la più feconda fu quella che illuminò i programmi di cucina che furono i protagonisti di una rivoluzione destinata a propagarsi e a contagiare tutto il mondo. Nel 1990 nacque Masterchef, nel 1993, Eat your Greens, nel 1996 Two Fat Ladies e tutto grazie alla mente acuta e sensibile  di Patricia Llewellyn, una produttrice televisiva che un giorno, guardando la registrazione di un programma sul River Cafè, rimase folgorata da una veloce comparsa del giovane Jamie e decise a tutti i costi di farne il nuovo volto della nuova gastronomia britannica. 
Per convincere i vertici della BBC ci vollero 5 mesi di trattative: nulla, in confronto alle preghiere e ai riti scaramantici che immaginiamo ci siano stati ad ogni puntata di The Naked Chef, il primo programma televisivo con Jamie Oliver che oggi ha il sapore di uno show di culto ma che ai tempi stentò a decollare. Troppo innovativo, troppo diretto, troppo "nudo", per un'Inghilterra che si stava appena riavvicinando alle materie prime e che avrebbe preferito messaggi più cauti e più soft. 
Ma la carta vincente aveva il viso e i modi di Jamie Oliver, l'unico capace di conquistare sia le donne che gli uomini: alle prime riaccendeva il senso materno, i secondi lo vedevano come un compagno di giochi o di oneste bevute al bancone di quel pub da cui sembrava non essersi mai allontanato, con le camicie scozzesi fuori dai jeans, la spesa nelle buste di plastica, l'appartamento minuscolo pieno di amici che, al pari di lui, condividevano questa nuova esperienza col cibo, punto di incontro fra una convivialità informale e gioiosa e una cucina che ricercava sapori genuini, attraverso ricette semplici e veloci. 

Il resto, è la storia di una holding sempre più produttiva (il fatturato del 2017 era di circa 260 milioni di euro), che in passato ha potuto contare anche sulla spinta di potenti collaborazioni con il gvoerno britannico, vista la svolta educativa e benefica di alcuni dei suoi progetti. Ambasciatore della cucina italiana nel mondo (qui, fatemi fare un minuto di silenzio, visto che vivo praticamente a un passo da Jamie Italian e non c'è giorno in cui non mi venga da piangere sulla stupidità italica), simbolo di una cucina consapevole, centrata sul fatto in casa e sul "consumato" in casa, Jamie Oliver sforna un libro l'anno, senza mai sbagliare un colpo. L'ultimo nato è 5 Ingredients, tutto fuorchè una novità stando all'ispirazione: i contenuti, però, sono tutti da vedere, come ben sanno le Starbookers che vi aspettano in questo ottavo anno di vita, con i fornelli accesi, il libro del mese aperto e i 5 ingredienti allineati di fronte a loro, pronte a mettere alla prova anche questo mostro sacro (per altro, un carissimo amico dello Starbooks). Ma si sa che qui sopra non si fan sconti a nessuno e da domani lo vedremo, tutti insieme, appassionatamente. 
Buon anno a tutti e... si ricomincia!

15 commenti:

  1. Grazie Alessandra :D mi è piaciuto così tanto che l'ho letto per ben 2 volte. Ora mettiamo Jamie alla prova ;)

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  2. Voglio i 5 ingredienti qui, sul tavolo...subito! 😉 ;)

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  3. "...simbolo di una cucina consapevole, centrata sul fatto in casa e sul "consumato" in casa". E' esattamente quello che amo della cucina, e la possibilità di realizzare ricette gustose con pochi ingredienti e pochi passaggi è quello che mi intriga di più.
    Ci rivediamo alla prova fornelli! ;-)

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  4. io per ora ho provato solo alcuni contorni che sono risultati ottimi. In particolare i piselli e fave con menta e peperoncino che hanno conquistato anche chi non ama i legumi

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    1. oh, bene! speriamo di cnfermare questa prima impressione, allora!

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  5. Era un po' che non lo si vedeva su questi schermi. Vi leggerò attentamente allora... bella intro!

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    1. non so più cosa scrivere :) vado a pescare le notizie più strane, ormai :)

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  6. Quel viso da eterno ragazzino di Jamie, che credo manterrà ancora a lungo, mi ha sempre ispirato simpatia :) E il suo approccio alla cucina, semplice e diretto, mi piace da matti! Vedremo se il libro di Gennaio confermerà l’impressione iniziale, che è stata ottima :)))

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  7. Buongiorno a tutti e complimenti per il Sito !! Vorrei partecipare al Redone del mese, ma non lo trovo !

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  8. Buongiorno a tutti e complimenti per il blog !
    Vorrei partecipare al Rendone del mese, ma non trovo il relativo post di gennaio ?!?

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    1. Hai ragione, scusa: complici le feste, ci siamo dimenticate di pubblicare il post di lancio di gennaio! :-o
      Ho appena rimediato, il link è questo.
      Grazie e scusaci! <3

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  9. Ma figurati ! 😉...grazie a voi per questa bellissima iniziativa👏🏻👏🏻. A presto🤗

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