mercoledì 17 settembre 2014

WAFFLES DI PATATE



Ho sempre avuto timore a preparare gli waffles. 
Ne vado pazza, al punto da imporre al futuro marito il viaggio di nozze in Belgio, tirando fuori la scusa delle birre, delle abbazie, della bellezza delle Fiandre e altri argomenti più persuasivi: ma la realtà era un'altra, come ha immediatamente realizzato il futuro sposo, appena messo piede in terra fiamminga.
Di prepararle a casa, però, neanche a parlarne: ero arrivata ai punti di NON comprare la cialdiera e quando alla fine mi è stata regalata, l'ho tenuta tre anni in macchina, limitandomi a cambiarle posto ogni tot, dal bagagliaio al sedile posteriore a quello del passeggero- senza aver mai il coraggio di portarla in cucina. 
Poi, è arrivato Glynn Purnell. 
Ed è stato amore a prima vista. 
E allora, tanto valeva dargli una prova, come si conviene in questi casi e attaccare proprio dalla ricetta più temibile, per me, di tutto il libro. 
D'altronde, i waffles son sinonimo di viaggio di nozze, in casa mia. 
E anche questa volta, l'atmosfera era la stessa. 
E ne è bastato solo un morso...

WAFFLES

"Questo è il 'vostro' libro, che io ho scritto per voi", assicura Purnell, presentando questa ricetta, "per cui, fate di questi Waffles l'uso che preferite, da un grandioso spizzico al posto del pane alla base di un pudding, con frutta e panna". E non fatevi demoralizzare, se non possedete l'apposita cialdiera: anche una padella comune per friggere può andar bene. Vi risparmio la citazione di Shrek, mentre meritano gli altri possibili utilizzi, come complemento delle uova col bacon o di uno stufato di carne, vista la loro delicata spugnosità, che li rende perfetti per raccogliere sughetti e golosità affini. Noi abbiamo scelto una versione classico-goduriosa, annegandoli nello sciroppo d'acero per colazione: ma li avremmo anche graditi nel cestino del pane a pranzo e come crostini per la zuppa la cena. Se solo non fossero finiti in un fiat....

Di seguito, la ricetta originale e sotto le mie annotazioni
In corsivo, i termini su cui non concordo completamente- e alla fine vi spiego perchè.

Per 20 pezzi
265 g di patate, sbucciate e ridotte in cubetti
200 g di farina 0
1 cucchiaio di lievito istantaneo
1/2 cucchiaino di sale
225 ml di latte intero
25 g di zucchero di canna (soft light brown sugar*)
60 g di burro fuso
6 albumi, grandi
grasso per ungere (lui usa quello semi professionale, nella bottiglietta)

1. cuocete le patate in una casseruola piena d'acqua a bollore leggero, per 20-25 minuti o fino a quando risultano tenere, se punzecchiate con la forchetta. Scolatele e schiacciatele con una forchetta, in modo che abbiano una cobsistenza un po' granulosa. Mettete da parte. 
2. in una terrina capiente, mischiate farina, sale e lievito.
3. in un'altra terrina, mescolate bene le patate con il latte, il burro fuso e lo zucchero; aggiungete la farina e mescolate vigorosamente, per amalgamare bene gli ingredienti fra di loro.
4. Montate a neve i bianchi (devono formarsi i ciuffetti di albume) e incorporateli alla pastella, un terzo alla volta: la pastella si addenserà**
5. Ungete leggermente la piastra per waffles  e scaldarla a calore moderato. Versatevi il composto, badando a che questo non strabordi oltre le forme degli stampi, poi chiudete il coperchio e cuocete per 5-6 minuti o fino a quando le cialde saranno leggermente dorate. Staccatele dalla piastra e servitele immediatamente oppure tenetele in caldo nel forno, fino ad esaurimento dell'impasto

Ed ecco le mie note
al solito, partiamo dagli ingredienti
- le patate sono quelle a pasta gialla, piuttosto farinose: a differenza di Purnell, io le ho fatte cuocere intere e con la buccia, per limitare l'assorbimento di acqua, considerato anche che in proporzione c'è tanta farina. 
- ero parecchio perplessa sull'utilizzo della farina forte e alla fine ho usato la 0 della Coop, di tutte la meno forte che avevo , ma mi son dovuta ricredere. In ogni caso, voglio provare con la 00 e vedere cosa succede
- lo zucchero è uno zucchero di canna leggero: da noi non abbiamo tutte le varietà che ci sono in Inghilterra, io ne ho usato uno "basico", poco profumato.
- sul lievito, faccio ammenda, ma non ne ho messo un cucchiaio: ci sono 6 albumi, la cottura è velocissima, la paura era quella di portarsi dietro un retrogusto sgradevole: ho ridotto ad un cucchiaino ed è andata benissimo ugualmente. La prossima volta, quando uso la farina debole, provo ad eliminarlo del tutto. 
- ovviamente, ho unto con olio (nel mio caso, sempre extravergine di oliva)
- per il resto, come da ricetta. l'unica perplessità è sul "thick" dell'impasto, dopo l'aggiunta degli albumi. L'impasto è tutto fuorchè "denso": semmai è arioso e soffice. Ma l'errore è talmente macroscopico che temo in una distrazione dell'editor...
- ogni piastra ha le sue istruzioni: l'importante è cuocere sempre a calore moderato e senza esagerare con la quantità di impasto. Dovete prenderci un po' la mano (con tutta che gli stampi che ho io sono rettangolari, son riuscita a fare degli waggles perfettamente rotondi, per dire...) e controllare dopo 3-4 minuti a che punto siamo. 
- per l'uso che ne fa Purnell, è indispensabile che le cialde siano molto morbide. Se preferite un effetto più croccante, riducete il lievito e prolungate di qualche minuto la cottura. Senza farle bruciare, naturalmente...

Per quanto riguarda il verdetto finale, faccio una media fra il "meno" della quantità del lievito (la vera incognita) e il "plus" della semplicità della ricetta e della bella idea dell'impasto di patate, non proprio genialissima ma comunque originale, se applicata ad una cialda e comunico urbi et orbi che a parer mio questa ricetta è

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