Hugh Fearnley- Whittingstall, The River Cottage VEG
Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: il "Veg" che campeggia a fianco al titolo, in copertina, sta per "vegetariano", non "vegano" e anche se l'invito ad una cucina che fa dei prodotti dell'orto il proprio punto di forza è palese sin dall'introduzione, esso non va inteso nei termini perentori e tassativi a cui ci hanno abituato gli estremismi di certe diete alimentari. Semmai, quello auspicato da Hugh Fearnley- Whittingstall è un approccio sempre più consapevole ad un'alimentazione in armonia con la terra e l'ambiente che ci circonda, parallelamente ad un percorso iniziato dallo stesso autore anni fa, in concomitanza con l'avvio del programma televisivo che lo ha reso celebre in Gran Bretagna e in tutto il mondo, quel River Cottage che è uno dei punti di forza di Channel 4 e della campagna di sensibilizzazione del popolo britannico verso un'alimentazione più sana e genuina.
Per uno che all'anagrafe fa Hugh Christopher Edmund Fearnley- Whittingstall, ha una mamma londinese che colleziona primi premi al Chelsea Floral Show e spende la sua vita scolastica fra i banchi di Eton e di Oxford e il resto del tempo fra le dolci colline del Devonshire, fare il gentiluomo di campagna non rappresenta proprio una scelta così estrema, a maggior ragione se si colloca il personaggio sullo sfondo di quell'Inghilterra solida e rurale che da sempre costituisce l'alternativa tradizionale e un po' snob alle ricchezze facili e recenti dei manager rampanti della City. Ma le apparenze non devono ingannare: a dispetto del nome e degli studi blasonati, Fearnley non ha quarti di nobiltà da rivendicare e neppure tradizioni di famiglia da rispettare: le sue prime esperienze lavorative sono state nelle cucine di vari ristoranti, che furono il trampolino di lancio verso una carriera televisiva all'insegna della spettacolarizzazione e del "basta che se ne parli". D'altro canto, già ai tempi si era fatto notare per una peculiare predilezione per tutto ciò che era "naturalmente strano": in un altro programma televisivo, per esempio, era solito mangiare carcasse di animali ed arbusti con una soddisfazione tale che gli procurò il feroce soprannome di Fearlessy Eatsitall, "mangia tutto senza paura", in chiara assonanza col suo doppio cognome.
Ma la strada verso la gloria, comunque, era segnata e la tappa successiva fu quella che ne consolidò il successo, trasformando il nostro autore in un imprenditore travestito da nostalgico amante della natura: il programma successivo fu infatti River Cottage, dal nome della sua casa di campagna nel Dorset, che divenne il set delle prime tre serie e che oggi è diventato un brand di tutto rispetto, dal punto di vista economico: la romantica casa dell'ex guardiacaccia è stata abbandonata, in favore di una proprietà di 270000 mq di terreno, in cui sorge l'azienda agricola che fa capo a Fearnley- Whittingstall e che è il fulcro di una delle serie più seguite della tv britannica, da poco esportato anche in Australia, e di tutto il business che le gira attorno. E che ovviamente non può non contemplare anche l'editoria: è dal 1996 che il nostro Hugh sforna un libro l'anno ed è dal 2001 che questi riguardano solo ed esclusivamente la filosofia che ispira River Cottage- vale a dire, quel ritorno al cibo genuino, rigorosamente a km zero, meglio ancora se prodotto con le proprie mani o, al massimo, con quelle del vicino.
Non aspettatevi quindi un libro alla Plenty, perchè si rischierebbe di rimanere delusi: l'utenza a cui Fearnley- Whittingstall si rivolge è il pubblico televisivo, connotato quindi da quelle caratteristiche di "medietà" che di solito si accompagnano ai grandi numeri. Nessun appello ad una cucina vegetariana in senso alto, quindi, nessuna sperimentazione, nessun messaggio per pochi eletti, ma un libro per tutti, col dichiarato scopo di proporre ricette capaci di sdognare le verdure dal pregiudizio che le vuole tristi, monotone e poco versatili, senza che questo implichi abilità da grandi chef e, come si diceva all'inizio, un appello ad un'alimentazione che superi il limite dell'abitudine, della pigrizia e della soddisfazione egoistica, per aprirsi ad una concezione più ampia e rispettosa della natura e delle sue leggi.
Il guanto della sfida, quindi, è lanciato- e le Starbookers lo hanno raccolto: da domani, per tre settimane, proveremo le ricette che più ci hanno intrigato di River Cottage -Veg, registrando qui sopra le nostre impressioni, con l'occhio critico bello vispo, dopo il riposo delle vacanze.
Vi aspettiamo qui, tutti i giorni, alle nove.
Buona giornata
Ale
