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giovedì 30 novembre 2017

TIRIAMO LE SOMME?


Uno dei tormentoni che infestano i sonni degli appassionati di enigmi letterari è il titolo del libro che Amleto sta leggendo, quando entra in scena all'inizio del secondo atto. A Polonio che gli chiede che cosa abbia per le mani infatti, il Principe di Danimarca risponde vago "Parole, parole, parole", innescando una catena di ipotesi alle quali oggi possiamo aggiungere un elemento definitivo. Sicuramente, non era un libro di ricette. Perché se  nelle livide mattine degli inverni di Kronburg un caldo profumo di zafferano e cannella avesse dato  il buongiorno al nostro eroe, fra soffici Kanelbullar, profumate Bundtcake, burrosi Brunswick Buns e trionfali Princess Cake, lui sarebbe vissuto felice e contento con la sua Ofelia, modificando il suo celeberrimo monologo in un più goloso "Munnki o Loki's Brownie? questo è il dilemma..."
Stupidaggini a parte, anche questo mese ci siamo divertite. 
Perchè Fika & Hygge, a dispetto della popolarità, delle mode del momento, del prodotto da web prima ancora che da libreria, è un libro che non può mancare sugli scaffali degli appassionati di dolci e di prodotti da forno in genere: le ricette non sono banali, qualcuna si è rivelata di una bontà sorprendente e, in generale, son tutte riuscite al primo colpo. 
L'unico avvertimento, piuttosto importante, è quello di non fidarsi ciecamente del procedimento. Le dosi funzionano, ma la descrizione dei singoli passaggi è, in qualche caso, un po' superficiale. "E' il web, bellezza" e ormai son quasi dieci anni che paghiamo lo scotto ad una comunicazione che tentenna parecchio sulle basi, sacrificando righe di testo preziose a soluzioni grafiche "acchiappalettori". Per fortuna, gli Scandinavi hanno biscotti, lievitati e torte nel DNA per cui le omissioni non sono cosi gravi, come avrete potuto notare anche dalla sfilza di promozioni e di grida di giubilo che hanno fatto da sottofondo ad un Novembre da cui usciamo complessivamente pasciute e soddisfatte. Per cui, se siete appassionati di pasticceria, se vi intriga ficcare il naso nei profumi del mondo, se amate il profondo Nord, in tutte le salse e in tutte le stagioni, aggiungete una riga alla letterina per Babbo Natale, perchè questo è il libro per voi.
E a proposito di Natale: come di consueto, lo Starbook si ferma per tutto Dicembre. Ci sentiremo più avanti per i nostri auguri, ma per ora l'appuntamento è al prossimo anno (e siamo a 8!) con una nuova lista di libri, tutti da provare.
Grazie per la fedeltà e l'affetto con cui continuate a seguirci e arrivederci a Gennaio!

mercoledì 29 novembre 2017

STARBOOKS REDONE DI NOVEMBRE 2017: IL VINCITORE!


Si è concluso mercoledì scorso il Redone di novembre, e vogliamo ringraziare tutte le persone che hanno partecipato con entusiasmo.

Come annunciato nel nuovo regolamento da settembre decretiamo un solo vincitore, che esaminerà però 2 ricette come noi Starbooker, ed avrà quindi la possibilità di dare un giudizio più completo sul libro che ci aiuterà a recensire.

In dicembre il nostro blog si ferma, per consentire a tutte noi di dedicarci ai preparativi del Natale: ci vediamo quindi in gennaio, con l'aiuto di

Chiara del blog Master of Cakes
che vince questa edizione con la sua 
Baked Ricotta and Hazelnut Cheesecake


Invitiamo Chiara a mandarci il suo indirizzo alla mail lostarbook@gmail.com, per ricevere il gadget Starbooks che si è aggiudicata, e...
aspettiamo tutti voi per il nuovo, entusiasmante Redone di gennaio 2018!

martedì 28 novembre 2017

POTATO CAKES


Di Veronica Riccadonna

Adoro i bignè...piccoli dolcetti deliziosi ripieni di una morbida esplosione.
Fino ad ora non mi ero mai cimentata nella loro preparazione, anche se molte volte sono stata tentata.
Questa volta ho preso la palla al balzo e mi sono buttata, e devo ammettere che è stata una scelta azzeccata!

La preparazione di questi dolcetti potrebbe sembrare complicata, ma seguendo bene i passaggi il risultato è garantito!

POTATO CAKES
Da: Bronte Aurell - Fika & Hygge - Ryland Peters


170 g di farina 0
½ cucchiaino da tè di sale
¼ cucchiaino da tè di ammoniaca per dolci
125 g di Burro
1 cucchiaio da tavola zucchero semolato
4-5 uova sbattute in una caraffa

Ripieno
250 ml di panna montata
¼ di porzione di crema pasticciera (vedere sotto la dose intera)

Guarnizione
300-400 g di marzapane (con il 50% di mandorle)
Zucchero a velo e cacao in polvere per spolverare
2 fogli di carta da forno
1 sac a poche con bocchetta liscia grande
1 formina da biscotto rotonda di diametro di 5 cm

Crema pasticcera:
500 ml di latte intero
i semi di un bacello di vaniglia (dividere a meta' il baccello e grattare i semi con un coltellino)
1 uovo intero piu' un tuorlo
100 g di zucchero semolato
30 g di amido di mais
1/2 cucchiaino di sale
25 g di burro

Scaldare il latte in una pentola insieme ai semi del baccello di vaniglia.
In una ciotola a parte, mescolare insieme l'uovo intero e il tuorlo, lo zucchero e l'amido di mais.
Quando il latte arriva al punto di ebollizione, toglierlo dal fuoco e aggiungere un terzo al miscuglio di uova, zucchero e amido di mais e mescolare bene.

Una volta che il tutto sarà mescolato bene, versare il composto nei due terzi di latte caldo.
Rimettere sul fuoco e portare ad ebollizione mescolando attentamente per meno di un minuto, finche' la crema non si addenserà, quindi togliere la pentola dal fuoco e aggiungere il sale e il burro e mescolare bene.
Versare la crema in una ciotola fredda e coprirla con la pellicola trasparente per evitare che formi una crosticina in superficie durante il raffreddamento.
La crema si conserva bene in frigorifere per alcuni giorni.

Marzapane:
200 gr farina di mandorle
100 gr zucchero semolato
100 gr zucchero a velo
1 cucchiaino di estratto di mandorle
1 albume d'uovo (meglio 30 gr di albume pastorizzato)

Frullare insieme tutti gli ingredienti in un mixer fino ad ottenere un composto vellutato.
Avvolgere il composto in un foglio di pellicola trasparente e far raffreddare in frigorifero per almeno 1 ora prima di utilizzarlo.


Preriscaldare il forno a 200°C

Mescolare insieme farina, sale e ammoniaca per dolci.
Mettere il burro, lo zucchero in una casseruola con 275 ml di acqua e sciogliere il tutto a fuoco basso. Aggiungere la farina e incorporare con una spatola finché la miscela non si stacca al bordo della casseruola. Rimuovere dal fuoco e lasciare raffreddare un paio di minuti.
Iniziare ad aggiungere le uova un po’ alla volta all’impasto raffreddato, facendo in modo che, tra un’aggiunta e l’altra, l’uovo sia incorporato bene all’ impasto.
Potrebbero non essere necessarie tutte le uova.
Si deve ottenere un impasto filante che si stacca dal cucchiaio in 3-4 secondi.
Mescolare pazientemente dopo ogni aggiunta di uova  per verificare se ne servono ancora.

Sulla carta da forno, versare 25 generose cucchiaiate di impasto della stessa dimensione e ben distanziate, perché in cottura l’impasto tenderà a gonfiarsi.

Normalmente non uso la sac a poche perché preferisco che la pasta choux assuma una finitura rustica, ma ovviamente se preferite, si possono formare i dolcetti con quella.

Ridurre la temperatura del forno a 180°C e infornare.
Cuocere per 20-25 minuti, finché i dolcetti non risulteranno dorati in superficie.
Non aprire mai il forno durante la cottura.
Per verificarne l’esatta cottura, sfornare un dolcetto e osservare se si affloscia. In quel caso, serve cuocere ancora per alcuni minuti.

A cottura ultimata, estrarre i dolci dal forno e forare la superficie di ognuno per far fuoriuscire il vapore. Lasciarli raffreddare completamente.

Non più di due ore prima di servire i dolci, montare la panna finché risulta soda e mescolarla alla crema pasticcera.

Praticare un taglio orizzontale su  ogni dolcetto e farcirlo con una dose generosa di crema.

Stendere il marzapane su una superficie cosparsa di zucchero a velo e ritagliarle con la formina per biscotti rotonda ed adagiarle sui dolcetti. Spolverare con cacao in polvere prima di servire.
 

OSSERVAZIONI:

Ero scettica sulla copertura di marzapane che non amo particolarmente, ma ammetto che sui dolcetti è perfetta, quindi non omettetela!

Io ho preparato il marzapane in casa, ma va benissimo anche quello acquistato. Consiglio di stenderlo molto finemente.

E' molto importante la cottura in forno, altrimenti una volta aperto i dolcetti si afflosciano. La cottura è giusta quando saranno leggermente dorati in superficie.

La ricetta è

PROMOSSA A PIENI VOTI!

lunedì 27 novembre 2017

MUNKKI - FINNISH DOUGHNUTS

L'autrice si interroga su chi abbia inventato i doughnuts.
Pare che nel nord Europa praticamente chiunque voglia accaparrarsi il primato di inventore di queste delizie e che i Finlandesi preparino una versione autoctona veramente eccezionale: i Munkki, il cui nome si rifà alla forma circolare delle capigliature dei monaci, se mi sono spiegata.
Per una che vivrebbe immersa in ciotole di roba fritta, più che tentazione si è trattato di provocazione.
Mi sono quindi lanciata su un ennesimo lievitato, che ha ingredienti e procedura piuttosto simile alla precedente ricetta da me presentata, e che varia sul tipo di cottura, che è ovviamente frittura in olio profondo.
Il risultato è quello che vedete. Le considerazioni in fondo, come sempre.

Ingredienti per c.ca 20 ciambelline

25 g di lievito di birra fresco o 13 g di lievito secco attivo
250 ml di latte intero
30 g di zucchero semolato
400/500 g di farina 00 più extra per impastare
1/2 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di cardamomo in polvere
50 g di burro fuso
1 uovo battuto
1 cucchiaino di succo di limone
1 litro di olio vegetale per frittura profonda
zucchero semolato o zucchero alla cannella (miscelare nella quantità di 1:5) per rivestire le ciambelle

Se usate lievito fresco, aggiungete il lievito e latte nella ciotola di un mixer con il gancio per impasto. Mescolate fino a che il lievito non sia sciolto.
Se usate lievito secco, versate il latte in una ciotola. Spargetevi sopra il lievito e mescolate. Coprite con pellicola e lasciate in un luogo tiepido per 15 minuti fino a che la superficie non sarà schiumosa.
Versate nella ciotola della planetaria con il gancio per l'impasto.

Aggiungete lo zucchero e mescolate con il gancio fino a che non si sciolga. Miscelate farina, sale e cardamomo e cominciate ad aggiungerlo al mixer un poco alla volta. Interrompete l'aggiunta di farina quando vedrete che l'impasto comincia ad essere appiccicoso, quindi aggiungete il burro, l'uovo ed il succo di limone. Continuate poi ad aggiungere la farina fino a che non avete un impasto compatto ma ancora appiccicoso. Fate attenzione a non aggiungere troppa farina a questo stadio altrimenti le ciambelle saranno asciutte. 

Coprite la ciotola con la pellicola e lasciate l'impasto in un luogo caldo a lievitare per 30/35 minuti o comunque fino a che non abbia raddoppiato di volume. 
Rovesciate l'impasto su una superficie infarinata ed impastatelo nuovamente. Aggiungete un po' di farina se necessario. Tagliate un pezzetto di impasto e rollatelo fino ad ottenere una piccola salsiccia dello spessore di un dito. Unite i bordi per fare dei piccoli anelli di c.ca 5/6 cm di diametro, lasciando un buco di buona dimensione. Infarinate la superficie dove sistemerete gli anelli e continuate. 

Coprite le ciambelline con un canovaccio e lasciate lievitare per altri 30 minuti.

Scaldate l'olio in una padella per fritto profonda fino a 180°. Con attenzione fate la prova con una ciambella. Dovrebbe essere necessario 1 o 2 minuti su ogni lato per ottenere delle ciambelline dorate. 

Cuocete le ciambelle in più tempi e scolatele su carta assorbente prima di passarle nello zucchero alla cannella. Vanno consumate il giorno stesso. 
Note: potete preparare anche dei bomboloni e farcirli con marmellata di lamponi o crema pasticciera. 
NOTE PERSONALI

  • Ricetta spiegata in maniera chiara e procedimento semplice. Naturalmente resta la questione quantità di lievito, sempre eccessiva per le nostre latitudini, ma non è questo che mi ha spinto a provare. In realtà, avendo già fatto molte volte ciambelle fritte seguendo diverse ricette, quello che mi ha incuriosito è stato l'uso di farina debole. Nella tradizione toscana, ciambelline e bomboloni hanno lievitazioni eterne, sopportate da farine che richiedono almeno un W330 se non un W400. Qui l'autrice usa una semplice farina 00 (all purpose - per tutti gli usi). Abbinata ad una elevata quantità di lievito, la lievitazione è velocissima, ma l'impasto, anche al tatto, sembra quasi senza struttura. Infatti nella seconda lievitazione, ho usato l'escamotage del taglio della carta da forno: quando ho formato le ciambelline, le ho sistemate in maniera simmetrica sul un foglio di carta da forno infarinato. Distanziate almeno 3/4 cm l'una dall'altra, al momento di friggerle, ho tagliato la carta in quadrati intorno alle ciambelle e le ho trasportate sulla friggitrice senza toccarle. Ho anche fatto la prova cercando di prenderne una in mano, ma si sformavano terribilmente. Così le ho fatte scivolare dal foglio all'olio senza che perdessero la loro forma. 
  • Per formarle invece, non ho seguito il metodo dell'autrice, ma ho preferito stendere la pasta ad un cm di spessore e copparla con un coppapasta di 6 cm di diametro tagliando il buco in mezzo con un coppapasta di due cm. Questo mi ha consentito di ottenere ciambelle più o meno della stessa dimensione. Le palline che vedete, sono i "buchi" lievitati che ho fritto per primi per  provare la temperatura dell'olio. E che vanno via alla velocità della luce. 
  • Non lesinate la cannella nello zucchero, perché è la ragione di questi dolci. 
  • Appena fritte sono davvero buonissime: croccantine fuori e molto morbide nel cuore. Ma dopo un paio d'ore non sono già più le stesse ed a livello di gusto e struttura, non hanno nulla a che vedere con le nostre.  In bocca, l'effetto è quasi che non abbiano "corpo", non so bene come spiegare ma spero che mi capiate. Vanno benissimo per quando vi viene una voglia improvvisa e non avete tempo di aspettare una notte per la lievitazione, e soprattutto se mangiate immediatamente. Ma niente a che vedere con quelle nostre. 
  • In ogni caso vista la riuscita della ricetta, sono, senza alcuna infamia né lode. 
PROMOSSE 

venerdì 24 novembre 2017

RASPBERRY SQUARES

Immagine del libro, presa dal web
Mi sono innamorata di questi quadrotti non appena ne ho visto la foto sul libro.
Leggendo la ricetta, l'amore si è riconfermato: biscotti di pastafrolla glassati ripieni di marmellata di lamponi (la mia preferita), cosa chiedere di più a un dolcetto? E poi sembravano semplici da fare.
"Ti piace vincere facile?" mi sono chiesta, e la risposta è stata sì.
Certo, un piccolo intoppo c'era: guardando la foto salta all'occhio subito che l'eleganza di questi quadrotti è dovuta ai colori: il bianco della glassa e il rosso e il rosa della momperiglia. Usando le momperiglie multicolori che si trovano sul mercato italiano, l'effetto sarebbe stato decisamente diverso e meno bello. La prima cosa che ho fatto pertanto, è stato tirare fuori il mio flaconcino di momperiglia e separare con pazienza i granellini rossi e rosa da quelli degli altri colori. Un lavoro noioso ma, ne ero convinta, ne sarebbe valsa la pena.
E appena fatti erano graziosi, in effetti. Solo che nel frattempo il sole era tramontato e le luci artificiali non andavano bene per le foto. Poco male, mi sono detta: la frolla si conserva bene in una scatola di latta a chiusura ermetica...
Beh, per conservarsi, la frolla si è conservata; peccato che l'umidità della glassa abbia sciolto il colorante della momperiglia, dandomi questo antiestetico effetto:


Stando a quanto scrive l'autrice, questi dolcetti si trovano comunemente in tutte le pasticcerie scandinave: possibile che non ci sia un trucco per non far sciogliere il colorante? Sono andata a spulciare il sito ufficiale della Aurell, ma le istruzioni, semmai, sono più dettagliate ma darebbero un effetto peggiore: precisa infatti che le perline vanno cosparse sulla glassa subito dopo averla spalmata, cioè quando è umida al massimo, e che a quel punto si hanno due possibilità: o si taglia tutto a quadrotti mentre la pasta frolla è ancora tiepida, il che rende le cose più facili, o si passa tutto in frigo per fare indurire la glassa. Il secondo suggerimento secondo me è folle: l'umidità del frigo farebbe inevitabilmente "lacrimare" la glassa e peggiorerebbe notevolmente le cose.

Il resto delle mie osservazioni lo trovate nelle note; intanto ecco la ricetta.

RASPBERRY SQUARES - QUADROTTI AI LAMPONI
Da: Brontë Aurell - Fika & Hygge - Ryland Peters

Per la frolla:

350 g di farina 00
200 g di burro freddo
125 g di zucchero a velo
1 cucchiaino di estratto di vaniglia o i semi di 1 bacca di vaniglia
1 pizzico di sale
1 uovo

Per farcire:

200 g di confettura di lamponi di buona qualità
300 g di zucchero a velo
1-3 cucchiai di acqua calda
momperiglia per decorare


Preparare la frolla: intridere la farina con il burro sfregando rapidamente tra le dita, in modo da ottenere un composto sabbioso. Unire lo zucchero a velo e la vaniglia e amalgamarli. Aggiungere l'uovo intero e impastare velocemente con la punta delle dita finché l'impasto non sia liscio e stia insieme, facendo attenzione a non lavorarlo troppo. Si può anche preparare l'impasto con il mixer usando il tasto pulse, per non surriscaldarlo. Tagliare l'impasto in due parti uguali e avvolgerle in pellicola trasparente. Schiacciarle in modo da formare pressappoco due quadrati e far riposare in frigo per almeno mezz'ora, prima di usarlo.

Preriscaldare il forno a 180 °C in modalità statica.

Stendere l'impasto col mattarello formando due quadrati di circa 30 x 30 cm, spessi circa 3 mm. Assicuratevi che le dimensioni siano le stesse, visto che dovrete sovrapporli.

Mettere i quadrati di frolla su altrettante teglie e infornarli per circa 10-12 minuti, o finché non siano leggermente dorati. Toglierli dal forno e farli raffreddare su una gratella.

Spalmare su uno dei due quadrati un generoso strato di marmellata di lamponi, stendendolo in uno strato uniforme. Facendo molta attenzione, far scivolare il secondo quadrato sopra al primo, in modo che si sovrappongano perfettamente. Maneggiare con molta delicatezza, per evitare che il quadrato di frolla si rompa.

Mescolare lo zucchero a velo con l'acqua calda formando un impasto liscio. La quantità esatta di acqua dipende dallo zucchero a velo. Se il composto dovesse essere troppo denso, aggiungere qualche goccia d'acqua; se dovesse essere troppo liquido, aggiungere altro zucchero a velo. La consistenza dovrebbe essere quella del miele liquido.
Spalmare uniformemente la glassa sulla frolla, decorare con la momperiglia e fare asciugare.

Aiutandosi con un coltello a lama liscia molto tagliente, pareggiare i bordi del quadrato di pastafrolla, quindi tagliare a quadrotti - 12 pezzi grossi o 16 piccoli - e servire.


OSSERVAZIONI

La prima osservazione l'ho già fatta all'inizio del post: sono dolcetti che si trovano comunemente in tutta la Scandinavia, e io dubito che vengano venduti tutti entro poche ore dall'uscita dal forno. Quindi o loro hanno una momperiglia dai coloranti impermeabili, o c'è un trucco che non ci è stato spiegato.

La seconda riguarda il fatto di infornare i quadrati di frolla subito dopo averli stesi: ho imparato da Michel Roux che è meglio tenere le frolle in frigo per mezz'ora prima di cuocerle, per evitare che si ritirino in cottura. Siccome i miei quadrati erano già alquanto sottili, ho pensato bene di far fare loro anche il passaggio in frigo, invece di cuocerli subito come suggerito dall'autrice.

Ho steso i quadrati di pasta esattamente alle dimensioni di 30x30 cm, ma lo spessore era di 2 mm al massimo. Se si considera che si tratta di un impasto sablé con elevata percentuale di burro, si può essere matematicamente sicuri che i quadrati di frolla, una volta cotti, si romperanno. In più pezzi.
Io francamente avrei usato una frolla con meno burro, più croccante e resistente, e un pochino più abbondante, in modo da consentire di stenderla allo spessore di 3 mm.
Con tutta probabilità ho sbagliato io: avrei dovuto privilegiare lo spessore e adeguare a quello le dimensioni dei quadrati, comunque sia entrambi i quadrati, benché maneggiati con molta cura, si sono spezzati prima a metà e poi in quarti.

Ovviamente i dolcetti sono molto buoni, anche se un tantino dolci per i miei gusti: avrei diminuito la quantità di zucchero nella frolla, visto che ce n'è anche nella confettura e nella glassa. Tra l'altro nel sito ufficiale l'autrice dice che spesso aggiunge alla confettura dei lamponi freschi schiacciati, in modo da aumentarne l'acidità; nel libro purtroppo non fa cenno di questo trucco, che a mio avviso avrebbe fatto la differenza.

In sintesi: l'estetica lascia un po' a desiderare (ma probabilmente è colpa mia), la frolla era insufficiente per le misure indicate (dimensioni dei quadrati e spessore della pasta), era una sablé e quindi delicatissima e il risultato era troppo dolce e stucchevole: qualche accorgimento in più avrebbe reso decisamente più semplice la realizzazione di questi biscottini farciti. Forse sono troppo severa, ma per me la ricetta è

RIMANDATA

giovedì 23 novembre 2017

BUTTERCAKE


Di Veronica Riccadonna

Ho scelto questa torta perché mi ricorda un dolce che amavo molto da bambina.
Ho sempre pensato che prima o poi mi sarei cimentata nella sua preparazione o in qualcosa di simile anche se non amo particolarmente impastare e non possiedo un'impastatrice. Non mi sono fatta assolutamente spaventare dalla quantità di cose da preparare...marzapane, remonce, crema pasticcera, impasto, alla fine il tutto è abbastanza semplice e in un piovoso pomeriggio autunnale è tutto abbastanza rilassante!
Si, ho preparato tutto a mano, anche il marzapane.

BUTTERCAKE
Da: Brontë Aurell - Fika & Hygge - Ryland Peters


25 g di lievito di birra fresco, o 13 gr di lievito di birra secco
150 ml latte alla temperatura di 36-37 gradi
2 cucchiai di zucchero semolato
1 uovo
350-400 g di farina forte
1/2 cucchiaino di cardamomo macinato
1/2 cucchiaino di sale
150 g di burro morbido

per il ripieno:
1 dose di crema pasticcera (vedi sotto)
1 dose di Remonce (vedi sotto)
50 g di uvetta
1 uovo sbattuto per spennellare la superficie
25 g di mandorle a lamelle

per la guarnizione:
50 g di zucchero a velo
1 cucchiaio di cacao in polvere

Per il Remonce:
100 g di marzapane (vedi sotto)
100 g di burro morbido
100 g di zucchero a velo

Per il marzapane (se optate per quello casalingo):
200 g di farina di mandorle
100 g di zucchero semolato
100 g di zucchero a velo
1 cucchiaino di estratto di mandorle
1 albume (meglio 30 g di albume pastorizzato)

Frullare insieme tutti gli ingredienti in un mixer fino a ottenere un composto vellutato. Avvolgere il composto in un foglio di pellicola trasparente e far raffreddare in frigorifero per almeno 1 ora prima di utilizzarlo.

Per la crema pasticcera:

500 ml di latte intero
1 bacello di vaniglia - semi (dividere a meta' il baccello e raschiare i semi con un coltellino)
1 uovo intero + un tuorlo
100 g di zucchero semolato
30 g di amido di mais
1/2 cucchiaino di sale
25 g di burro

1 tortiera apribile del diametro di 26 cm

Se si usa il lievito di birra fresco, metterlo nell'impastatrice insieme al latte e mescolare con il gancio fino al suo scioglimento.
Se si usa il lievito di birra secco, versarlo nel latte appena tiepido in una ciotola e sbatterli insieme, quindi coprire con pellicola trasparente e lasciar riposare in luogo caldo per 15 minuti per attivarlo (vedrete delle bollicine e della schiuma in superficie).
Aggiungere lo zucchero e l'uovo e mescolare a media velocità.
Iniziare ad aggiungere un po' di farina, insieme al sale e al cardamomo e continuare a mescolare.
Aggiungere il burro a pezzetti, alternandolo con la farina e continuare ad impastare.
Quando l'impasto risulterà abbastanza morbido smettere di aggiungere farina (può essere aggiunta in un secondo momento).

Coprire la ciotola con pellicola trasparente e lasciare lievitare in un luogo caldo per 40 minuti.
Versare l'impasto su una superficie infarinata e impastarlo, tenere da parte 2/3 di impasto.

Nel frattempo preparare il remonce e la crema pasticcera.

Per il remonce grattugiare il marzapane in una ciotola, aggiungere il burro e lo zucchero a velo. Mescolare fino a ottenere una consistenza soffice.

Per la crema pasticcera scaldare il latte in una pentola insieme ai semi del baccello di vaniglia.
In una ciotola a parte, mescolare insieme l'uovo intero e il tuorlo, lo zucchero e l'amido di mais.
Quando il latte arriva a ebollizione, toglierlo dal fuoco, versarne un terzo sul composto preparato e mescolare bene. Una volta che il tutto sarà ben amalgamato, versare il composto nei due terzi di latte caldo. Rimettere sul fuoco e portare ad ebollizione mescolando con cura per meno di un minuto o finché la crema non si addensi, quindi togliere dal fuoco, aggiungere il sale e il burro e mescolare bene.
Versare la crema in una ciotola fredda e coprirla con pellicola trasparente per evitare che formi una pellicola in superficie durante il raffreddamento. La crema si conserva bene in frigorifero per alcuni giorni.

Stendere 1/3 dell'impasto lievitato nella tortiera, stendervi sopra uno strato di remonce, quindi spalmarvi sopra una dose generosa di crema pasticcera fino a coprire l'impasto, aggiungere l'uvetta e mettere da parte.

Stendere i due terzi dell'impasto tenuto da parte in un quadrato delle dimensioni di 30x30 cm e spalmare uniformemente sulla superficie il resto del remonce.
Formare un rotolo stringendolo stretto e tagliarlo in 8 parti uguali.
Mettere un rotolino al centro della teglia, sopra la crema pasticcera e i restanti intorno in modo uniforme. Se necessario, premere i rotolini sulla crema.
Coprire la tortiera con la pellicola trasparente e lasciar lievitare per altri 25 minuti.

Preriscaldare il forno a 180 °C.

Spennellare la superficie della torta con l'uovo sbattuto, cospargerla con le mandorle a lamelle e cuocere per circa 20 minuti.
Coprire la parte superiore della tortiera con un foglio di alluminio, abbassare il forno di 20 gradi e cuocere per altri 20 minuti.
Togliere la torta dal forno e coprirla con un canovaccio pulito e umido, per evitare che la superficie si indurisca, e lasciar raffreddare prima di servire.

Per la guarnizione, mescolare lo zucchero a velo con il cacao e aggiungere qualche cucchiaio d'acqua calda e mescolare fino a raggiungere una consistenza liscia. cospargere la glassa sulla torta formando una spirale.
E' consigliabile consumare la torta nello stasso giorno in cui viene preparata.

Osservazioni

La torta è buona, soffice e semplice da preparare anche per chi come me non possiede l'impastatrice: io ho infatti impastato tutto a mano.

A me personalmente il marzapane non piace e temevo che il suo sapore si sentisse molto nel dolce, ma non e' così: si sente un delicato sapore di mandorle buonissimo.

Ammetto che preparare tutti gli ingredienti in casa è un po' lungo, ma per nulla complicato. Per chi non vuole sforzarsi troppo, credo vada benissimo il marzapane acquistato. Io ho voluto sperimentare e mi sono veramente divertita.

La crema pasticcera può essere tranquillamente preparata il giorno prima, così come la pasta di mandorle.

La torta non e' difficile da fare, le due lievitazioni consentono di fare altro nel frattempo.

Per me quindi la ricetta e' assolutamente

PROMOSSA

mercoledì 22 novembre 2017

BRUNSWICK BUN

Fyn è un'isola situata al centro della Danimarca.
Un luogo di incantevoli scenari, terra natia del magico Hans Christian Andersen (e tutti i nostri cuori di bimbe qui fanno un balzo) e del Brunsvinger, un dolce che sembra un pane, costellato da voluttuosi laghetti di burro e brown sugar in cui tuffarsi.
Provate a pensare al soffice e fragrante impasto dei Cinnamon buns, senza essere arrotolato, ma lasciato crescere nel suo stampo avvolto da uno strato sfacciatamente ricco del suo ripieno speziato.
Non è un dolce figo o elegante, ma credetemi se vi dico che ha la consistenza di una favola di Andersen, in grado di commuovere grandi e piccini.
Ingredienti per uno stampo da 35x25 cm - 12 generose fette
25 g di lievito di birra fresco o 13 g di lievito secco attivo
250 ml di latte intero a temperatura di 36/37°C
40 g di zucchero semolato
1 cucchiaino di cardamomo in polvere
100 g di burro molto morbido
1 tuorlo d'uovo
1 cucchiaino di sale fino
350 g di farina forte (io ho usato una W330)

Per la copertura
175 g di burro molto morbido
225 g di brown sugar scuro + 25 g
4 cucchiaiate generose di Golden Syrup
1 cucchiaio di cannella in polvere
1 goccio di estratto di vaniglia

Se usate lievito fresco, aggiungete il lievito e latte nella ciotola di un mixer con il gancio per impasto. Mescolate fino a che il lievito non sia sciolto.
Se usate lievito secco, versate il latte in una ciotola. Spargetevi sopra il lievito e mescolate. Coprite con pellicola e lasciate in un luogo tiepido per 15 minuti fino a che la superficie non sarà schiumosa.
Versate nella ciotola della planetaria con il gancio per l'impasto.

Aggiungete lo zucchero semolato ed il cardamomo in polvere e continuate a mescolare. Successivamente aggiungete il burro molto morbido ed il tuorlo d'uovo. Miscelate il sale con la farina e cominciate ad aggiungerla ai liquidi poco alla volta, continuando ad impastare per 5/6 minuti fino a che non otterrete un'impasto morbido (ma ancora un po' appiccicoso). Interrompete l'aggiunta di farina se l'impasto vi sembra troppo sostenuto (potete eventualmente aggiungerla dopo). Coprite la ciotola con pellicola e lasciate lievitare per 20/30 minuti fino al raddoppio.

Per fare la copertura, mescolate il burro morbido con 200 g del brown sugar, del golden syrup, la cannella in polvere e la vaniglia fino a che non otterrete una crema soffice e spalmabile.

Versate l'impasto su una spianatoia infarinata ed impastate a mano (aggiungendo ulteriore farina se necessario, in quando dovrete ottenere un impasto che sia facile sistemare in uno stampo). Stendete l'impasto dandogli indicativamente la dimensione dello stampo. Trasferitela nello stampo imburrato e foderato con carta da forno, e con delicatezza stiratela verso i bordi. Con la punta delle dita, schiacciate l'impasto formando dei buchi. Maggiori saranno le fossette, maggiori saranno gli spazi dove si nasconderà la copertura, quindi più buono al morso.
Spalmate la copertura sulla superficie aiutandovi con una spatola (passate la crema velocemente al microonde se dovesse indurirsi) in modo che ogni spazio sia perfettamente coperto.
Spolverate con i rimanenti 25 g di brown sugar e coprite tutto con una pellicola, lasciando lievitare per altri 20 minuti.

Preriscaldate il forno a 200°C.
Rimuovete la pellicola dalla teglia e cuocete per 20/25 minuti o fino a che non sia ben cotta. La superficie dovrà essere appiccicosa e lucente. Il tempo di cottura potrebbe variare un poco quindi tenetelo sott'occhio.
Togliete dal forno e lasciate intiepidire. Tagliate in quadrati e servite.
Questo dolce da' il suo meglio nel giorno in cui è preparato.

NOTE PERSONALI

  • Ancora una volta, parlando di lievitati, in questa ricetta la quantità di lievito è decisamente alta. Abbiamo capito che il freddo scandinavo è in grado di spaventare anche il pasticcere più temerario ma in questo caso pretendere di far lievitare un impasto in 20/30 minuti mi sembra eccessivo. Dimezzando la quantità e prolungando ad 1 ora, 1h30, si otterrebbe comunque il medesimo risultato senza alcuna difficoltà. 
  • Per quanto mi riguarda, la ricetta è spiegata bene, in maniera abbastanza accurata. Quello che mi ha lasciata sorpresa, è la diversità di colorazione della superficie tra la mia preparazione e la foto sul libro. La mia è decisamente più scura ed intensa mentre quella del libro ha un color caramello biondo. Mi sono data un paio di motivazioni a cui non credo di essere andata molto lontana: intanto la foto del libro è quella di un dolce ottenuto in uno stampo più piccolo di quanto dichiarato dalla ricetta. Il mio stampo è esattamente della dimensione richiesta, ma mentre sul lato stretto io ho ottenuto 3 belle fette, da quello del libro di fette ne sono solo 2. Questa cosa mi ha fatto anche pensare che la quantità di copertura usata è decisamente minore di quella che invece è richiesta dalla ricetta. Inoltre probabilmente il brown sugar che ho utilizzato e che preparo io con una melassa biologica è molto scuro e questo sicuramente influisce sul risultato finale. 
  • Dopo avere spalmata la copertura sull'impasto, sono stata fortemente scettica che il dolce lievitasse in maniera corretta. Lo strato di burro e zucchero era spesso ed ero convinta che la seconda lievitazione avrebbe fallito. Invece dopo 30 minuti era già pronta per il forno. In cottura ha continuato a crescere e sono emersi molto bene anche i buchini effettuati con i polpastrelli.
  • A livello di cottura, a me sono stati necessari 30 minuti, perché conosco il mio forno, e sicuramente questo ha contribuito a scurire la caramellatura. 
  • Una volta cotta, lasciatela raffreddare 5 minuti magari all'aperto, e poi toglietela dalla teglia facendo molta attenzione perché questa "brioche/torta/pane" è SOFFICISSIMA. Aiutatevi con una spatola staccando bene i bordi e trascinate la carta da forno con sopra il dolce fino alla vostra griglia. 
  • Servitela ancora tiepida: la glassatura crea una crosticina irresistibile che racchiude un cuore soffice e filoso. Il cardamomo e la cannella lasciano un aroma spettacolare e una fetta va via alla velocità della luce. 
  • Siccome è un dolce decisamente grande ed ho rischiato di finirmelo da sola (senza scherzi), ho ricavato le fette separandole con carta da forno e le ho congelate ancora tiepide in sacchettini adatti. Basterà farle poi scongelare e magari passarle un attimo al microonde per tornare a sognare. 
  • Se vi prego di provarla, è perché è spettacolare. E non mi piace esagerare! 
PROMOSSA CON LODE. 



martedì 21 novembre 2017

LOKI'S BROWNIE

Di solito scelgo io le ricette, in base a quello che mi piace fare o che ho in dispensa... di solito ma non questa volta : ha scelto mio marito. Attirato dalla copertina del libro, che è stupenda, l'ha sfogliato e siccome è un accanito fan Marvel , nello specifico della saga di Thor ( Loki è il fratello adottivo di Thor), si è soffermato su questi brownies. Da parte mia adoro questo tipo di dolce, lo avrei scelto in ogni caso. Per farmi perdonare il post della Princess Cake , che era lunghissimo, questo sarà breve. Date una possibilità a questi brownies, saranno unici e sempre diversi, faranno felici grandi e piccini....anche chi non ha mai sentito nominare Loki, Thor e Odino.


Ingredienti per 9/12

200 gr di cioccolato fondente al 70%, di ottima qualità
250 gr di burro non salato
275 gr di zucchero semolato
3 uova
75 gr di farina
50 gr di cacao di ottima qualità
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di estratto di vaniglia o i semini di una bacca
150 gr di farcia a vostra scelta
una teglia quadrata 20x20 , imburrata e foderata con carta forno



Preriscaldare il forno a 170°.
Sciogliere burro e cioccolato in una ciotola resistente al calore, posta su una pentola d' acqua in ebollizione ( l'acqua non deve toccare la ciotola e deve bollire appena ). In alternativa si può sciogliere nel forno a microonde, fare attenzione a fonderlo e non cuocerlo. Mettere da parte a raffreddare ( FOTO 1 TUTTI GLI INGREDIENTI ).
Sbattere zucchero e uova in una ciotola capiente, con una frusta a mano. Non c'è bisogno di sbattere per incorporare aria, poiché i brownies non devono lievitare molto. Quando burro e cioccolato saranno freddi, incorporarli al mix di uova e zucchero.
Setacciare nel composto ottenuto la farina, il cacao ed il sale. Aggiungere la vaniglia e amalgamare con una spatola, fino a quando non sarà tutto liscio, facendo attenzione a non mescolare oltre il necessario. Aggiungere 100 gr della farcia scelta ( FOTO 2 ), amalgamare e versare nella teglia preparata. Spargere sopra  i 50 gr di farcia rimasta ( FOTO 3 ).
Cuocere in forno già caldo per 25/30 minuti o fino a quando uno stecchino infilzato lungo i bordi risulterà asciutto ( al centro invece dovrà essere appiccicoso, ma muovendo la teglia il composto non dovrà oscillare ). Lasciare raffreddare nella teglia,  tagliare a quadrotti e servire.
Suggerimenti per la farcia 150 gr totali
 Noci pecan, noci, noci macadamia, noci brasiliane. Frutta secca, ad esempio uvetta e ciliegie essiccate. Dolcetti o caramelle : marshmallows, Daim bars ( tritate ), caramelle toffee, liquirizia, cioccolato alla menta spezzettato, cioccolato alla nocciola a pezzi, pastiglie di cioccolato.

Note dell'autrice
- Il tempo di  cottura dei brownies può variare, ma se cotti a temperatura più bassa per un periodo più lungo, rischierete meno di sbagliare. Controllare il bordo e non stracuocerli. E' meglio cuocerli leggermente meno, che troppo.
- Un buon brownie al cioccolato raramente non soddisfa. Con questa base si può aggiungere frutta secca o pezzi di cioccolato o dolcetti che sono avanzati. Il nome Loki, deriva dalla mitologia norrena. Loki era il dio dell'inganno e aveva la capacità di cambiare forma. Questo brownie spesso cambia forma al café: può non essere uguale all'ultima volta che è stato ordinato, tranne che per il nome.

Note mie
- Per farcire ho usato quello che avevo in dispensa: uvetta, noci, noci pecan e ciliegie essiccate. Un mix nato quasi per caso e a mio avviso perfetto.
- Trenta minuti di cottura sono stati sufficienti.
 Questa volta tutto perfetto, tempo di cottura compreso. Questi brownies sono SUBLIMI, equilibrati in tutto, morbidi ( la foto parla da sola ) e umidi al punto giusto. Un altro punto a loro favore è il ripieno, può variare in base a quello che abbiamo in casa, rendendoli ogni volta diversi e unici. La ricetta è quindi, senza ombra di dubbio
PROMOSSA




lunedì 20 novembre 2017

REAL CINNAMON BUNS - KANELBULLAR


Ho visto spesso questi profumati dolcetti in giro per il web, ed era da tanto tempo che li volevo provare. La maggior parte delle volte che li ho visti, la formatura data è (quasi) sempre stata quella a girella, ma trovo che quella a nodo sia decisamente più bella.
La scelta di provare questa ricetta dal libro di Novembre, Fika & Hygge di Bronte Aurell, è stata facile, per una volta!
Se amate la cannella, questi dolcetti fanno decisamente per voi,  e l'aria natalizia entrerà immediatamente in casa vostra :)))

tra parentesi e/o in corsivo le mie note


REAL CINNAMON BUNS - KANELBULLAR


Ingredienti per 16 pezzi
Impasto
25 g di lievito di birra fresco o 13 g di quello secco*
250 ml di latte fresco intero scaldato a 36-37°C
80 g di burro fuso e intiepidito
40 g di zucchero semolato
400-500 g di farina bianca forte
2 cucchiaini di cardamomo in polvere
1 cucchiaino di sale fino
1 uovo sbattuto

Ripieno
80 g di burro a temperatura ambiente, più un cucchiaio
1 cucchiaino di farina bianca
1 cucchiaio di cannella in polvere
½ cucchiaino di cardamomo in polvere
½ cucchiaino di zucchero alla vaniglia**
80 g più 2 cucchiai di zucchero semolato
uovo sbattuto per spennellare

Copertura
3 cucchiai di golden/light corn syrup riscaldato
zucchero in granella

2 teglie da forno rivestite con carta forno
* nella parte iniziale del libro, l'autrice scrive che, 25 g di lievito di birra fresco, corrispondono a 13 g di quello secco. In Italia, troviamo bustine di lievito secco da 7 g che, secondo quanto riportato in etichetta, sono sufficienti per 500 g di farina
** io ho utilizzato lo zucchero che aromatizzo con le stecche di vaniglia che ho utilizzato e già privato dei semini

Se usate il lievito fresco, mettere il latte tiepido in una ciotola, aggiungere il lievito (sbriciolato) e mescolare finché non si sarà sciolto bene, poi versare nella ciotola dell'impastatrice.
Se usate il lievito secco, versare il latte tiepido in una ciotola e versarvi il lievito poi mescolare. Coprire con pellicola per alimenti e lasciar riposare per 15 minuti circa in un luogo tiepido, finché non inizieranno a formarsi delle bolle. Versare nella ciotola dell'impastatrice munita di gancio.
Con l'impastatrice accesa, versare il burro, aspettare un minuto poi unire lo zucchero. In una ciotola separata, pesare 400 g di farina, unire il cardamomo, il sale e mescolare. Unire il mix di farina e spezie al latte, poco per volta. Unire metà dell'uovo sbattuto ed impastare ancora per 5 minuti. Potrebbe essere necessario unire ancora un po' di farina. L'impasto alla fine dovrà risultare ancora un po' appiccicoso, quindi non esagerare con la farina, altrimenti i buns risulteranno asciutti. Si potrà sempre aggiungere farina più tardi.
Coprire la ciotola con pellicola per alimenti e lasciar lievitare per 30 minuti circa, o finché l'impasto non sarà raddoppiato in volume. Traferire l'impasto su di un piano di lavoro leggermente infarinato e lavorarlo con le mani, unendo altra farina, se necessario. Stendere (aiutandosi con un matterello) fino ad ottenere un rettangolo di 40x50 cm.
In una ciotola unire il burro, la farina, le spezie, lo zucchero e mischiare con cura per ottenere il ripieno. Aiutandosi con una spatola, spalmare uniformemente il ripieno su tutto il rettangolo, poi piegarlo a metà sul lato lungo. Con un tagliapizza, ricavare 16 strisce dal alto più largo del rettangolo. Prendere una striscia per volta e attorcigliarla su se stessa più volte con cautela (tenendo ferma l'estremità piegata), poi avvolgere a spirale per formare un nodo. Assicuratevi che entrambe le estremità siano incastrate sotto o dentro il bun. Posizionare i bun sulle teglie, ben distanti uno dall'altro, e coprire con un panno da cucina. Lasciar lievitare per 30 minuti circa.


Preriscaldare il forno 200°C. Spennellare i bun con l'uovo sbattuto (la metà avanzata dall'impasto) ed infornare per 12-15 minuti, o finché non saranno dorati (per me 15 minuti). 
Sfornare e pennellare subito con lo sciroppo e cospargere con la granella di zucchero. Coprire immediatamente con un telo da cucina per qualche minuto, per evitare che i buns si secchino.


Note personali

- ho dovuto aspettare 50 minuti affinché l'impasto raddoppiasse di volume, perché in casa mia la temperatura non è alta, ci sono circa 20° C. Vale sempre la regola di verificare la crescita dell'impasto a vista, il tempo indicato è indicativo ;)

- se quando stendete l'impasto per formare il rettangolo lo stesso tenderà un po' a ritirarsi, aspettate qualche minuto poi proseguite nella stesura e vedrete che opporrà meno resistenza.

- se già non lo conoscete, vi svelo un piccolo trucco imparato anni fa dalle mitiche sorelle Simili, per stendere un rettangolo dandogli una forma regolare. Usando il matterello, quando arrivate vicino alla parte finale, fermatevi qualche cm prima, lasciando una parte non schiacciata. Sempre con il matterello, ma girato di 90° rispetto a prima, abbassate la parte

- non avendo mai preparato i Kanelbullar prima, e visto che nel libro non ci sono immagini che aiutino a capire come formare il nodo, ho cercato informazioni su internet, e mi sono imbattuta in un video su Youtube proprio dell'autrice del libro. Ci sono piccole differenze rispetto a quello che la Aurell ha scritto sul libro. Nel video che trovate qui, l'impasto viene piegato in tre e non in due, come indicato sul libro. I buns formati vengono spennellati prima della seconda lievitazione (io ho seguito il libro e l'ho fatto dopo). Nella foto sul libro sembra che i buns siano stati formati con due giri e nel video con uno... Comunque, la diversa formatura non compromette certo la riuscita della ricetta, ma una spiegazione più dettagliata sarebbe stata gradita ;)

La ricetta è:

PROMOSSA 

venerdì 17 novembre 2017

SAFFRON BUNDTCAKE WITH PEARS


Se i dolci di mele mi fanno letteralmente impazzire - il mio dolce preferito è lo strudel - quelli di pere da sempre hanno solleticato meno il mio palato. Perché? Difficile rispondere: le pere mi piacciono e le mangio regolarmente, probabilmente sono solo meno abituata a vederle nei dessert e in effetti, a parte le pere al vino e le classiche torte alle pere e cioccolato, questi dolcissimi frutti vengono impiegati relativamente poco in pasticceria.

Vederle abbinate, nel libro del mese, allo zafferano, mi ha intrigata parecchio e ho voluto provare. La ricetta è semplicissima, non richiede abilità particolari ed è di sicura riuscita. L'unica inesattezza che ho riscontrato è stata nei tempi di cottura, che forse dipendono anche dallo stampo: non possiedo stampi da bundt cake, e sebbene abbia contemplato la possibilità di acquistarne uno per sfornare questo dolce, i prezzi che ho visto in giro mi hanno fatto cambiare rapidamente idea. Ho quindi ripiegato su uno stampo di silicone che avevo già in casa, dalla forma meno fantasiosa ma che si è rivelato utilissimo all'uopo.

Tra parentesi in corsivo le mie note.

BUNDT CAKE ALLE PERE E ZAFFERANO
Da: Brontë Aurell - Fika & Hygge - Ryland Peters


In dicembre in Scandinavia, ci sono molte probabilità che vi venga offerta una brioche di Santa Lucia aromatizzata con lo zafferano. A casa mia è presente anche questo dolce leggero, con zafferano e pere.

Per 10 persone

30 g di pangrattato
50 g di burro + altro per ungere lo stampo
100 ml di latte intero
0,5 g (1/2 cucchiaino) di zafferano in polvere
2 pere grandi o 3 piccole (circa mezzo kg)
1/2 limone (succo)
325 g di zucchero semolato
4 uova
300 g di farina 00
2 cucchiaini di lievito per dolci
1 cucchiaino di estratto di vaniglia (io: i semi di 1 bacca di vaniglia)
1/2 cucchiaino di sale
50 g di yogurt greco
zucchero a velo per decorare

1 stampo da bundt cake o a ciambella del diametro di 25 cm

Preriscaldare il forno a 180 °C in modalità statica.
Imburrare lo stampo e cospargerlo con il pangrattato, quindi scuoterlo per rimuoverne l'eccesso.

Sciogliere il burro in un pentolino insieme al latte e allo zafferano; mescolare per amalgamare e tenere da parte.

Sbucciare le pere ed eliminare i torsoli. Tagliarle a pezzetti e irrorarle con poco succo di limone, perché non anneriscano.

Montare le uova, lo zucchero e il sale in una ciotola per 4 o 5 minuti, finché il composto scrive.
Setacciare farina e lievito e incorporarli delicatamente alle uova montate. Unire lo yogurt greco, l'estratto di vaniglia e il mix burro-latte-zafferano e incorporarli delicatamente. Versare nello stampo preparato in precedenza, adagiarvi sopra i pezzi di pera - affonderanno nell'impasto durante la cottura - e cuocere in forno per 30-35 minuti (a me ci è voluta un'ora) o finché un bastoncino inserito al centro non esca pulito .
Far raffreddare il dolce nello stampo, quindi sformarlo, spolverarlo con zucchero a velo e servirlo accompagnato, volendo, da una cucchiaiata di panna montata.



OSSERVAZIONI

Come dicevo all'inizio, questo dolce è di facile esecuzione: è il genere di dolce che avrei fatto quando ero alle medie, per intenderci.

L'unica inesattezza della ricetta è stata per me nei tempi di cottura: l'ho preparato due volte, ed entrambe le volte ci ha messo un'ora a cuocere. Non so se sia dipeso dallo stampo: forse il metallo conduce meno il calore e riduce i tempi di cottura. Magari invece è questione di forno, in ogni modo l'autrice specifica che bisogna fare la prova stecchino, e con quella di sicuro non si sbaglia.

Lo zafferano nei dolci è stata un'autentica scoperta: insieme alla vaniglia, che lo ingentilisce, il suo aroma risulta delicato e particolare. Ai miei genitori è piaciuto, e nessuno ha indovinato quale fosse la spezia segreta. :-)

Ero un po' perplessa dal fatto che le pere venissero posizionate sopra al dolce invece di incorporarle all'impasto, ma sono affondate regolarmente un po' dappertutto ed è piacevole incontrarle di tanto in tanto.

Il giorno dopo, quando tutti i sapori si sono bene amalgamati, è decisamente più buono. Grazie all'umidità dell'impasto rimane morbido, quindi regge tranquillamente il periodo di riposo.

L'autrice non dice la data massima entro cui consumarlo, ma io direi non oltre i 3-4 giorni. Ma tranquilli, che non ci arriva. 😃

Dolce perfetto per il fika, la pausa caffè & relax scandinava, si adatta perfettamente anche a un tè pomeridiano con le amiche: per me questa ricetta è

PROMOSSA

giovedì 16 novembre 2017

RHUBARB CUSTARD CAKE


Parto subito con un mea culpa, scusandomi per il colore di questa torta che non ha praticamente nulla di quello dell'immagine del libro. Un po' per "colpa" del rabarbaro surgelato che sono costretta ad usare qui, un po' perchè ho voluto seguire alla lettera le istruzioni del procedimento, in cottura, facendo tacere il buon senso. Nel primo caso, è solo colpa mia. Da quando abbiamo scoperto la tradizione nordica delle torte cotte con la crema pasticcera nell'impasto, non c'è altro ingrediente che possa battere il rabarbaro, come complemento, grazie a quella acidità che compensa alla perfezione l'altrimenti "troppo dolce" della base. Nel secondo caso, facciamo metà per uno: di mio ci metto la scemenza, ma il consiglio della Aurell per evitare una torta troppo scura in superifice non sta in piedi. Ma è inutile che mi perda in convenevoli. Entriamo subito in argomento e cominciamo...


RHUBARB CUSTARD CAKE

Di seguito la ricetta originale, a seguire le mie note. Le parti in corsivo sono quelle che richiamo nelle considerazioni finali 


per uno stampo a cerniera di 23 cm di diametro, precedentemente imburrato e ricoperto di carta da forno. 


dai 150 g ai 200 g di crema pasticcera (segue ricetta)
175 g di burro
200 g di zucchero semolato
4 uova leggermente sbattute
200 g di farina per dolci
1 cucchiaino di vanillina o di estratto di vaniglia o i semi di una bacca di vaniglia
1/2 cucchiaino di sale
1 cucchiaino e mezzo di lievito per dolci

per il topping
400 g di rabarbaro
30 g di burro
50 g di zucchero semolato
2 cucchiaini di cardamomo in polvere

per la crema pasticcera
500 ml di latte intero
i semi di  bacca di vaniglia 
1 uovo intero e un tuorlo
100 g di zucchero
30 g di fecola 
1/2 cucchiaino di sale 
25 g di burro

Preparate per prima cosa la crema pasticcera. Seguo il metodo del libro, che è un po' diverso da  quello classico. 
Scaldate il latte con i semi di vaniglia fin quasi al bollore. In una terrina, mescolate le uova con lo zucchero e aggiungete poi la fecola. Stemperatevi un terzo del latte caldo, mescolando bene per incorporarlo, poi trasferite tutto nella casseruola con il resto del latte (ancora caldo), rimettete sul fuoco e sempre mescolando portate a bollore. Il "carefully" del testo suppongo si riferisca all'intensità della fiamma che deve essere lievissima. Fate addensare, mescolando continuamente, per meno di un minuto, poi togliete dal fuoco ed aggiungete il sale e il burro. Mescolate bene, poi trasferite la crema in una ciotola e coprite con pellicola a contatto, per evitare che si formi la pellicina in superficie. 

preparate il topping 
Lavate il rabarbaro e tagliatelo  a tocchetti di 2 cm. In un'ampia padella, fate sciogliere il burro. Aggiungetevi poi lo zucchero e il cardamomo e alla fine il rabarbaro, mescolando in modo che sia ben ricoperto dalla salsina. Fate cuocere per 3 minuti, poi spegnete il fuoco e lasciate in infusione, da parte. 

preparate la base
Con le fruste elettriche, montate il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e spumoso. Aggiungete le uova, sempre montando, uno alla volta. Con una spatola, raccogliete via via l'impasto che si deposita ai lati della ciotola e continuate a montare. Radunate tutti gli ingredienti asciutti in una terrina e incorporateli al resto. 

assemblate la torta
versate la base nello stampo preparato e fatelo assestare in modo uniforme. spalmate poi la crema pasticcera sulla superficie e, in ultimo, il rabarbaro scolato dallo sciroppo. (tenete quest'ultimo da parte, per la presentazione finale). 

infornate a 180 gradi per 60 minuti, abbassando eventualmente il calore se la torta dovesse scurirsi troppo in superficie. Fate la prova dello stuzzicadenti, tenendo conto che la crema pasticcera resterà comunque un po' umida al centro. Sfornate e fate raffreddare slightly (suppongo che voglia intendere a temperatura ambiente), prima di irrorarla con lo sciroppo e servire. 

NOTE MIE

Premetto che il risultato finale è stato talmente superiore alle aspettative e a tutte le prove precedenti che, per quante imprecisioni ci siano nella ricetta, la promozione viene conquistata con merito e sul campo. 
sottolineo anche che ho seguito alla lettera tutti i passaggi, trovandomi poi con un prodotto finale leggermente diverso dalla foto, non solo per colpa del rabarbaro surgelato. Ma perchè, in buona sostanza, se si fa un 4/4 con il lievito e lo si ricopre con uno strato di crema pasticcera, esce per forza una torta alta. Ma andiamo con ordine

1. le dosi della crema pasticcera sono proprio minime: io sono partita da 150 g e ne ho dovuti aggiungere almeno altri 75 g. Il metodo funziona, a patto che sappiate fare una crema pasticcera per conto vostro (e che diate agli avverbi i significati tecnici che letteralmente non hanno)

2. nei 400 g di rabarbaro non è specificato se si intenda o meno al netto degli scarti. ho supposto di si, ma allora lo sciroppo in cui va cotto è poco e non è sufficiente a ricoprirlo tutto, in cottura. Da qui anche la tentazione di farlo cuocere un po' di più (no!!! non si fa!!!), per fargli rilasciare un po' di liquido. 

3. A maggior ragione, una volta che si è recuperato il rabarbaro, quel che resta in padella è davvero una quantità esigua di uno sciroppo che, oltretutto, sciropposo non è, vista la presenza del burro. Diciamo che nella valutazione complessiva, questa è stata la vera delusione dell'intera ricetta, perchè una parte amara, leggermente caramellata e croccante, avrebbe decretato il raggiungimento della perfezione. Ma vabbè. Ho una scusa per rifarla e modificarla un po', a modo mio. 

4. E qui veniamo all'errore. Se la torta dovesse scurire troppo in superficie, basta coprirla con un foglio di alluminio. Ridurre la temperatura è una scemata. Io non so perchè non l'ho fatto, visto che è un trucco che ho imparato praticamente assieme al mio nome. Preciso che la cottura interna era comunque perfetta (anzi, la critica che di solito ricevo è che le mie torte sono tutte poco cotte, per cui stavolta sono state solo lodi-lodi-lodi), ma la superficie deve restare più chiara, non ci sono giustificazioni. Ma non è riducendo la temperatura del forno che si ottiene questo risultato, anzi. Con un consiglio del genere, c'è il rischio di avere una torta "gnucca", compatta, zero ariosa.

6. la crema pasticcera in cottura DEVE rimanere umida, altrimenti è una frittata al rabarbaro su un 4/4 alla vaniglia. Il che funzionerebbe benissimo qui, alle mie latitudini, ma da voi, vivaddio, proprio per niente. 

Ciononostante, seguendo tutti i passaggi, errore ed erroretti compresi, ho sfornato un capolavoro. Migliorabile, dal punto di vista della presentazione e della cottura, assolutamente impeccabile dal punto di vista del gusto. Ragion per cui, questa ricetta è 

DOVEROSAMENTE PROMOSSA 









mercoledì 15 novembre 2017

PRINCESS CAKE




La Princess Cake è una delle torte svedesi più famose, preparata in occasione delle festività. La ricetta originale apparve per la prima volta nel 1948, sul libro " The Princess Cookbook ", scritto da Jenny Åkerström, un'insegnante delle Principesse:  Margaretha, Märtha e Astrid, figlie del Principe Carlo. In origine la torta era chiamata " Torta Verde", in seguito cambiò nome in "Princess Cake" per la predilezione dimostrata dalle Principesse.
E' una torta per le grandi occasioni, l'avevo già vista da Martha Stewart in versione azzurra, insomma era già da un po' che volevo realizzarla.
Quale migliore occasione se non il compleanno di mio marito? Ho dovuto dividere la preparazione in due giorni perchè quella domenica avrei dovuto preparare anche il pranzo. Per lo stesso motivo ho acquistato il marzapane già pronto. Le Rose e le foglie in MMF le ho preparate con largo anticipo e conservate in una scatola di latta. Mi rendo conto, il post è molto lungo. Ho pensato, per facilitare la lettura,  di inserire le note mie,  e dell'autrice, alla fine di ogni singola preparazione.


Ingredienti per 8/10 persone

Per la torta a strati:

25 gr di burro fuso e freddo
4 uova
120 gr di zucchero semolato finissimo
120 gr di farina 00
un pizzico di sale
1 cucchiaino da te di estratto di vaniglia o i semini di 1 bacca

3 teglie da 20 cm di diametro oppure 3 teglie piatte, foderate con carta forno, su cui sono stati posizionati 3 cerchi da 20 cm ognuno, in carta forno.

Per la crema pasticcera

500 ml di latte intero
1 bacca di vaniglia ( solo i semini )
1 uovo intero + 1 tuorlo
100 gr di zucchero semolato finissimo
30 gr di amido di mais
1/2 cucchiaino da te di sale fine
25 gr di burro

Per il marzapane ( il marzapane può essere acquistato già pronto)

200 gr di mandorle finemente tritate
100 gr di zucchero semolato
100 gr di zucchero a velo
1 cucchiaino da te di aroma naturale mandorla
1 albume medio (30 gr ) meglio se pastorizzato

Per assemblare

600 ml di panna fresca da montare
2 cucchiai da 15 ml di zucchero a velo
150 gr di confettura di lamponi di buona qualità
200 gr di marzapane verde di buona qualità o fatto secondo la ricetta e colorato con colorante in pasta, non liquido
Pasta di zucchero rosa e verde o ancora marzapane, per confezionare le rose e le foglie della decorazione finale

Fare la base di torta a strati

Preriscaldare il forno a 180°.
Sbattere uova e zucchero a velocità " alta" con uno sbattitore elettrico, o planetaria, montata con la frusta (FOTO1). Montare le uova a nastro ( alzando la frusta il composto dovrà ricadere in un nastro piatto, che mantiene la forma) (FOTO2).
Usando il fondo di una tortiera del diametro di 20 cm, disegnare le 3 circonferenze sulla carta forno, ritagliare le 3 forme e disporle sulle 3 teglie piatte. Mettere da parte.
In una ciotola a parte mischiare farina, sale e vaniglia (se usate i semini). Setacciare le polveri nel composto di uova montate, poco alla volta, con un movimento a 8 ( incorporare come se con la mano si stesse disegnando un otto, girando la ciotola all'occorrenza e pulendone i bordi ), fin quando non sarà tutto incorporato (FOTO 3). Aggiungere il burro fuso e freddo, facendolo colare da un lato e prestando attenzione a incorporarlo senza smontare il composto.
Dividere equamente il composto nei 3 cerchi preparati, aiutandosi a livellare con il dorso di un cucchiaio. Non preoccupatevi, eventuali sbavature sul perimetro possono esser tagliate via dopo la cottura.
Cuocere in forno già caldo per 5/7 minuti o finché non diventeranno dorate.
Sfornare e lasciare raffreddare completamente prima di rimuovere la carta forno. Se dovesse rimanere attaccata, inumidire delicatamente con acqua fredda, e verrà via con facilità. Eliminare eventuali sbavature dai bordi con un coltello affilato.

Note dell'autrice
- Le 3 basi possono esser cotte in 3 teglie della stessa dimensione ( 20 cm ).
- Questa base a strati è simile ad una Genoise leggera, alcuni aggiungono il lievito ( in questo caso, se proprio volete aggiungerlo, ne basterà un cucchiaino da te, aggiunto alla farina), ma il risultato finale è migliore senza. Il segreto è montare uova e zucchero a nastro ( richiederà alcuni minuti) e aggiungere la farina con delicatezza, per evitare di smontare il composto.

Note mie
- Datemi un buon motivo per ritagliare i cerchi di carta forno, spatasciare il composto delle basi...cuocere e poi tagliare le sbavature....Io non ne ho trovato mezzo...così ho cotto le basi nelle 3 teglie ( imburrate e infarinate), infornato tutte e 3 contemporaneamente e allungato leggermente i tempi di cottura (FOTO 4). Ho fatto raffreddare in teglia e poi avvolto in pellicola senza PVC ( le basi le ho preparate la sera e ho assemblato la torta il mattino successivo) (FOTO 5).

Fare la crema pasticcera

Scaldare il latte ed i semini raschiati dalla bacca di vaniglia in un pentolino ( abbastanza capiente da poter cuocere la crema successivamente).
In una ciotola mescolare uova e zucchero, aggiungere l'amido di mais (FOTO 6 E 7).
Appena il latte raggiunge il punto di ebollizione, togliere dal calore e aggiungerne 1/3 al composto di uova, mescolando in continuazione.
Appena sarà tutto amalgamato, versare il composto di uova nel latte rimasto. Riportare a bollore, sempre mescolando, e fare addensare ( ci vorrà circa un minuto, o poco meno, dal momento in cui inizierà a bollire). Rimuovere dal calore e aggiungere burro e sale (FOTO 8).
Versare in una ciotola fredda e coprire con pellicola a contatto ( senza PVC), per prevenire la formazione della pellicina sulla superficie. La crema si conserva in frigo per pochissimi giorni (FOTO 9).

Note dell'autrice
- Fare attenzione a non bruciare il latte, altrimenti rovinerà tutta la crema.

Note mie
- Il sale l'ho aggiunto poco alla volta, temevo fosse troppo....invece ci sta benissimo.
- La ciotola fredda : ho semplicemente tenuto 15 minuti in freezer un contenitore in vetro con coperchio ( la crema l'ho preparata la sera, coperta con pellicola, raffreddata, conservata in frigo tutta la notte e usata il mattino successivo).

Fare il marzapane (facoltativo, può essere acquistato già pronto)

Frullare tutti gli ingredienti in un robot con le lame, fino ad ottenere un composto liscio.
Arrotolare e dare la forma di un tronchetto, avvolgere nella pellicola ( senza PVC). Fare raffreddare  in frigorifero e attendere almeno un'ora prima dell'utilizzo.

Note dell'autrice
- Poiché è stato usato l'albume per legare il composto, la durata in frigorifero è limitata. Quindi preparare solo la quantità che serve.

Note mie
- Io l'ho acquistato già pronto e poi colorato con colorante in gel verde.

Assemblare la torta

Montare la panna con lo zucchero a velo, a neve ferma. Metterne da parte 2/3. Il restante terzo aggiungerlo alla crema pasticcera ( molto delicatamente per non smontarla ) (FOTO 10).
Assicuratevi che le basi di torta siano tutte regolari, se non lo fossero, pareggiate i bordi. Posizionare una base sul piatto di servizio ( quando la torta sarà finita non riuscirete più a spostarla).
Spalmare uno strato regolare di confettura di lamponi ( 75 gr) sulla base di torta (FOTO 11), aggiungere metà della crema pasticcera alla panna, coprire con un altro strato di torta e ripetere con confettura di lamponi e l'altra metà di crema. Coprire con l'ultimo strato di torta.
Con una spatola da pasticceria, spalmare 3/4 della panna rimasta in cima ( strato molto spesso) e sui lati della torta (strato sottile). Fare attenzione che i lati siano ben coperti, per evitare che la marmellata fuoriesca. Alcuni preferiscono fare una cupola in cima ( con la panna), dipende dal gusto personale.
Stendere il marzapane, sul piano di lavoro spolverizzato di zucchero a velo, oppure sulla carta forno, per evitare che si appiccichi. Formare un cerchio di 35 cm di diametro, abbastanza grande per coprire interamente la torta.
Delicatamente srotolare il marzapane sulla torta ed eliminare la carta forno, se utilizzata. Stendere, facendo molta attenzione a non rompere il marzapane, e coprire tutta la torta, fino in fondo. Quando sarà stesa uniformemente, tagliare l'eccesso alla base e schiacciare delicatamente il bordo verso il basso/interno.
Per fare le rose della decorazione, modellare il marzapane o la pasta di zucchero rosa. Iniziare facendo il bocciolo, formando una lacrima di 2 cm di altezza e attaccando man mano i petali, formando dei cerchietti della stessa altezza e sovrapponendoli. Una volta formata la rosa, tagliare la base ( che sarà cicciotta) e fissarla alla torta. Stendere il marzapane o pasta di zucchero verde e e ritagliare le foglie. Posizionare sulla torta e spolverizzare di zucchero a velo prima di servire.

Note dell'autrice
- Nessuna.

Note mie
- Per comodità mia ho appoggiato la torta su di un cartoncino apposito e poi trasferita sul piatto di servizio.
- La crema alla panna era troppo morbida per esser messa tutta quanta, e reggere il peso senza un sostegno lungo il perimetro...avrei dovuto metterne meno o circondarla con un cerchio regolabile per torte...ma ho seguito lo stesso le istruzioni.
- Per lo stesso motivo la crema tendeva a uscire e ho tamponato mettendo una striscia di acetato lungo il perimetro e dopo ogni passaggio ho messo in frigo la torta. La sosta in frigo, dopo la farcitura con la crema, è stata troppo breve per stabilizzare la torta, di solito servono almeno 2/3 ore. Mi sono quindi ritrovata una torta molto alta e poco stabile da dover ricoprire. Oramai il tempo a disposizione era poco, così ho seguito le istruzioni e l'ho ricoperta subito.
- La torta era molto alta e ho faticato a farmi bastare il marzapane. Tirando per stenderlo, sul fondo l'ho  ho strappato in un paio di punti. Ho rimediato mettendo un nastro ed ho salvato la situazione.
- La torta avanzata l'ho mangiata il giorno successivo e crema e panna erano più compatte. Credo bastasse semplicemente farla riposare qualche ora in frigo, in un cerchio apribile della giusta dimensione, poi ricoprirla di panna e stendere il marzapane.
- Rose e foglie le ho fatte con mmf ( è una pasta modellabile, realizzata con marshmallow e zucchero a velo + poca acqua, da usare in alternativa alla pasta di zucchero), per poterle preparare in anticipo ( FOTO 12/13).
- Una parte della panna montata non si capisce bene che fine debba fare (1/4 avanza dalla panna che è stata messa in cima e lungo i lati della torta). Tanto valeva montarne meno...e così ho fatto, considerando che ho montato separatamente la panna da aggiungere alla crema e quella da mettere sopra ( per essere sicura di aver diviso bene ). Ho sottratto 1/4 dai 2/3 di panna che dovevo montare.
- La torta è divina, equilibrata nei sapori, una delle più buone mai assaggiate. Gli inconvenienti che ho avuto erano facilmente evitabili con un pochino di esperienza, vero è anche che le istruzioni sono poco dettagliate nella fase di copertura e formazione dei decori in pasta di zucchero. Se non l'avessi fatta per Starbooks avrei proceduto diversamente....ma dovevo testare il risultato "come da istruzioni". Quando preparo le torte ricoperte in pasta di zucchero, le faccio sempre assestare da un minimo di 2/3 ore in frigo, a tutta la notte.
Una torta che rifarei adottando piccoli accorgimenti, divina, ha accontentato i palati più esigenti, ma a causa dei piccoli intoppi la ricetta è
RIMANDATA