Pagine

lunedì 13 marzo 2023

LO STARBOOK DI MARZO 2023 È....

 

Tava, di Irina Georgescu


Irina Georgescu è una cara amica dello Starbooks, dai tempi di Carpathia, il libro con il quale si è affermata come la voce più autorevole della cucina della Romania, nel panorama internazionale. Le sue sfide sono state quelle di chiunque cerchi una mediazione, fra una cultura poco nota difficile da penetrare, primariamente dal punto di vista geografico, e un'altra che tende a fagocitare tutto, nel panorama di ristoranti tutti diversi ma tutti uguali che contraddistingue gran parte dello scenario londinese di questi ultimi decenni. 

Irina ci ha provato con Carpathia, con il buon senso di chi sa di dover scendere a patti con i palati degli ospiti se si vogliono avere speranze di riuscire a conquistarli- ed è riuscita nel suo intento. Ai premi e ai riconoscimenti che la sua opera prima ha ricevuto, si è aggiunto un generale attestato di stima che, al di là delle singole ricette, le riconosce il merito di aver abbattuto barriere, con umiltà  e competenza: se oggi la cucina rumena è entrata anche nelle case di chi Romeno non è, è anche per merito di questa carrellata di piatti della tradizione che vengono resi accessibili nella loro preparazione e nei loro sapori, senza stravolgerne l'autenticità. 

Superfluo aggiungere, a questo punto, che dalle nostre parti aspettassimo da un po' una seconda prova, approdata poche settimane fa sugli scaffali delle librerie di mezzo mondo e da noi accolta con soddisfazione ed entusiasmo, complice il fatto che, stavolta, l'attenzione dell'autrice si focalizzi sullo straordinario mondo dei lievitati e dei dolci che costituisce uno dei pilastri della cultura romena, con le sue strette connessioni con il calendario liturgico e agricolo, a costituire una delle ossature del patrimonio culturale dell'intera nazione. 

Tava è dunque una ricerca accurata e scrupolosa di tutte queste ricette che, nel corso dei secoli, hanno riunito attorno ad una stessa tavola etnie diverse, facendole diventare un vero popolo: ai dolci rumeni che costituiscono, ovviamente, la parte più copiosa, si affiancano quelli della tradizione ebraica e delle altre comunità residenti nel  Paese, dagli Armeni agli Ungheresi agli Svevi, tutte accomunate da quel vincolo di ospitalità espresso dal titolo, il romeno per "vassoio", che qui è anche metafora letteraria per indicare la presentazione dei diversi piatti: un invito a favorirne tutti di cui, neanche a dirlo, abbiamo approfittato volentieri e che vorremmo trasmettere anche a voi, nel viaggio che ci aspetta da domani fino alla fine di questo mese. 

Vi aspettiamo!

Alessandra


1 commento:

  1. L'altro libro di Irina Georgescu è sfuggito alla mia attenzione per problemi familiari, però ieri sono andata a sbirciare le "vecchie" ricette per capire l'aspettativa per questo... E sono rimasta piacevolmente sorpresa! Adesso anch'io non vedo l'ora di assaporare la novità e la differenza di questa cucina poco conosciuta, ma vicina! 😋

    RispondiElimina