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venerdì 29 novembre 2013

DELIA'S CAKES: TIRIAMO LE SOMME?

Promossa, promossa, promossa, rimandata, rimandata, e poi per il resto vai col rosario di peana: questo Delia's Cakes ha riscontrato i favori di tutti e acceso entusiasmi come non succedeva da un po': tanto che abbiamo dovuto trattenere due ricette del Redone che già riproponevano le meravigliose torte tratte da questo libro.
Epperò...
Sentite: posso andare controcorrente? E lo posso dire, che questo libro - bellissimo nella grafica, accattivante nella proposta delle ricette, estremamente chiaro nelle spiegazioni- è solo l'ombra di quella che fu la grande Delia Smith dei decenni passati?
Senza nulla togliere a Delia's Cake, sia chiaro. Ma se avete mai letto uno dei classici di questa autrice, probabilmente avrete già capito dove voglio andare a parare. 
Come scrivevo nel post introduttivo, la Smith è una che si è fatta da sola. E' partita dal basso, forte di una grande passione per la cucina, seconda solo ad una straordinaria semplicità nella comunicazione. Le ricette che lei spiegava ai suoi lettori erano i classici della cucina inglese, quelle ricette di famiglia venate magari da una patina di "buone cose di pessimo gusto", non imparate al Cordon Belu, ma apprese nella cucina della mamma e della nonna e presentate su piatti e tovaglie che erano fuori moda già allora, in libri dove le foto scarseggiavano e gli sponsor erano ben di là da venire. Ma ognuna di queste era uno scrigno pieno di tesori: bastava leggerle, per capire che si sarebbero creati dei piccoli capolavori e, soprattutto, che chiunque ci avesse provato ce l'avrebbe fatta. Perchè, a differenza delle altre grandi scrittrici di quei tempi, come la Grigson e la David, la Smith poteva contare su quell'aria materna, tranquillizzante, accudente, grazie alla quale otteneva da subito la piena fiducia dei suoi lettori. "Perchè lo dice Delia" è stato per anni il verbo di una generazione di massaie inglesi, tenaci difensori di una tradizione che rischiava di essere travolta dalle mode dello scatolame prima e dei fast food poi: e se mai la cucina inglese è sopravvissuta a tutte queste bordate, è anche alla Smith (e alla Berry, che con la Smith ha parecchio in comune) che se ne deve il merito. 
Se non mi credete, provate a sfogliare uno dei suoi classici, dall'How to Cook ai manuali sulle stagioni, dai Delia's cookery Courses alla monografia sul Natale: c'è da restare a bocca aperta, per la varietà delle proposte e per la chiarezza delle spiegazioni. E questo, a dispetto i tutto: delle foto, della grafica, delle pose artistiche del cibo e dello sponsor delle teglie, che assicura gli sconti al 75% come prezzo di partenza ;-)

E' per questo che, personalmente, son rimasta un po' delusa da quest'ultima fatica: l'ho comprata per prima, nello Starbooks, perchè non mi perdo un libro, di questa signora. Ma, proprio perchè non mi perdo un libro, l'ho trovata leggermente sottotono, rispetto agli standard a cui mi aveva abituata. Smagliantissima e glamour, nell'apparenza. Stanca, nella sostanza. 
Ovvio che, se invece di chiamarsi Delia Smith, l'autrice avesse avuto un altro nome, probabilmente questo libro sarebbe stato esaminato con un occhio meno critico e con risultati più benevoli. E' il destino dei bravi, quello di generare aspettative sempre più alte e la nostra signora non ne è immune, purtroppo e per fortuna.  Aggiungiamoci anche che non era facilissimo imbattersi in una come la sottoscritta che le ricette della Smith le ha "bevute nel latte": il mio primo Talismano l'ho acquistato qualche anni fa, nell'ultima edizione, ma il mio How to Cook è datato 1971 ed è quello a cui mia madre ispirava gran parte dei piatti che ci propinava in quegli anni: intendo dire che la conosco benissimo e la apprezzo infinitamente di più. Ed è proprio da questa lunga, grata ed affettuosa consuetudine che nascono le mie critiche.

Sia chiaro: parliamo di un gran bel libro, che assicura ampie garanzie di affidabilità e di piena riuscita, molto ben scritto, molto ben spiegato. Se lo avete comprato, magari cogliendo l'opportunità dello sconto di cui sopra, avete fatto un affare, a maggior ragione se siete alla prima esperienza con i dolci inglesi Ma se siete ancora indecisi, dirottate le vostre scelte su uno dei titoli che ho citato prima (su Delia's Christmas, per esempio, a parer mio il più bel libro che sia mai stato pubblicato sulla cucina delle feste in questi ultimi vent'anni). 
A proposito di Natale: con Dicembre, Starbooks e Redone vanno in vacanza. Nei prossimi giorni comunicheremo gli esiti dei vincitori del Redone di Novembre, che ci faranno compagnia da Gennaio, quando torneremo con un nuovo libro e con qualche sorpresa. Fino ad allora, non resta che aspettarci, magari ingannando l'attesa spulciando fra i nostri scaffali, nel caso abbiate bisogno di qualche suggerimento per la letterina a Babbo Natale. 

Ci risentiamo, per il Redone e per gli auguri!

18 commenti:

  1. Ecco, ora devo aggiungere un altro libro alla mia wish list :-)

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  2. Un post magistrale a cui mi inchino, cara Alessandra; perché per me la cucina inglese è stata un'illustre sconosciuta fino a quando non mi sono imbattuta in te. Prima di allora la identificavo con i sandwich al cetriolo e marmellata di fragole che Mrs John Doe mi dava come packed lunch da adolescente, ed è solo grazie a te che l'ho conosciuta, rivalutata e amata.
    Di Delia Smith non conoscevo nulla e questo libro mi ha soddisfatta - parlo da persona che ai dolci preferisce infinitamente i salati - proprio per la chiarezza delle spiegazioni e per la sicura riuscita delle ricette. Però se tu mi dici che Delia ha scritto di meglio, non solo ti credo (già a giudicare da questo libro si vede che è davvero molto brava), ma corro a comperare Delia's Christmas.
    Grazie, come sempre. :-)

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    1. cara mapi, posso risparmiarmi la fatica e sottoscrivere parola per parola quello che hai scritto tu?
      tranne che io Delia's Christmas ce l'ho già!!!!!!! tiè!!! ;) ;) ;)

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    2. I sandwiches al cetriolo fanno parte anche della mia infanzia :D mannaggia a loro, avessero mai offerto una torta tipo queste...

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  3. Cara Alessandra, se ci credi è un mese che metto e tolgo Delia's Christmas dalla mia letterina a Babbo Natale. Ora ho deciso: lo aggiungo e fine! :)
    Devo confessare con molta (moltissima!) vergogna che Delia Smith non la conoscevo.
    Prima di questo mese avevo letto solo una sua frase stampata su "How To Eat" di Nigella: "I love Nigella Lawson's writing and I love her recipes" ma non avevo mai approfondito chi fosse.
    Cosa mi stavo perdendo!!!
    Per fortuna ci sei tu Alessandra con la tua infiniterrima conoscenza che mi salvi dall'oblio!
    Non vedo l'ora che arrivi l'anno nuovo con il nuovo Starbook! :))

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  4. eccomi presente all'appello, che ho redonato la mia torta alle pere e mandorle senza ritegno ah ah!
    Ovviamente neanche io conoscevo Delia Smith quindi non posso fare paragoni con gli altri suoi libri, ma del tuo giudizio mi fido a occhi chiusi, allora a gennaio :-)

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  5. Non conoscevo questa autrice, questa chef made in England ma ho trovato coreografiche e interessanti le sue ricette, grazie per questa nuova "conoscenza".
    Laura

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  6. "Sentite: posso andare controcorrente? E lo posso dire, che questo libro - bellissimo nella grafica, accattivante nella proposta delle ricette, estremamente chiaro nelle spiegazioni- è solo l'ombra di quella che fu la grande Delia Smith dei decenni passati"
    Sono basito, misurata la febbre?, tutto ok....dimmelo che se qualcosa non va ti mando un paio di Kg di mozzarella, chiaramente non quella alla diossina ma qualcosa di indecentemente sano&buono, sono preoccupato, hai presente Aldo di AldoGiovanni&Giacomo quando faceva:"Non ci posso credereeeeee!!!" ecco...leggevo, ritornavo sulle righe e mi ripetevo "Non ci posso credereeee!".
    http://www.youtube.com/watch?v=6aD1Dglsn_0
    C'è una crepa finalmente nell'amore sconfinato per le regine del burro e della cocai...ah no scusa quella è una altra storia (per altro da verificare visto che i divorzi sono anche generatori di bufale...lo vedi torniamo sempre alle mozzarelle)...insomma si vedono le rughe di questa passione anglosassone ed io che amo solo le rughe della mozzarella mozzata a mano non posso che godere di questa constatazione!
    Si vede che è proprio la settimana della "Decadence" :P ahahahahahaha

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    1. 1. la parola rughe, qui sopra, non va nominata
      2. Decadence è il nome di una torta inglese al ciocolato. Libidine allo stato puro. Come vedi, dobbiamo sempre ammirarli. ;-)

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    2. Perchè ho la sensazione che non mi vuoi piu bene?! :)))))))))

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    3. sshhhh... ci leggono tutti!!!! :-)

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    4. Gambetto, prima o poi ci cadrai anche tu. Nella Decadence Cake :D

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  7. hoconosciuto la cucina inglese, anni fa, grazie ad un'amica (inglese of course) e ho iniziato a provar ricette dalle riviste non dai libri...quindi la delia l'ho conosciuta , grazie allo starbooks, con questo libro che ritengo assai meglio di tanti in circolazione. certo se tu instighi all'acquisto di altri suoi libri :-) non mi resta che "allinearmi" ! come non potrei??? bravissima , precisa , profffescionalll come sempre!

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  8. Che belle le tue recensioni Ale! te l'hanno già detto che hai sbagliato lavoro? :-)
    Scherzi a parte, voglio partecipare assolutamente al prossimo Redone!! lo dico lo dico e poi sono ancora qui che lo dico.. mi faccio il secondo regalino di Natale, che il primo è già arrivato ;-) e vado su Amazon a guardare cosa c'è! qualche nostalgia?

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  9. Quindi devo rimettere Delia's Christmas nella letterina a Babbo Natale...l'avevo gia' chiesto quando e' uscito, arbitrariamente sostituito dal vecchietto dall'abito rosso con il Nigella Christmas che, a suo insindacabile giudizio, era piu' bello...Ora lo pretendo e ovviamente ti citero' nella letterina, sallo!! Ma dato che non ho gli altri libri dell'adorabile Delia, che conosco solo per i suoi programmi tv, io quasi quasi mi lascio tentare da questo suo Cakes....da quello che ho visto in giro non credo che rimarrei delusa...

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  10. Aspettavo la recensione finale di questo libro! Mi è piaciuto da subito. Cercherò sicuramente Delia's Christmas e gli altri titoli! Grazie!

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  11. Direi un bellissimo resoconto... e quel Delia's Christmas mi sa che diventerà anche Giulia's Christmas :D

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