Pagine

venerdì 13 ottobre 2017

NOT-QUITE-BONNIE'S RUGELACH


Diciamocelo, è anche da questo che si capisce di avere a che fare con una sweet dummy: se Ottolenghi nel suo nuovo libro non fotografa il prodotto finito, un motivo ci deve essere.
Io me ne sono resa conto solo al momento di realizzarli, e a quel punto ho deciso: avrei fatto come Yotam, avrei pubblicato solo le foto dei Rugelach in preparazione. Poi però ho guardato quei cornetti dorati, e mi sono detta che non era giusto: anche loro avevano il diritto di comparire tra le pagine dello Starbooks, in fondo non è colpa loro se la mia manualità è quella che è.

Quello che mi ha incuriosito di questa ricetta, e che mi ha spinto a provarla, è stata la pasta "sfoglia" senza uova e senza zucchero, ma con formaggio cremoso (il Philadelphia, per intenderci). Sicuramente i nostri lettori dal "pollice dolce" la conoscono già, per me invece era una novità.

Confesso che ho avuto un po' paura del mio risultato finale: il robot da cucina è in assistenza e ho dovuto impastare a mano, ho quindi temuto di averlo lavorato troppo e di avere irrimediabilmente rovinato l'effetto sfogliato.
In realtà avevo fatto i conti senza Yotam, che evidentemente ha a che fare con gli sweet dummies tutti i giorni: di sicuro i suoi sono più sfogliati, ma la leggerezza e la delicatezza dei miei mi hanno comunque conquistata. Ma vi sto spoilerando...

Prima di passare alla ricetta, mi sono documentata su che cosa fossero i Rugelach. Da Wikipedia:
Il Rugelach (Yiddish: רוגעלך) è un dolce tipico della cultura Ebraica di origine Aschenazita. [...] Fedele alle sue origini, il nome viene dallo Yiddish: il finale ach (ך) indica il plurale, mentre la particella el (ל) indica un diminutivo; la radice Rug del nome significa "rigirato" oppure "rivoltato", in riferimento alla forma di questi dolci. La traduzione finale può quindi essere "involtini dolci". 
I Rugelach sono preparati con una pasta di panna acida (ricetta tradizionale), o, alternativamente di formaggio cremoso (più recente, probabilmente introdotto da Ebrei Americani); esistono anche versioni prive di derivati del latte, tale da far sì che il dolce possa esser consumato insieme o dopo un pasto di carne e rispettare le regole kosher di tradizione Ebraica. Il ripieno può variare: uvetta, cioccolato, nocciole, marzapane, cannella o frutta candita.

Fin qui tutto bene, ma Bonnie? Lo spiega Yotam nell'introduzione: la ricetta è di Bonnie Stern, la "mamma Canadese" sua e di Sami Tamimi, co-autore di Jerusalem, solo che Bonnie usa la marmellata di albicocche, lui ha preferito usare la cotognata. Da qui il nome: i Rugelach non proprio di Bonnie.

Tra parentesi e in corsivo le mie note.

NOT-QUITE-BONNIE'S RUGELACH - I RUGELACH NON PROPRIAMENTE DI BONNIE
Da: Yotam Ottolenghi - Sweet - Ebury Press


Per 24 pezzi

Impasto:

160 g di farina 00
1/8 di cucchiaino di sale
1/4 di cucchiaino di lievito per dolci
La scorza grattugiata di 1 piccolo limone non trattato
Semi di 1/4 di bacca di vaniglia
125 g di burro non salato, freddo di frigorifero
125 g di formaggio cremoso (io Philadelphia), freddo di frigorifero

Ripieno:

40 g di gherigli di noce
100 g di light brown sugar* (io zucchero muscovado)
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
150 g di cotognata
1 cucchiaio di succo di limone

Per decorare:

1 uovo grande leggermente sbattuto
25 g di zucchero Demerara


Per preparare l'impasto, mettere la farina, il sale, il lievito, la scorza di limone e i semi di vaniglia nel robot da cucina e azionarlo per 15 secondi circa, per amalgamarli.
Aggiungere il burro tagliato a dadini e azionare l'apparecchio per qualche altro secondo, finché abbia raggiunto la consistenza di briciole di pane fresco.
Unire il formaggio cremoso e fare andare l'apparecchio fino a quando l'impasto non cominci a formare una palla attorno alla lama. Non lavorarlo troppo, o l'impasto risulterà duro.
Rovesciare l'impasto sulla spianatoia leggermente infarinata e lavorarlo per qualche secondo, giusto il tempo di compattarlo.
Dividere l'impasto in due parti e avvolgerlo morbidamente con pellicola trasparente, quindi schiacciare per formare due dischi. Trasferirli in frigorifero per almeno un'ora.

Preriscaldare il forno a 180 °C in modalità statica o 160 °C in modalità ventilata.
Foderare due teglie con carta forno.

Per il ripieno, disporre le noci in una teglia e farle tostare in forno per 5 minuti. Toglierle dal forno, farle raffreddare, quindi frullarle finemente e mettere in una ciotola insieme al light brown sugar/zucchero muscovado e alla cannella, mescolando perché si amalgamino bene. Tenere da parte.
In una ciotola separata unire la cotognata e il succo di limone e mescolarli fino a ottenere una crema liscia. Se la vostra cotognata dovesse essere troppo solida, scaldatela un pochino su fiamma bassa (o passatela 10 secondi al microonde) per ammorbidirla, finché raggiunga la consistenza di una marmellata densa, ma spalmabile. Conservare in frigorifero fino al momento dell'uso.

Estrarre dal frigo un disco di impasto e stenderlo con il mattarello sulla spianatoia leggermente infarinata, formando un disco di circa 24 cm di diametro, spesso 2 mm.
(io ho preferito stendere l'impasto tra 2 fogli di carta forno leggermente infarinati: trucco da sweet dummy). Aiutandosi con una spatola o con il dorso di un cucchiaio, spalmare metà cotognata in uno strato sottile e uniforme, e cospargere con metà del composto di zucchero e noci.
Tagliare in 12 triangoli con un coltello a lama liscia o con una rotella da pizza. Il modo più semplice è quello di suddividere il disco in quarti, poi ogni quarto in due terzi.
Arrotolare strettamente ogni triangolo partendo dalla base fino ad arrivare alla punta, chiudendo così il ripieno.
Adagiarli man mano sulle teglie preparate in precedenza, tenendo la falda sotto e distanziandoli di 3 cm uno dall'altro. Mettere le teglie in frigo per almeno mezz'ora, prima di cuocerle.

Se Yotam dice di appoggiare la falda sotto, il motivo c'è! 😅
Alzare la temperatura del forno a 200 °C in modalità statica o 180 °C in modalità ventilata.
Sbattere l'uovo con un cucchiaio di acqua e spennellare i Rugelach appena prima di infornarli. Cospargerli con poco zucchero demerara e passarli in forno per 20-25 minuti, girando le teglie a metà cottura in modo che cuociano uniformemente, assumendo un bel colore dorato.
Non preoccupatevi se un po' del ripieno fuoriesce: darà un delizioso sapore caramellato ai bordi dei dolcetti. Togliere dal forno e far raffreddare per 10 minuti prima di trasferirli su una gratella e farli raffreddare completamente.

I Rugelach si conservano fino a 4 giorni in un contenitore aperto, separati con la carta forno (secondo me si possono mettere nei pirottini, è più pratico). Non usate un contenitore a chiusura ermetica, perché lo zucchero si scioglierebbe, rendendoli molli e appiccicosi.

L'impasto può essere fatto il giorno prima e tenuto in frigo, oppure può essere congelato fino a 3 mesi. Prima di usarlo, scongelarlo in frigo per una notte.

Anche i Rugelach già fatti (ma non spennellati) possono essere congelati per 3 mesi: quando si è pronti per cuocerli, spennellarli con l'uovo battuto e cospargerli di zucchero demerara. Infornarli da congelati, aumentando i tempi di cottura di uno o due minuti.

OSSERVAZIONI

- Come dicevo nell'introduzione, ho il robot in assistenza e ho dovuto impastare a mano. Ero terrorizzata dalla possibilità di lavorarlo troppo e scaldarlo, rendendolo irrimediabilmente duro, motivo per cui mi sono aiutata con un aggeggio comprato negli USA qualche anno fa. Evidentemente ha funzionato e comunque la ricetta di Ottolenghi è a prova di dummies, perché mi sono venuti dei dolcetti leggeri e sfogliati.
Immagine dal web

- Il ripieno è decisamente abbondante: ne ho spalmato metà nel primo disco, e il ripieno è fuoriuscito abbondantemente, dando un aspetto poco invitante ai miei Rugelach. Mi sono contenuta nella seconda teglia, ed è andata meglio. Sospetto però che le mie scarse capacità di pasticcera c'entrino per qualche cosa. 😏

- Per ottenere dei dischi regolari, ho prima steso l'impasto, poi ho rifilato i bordi, quindi l'ho steso ancora un poco: si è rivelato un ottimo trucco. Ho reimpastato i ritagli e ne ho fatto qualche raviolino, che ho farcito con 1 cucchiaino di crema di cotognata e un poco di zucchero e noci: buonissimi anche quelli, sicché per usare il ripieno rimasto ho rifatto un impasto con metà dose degli ingredienti, e ne ho fatto raviolini.

- Sapore delizioso, ricetta tutto sommato facile da fare e pratica, grazie ai consigli di eventuale congelazione di Ottolenghi: per me la ricetta è assolutamente


PROMOSSA

Ah, nel caso foste curiosi, i Rugelach di Ottolenghi sono così e il ripieno non è eccessivo: ve l'avevo detto che sono una sweet dummy... 😄

Immagine dal sito di Yotam Ottolenghi

14 commenti:

  1. Mapi, altro che sweet dummy, ti sono venuti benissimo!! Sorrido perché la sfoglia col Philadelphia è quella dei “cornetti furbi” che rimane la ricetta più cliccata del mio blog da anni e che tante critiche e polemiche mi attirò in passato...comunque sia il risultato è spettacolare, buonissimo e....sfogliato! Dopo Oreo e Lotus veramente ormai sei sulla cattiva strada ahahahaha bravissima e grazie!!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ...E io lo sapevo che le persone dal pollice dolce dovevano conoscerla, questa sfoglia! Per me è stata una scoperta... e sì, sono decisamente sulla cattiva strada: chissà se e quando riuscirò a tornare sulla retta via? ;-)
      Un abbraccio.

      Elimina
    2. Ciao Mapi sono la meringa, visto che ti sei cimentata anche sulla finta sfoglia, allora mi domando, ma quando ti deciderai a scoprire anche le molteplici gioie che solo la meringa è in grado di farti vivere? 😊

      Elimina
  2. Visto che siamo a sfogliare in questo periodo, mi toccheranno anche questi.
    Ma a voi la cotognata non fa venire un'immediata nostalgia? O sono la sola a cui la mamma la dava per merenda, incartata nella carta oleata? E che sapore meraviglioso?
    Questi dolci sono da sturbo. Mapi, cominciamo a rivedere la tua posizione sulla pasticceria?
    Un abbraccio gigante.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me la portava un conoscente, la preparava la sua mamma e per me era festa !!! Iniziavo a pizzicare una formina....poi dicevo basta ...la guardavo e riprendevo finché non era finita tutta XD

      Elimina
    2. La prima cosa che ho pensato, vedendo che all'MTC c'erano i cornetti, è stato proprio sfruttare questa sfoglia. Poi ho letto il regolamento...
      Io purtroppo non impazzisco per la cotognata, però me la sono procurata per questa ricetta e l'ho ampiamente rivalutata!
      Grazie Patty.

      Elimina
  3. La mia brutta abitudine di comprare le cose in offerta...ho un bel barattolo di cotognata che sta aspettando di essere utilizzato !!! Questi dolcetti mi ispirano parecchio *___* e io che manco li avevo guardati perché non c'era la foto dei dolcetti cotti... Grazie Mapi !!! Un abbraccio grande :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono facili da fare, e per una brava pasticcera come te saranno un gioco da ragazzi... e soprattutto so già che ti piaceranno un sacco! ;-)
      Baciotti.

      Elimina
    2. P.S.: ieri sera sono stata sul punto di acquistare della custard powder in offerta. Poi ho visto che scadeva in ottobre 2017 e ho lasciato perdere. ^_^

      Elimina
    3. Lascia perdere....sai quante volte cucino in base alla scadenza dei miei acquisti compulsivi O___O e la ricetta l'ho già segnata tra le cose da fare ...:*

      Elimina
    4. Mapi, anch'io stavo per comprare la custard powder...

      Elimina
  4. Oh Mapi hai creato dei "cornetti" proprio belli, la fuoriuscita della cotognata è inevitabile in cottura. La sfogliatura mi sembra venuta molto bene. Ho fatto questa finta sfoglia una sola volta, anni fa e non ricordo quale ricetta avessi usato ma il risultato non mi aveva fatto impazzire... e adesso, grazie a te mi sento di rivalutarla. Nella foto di Ottolenghi non ci vedo dei cornetti ma delle rotelline e quelle sono anche più semplici da fare, quindi un punto tuo favore, altro che dummy... voglio provare a farli ma se non trovo la cotognata non mi farò problemi ad usare la marmellata di albicocche, tra l'altro ne ho una in frigo buonissima. Brava Mapi ottima scelta, ma ho come l'idea che con questo libro sarà difficile rimanere delusi 😍😊😋

    RispondiElimina
  5. Della sfoglia con Philadelphia ne avevo sentito parlare ai tempi del forum di Cucinait, e l'avevo anche provata! Sarà arrivato il momento di tornarci sopra?!? Grazie, Mapi! Altro che Sweet dimmi!!!

    RispondiElimina
  6. Altreo che sweet dummy, Mapi! Io ne afferrerei giusto un paio all'istante! Ho sentito spesso parlare di questa sfoglia ma non mi sono mai azzardata a prepararla. Temo di essermi persa qualcosa. Dovrò rimediare.

    RispondiElimina

Spammers are constantly monitored